image1 image2 image3 image4

La Libridinosa|Cosa fai nella vita?|Leggo!

Recensione 'La musa' di Jessie Burton - La nave di Teseo

In una calda giornata del luglio del 1967, Odelle Bastien sale i gradini di pietra della Skelton Gallery di Londra, ma non sa che molto presto la sua vita cambierà per sempre. Ora è pronta a cominciare un nuovo lavoro come dattilografa, sotto la guida dell'enigmatica e fascinosa Marjorie Quick. Un giorno alla galleria arriva un misterioso quadro portato da un ragazzo invaghitosi di Odelle: il dipinto, di cui si erano perdute le tracce per anni, getta la signora Quick in una strana inquietudine. Riaffiorano in lei i fantasmi del suo passato che, ora, investono anche Odelle e la sua storia d'amore. In effetti, la verità che il quadro nasconde risale al momento della sua creazione, nel 1936, in una grande casa di campagna in Spagna, dove Olive Schloss, la figlia di un famoso commerciante d'arte, fantastica sul suo futuro come pittrice. Nel suo fragile e rassicurante paradiso, piomba Isaac Robles, affascinante artista e rivoluzionario, che accenderà in Olive una passione capace di sbaragliare ogni sua timida previsione sul destino che l'aspetta, legando inestricabilmente la sua sorte a quella di un quadro e ai potenti segreti che nasconde. Sarà proprio quel quadro, a decenni di distanza, a unire le vite delle due straordinarie protagoniste, Odelle e Olive.



Titolo: La musa
Autore: Jessie Burton
Editore: La nave di Teseo
Data di pubblicazione: 16 marzo 2017
Pagine: 506

Trama: 4  Personaggi: 4  Stile: 5 




Arrivo a questa autrice senza aver letto il suo precedente, e ben più famoso, romanzo, "Il miniaturista" (ma giusto perché io sono una donna previdente, l'ho acquistato e lo tengo lì, pronto da leggere!); anzi, a voler essere sincera, non sapevo neanche che si trattasse della stessa scrittrice (me lo ha svelato, ghignando, La Bacci!).
Mi sono innamorata di questo romanzo per la pulizia della copertina: semplice, chiara, essenziale e con un titolo sintetico ed evocativo. Ammetto anche che le 506 pagine mi intimorivano un po', non perché io non ami i cosiddetti "mattoncini", ma perché, lo ammetto, il blog spesso non mi consente di rallentare così tanto. Ma stavolta ho voluto fregarmene di tutto, forte anche di un periodo in cui sento più del solito la necessità di leggere per me stessa, senza vincoli di tempo e di recensioni da scrivere.
Così, approfittando di un buono sconto, ho acquisto questo romanzo e, qualche giorno fa, mi sono tuffata tra le sue pagine!

Ne sono uscita, nel tardo pomeriggio di ieri, con un misto di stupore e ammirazione. Ammirazione per lo stile di questa scrittrice: scorrevole, pulito, senza mai una sbavatura o un eccesso. Stupita perché questa storia si dipana su due tempi e, nonostante ciò, non si fa mai fatica a seguire i due filoni narrativi, non ci si trova mai a confondere i personaggi o le due epoche. Anzi, la lettura di questo romanzo si tramuta, sin dall'inizio, in una sorta di gioco in cui il lettore si divertirà a cercare di capire quale sia il legame tra i vari personaggi, a scovare quel filo sottile che lega le due epoche che ci vengono raccontate!

Sarà così che, come in una sorta di oblìo, ci ritroveremo catapultati nella Spagna di fine anni Trenta, dove incontreremo Olive e la sua famiglia e, soprattutto, ci addentreremo nella nascita di un quadro che tanto scalpore susciterà negli anni a venire. Quadro che ritroveremo, a distanza di trent'anni, in un'altra nazione e in altre mani, custode di un mistero che ci verrà svelato solo 500 pagine dopo!

L'unica pecca, se proprio vogliamo cercarne una, di questo romanzo è stato un certo eccesso, da parte dell'autrice, in alcune descrizioni e, soprattutto, in alcuni momenti di rapporti interpersonali tra i personaggi. Momenti in cui, in tutta onestà, scemava un po' la voglia di andare avanti nella lettura. Fortunatamente, si è trattato davvero di brevissimi sprazzi, piccoli periodi che passano nello spazio di una pagina e che, fortunatamente, trovavano un riscontro nel piacere del prosieguo della lettura.

Un libro sicuramente adatto a chi ama l'arte, la storia e i romanzi che si muovono su più piani temporali!




Share this:

CONVERSATION

6 pensieri dei lettori:

  1. Sto ancora ghignado. Tu muoviti a leggere Il miniaturista e io devo trovare il tempo per La musa!

    RispondiElimina
  2. Il miniaturista, benché non fosse il mio genere, mi era piaciuto molto. Quanto fascino, mamma mia. Questo è in lista sulla fiducia, ma con te che ne parli così bene... Libraccio, che dici?

    RispondiElimina
  3. Bella recensione, si capisce che ti è piaciuto molto. Da tener presente nella lista ^_^

    RispondiElimina