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Recensione 'La cattedrale del mare' di Ildefonso Falcones - Longanesi

Barcellona, XIV secolo. Nel cuore dell'umile quartiere della Ribera gli occhi curiosi del piccolo Arnau sono catturati dalle maestose mura di una grande chiesa in costruzione. Un incontro decisivo, poiché la storia di Santa Maria del Mar sarà il cardine delle tormentate vicende della sua esistenza.
Figlio di un servo fuggiasco, nella capitale catalana Amau trova rifugio e quella sospirata libertà che a tutt'oggi incarna lo spirito di Barcellona, all'epoca in pieno fermento: i vecchi istituti feudali sono al tramonto e mercanti e banchieri in ascesa, sempre più influenti nel determinare le sorti della città, impegnata in aspre battaglie per il controllo dei mari. Intanto l'azione, dell'Inquisizione minaccia la già non facile convivenza fra cristiani, musulmani ed ebrei...
Personaggio di inusuale tempra e umanità, Arnau non esita a dedicarsi con entusiasmo al grande progetto della "cattedrale del popolo". All'ombra di quelle torri gotiche dovrà lottare contro fame, ingiustizie e tradimenti, ataviche barriere religiose, guerre, peste, commerci ignobili e indomabili passioni, ma soprattutto per un amore che i pregiudizi del tempo vorrebbero condannare alle brume del sogno...

Autore: Ildefonso Falcones
Titolo originale: La catedral del mar
Traduzione a cura di: Roberto Bovaia
Editore: Longanesi
Data di pubblicazione: 1 febbraio 2007
Pagine: 642

Trama: 5  Personaggi: 5  Stile: 4  Copertina: 4 



Dal 1320 al 1384. Quasi 65 anni di storia attraverso gli occhi di Bernat Estanyol prima e di suo figlio Arnau a seguire.
Sessantacinque anni di sofferenza, tragedia, riscatto e amore, raccontati dalla magistrale penna di Ildefonso Falcones che, con dovizia di particolari e rara bravura, ci porta in quella Barcellona medievale in cui la Basilica di Santa Maria del Mar inizia a vedere la luce, pensata e seguita dal Maestro Berengue di Montagut.

Se ve lo state chiedendo, sì, questo romanzo ricorda molto "I pilastri della Terra" di Ken Follett; ma no, questa non è una pecca.
Falcones ha uno stile tutto suo che nulla ha da invidiare al grande Follett!
E se ne I pilastri della Terra la vera protagonista era la Cattedrale e attorno a lei ruotavano storia e personaggi, in questo primo romanzo di Falcones sono le persone che creano la trama.

Arnau ha pochi mesi quando suo padre Bernat decide di fuggire dalle sue terre per beneficiare del Recogneverunt Proceres, che concedeva lo stato di cittadino libero di Barcellona a tutti coloro che riuscivano a risiedere nella città per un anno e un giorno.
E sarà proprio la scelta di suo padre che gli condizionerà la vita. Arnau vivrà in nome di questa scelta, della vita che il padre ha sacrificato per la libertà tanto ambita.

...Arnau, io ho lasciato tutto quello che avevo perché tu potessi essere libero. Ho abbandonato le nostre terre, che da secoli appartenevano agli Estanyol, perché nessuno potesse fare a te quello che avevano fatto a me, a mio padre e al padre di mio padre... E invece adesso siamo daccapo, soggetti ai capricci di quelli che si chiamano nobili. Ma con una differenza: possiamo rifiutare. Figlio mio, impara a usare la libertà che ci è costato tanto sforzo raggiungere. Spetta solo a te decidere... 

Appena quattordicenne, esile ragazzino e orfano da pochi giorni, Arnau verrà preso sotto l'egida dei bastaixos, coloro che trasportavano le pietre per la costruzione della Basilica di Santa Maria del Mar.

Sarà una vita lunga e non priva di difficoltà quella di Arnau. Una vita che Falcones ci porterà a conoscere in tutte le sue sfumature: dal dolore alla gioia profonda, dalla povertà alla ricchezza, l'autore ci addentra in ogni particolare di ciò che è Arnau e di tutti i personaggi che gli ruoteranno attorno durante la narrazione.

È superlativo il modo in cui Falcones riesca a descrivere luoghi, storie e personaggi in maniera talmente vivida da farci apparire tutto attuale, vivo e pulsante.
Il razzismo nei confronti del popolo ebreo, le accuse di eresia, l'Inquisizione, quella Chiesa che, da sempre, vive di agi e di lussi mentre il popolo muore di fame... La carestia, la peste, le guerre... Tutto, sin nei minimi particolari, ci è raccontato in maniera minuziosa e dettagliata.

Ecco, forse ogni tanto c'è un eccesso di prolissità nelle descrizioni che mi ha fatta arrivare alla scelta di non dare un voto pieno ad un libro che, nonostante ciò, è sicuramente un capolavoro nel suo genere!




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CONVERSATION

20 pensieri dei lettori:

  1. Bellissimo libro, io l'ho letto anni fa ma lo ricordo ancora come un piacevolissimo racconto! Io poi ho amato anche le descrizioni della cattedrale in costruzione perché da buon geometra non potevo fare a meno di sognare una chiesa così! :)

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    1. Hai ragione: bellissime anche le descrizioni (e io non sono geometra!). Mai noiose, mai prolisse, ma perfettamente dosate!

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  2. Ne ho anche io un bellissimo ricordo!

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  3. Devo ancora leggere i Pilastri pensa un po'. E' che preferisco gli storici ambientati nell'800, possibilmente in Inghilterra. So che è un limite, ma non posso farci nulla. O posso farci qualcosa? Ecco, non al momento attuale, ma non pongo limiti sugli anni a venire.
    un caro saluto da Lea

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    1. Eh no, Lea! Ci sono cose che si amano e altre con cui non siamo affini. Falcones, Follett rientrano appieno in questa categoria: se non ti senti affine, lascia stare!

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  4. Bellissimo libro. Da giovane architetto ho amato alla follia questo libro.

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  5. bello bello bello. uno dei pochi libro che mio marito si è azzardato a regalarmi :D
    convengo con te sulle descrizioni un po' troppo lunghe. ma assolutamente un libro da leggere

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    1. Sì, assolutamente sì! Non vedo l'ora di avere tra le mani il seguito, di cui, tra l'altro, ho visto proprio ieri la copertina ed è stupenda!

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  6. Ho letto e amato, durante gli anni universitari, "I pilastri della terra" (ricordo che essendo diviso in periodi ne leggevo un po' poi intervallavo un altro romanzo e così via ma l'ho letto tutto con piacere!) per cui mi aspetto che anche questo romanzo possa piacermi. Ovviamente lo recupererò quando non avrò l'ansia della mole di pagine, in questo periodo non fanno per me i mattoncini :D

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    1. Ecco, per questo libro devi aver voglia di "mattoncino", quindi sì, meglio aspettare!

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  7. Anche io trovo che Falcones abbia uno stile descrittivo molto simile a quello di alcuni romanzi celebri di Follett, e comunque tutti i suoi romanzi che ho letto mi hanno appassionato, anche perché non sono una che si lascia intimorire dal numero di pagine! :) ti consiglio assolutamente anche La regina scalza e La mano di Fatima

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    1. Li ho già, devo solo trovare un momento di pace per potermici dedicare con il giusto tempo e non solo tra un impegno e l'altro!

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  8. Io, come sai, ho adorato I pilastri della Terra e Mondo senza fine, e questo l'ho preso per mano tempo fa, in un momento non buono per le lunghe letture. L'ho messo da parte, ma ora hai riacceso la fiamma in me! (non sperarci, non sparirò in un mucchietto di cenere...) Spero che magari il periodo natalizio sia propizio! (Uh! Ho fatto la rima!)
    Bacci

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    1. Uh Natale... camino... fiamma... puff... sparita la Bacci!

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  9. Ciao Laura!
    Questo libro è una vita che si trova sulla libreria di mio papà... ho sempre pensato che prima o poi glielo avrei chiesto in prestito!!
    mi sa che quel momento è arrivato!! ;)
    Un abbraccio

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  10. Ciao! Questo libro non è propriamente il mio genere, ma la tua bella recensione mi ha convinta ad aggiungerlo in Wish List, per cui sicuramente prima o poi lo leggerò. :)

    Ps. Questa è la prima volta che vengo a far visita al tuo bel blog e sono subito diventata una tua lettrice fissa *-* Ho un blog anch'io, se ti andasse di passare, ne sarei molto felice :)
    https://booksinkensingtongardens.blogspot.it/

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    1. Certo che vengo a sbirciare! Intanto benvenuta, spero di leggerti spesso!

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