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Recensione 'Quando sarai più grande capirai' di Virginie Grimaldi - Mondadori

È un sabato come tanti per Julia: sushi a domicilio, una puntata del Trono di spade con la testa appoggiata sulla pancia di Marc – se fosse stata un gatto avrebbe pure fatto le fusa... Ma quel giorno riceve la telefonata che la informa della morte del padre, e Julia si trova ad affrontare la caducità della vita. La paura e lo sconforto la assalgono, e quando poco dopo scompare anche la sua amatissima nonna, Julia si sente completamente paralizzata. Purtroppo persino Marc si rivela un punto di riferimento non affidabile... Julia decide così di dare un taglio netto a tutto: lascia Parigi e si prende una sorta di anno sabbatico trasferendosi nel residence per anziani di Biarritz, la sua città di origine, per lavorare come psicologa. Nonostante grandi incertezze circondino la sua scelta piuttosto singolare e benché si renda conto che "è più facile fare amicizia con un unicorno che farsi piacere un ospizio", Julia non perde l'ironia che l'ha sempre caratterizzata. Dopo poco tempo, infatti, si ritrova perfettamente integrata in quella che si rivela essere una bizzarra comunità, un'oasi felice, un istituto "illuminato" che organizza per i suoi ospiti moltissime attività ricreative (tra cui un'ora quotidiana di telenovela, gite al mare, scambi generazionali attraverso l'incontro con bambini e adolescenti). Julia si accorge che i residenti hanno tante cose da insegnarle, forse molte di più di quelle che lei può dare a loro. È difficile immaginare che si possa superare la paura della morte in una clinica per anziani, eppure, dalle persone che la circondano, Julia sta imparando la resilienza: tutte hanno sofferto, tutte si sono rialzate senza perdere il sorriso. Nonni burloni ed energici e colleghe fantasiose dal cuore spezzato le insegnano che la felicità è nel presente, nelle piccole cose che si raccolgono lungo il percorso accidentato dell'esistenza, dove anche l'amore può inaspettatamente fare capolino da dietro l'angolo...

Autore: Virginie Grimaldi
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 24 gennaio 2017
Pagine: 300

Trama: 5  Personaggi: 5  Stile: 5  Copertina: 3 






Sono le 22 del 25 gennaio 2017. Sono sveglia dalle 5 (il perché chiedetelo a quel simpaticone del mio vicino di casa) ed esattamente due ore fa ho terminato la lettura di questo romanzo. Romanzo che, per inciso, ho iniziato a leggere nel tardo pomeriggio di ieri, 24 gennaio.
E non ho fatto altro, ieri sera, nel letto, che prendermi a pizzicotti per cercare di stare sveglia e continuare a leggere! E vi dirò anche che, nonostante il mio vicino di casa sia una delle persona che più mi irritano, stavolta mi trovo quasi a ringraziarlo, perché il risveglio anticipato mi ha concesso un paio d'ore di lettura in più!

E adesso sono qui, con degli attacchi degni di una persona affetta da bipolarismo acuto e cronico, e rido ripensando a Julia, alla sua ironia pungente e alle sue disavventure
...impugno l'unica arma che offre la casa: un coltello con la punta arrotondata, strumento di difesa sorprendentemente efficace. Se mi dovessi trovare davanti ad un serial killer, potrei sempre cospargerlo di marmellata
e, contemporaneamente, piango ripensando al finale.

Questo è un libro che tocca le corde del cuore, che muove sentimenti profondi, che lacera e ricuce. Ho riso e pianto per 300 pagine; ho incondizionatamente amato Julia, il suo dolore, la sua ipocondria, il suo chiudersi a riccio per difendersi dal mondo.
E, più di ogni altra cosa, mi sono follemente invaghita degli ospiti di Casa Temerici.
Un gruppo di arzilli vecchietti (sì, lo so cosa state pensando il solito libro coi soliti vecchietti... No, qui c'è molto molto di più!) che prenderanno per mano Julia e le insegneranno che nella vita il dolore si affronta e si supera; che ci sono dolori che ci accompagneranno per sempre, è vero, ma dobbiamo essere noi a farceli amici, a trovare il modo di camminare loro accanto, quasi fossero dei complici cui aggrapparsi per diventare più forti e per crescere.

Julia è una psicologa... e già questo fa ridere, perché ci troviamo davanti ad una ragazza piena di insicurezze e di fragilità.
Nell'ultimo anno la sua vita è andata in frantumi: il padre ha avuto un infarto ed è morto senza che lei riuscisse ad abbracciarlo un'ultima volta. La nonna adorata ha avuto un ictus. E, giusto perché le disgrazie mica arrivano mai da sole, Marc, il ragazzo che avrebbe dovuto sposare di lì a poco, l'ha lasciata, spaventato dalla mole di dolore che la affliggeva (uno stronzo, sì!).

Julia sbanda e si rifugia nell'alcool e in una serie di storie da una notte e via. Sino al giorno in cui decide di riprendere in mano la sua vita e lo fa accettando un contratto di sostituzione maternità come psicologa a Casa Temerici.
Julia non può immaginare che quella scelta cambierà per sempre la sua vita e il suo modo di pensare.
Alla Temerici troverà degli amici e una famiglia e finalmente i suoi occhi torneranno a sorridere!

Coadiuvata dalla Banda delle nonne Abelarde e da tutto il corollario di anziani che la circonda, Julia, che dovrebbe essere lì per aiutare loro, vivrà un anno di avventure e di risate, di lacrime e di rinascita.
E noi lo faremo con loro, perché in questo libro abbondano le risate così come le lacrime e le riflessioni.

Spesso, durante la lettura, mi sono trovata a pensare che l'autrice sia un mix perfetto tra l'ironia che permea i romanzi di Alice Basso e la poesia di Lorenzo Marone. Miscelate tutto per bene ed otterrete questo libro! Un libro che si fa amare sin dalle primissime righe e che impone una lettura tutta d'un fiato, ma attenta a quei particolari che porteranno ad una conclusione sorprendente e dolce!

PICCOLA NOTA: so che il congiuntivo è dato per spacciato, ma l'unico orrore di questo romanzo risiede proprio in una pessima traduzione. Traduzione in cui il congiuntivo suddetto più che spacciato o defunto risulta già sepolto. E, polemica come sempre, ribadisco che 19 euro per un libro tradotto così mi paiono un furto, soprattutto se c'è dietro un editore come Mondadori.

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CONVERSATION

22 pensieri dei lettori:

  1. Ciao Laura! Di solito libri con una trama del genere mi fanno scappare a gambe levate, ma questo mi sembra davvero molto carino... poi io ho una predilezione per le ambientazioni e lo stile francesi, quindi mi sa che ci faccio un pensierino! La questione del congiuntivo però è davvero una vergogna... che dici, possiamo provare a sfruttare la tua "vippaggine" per sensibilizzare gli autori su questo argomento? Io partecipo lo sai!

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    1. Ma magari servisse, Nadia! Sono anni che combatto questa battaglia, ma pare sia persa in partenza. La cosa che mi fa più arrabbiare è che sono proprio le grandi Case Editrici quelle su cui riscontro meno cura. Mah!

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  2. Io sto scalpitando per conoscere le Abelarde! Non serve che puntualizzi, do bene di essere una di loro.
    I tuoi paragoni stilistici me ne fanno bramare la lettura ancor di più!
    Per quanto riguarda la traduzione, è un difetto che ho spesso riscontrato per gli autori francesi (la traduzione di Musso ancora mi da i brividi).

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    1. Devi solo decidere quale delle tre Abelarde vuoi essere! Io proporrei quella con l'Alzheimer, ché tanto stai già sulla buona strada! Io ammetto di aspettare con ansia la tua lettura di questo romanzo, perché ho la sensazione che, come successe per la Farinaccio, passerai a ringraziarmi. E vuoi che io non goda di un momento così raro?!

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    2. Cretina! L'Alzheimer ce l'avrai tu, perché non è stata l'unica volta in cui ti ho ringraziato, anche se -lo ammetto - preferisco di gran lunga insultarti

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  3. Oh Laura ma che bello, Lorenzo mischiato ad Alice! Io devo assolutamente leggerlo al più presto! A differenza di Nadia io di solito rifuggo da Francia e francesi ma non posso farlo ora, non dopo le tue parole

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    1. Certo che detta così "Lorenzo mischiato ad Alice" è proprio una brutta immagine!!! Ecco, forse le ambientazioni francesi sono tra le poche che non mi irritano e che raramente mi hanno delusa. Comunque sì, devi assolutamente leggere questo romanzo!

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  4. Ero arrivata alla fine tutta felice e coccolosa pronta a mettere il libro nella prossimissima WL... poi leggo la nota! Ora chiedo: da NaziGrammar quale sono, riuscirò a soprassedere o condannerò il tutto?

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    1. Essendo Nazigrammar come te, posso rassicurarti dicendoti che la storia è talmente bella e scritta talmente bene che riuscirai tranquillamente a soprassedere. Poi, se vuoi, possiamo sempre organizzare una spedizione punitiva! (P.S.: fino alla fine!)

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  5. Come ti ho già scritto è arrivato anche a me questo libro...mi sa che oggi pomeriggio lo prenderò in mano...dopo il tuo parere non vedo l'ora 😊

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    1. E io non vedo l'ora di leggere la tua recensione <3

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  6. Io non ero proprio sicura di volerlo leggere perché lo sai che le storie con gli anziani mi fanno un brutto effetto, quindi quando nella trama ho letto la parola "ospizio" ho pensato di lasciar perdere. Poi però questo romanzo l'ho segnalato in pagina e, da cosa nasce cosa, ho atteso la tua recensione. A questo punto credo di dovergli trovare un posticino quanto prima per comprendere se, effettivamente, il pregiudizio mi avrebbe fatto perdere tanta bellezza :*

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    1. No no, tu DEVI assolutamente leggerlo, perché io voglio sapere quanto riderai con la ginnastica dolce!

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  7. Quando ti sento così appassionata, segno e leggo senza discutere.
    Bacio Lea

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    1. D'altronde ti ho già urlato ieri di prenderlo per la biblioteca, quindi non ho fatto altro che confermare! Bacio grande

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  8. E' pronto sul comodino, dopo questa recensione non vedo l'ora!!

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    1. Corri corri che sono curiosa di sapere cosa ne penserai tu!

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  9. Lo leggerò presto presto!!!!!
    E farò correggere gli orrori a mia figlia piccola!

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