Recensione 'Cose che non voglio dimenticare' di Lara Avery - Mondadori

by - 3/20/2017 08:00:00 AM

Se stai leggendo queste parole, probabilmente ti stai chiedendo chi sei. Sei me, Samantha Agatha McCoy, in un futuro non troppo lontano. Sto scrivendo queste righe per te. Dicono che la mia memoria non sarà più la stessa, che comincerò a dimenticare le cose. Per questo ti scrivo. Per ricordare. Samantha aveva in testa un piano ben preciso. Per prima cosa vincere il campionato nazionale di dibattito, poi trasferirsi a New York e diventare un affermato avvocato per i diritti umani. E infine, ovviamente, conquistare Stuart Shah, il ragazzo di cui è pazza. Tra lei e i suoi progetti però si mette in mezzo la rara malattia genetica di cui è affetta e che poco alla volta; così dicono i medici; le porterà via la memoria e la salute. Ma tutto si può dire di Sammie tranne che sia una diciassettenne che si abbatte facilmente. A un destino tanto assurdo, infatti, decide di opporsi con tutte le sue forze. E lo fa nell'unico modo che conosce: scrivendo. In un diario assolutamente non convenzionale, indirizzato alla sua futura sé e ribattezzato Libro delle cose che non voglio dimenticare, inizia ad annotare tutti i momenti belli (e meno belli) della sua vita: dal riavvicinamento al suo più vecchio e caro amico ai mille modi che lui si inventa per farla ridere, al primo romanticissimo appuntamento con il suo grande amore. E poi, ancora, dalle persone che le hanno spezzato il cuore e quelle che glielo hanno "aggiustato". Perché se davvero lei dovrà andarsene presto, almeno lo farà con la consapevolezza di aver prima assaporato tutto ciò che la vita poteva regalarle.


Titolo: Cose che non voglio dimenticare
Autore: Lara Avery
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 14 marzo 2017
Pagine: 307

Trama: 3  Personaggi: 3  Stile:  3 


Leggo questo libro e vengo subito conquistata dall'incipit: trovarmi davanti ad una ragazza di 17 anni che scrive una sorta di diario alla se stessa del futuro, mi ha affascinata!
Sei me, Samantha Agatha McCoy, in un futuro non troppo lontano. Sto scrivendo queste righe per te. Dicono che la mia memoria non sarà più la stessa, che comincerò a dimenticare le cose. All'inizio solo qualcosina, poi molto di più. Quindi scrivo per ricordare.
L'autrice ci catapulta immediatamente all'interno della storia e della vita di Samantha, la protagonista, una ragazza come tante che, alle soglie del diploma, scopre di essere affetta da una patologia denominata Niemann-Pick di tipo C.
Sammy cerca di non lasciarsi condizionare dalla malattia e, nonostante il parere contrario dei suoi genitori, continua a portare avanti i suoi progetti!

Per quanto mi riguarda, questo romanzo può dividersi in tre parti. Inizialmente, come detto, sono stata affascinata dal tipo di storia, da questa ragazza che, nonostante sino a quel momento sia stata sempre un po' schiva, cerchi di prendere fiato e lanciarsi a capofitto nella vita!
La parte centrale del romanzo è stata, per me, la più debole, quella che, sicuramente, fa catalogare questa storia come young adult. Sammy ha sempre avuto una cotta per Stuart, un ragazzo di un paio d'anni più grande di lei. I due iniziano ad uscire assieme, finché nella vita della ragazza torna a fare capolino anche Coop, suo amico d'infanzia.
Non penso ci sia bisogno che io stia qui a raccontarvi cosa accadrà, perché è tutto abbastanza scontato ed è proprio qui che il romanzo sfocia nella più assoluta banalità, raggiungendo picchi di noia che mi hanno fatto spesso pensare di abbandonarlo.
Giunta alla fine, però, ho dovuto riconoscere che la Avery è stata in grado di concludere degnamente il romanzo, mettendo in piedi una conclusione degna dell'incipit.

Ho riflettuto un po' prima di scrivere queste righe perché, proprio in questi giorni, si discuteva di quanto io avessi amato, anni orsono, il primo romanzo di Alessandro D'Avenia, Bianca come il latte rossa come il sangue, e di quanto, invece, una mia amica poco lo abbia apprezzato.
Lo ammetto: ho risfogliato il libro e mi sono resa conto che rileggerlo adesso non susciterebbe in me lo stesso piacere e le stesse emozioni provate tanti anni fa.

A fronte di ciò, credo che quello che Cose che non voglio dimenticare sia un bel libro, sicuramente ben scritto e con una storia forte alla base, che, purtroppo, passa in secondo piano per far spazio alla classica storiella d'amore tra ragazzini. Un bel libro che potrebbe, però, apparire bellissimo agli occhi di un adolescente!

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19 pensieri dei lettori

  1. Questo romanzo non lo conoscevo affatto! Hai ragione, la premessa è proprio interessante... però la parte di mezzo di cui hai parlato mi respinge non poco. È già da un po' che sono stufa delle solite storie senza niente di speciale da dire e cerco sempre quel qualcosa in più che, da come ne parli, mi sembra questo libro non abbia... dunque niente, mi sa che questa volta passo!

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    1. E fai bene! Mi sembrava tanto carino, dalle premesse e invece niente di che!

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  2. L'ho finito sabato notte tra singhiozzi e singulti e non sono ancora sicura di essermene fatta un'idea precisa. Non mi sono mai annoiata e la parte ya mi è piaciuta....
    Ci devo pensare ancora un pochino.
    ciao da lea

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    1. Io invece ho avuto subito chiaro cosa ne penso, ma solitamente mi succede così!

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  3. La premessa mi ha catturata! Non so se sono pronta ad un altro ya, ma potrebbe essere una delle prossime letture in sospeso xD Ahia, non sono un'adolescente da un pezzo!!

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    1. No, non sei un'adolescente ma, a differenza mia, ami il genere!

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  4. Cercavo giusto una recensione chiara di questo romanzo. La parte Y.A. associata alla protagonista malata mi richiama un po' quel "Colpa della stelle" che ho cordialmente detestato. Mi sa che passo. Grazie della dritta :)

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    1. Mai letto Colpa delle stelle, ma sono sicura che lo detesterei e non solo cordialmente =D

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  5. E' con sgomento che mi sono resa conto che oramai, per me, il momento dell'apprezzamento degli YA è passato. Anche se sotto sotto un tarlo mi rode. Ci sono libri che, anche se diretti ad un pubblico giovane, o addirittura di bambini, sono apprezzabili da tutti, e altri che invece non lo sono. Quindi forse, non è tutta colpa mia se non apprezzo un romanzo...diciamo 50 e 50, va'.

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    1. Vada per il 50 e 50! Intanto ho la sensazione che tra qualche giorno ti consiglierò la lettura di un libro per ragazzi! Sì, io che non ne leggo mai!!!

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  6. All'inizio ero indecisa se leggerlo, poi però ho deciso di no perché con questo tipo di storie io tendo ad annoiarmi un po', infatti faccio parte del gruppo di persone che non ha letto Bianca come il latte rossa come il sangue, avendolo abbandonato dopo le prime pagine.
    Su questo libro sono felice di aver letto la tua recensione. Semplice e ben scritta, arriva al punto!
    :*

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  7. sai che amo gli YA ma ovviamente non tutti, anzi! Considerato che non ho potuto soffrire quello di D'Avenia forse è meglio se questa volta passo, oppure può leggerlo Lea e poi dirmi qualcosa, ihihih

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  8. M'ispiracchia, soprattutto per la copertina. Ma vedo le tre stelle, sai che le odio, e mi volto dall'altra parte. :)

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    1. E tu sai quanto io odi darle, sono spesso sinonimo di "gne", quindi sì, passa oltre!

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  9. Non conosco per niente questo libro, non l'ho nemmeno mai visto nella libreria dove gironzolo però sembra interessante, tralascando il ya banale, lo segno e poi decido

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  10. Magari salto la parte centrale, che dici?
    Comunque lo leggerò presto e ti dirò :) Anche io sono una di quelle che ha apprezzato D'Avenia a suo tempo ma, come ben dici, oggi non saprei...

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    1. Chissà! Magari tu che sei ccccciovane riuscirai ad apprezzare maggiormente quelle cose che hanno infastidito un po' me!

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