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Recensione 'I segreti della casa sul lago' di Kate Morton - Serling & Kupfer

"All'inizio, appena era successo, aveva pensato di confessarlo a qualcuno. Ma adesso era tardi. Erano successe troppe cose. Non c'era nessuno con cui potesse parlarne; non l'avrebbero mai perdonata."Giugno 1933. La casa di campagna della famiglia Edevane è pronta per la festa del Solstizio e Alice, sedicenne brillante, curiosa, ingenua e precoce scrittrice in erba, è particolarmente emozionata. Sarà una festa bellissima e lei è innamorata, anche se nessuno lo deve sapere. 
Ma quando arriva mezzanotte, mentre i fuochi d'artificio illuminano il cielo scuro, il piccolo Theo Edevane, che non ha ancora un anno, scompare. 
E la tragedia spinge la famiglia a lasciare per sempre la casa tanto amata. 
Settant'anni più tardi, dopo essere stata sospesa dalla polizia per non aver rispettato le regole, Sadie Sparrow decide di prendersi una pausa di riflessione e raggiunge l'amatissimo nonno in Cornovaglia.
Quando è già sul punto di lasciarlo per tornare ad affrontare i propri demoni, Sadie scopre una casa abbandonata, circondata da giardini incolti e da una fitta boscaglia. 
Dove un bambino era scomparso senza lasciare traccia. 
Per risolvere il mistero, Sadie incontrerà l'unica testimone rimasta, una delle più famose autrici inglesi, Alice Edevane. 
Che le rivelerà un segreto del passato… più presente che mai.

Autore: Kate Morton
Titolo originale: The lake house
Traduzione a cura di: Chiara Brovelli
Editore: Sperling & Kupfer
Data di pubblicazione: 3 maggio 2016
Pagine: 520

TRAMA: 4  PERSONAGGI: 3  STILE: 4  COPERTINA: 5 


Ho sempre definito Kate Morton una garanzia sotto tutti i punti di vista. Il suo stile mi è sempre parso scorrevole nonostante l'abbondanza di dettagli, descrizioni e personaggi e storie che inseriva in tutti i suoi romanzi.
Questa volta, purtroppo, sono costretta a fare un passo indietro ed affermare che, benché il romanzo sia piacevole, probabilmente la nostra amata e decantata autrice, ha leggermente esagerato.

Come nei suoi romanzi precedenti, anche questa volta la storia si svolge su più piani temporali. Così ci ritroviamo a saltare tra il 1930 e il 2003, dove un intreccio di personaggi ci accompagna tra passato e futuro in una delle solite indagini fitte di mistero a cui la Morton ci ha abituati.

La casa sul lago è una grande villa immersa in uno dei boschi della Cornovaglia. Una villa antica, circondata da un fitto giardino in cui Eleonore e il marito Anthony vivono con i loro 4 figli, Deborah, Alice, Clementine e Theo.
Sarà proprio la misteriosa sparizione di quest'ultimo a far crollare il castello di carte messo in piedi per mantenere una facciata di credibilità da parte di Eleonore ed Anthony.

Molti anni dopo, Sadie, poliziotta a riposo forzato, deciderà di andare a trovare il nonno in Cornovaglia e, durante una delle sue solite corse mattutine, si imbatterà nella casa abbandonata.
Da lì, prenderà il via una serie di indagini che porterà Sadie a ritrovare Alice, divenuta una famosa scrittrice di romanzi gialli, e a scoprire cosa accadde realmente al piccolo Theo.

Fin qui, tutto nella norma: lo stile della Morton è sempre quello e la sua capacità di portarci avanti e indietro nel tempo senza per questo creare confusione nella mente del lettore, rimane immutata.
Purtroppo questa volta è mancata la scintilla, quella che, solitamente, negli ultimi capitoli dei suoi romanzi, fa esclamare "ah però!", che fa cadere la mascella perché, per chi legge, era quasi impossibile arrivare alla conclusione dei fatti che viene raccontata.
Questo romanzo, a differenza dei suoi precedenti, tende quasi alla banalità. Come se l'autrice avesse perso lo spunto per stupire, come se si fosse in un certo senso allineata a quella che è la narrazione classica di un certo tipo di romanzi.

La storia, come ho detto, scorre. Ma mancano quei colpi di scena cui la Morton ci ha abituati e, spesso, mi sono ritrovata a pensare che stavolta 100 pagine in meno ci sarebbero state tutte, cosa che, invece, non mi era mai capitata con i suoi precedenti romanzi.

Il finale è quasi scontato, per non dire alquanto banale. I personaggi in sé non riescono a suscitare quasi nulla in chi legge. Inoltre, ci sono alcuni spunti che, a parer mio, non sono stati sviluppati a dovere, lasciando uno sorta di senso di incompiutezza quando si arriva a fine lettura.
Insomma, un bel romanzo nel complesso, ma sicuramente non la sua opera migliore.


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CONVERSATION

22 pensieri dei lettori:

  1. Aspettavo il tuo pensiero e concordo perfettamente. C'è stato soprattutto un dettaglio del finale che mi è sembrato molto forzato.
    Un abbraccio

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    1. Ecco, scrivimi su whatsapp e dimmi qual è, che sono curiosa di sapere se siamo concordi anche questa cosa!

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  2. Io l'ho amato! Ma concordo con te sul fatto che poteva essere ridotta la mole.. in alcune parti, l'ho recepito eccessivamente ed inutilmente prolisso!

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    1. Sì, Cristina. È fuor di dubbio che questa scrittrice possieda un gran talento, ma, a differenza degli altri suoi romanzi, dove non ho mai riscontrato nulla di superfluo, questa volta ho avuto la sensazione che alcune parti siano state inserite solo per fare volume.

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  3. Mi piace molto la Morton, però anche io dopo aver letto "Una lontana follia" ho avuto la stessa identica sensazione: libro ottimo, scritto fluidamente e con la consueta bravura, salti temporali per nulla fastidiosi...EPPURE. Eppure, mancava qualcosa. Dai Kate, torna a stupirci!!!

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    1. "Una lontana follia" è l'unico romanzo che non ho ancora letto. Appena lo farò, ti saprò dire se avrò la tua stessa sensazione.

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  4. A me la storia della famiglia Edevane è piaciuta, mentre Sadie, nonno e C. li avrei tagliati alla grande. Come ho scritto..almeno 100 pagine in meno, sarebbe stato più scorrevole!

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    1. Siamo concordi anche stavolta! Sadie, poi, mi è parsa assolutamente inutile e alquanto fastidiosa.

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  5. Sono curiosa di leggerlo, ho letto solo due romanzi della Morton e questo potrebbe piacermi perché mi manca il termine di paragone con le sue migliori opere.
    Ciao da lea

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    1. Ritorno a Riverton Manor e un altro del quale non ricordo il titolo ;-) ricordo solo che alla fine c'era un incredibile scambio di identità!
      ciaoooo

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    2. Per me i migliori rimangono "Il giardino dei segreti" e "L'ombra del silenzio"

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  6. ma perché io non conosco ancora questa autrice? Da quale comincio? Non da questo

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    1. Da "Il giardino dei segreti", inizia da lì!

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  7. Ciao!!!
    Mi sa che non avrei dovuto leggere la tua recensione perchè adoro la Morton, ho acquistato questo suo ultimo libro e ora temo di leggero!! Il fatto che ci siano pareri così delusi mi fa partire già in retromarcia.. :(

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    1. Ma no, dai! Non è un brutto libro, sicuramente non il migliore dei suoi, ma non si può certo definire brutto.

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  8. Era uno dei titoli che avrei voluto leggere durante queste ultime settimane, ma ero piuttosto perplessa al riguardo, ora la tua recensione, mi ha convinta del tutto, a lasciar perdere. Non credo mi piacerebbe.

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    1. Magari, se non l'hai già fatto, leggi altro di suo!

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  9. Peccato, ero tanto felice di averti fatto un regalo a sorpresa! Speravo che la Morton colpisse ancora ma mi sembra di capire che sia un nì :(

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    1. Ma la sorpresa è stata bellissima comunque! Diciamo che non è il romanzo migliore di questa autrice, ma è sicuramente una scrittrice che consiglio a tutti di scoprire!

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  10. Nooooo ma veramente è mancata la solita scintilla? Io adoro questa autrice l'ho scoperta un giorno per caso e ho letto tutti i suoi libri...a questo punto sono super curiosa spero di riuscire a leggerlo il prima possibile...
    Ciaoooo :-*

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    1. Fammi sapere, perché bello per quanto possa essere, io l'ho trovato un po' sotto la media rispetto ad altri suoi libri.

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