Recensione 'Tutto il tempo che vuoi' di Francesco Gungui - Giunti

by - 7/12/2017 08:00:00 AM

Un mutuo per un bilocale in centro, un lavoro da editor in un grande gruppo editoriale, una fidanzata di lungo corso, il progetto di un figlio. Per Franz, 36 anni, la vita, almeno sulla carta, sembrerebbe avviata sui binari giusti. Fino a che tutto crolla all'improvviso: il suo capo gli dà il benservito per aver rifiutato un romanzo erotico che sta scalando le classifiche per la concorrenza, mentre a casa Lucia lo aspetta in lacrime. Di punto in bianco Franz è costretto a inventarsi un piano B e ripartire dal via. Unica àncora di salvezza: la passione per la cucina. Da ghostwriter a ghostchef, da giovane uomo in carriera ad affittacamere, fino all'incontro con Camilla, madre divorziata di un ragazzino preadolescente, e ancora scottata dalla sua ultima relazione. Ma proprio quando le cose sembrano sul punto di raddrizzarsi, un altro colpo di scena rischia di far saltare completamente i piani di Franz... Un romanzo che si interroga sul precario equilibrio tra le aspettative che culliamo e quello che la vita, di testa sua, ci apparecchia di fronte e sul fatto che a volte, proprio come si corregge la trama di un libro, sta solo a noi mettere mano alla nostra storia per farla funzionare.


Titolo: Tutto il tempo che vuoi
Autore: Francesco Gungui
Editore: Giunti
Data di pubblicazione: 7 giugno 2017
Pagine: 280

Trama: 5  Personaggi: 5  Stile: 5 





Di Gungui, in tempi non sospetti, lessi "Pensavo di scappare con te". Talmente non sospetti, quei tempi, che La Libridinosa non esisteva ancora, c'era solo Laura, una lettrice accanita che si limitava a buttare su carta quattro righe di pensiero per ogni libro letto.
Lo ammetto, dopo quel romanzo, io Gungui l'ho proprio perso di vista. Per ritrovarmelo davanti, quasi senza ricordarmi chi fosse, con questo romanzo: copertina intrigante (per me che sono appassionata di tazze e tazzine e mi circondo di rosso... come resistere?). 
Entro in libreria, lo guardo, lo sfoglio, lo rimetto giù. Poi, tra capo e collo, ecco arrivare la recensione di un'amica preziosa (sì, noi blogger leggiamo le recensioni di altre blogger!): Azzurra dice faville di questo romanzo.
Siamo a metà giugno e a me è stato messo il famigerato "veto pre-compleanno". Ma questo libro è insospettabile, non ho detto a nessuno di volerlo, quindi mi fiondo in libreria e lo faccio mio!

Qualche giorno fa è arrivato il suo momento. Mi siedo sul divano e, come di consueto, inizio la mia prassi pre-lettura: leggo prima i ringraziamenti
Ringrazio te che hai in mano questo libro...
Lo ammetto: già qui Francesco ha guadagnato un punto ai miei occhi di lettrice. Mi piacciono quegli scrittori che, prima di tutto, si ricordano di chi leggerà il loro libro; quelli che sanno che scrivono per qualcuno che, un giorno qualunque, deciderà di far proprie le loro parole e i loro pensieri; quelli che si ricordano che, senza il lettore, non esisterebbe lo scrittore.
Seconda cosa da fare: leggere le ultime righe del romanzo. E qui il cuore perde un battito. Mi metto comoda sul divano, ventilatore a palla perché qui fa un caldo boia e... cavoli! Sono già passate 4 ore? 
Ceno, veloce. Mi risistemo sul divano, col ventilatore che sbuffa stanco e... ho finito il libro. È l'una passata, ho gli occhi stanchi, ma il cuore che batte a mille.

È una storia di vita quella che l'autore ci racconta. C'è Franz, che fa l'editor per una grande Casa Editrice, che convive con Lucia già da un po', che con lei vuole un figlio. E sembra tutto normale, no? Nasci, cresci, studi, lasci il nido, conosci una donna, ti innamori, fai progetti, vai a viverci assieme, ti accorgi che ci stai bene e cerchi di avere un figlio con lei. 
Ma il figlio non arriva, iniziate a litigare, prima sono solo frecciatine, poi c'è astio, rancore, non vi sopportate più. E lei va via, perché non è questo il modo per avere un figlio.

È strana la vita. Perché un giorno hai una casa, una donna, un lavoro e il giorno dopo non hai più nulla. Eh già, perché Lucia è andata via, ma un altro ciclone arriva nella vita di Franz: ha commesso un errore, si è lasciato scappare un romanzo, IL romanzo, un best-seller da 300 mila copie. E così, da un giorno all'altro, anche il lavoro non c'è più, uscito da quella porta assieme a Lucia.

Franz è un uomo normale, uno di quelli che incontri per strada e che, magari, non noti neanche. Perché non è bello, non è palestrato, non ha la macchina di lusso. È il vicino di casa a cui chiedi il sale in prestito. È l'uomo in fila davanti a te al supermercato.
È talmente normale, Franz, che accusa il colpo. Non è un eroe, si abbatte, non sa cosa fare, si deprime, vaga per Milano in uno stato di limbo.

C'è una cosa, però, che Franz ama fare: cucinare. E così, per una sorta di equivoco, si trasformerà in un ghostchef!

Quando sono arrivata all'ultima pagina di questo romanzo, mi sono ritrovata a riflettere. Ho dovuto quasi elaborare un lutto, ho dovuto fare i conti con la perdita di personaggi che, in poche, pochissime ore, sono entrati nella mia vita e lo hanno fatto in maniera talmente profonda e reale che è stato faticoso lasciarli andare via.
Mi sono ritrovata a pensare, a dover constatare che si parla tanto di maternità mancata, mai di paternità. Perché è attorno a questo che ruota la vita di Franz, è questa paternità che non arriva a sconvolgere la sua vita, i suoi piani, a fargli commettere errori, a farlo piangere.
Franz è uno che padre vuole esserlo, ha sempre voluto esserlo. Ma davvero serve un legame di sangue per essere genitore? È questo che Franz dovrà capire: non è la genetica a renderti genitore, non è ciò che hai sempre sognato la cosa più giusta per la tua vita.

È bello questo libro, bello davvero. Perché parla di amore, di famiglia, di lavoro, di amicizia, di errori e di tante altre cose. E lo fa con quella semplicità che, per fortuna (e sono orgogliosa di dirlo) è sempre più un tratto distintivo dei giovani autori nostrani. Sono bravi gli scrittori italiani e siamo fortunati noi lettori.
Gungui riesce a far ridere ed emozionare con naturalezza, senza forzature strane, senza colpi di scena inutili. Questa è la caratteristica che maggiormente colpisce di Tutto il tempo che vuoi: la storia scorre su binari precisi, senza mai deragliare, senza che il lettore vada in sofferenza, senza che debba temere nulla. La storia inizia, prosegue e finisce e tu sei felice di averla letta!

Bravo Francesco, è stato bello ritrovarti e riscoprirti dopo tutti questi anni! Bentornato nella mia vita.


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9 pensieri dei lettori

  1. Si sente che questo libro ti è piaciuto tanto Laura! E devo dire che mi hai fatto venire voglia di correre a comprarlo, anche se non conoscevo affatto l'autore. Non vedo l'ora di leggerlo!

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  2. Recensione impeccabile come sempre! Non posso che essere d'accordo con te, anche io ho amato questo libro, lo stile dell'autore e il "normale" Franz. Noi lettori dovremmo sostenere molto di più gli scrittori italiani, specie quando sono così talentuosi!

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    1. #portaunoscrittoreitalianoinvacanza (ma anche a casa, durante l'inverno, mica ci fanno schifo!)

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  3. Io ho scoperto la narrativa per ragazzi con Francesco Gungui e mi è sempre piaciuto. Simpatico, onesto, vero. A tratti anche intenso. E' da un po' che non leggo un suo romanzo ma mi fa piacere che non abbia perso il suo tocco!

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  4. Altro libro che si aggiunge alla lista di quelli che devo assolutamente leggere!

    Bella recensione come al solito :)

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    1. Grazie! Occhio che la lista comincia ad essere taaaanto lunga

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  5. Gungui è molto versatile e poliedrico nella scrittura! Prima o poi leggerò le opere che mi mancano!
    Però sono rovinata perché gli scrittori mi piacciono di tutte le nazionalità
    😂 Con gli italiani faccio fatica praticamente​ solo sul fantasy!

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