Recensione 'Il matrimonio di mio fratello' di Enrico Brizzi - Mondadori

by - 7/25/2016 08:00:00 AM

Teo ha trentanove anni, un lavoro sicuro, una macchina aziendale e una ragazza diversa ogni weekend. Sta bene, per il momento la vita gli piace abbastanza. Non come suo fratello Max, più grande di tre anni, che è sempre stato radicale in ogni cosa: nella ribellione ai genitori come nella passione per l'alpinismo che lo ha condotto a imprese estreme, nel costruire una famiglia e fare figli, come è giusto, passati i trenta e anche nel divorziare rovinosamente subito dopo i quaranta... Si sono sempre amati, questi due fratelli, e al tempo stesso non hanno potuto evitare di compiere scelte opposte, quasi speculari, sotto gli occhi spalancati e impotenti della sorella e dei genitori, che nella Bologna dei gloriosi anni Settanta e dei dorati Ottanta erano certi di aver offerto loro tutto ciò che serve per essere felici. Teo sta rientrando in città per immergersi in uno dei suoi weekend di delizie da single quando i genitori lo chiamano: Max è scomparso, insieme ai suoi bambini. Così Teo resta alla guida e punta verso le Dolomiti per andare a cercarlo. E, lanciato lungo l'autostrada tra angoscia e speranza, ci racconta tutta la loro vita: dalle gesta di papà Giorgio – dirigente della ditta di motociclette Vortex – e di mamma Adriana – un po' femminista e un po' signora italiana vecchio stile – all'epica di un'infanzia felice, dagli anni del liceo all'improvviso momento delle scelte, che per i ragazzi di questa generazione significa trovarsi di fronte un mondo completamente diverso da quello dei padri. Con profondo divertimento e un po' di commozione, Enrico Brizzi torna al suo più puro talento narrativo dando vita a una grande epopea, che è insieme la rievocazione di un'Italia che non c'è più ma che conosciamo tanto bene e la storia intima di due fratelli diversissimi: chi dei due si è illuso? Chi ha scelto la strada migliore? Il legame che da sempre li unisce sopravviverà agli anni della maturità? Ma soprattutto: che fine hanno fatto Max, i suoi bambini, e tutti i sogni con cui siamo cresciuti?

Autore: Enrico Brizzi
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 17 novembre 2015
Pagine: 500

Tram: 5  Personaggi: 5  Stile: 5  Copertina: 5 



A nessuno è concesso consigliarmi libri né, tantomeno, impormene la lettura. Io sono quella che viene definita una lettrice nazista: suggerimenti velati e, peggio ancora, pressioni perché io legga certi romanzi, mi fanno fuggire a gambe levate e prendere in antipatia quel libro al punto tale che, quasi sicuramente, non entrerà mai in casa mia!
C'è, però, una persona che fa eccezione a questa regola. Un tizio che potrebbe mettermi in mano il Devoto Oli e dirmi "leggilo" e io obbedirei senza alcuna remora!
La prima volta è accaduto con il romanzo di Enzo Gianmaria Napolillo, Le tartarughe tornano sempre. Comprato, divorato e amato come pochi altri!
Questa volta è toccato all'ultimo romanzo di Enrico Brizzi essere vittima di questo scambio tra me e Il Suggeritore in questione!

L'ho appena terminato. L'ho divorato, sfruttando ogni minuto libero per leggere, pizzicandomi per rimanere sveglia quando il sonno voleva vincermi. Sono entrata nella vita di Teo, voce narrante, e della sua famiglia.
Mi sono lasciata trasportare dai suoi racconti, attraversando, pagina dopo pagina, un trentennio di storia italiana che, da quarantenne quale sono, è epoca che mi riguarda in maniera diretta!

Brizzi ci racconta, attraverso la voce semplice, spesso scanzonata ed irriverente, di Teo, la vita della famiglia Lombardi. Con Bologna a fare da sfondo, seguiamo le vicende dei due fratelli sin da  bambini.
Figli di Giorgio e Adriana, avvocati facenti parte di quella generazione nata nel dopoguerra, del boom economico che ha permesso loro di crearsi posizioni stabili ed un certo benessere, Teo e Max, pochissimi anni di differenza, fanno parte di quei figli cresciuti nei cortili di casa, tirando calci ad un pallone, giocando a Subbuteo, scorrazzando tra i vicoli a cavalcioni di una BMX.

I due ragazzi crescono e il mondo intorno a loro cambia a vista d'occhio. E cambiano anche loro, che, complici da bambini, si ritrovano sempre più lontani per aspirazioni e ideali.


Mentre Max, su cui poggiano tutte le ambizioni genitoriali, diventa un ribelle con l'unica passione delle scalate in montagna, Teo sembra instradarsi in quella che è una vita tranquilla, con un impiego sicuro nella ditta per cui lavora il padre, un mutuo e una certa riluttanza verso il matrimonio e la vita di coppia in generale, tanto da dover essere quasi spinto fuori dalla bambagia delle mura genitoriali.

In questo romanzo Brizzi racchiude quella che è la famiglia italiana per come la conosciamo, con due genitori a fare da fulcro e i figli che, tra un errore e l'altro, ruotano attorno a loro, trovando, tra le pareti domestiche, quel rifugio sicuro a cui tornare sempre nei momenti di difficoltà e da cui, quasi in un costante controsenso, cercano di fuggire anelando la libertà.

Con una profonda analisi del periodo storico e politico italiano degli ultimi trent'anni, da Tangentopoli all'avvento di Berlusconi, e, soprattutto, delle dinamiche familiari di due generazioni a confronto, l'autore riesce a conquistare il lettore senza mai stancarlo o annoiarlo.
Gli scontri generazionali tra i genitori e figli sono quelli che ognuno di noi si trova a vivere ed è quindi facile riconoscersi in un romanzo che, attraverso la voce di un quarantenne, ci porta ad analizzare quella che è la storia di una nazione che non riesce a garantire sicurezza e benessere ai suoi giovani. 
Teo, spesso, si trova a fare i conti con un padre ed una madre che sono riusciti a costruire una nicchia di stabilità economica che, oggi, a noi viene negata. Ed è proprio il divario generazionale e, soprattutto, mentale tra i nostri genitori e noi figli che ci fa quasi sentire in colpa quando loro non riescono a capire che ciò che è stato possibile creare anni addietro, ad oggi viene a noi negato.

Con un perfetto gioco di tempi, Brizzi ci porta a scalare pareti impervie assieme a Max, a subire la forza della natura, a farci sentire la voce della montagna, quasi fosse lei stessa a narrarci le avventure del primogenito di casa Lombardi. Max è un ragazzo che sembra sempre aver bisogno di mettersi alla prova con se stesso e che, alla fine del romanzo, ritroveremo ancora accanto ai suoi genitori e ai suoi due fratelli, Teo e Sofia, quasi si assistesse alla chiusura del cerchio perfetto che, a suo modo, ogni famiglia rappresenta.

Nel frattempo, accompagneremo Teo in quello che sarà il suo percorso di crescita, in quella maturazione che lo porterà a rivedere le sue convinzioni e capire che, in fondo, per ogni uomo la vera realizzazione risiede, forse, nella creazione di un nucleo familiare!

Ho amato tutto di questo libro: lo stile, i personaggi, le ambientazioni. Ma ciò che più mi ha conquistata, ciò che mi porterò dietro per tanto tempo, è la crescita che accompagna ognuno di loro; vederli sbagliare, sbandare, cadere e poi rialzarsi è qualcosa che fa riflettere.
Durante la lettura mi sono ritrovata ad amare Teo, poi a detestarlo, a trovare stupide alcune sue scelte e, infine, a fare il tifo per lui e per il modo in cui riuscirà a riscrivere quel rapporto col fratello che pareva essersi sfaldato del tutto


Brizzi riesce, nonostante la mole del libro, a tenere desta l'attenzione, a catturare il lettore e imbrigliarlo con un uso della parola comune a pochi. 
Un libro che sicuramente va letto soprattutto per chi, come me, si trova a barcamenarsi in quella generazione che tanto si aspettava e poco vede all'orizzonte.


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23 pensieri dei lettori

  1. come detto anche sulla pagina fb, io purtroppo mi sono arenata. le parti sulla montagna le trovo troppo prolisse per i non appassionati del genere.
    Amo molto Brizzi, e trovo che questo ricalchi molto la trilogia de "La nostra guerra" ambientato nel periodo della seconda guerra mondiale.
    Trovo meraviglioso lo stile di Brizzi, mi piace l uso che fa delle parole, molto ricercato.
    Insomma il mio giudizio x questo libro è ni, xchè di base è molto bello, ma ci sono quei difettucci appena elencati sopra.
    Ciao!
    Sara

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    1. Sei la seconda persona che mi dice di essersi arenata sulle parti riguardanti la montagna. Io le ho trovate avvincenti e neanche tanto prolisse, visto che, rispetto al romanzo nella sua interezza, sono davvero minime!

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  2. Io, se la Libridinosa dice leggilo, eseguo! Hahahahahaha.
    Un abbraccio grande

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  3. Se LUI lo consiglia sicuramente merita, quindi è in wishlist!!!!
    Bacio
    Fede

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  4. bello, bello e bella la tua recensione. Un libro che merita!

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    1. So che lo hai amato anche tu, chissà perché io l'ho sempre snobbato...mah!

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  5. Una recensione molto sentita e un libro che va letto, prima o poi. Quindi, segnato!
    Ciaooooo

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    1. Segna segna, che tanto ne hai pochi in lista!

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  6. Lo leggo sicuramente! Mi hai convinta al 100%.
    Baci lea

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    1. Oh Lea, non vedo l'ora di sapere se anche tu lo amerai quanto me!

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  7. hai convinto anche me con le tue parole, credo mi rispecchino in pieno. Ho pure un fratello e con lui un rapporto di amore/odio. Lo leggerò

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    1. Niente eBook, stavolta! Prometti!!!

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    2. ihihih come mi conosci! Lo cerco di carta allora

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  8. Che bella recensione! Ti ringrazio perchè non conoscevo questo libro. ed ora non riesco a pensare ad altro di volerlo leggere!
    Ti mando un abbraccio gigante.
    Roberta

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    1. Ciao Roberta! È un pensiero bellissimo quello che ti fa venire voglia di leggere un libro ;)

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  9. Buongiorno!con questa recensione ti sei superata, sappilo. Lo sai, io amo la letteratura italiana e sopratutto mi piace far conoscenza con autori che ancora non ho avuto il piacere di leggere. Non so quando leggerò questo libro, perchè ci sono un paio di challenge alle quali partecipo...poi mi ci potrò dedicare!!!
    Bacio

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    1. Intanto compralo, non fare come con Brizzi!

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  10. Ho questo libro in WL da un po' e, tra le tante cose, sono stata attratta dalla copertina. Poi ho letto il consiglio del "Suggeritore" come lo hai definito tu e mi sono ricordata che quel titolo io lo avevo appuntato. Infine scopro che lo hai in lettura e quindi mi metto buona buona ed aspetto fino a che non ti leggo e dalle parole e dalla lunghezza della recensione comprendo che questo libro ha fatto breccia per cui, anche se con un numero abbondante di pagine (cosa che ultimamente non amo particolarmente) mi tocca recuperare :)

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  11. iao Laura, bellissima recensione!
    Ho letto e amato Brizzi negli anni del liceo, divorando i suoi romanzi, soprattutto Jack Frusciante è uscito dal gruppo e Bastogne , poi ammetto di averlo perso di vista per anni e ora mi hai dato la giusta spinta per riprendere un suo libro!! Sono sicura che non mi deluderà, un grande abbraccio e grazie per averlo recensito!! :-*

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    1. Grazie a te per la stima e l'affetto! Aspetto di conoscere il tuo parere su questo meraviglioso romanzo!

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