Recensione 'Il segreto di Ortelia' di Andrea Vitali - Garzanti

by - 4/07/2014 08:40:00 PM

SINOSSI
Qual è il vergognoso segreto che Cirene Selva confida alla figlia Ortelia? In verità c'è più di un segreto dietro la vicenda di Amleto Selva, giovane garzone senza arte né parte, ma molto ambizioso, arrivato in paese nel 1919 al seguito di un sensale di bestiame. Tanto per cominciare c'è il vero motivo del suo matrimonio con Cirene, timida e bruttina ma destinata a ereditare la macelleria del padre. Poi c'è la sua lunga guerra con la bottega rivale, quella del Bereni: una guerra commerciale che dura da decenni, fatta di colpi bassi dai risvolti esilaranti. Soprattutto, c'è la passione del Selva per un'altra carne, un'esuberante vitalità sessuale che nel quieto tran tran paesano genera turbolenze e scandali subito soffocati ma destinati a gettare lunghe ombre sul futuro. Shangherato eroe di una "Dynasty" di provincia, Amleto è il fulcro di una parabola carnale e spassosa ma con un sottile filo d'amarezza, dove le donne – Ortelia e Cirene, ma non solo loro – sono le vere protagoniste.
TITOLO: Il segreto di Ortelia
AUTORE: Andrea Vitali
EDITORE: Garzanti
DATA DI PUBBLICAZIONE: gennaio 2007
PAGINE: 159
CODICE ISBN: 9788811686026
PREZZO: 16.00 €
E-BOOK: 6.99 €
La mia valutazione:
La valutazione di Cuore Zingaro:



Come sempre nei romanzi di nonno Vitali, siamo a Bellano, anni Venti. Troviamo Amleto Selva che, giunto a Bellano al seguito di un sensale e, stufo dello stile di vita vagabondo che conduce, decide di fermarsi sulle rive del lago.
Inizialmente, viene assunto come garzone dal Bereni, uno dei due macellai del paese. Poi, lavorando di furbizia, approfitta dell'improvvisa morte della moglie dell'altro macellaio per intrufolarsi nella vita di Cirene e di suo padre. Sposa la ragazza e prende in mano la bottega. Purtroppo, dal punto di vista pratico, la vita coniugale non si rivela soddisfacente. Così, l'Amleto comincia a cercare soddisfazione altrove.
Gli anni passano, gli affari migliorano e Amleto diventa padre: nasce Ortelia e, qualche tempo dopo, nasce un altro figlio da una relazione clandestina con la serve del medico di Bellano.
Col tempo, però, il troppo cibo, la vita sregolata e l'eccessivo carico di lavoro costeranno la salute all'Amleto; che, proprio nel giorno delle nozze tra Ortelia e il figlio del Bereni, viene colpito da un ictus che lo lascerà muto, incontinente e paraplegico, ma non esente dai suoi appetiti sessuali!
Da questo episodio, Vitali prende spunto per cedere ad Ortelia il ruolo di protagonista. La ragazza, che sino a questo punto del romanzo è parsa succube dei genitori e del marito, prenderà in mano le redini della sua vita e del lavoro paterno, giostrando e manovrando segreti passati e rigirando tutto a suo vantaggio!
Per la prima volta, un romanzo di Vitali mi ha un pochino delusa. La storia in sé è carina, è scritta bene come sempre e il potenziale è ottimo. Purtroppo, ci sono molti spunti che vengono abbandonati senza motivo (uno su tutti proprio quello relativo al figlio illegittimo dell'Amleto) e altre parti che, invece, sembrano messe lì solo per allungare la minestra.
Altro lavoro di nonno Vitali, che purtroppo non mi ha conquistata come gli altri suoi libri (Non me ne voglia Marisa). Mi aveva quasi convinta  con la sua capacità straordinaria d'oratore, con lo stile che è inevitabilmente suo, anche se non cosi spiccato come in altri romanzi, con l'incipit che mi ha incuriosita grazie alla descrizione di un gruppo di segugi che all'inseguimento di una lepre, la costringono a rifugiarsi nella chiesa del paese, Bellano, mentre vengono celebrate le nozze dei genitori di Ortelia, Amleto e Cirene, la quale sviene alla vista dell'animale....Poteva essere forse un presagio di fallimento?...Mi sono lasciata abbagliare dalla splendida copertina che ritrae due donne anni trenta, molto affascinanti, in un complice abbraccio e dal sorriso accattivante. Purtroppo la trama e i personaggi non li ho trovati altrettanto convincenti, anzi deludenti direi.
La trama ruota intorno ad Amleto, padre di Ortelia, un uomo abbietto, donnaiolo incallito, arrogante e prepotente con la moglie e la figlia, arrivista senza scrupoli e alla sua combriccola di amici di poco valore tra cui spicca il dottor Durini, personaggio rilevante per la storia, ma anch'esso, poco originale, scontato e donnaiolo.
Amleto, dopo aver approfittato della malattia del padre di Cirene, riesce a rilevare l'attività di famiglia, una macelleria, che grazie alla sua astuzia, torna ad essere importante, ma non al primo posto in paese. Infatti è quella della famiglia Bereni che possiede la clientela più ricca di Bellano. Leopoldo Bereni, il proprietario ormai anziano e malato, decide di fare testamento e tramite un sorteggio lascia il negozio al primo figlio e l'equivalente in denaro al secondo, Ugolino che si fidanza con Ortelia. Amleto accetta di buon grado l'unione dei due, in quanto fiutando il buon affare, spera di arricchirsi e di diventare finalmente la macelleria più importante del paese anche se purtroppo per lui la sua salute non gli permetterà di approfittarne.  Ortelia è l'unico personaggio per la quale mi sento di spendere parole discrete. Tenuta in disparte nella prima parte del racconto, descritta come una ragazza dalla vitalità di una candela, che viveva un'esistenza ritirata insieme alla madre. Resterà nell'ombra finche' il lettore si troverà di fronte ad una donna sicura di sé, astuta, intelligente e capace di portare avanti l'attività di famiglia da sola, in contrapposizione al punto focale della storia che a mio parere si concentra troppo su le esigenze e i desideri fisici maschili e il risultato che si ottiene compiendo azioni non degne di rispetto.
Il finale è il punto più deludente, infatti non troviamo quell'effetto sorpresa che strabilia, ma una banale risoluzione della storia che nonostante risulta comunque ben scritta e scorrevole, tralascia quella suspence che negli altri libri mi aveva conquistata e tenuta incollata alla storia.
Quindi con grande dispiacere non consiglio questo libro, perché non rende giustizia allo scrittore, non per questo lo amo meno, anzi sono ancora più invogliata a ricercare in altre opere la sua geniale originalità.
VOTI di CUORE ZINGARO
Trama 4
Personaggi 4
Stile 7
Incipit 7
Finale 4
Copertina 9
Voto complessivo 5.8
VOTI della LIBRIDINOSA
Trama 5
Personaggi 5
Stile 8
Incipit 7
Finale 4
Copertina 8
Voto complessivo 6.1

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