Recensione 'La promessa del tramonto' di Nicoletta Sipos - Garzanti

by - 6/24/2017 08:00:00 AM

Si dice che l'amore superi ogni ostacolo. Per Tibor, giovane medico ebreo in fuga, è questa l'unica speranza a cui aggrapparsi. Tibor ha passato la sua vita scappando. Prima dalle leggi razziali dell'Italia fascista e dai campi di lavoro della seconda guerra mondiale. Poi dall'odio strisciante dell'Ungheria del 1951, in cui imperversa la dittatura stalinista. Un regime che un uomo come lui non può accettare. La sua colpa è sempre stata una sola: quella di esistere. E adesso che è nascosto in un ripostiglio buio di una nave che dovrebbe portarlo verso la libertà, la luce che illumina il suo cammino è lei. Sara. La donna per cui ha rischiato tutto. La donna che ha cambiato la sua esistenza con uno sguardo. La donna che lo aspetta, già in salvo, in Italia. La guerra e la famiglia di Sara, che non credeva nella forza dei loro sentimenti, hanno provato a dividerli. Ma nessuno è riuscito a spezzare il legame che li unisce, e ora Tibor sta cercando di raggiungerla. Vuole costruire, per loro e i loro figli, un futuro migliore. Perché Tibor e Sara si sono scambiati una promessa: la promessa di riconquistare, nonostante tutto, la felicità che si meritano. La felicità che si meritano i loro figli. Insieme hanno combattuto. Hanno sfidato la violenza e l'orrore. Hanno superato notti infinite e pericolose. Ma non hanno mai dimenticato chi sono. E hanno capito che, finché saranno una cosa sola, nessuno potrà togliere loro la dignità e il coraggio.


Titolo: La promessa del tramonto
Autore: Nicoletta Sipos
Editore: Garzanti
Data di pubblicazione: 8 settembre 2016
Pagine: 323

Trama: 4  Personaggi: 3  Stile: 3 




La promessa del tramonto è tratto e ispirato da una storia vera, quella di due innamorati, Tibor, un medico ungherese di origine ebraica e Sara, un’infermiera italiana. Il loro amore, purtroppo, nasce in un’epoca in cui i regimi politici avevano potere decisionale sulla vita e sulla morte delle persone. Un amore, quindi, contrastato da subito: le leggi razziali, in vigore in Italia prima e in Ungheria poi, impediscono l’unione tra razze miste.

In questo romanzo, seguiremo Tibor Swartz nel viaggio che intraprenderà per raggiungere l'Italia insieme alla moglie e ai figli. Tibor deciderà di affidarsi al capitano di una nave che trasporta passeggeri clandestini in cerca di libertà. Rinchiuso nel doppio fondo di un armadio, Tibor intraprenderà un viaggio mentale che lo porterà a ricordare una vita fatta di paura a causa del razzismo nei confronti degli ebrei.

La parte storica del romanzo è assolutamente impeccabile. Ciò che manca, probabilmente, in questo libro è la parte emotiva, quella che avrebbe aiutato il letto ad entrare in sintonia con Tibor e con gli altri personaggi, a palpitare per la sua storia, a fremere di paura assieme a lui. 
Spesso, durante la lettura, ho avuto l'impressione di avere tra le mani un saggio più che un romanzo. 
Manca il coinvolgimento perché i personaggi risultano distanti, freddi, quasi irraggiungibili.
Credo che questo sia da imputare ad uno stile, quello dell'autrice, che per quanto impeccabile, risulta molto distaccato. Ed è un vero peccato perché la storia in sé avrebbe potuto dare molto di più.


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2 pensieri dei lettori

  1. un peccato per la parte emotiva del libro, forse avrebbe dato quel pizzico di sapore in più. avevo adocchiato anche io questo titolo e mi sembra che in biblioteca ce l'abbiano. lo terrò da parte per un periodo in cui sarò più tranquilla e meno carica di letture.

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