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La Libridinosa|Cosa fai nella vita?|Leggo!

Recensione 'Il telefono senza fili' di Marco Malvaldi–Sellerio

il telefono senza filiSINOSSI

«“Ora, Ampelio, secondo lei io mi metto a parlare del caso qui, al bar, di fronte a tutto il paese?”. “Come, tutto il paese? Ci siamo solo noi quattro”. “Appunto” confermò la commissaria». Ma in realtà tra la giovane commissaria Alice Martelli e i quattro vecchietti del BarLume s’è creato un feeling operativo. Il pettegolezzo come sistema investigativo trova una riconosciuta efficacia.
È successo che Vanessa Benedetti è scomparsa. Venuta da fuori, dalla «lontana» Umbria, gestisce col marito Gianfranco, da cui ha divorziato per motivi fiscali, uno zoppicante agriturismo. Un giorno ordina chili e chili di carne, ma i tedeschi suoi ospiti pranzano regolarmente al Bocacito, il ristorante di uno dei pensionati. Poi svanisce nel nulla. Questo basta ai vecchietti per saltare al thriller: Vanessa uccisa dal marito che si è liberato del corpo. Tutte farneticazioni di anziani perdigiorno? A moltiplicare le ipotesi infinite che rimbombano nel BarLume, spunta una svolta imprevista. Atlante il Luminoso, un cartomante di successo, che aveva pronunciato da una televisione privata la sua preveggente verità sul caso Vanessa, viene ritrovato cadavere. Assassinio o suicidio?
Nonostante la canicola a Pineta, i vecchietti del BarLume, con l’interprete investigativo delle loro maldicenze Massimo il barrista, sono in forma smagliante per dissolvere ogni dubbio, con l’arma della battuta letale e della rissa verbale, nel loro nuovo mistero.
Nella pagina di Marco Malvaldi la raffica di battute in un italiano vernacolare che da solo ha effetto esilarante, la quantità di personaggi che ci appaiono come maschere grottesche e vere, l’imbroglio delle situazioni basate sull’equivoco, si fondono in un equilibrio tra comico e poliziesco che ha evidenti radici antiche nella commedia italiana; e che contemporaneamente è capace di affondare l’artiglio del sarcasmo nel costume dei nostri tempi.
TITOLO: Il telefono senza fili
AUTORE: Marco Malvaldi
EDITORE: Sellerio
DATA DI PUBBLICAZIONE: 25 settembre 2014
PAGINE: 209
ISBN: 9788838932281

TRAMA 8
PERSONAGGI 9
STILE 9
INCIPIT 8
FINALE 9
COPERTINA 7


Piacere Libridinoso ... e mezzo!
1757 Letto in 2 giorni



Ultimo libro (almeno al momento) della serie che Marco Malvaldi ha ambientato a Pineta, luogo immaginario della costa toscana. E, come sempre, siamo al BarLume, che della ridente località, è il bar del centro. E, come sempre, al BarLume ci accoglieranno, oltre a Massimo il barrista e Tiziana la procace banconista, i nostri quattro arzilli vecchietti: Ampelio, Pilade, Aldo e il Rimediotti. Unica nuova entrata di questo romanzo, la commissaria Alice Martelli, che ha sostituito il Vinicio Fusco.

L’iter è quello di sempre: chiacchiere, partite a carte o a biliardo, battute, riflessioni e, ovviamente, anche questa volta ci scappa il morto e Massimo e il suo reparto di geriatria la faranno da padrone nelle indagini!

Ciò che ho notato in questa piccola meraviglia è una sorta di malinconia nella scrittura di Malvaldi. Un po’ come se l’autore, con un filo di nostalgia, stesse salutando i suoi vecchietti, Pineta, Massimo e Tiziana.
Una malinconia dolce che contagia il lettore. Perché al BarLume e ai suoi personaggi non si può fare a meno di affezionarsi. E, ammettiamolo, ogni delitto era solo una “scusa” per tornare in quel bar, sedersi al tavolino sotto l’olmo, godere di un po’ di fresco e ascoltare Ampelio e la sua combriccola che giocavano a carte

Questa volta, invece, il BarLume dobbiamo salutarlo definitivamente e la nostalgia è già tanta. È un po’ come quando finiscono le vacanze, si chiudono gli ombrelloni, le spiagge si svuotano, il cielo diventa scuro, il vento si alza...

E chissà se Malvaldi quegli ombrelloni ce li farà aprire di nuovo?

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CONVERSATION

2 pensieri dei lettori:

  1. Che dobbiamo fare libridinosa? Aspettare che il Marco si decida a sfornare un altro episodio. Nun ce la fo ad aspettare. È un anno e mezzo che centellino questa serie e adesso mi sento orfana. Su Malvaldi datte da fa'

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    Risposte
    1. Ma perché gli in romano? Quello toscano è!

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