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Recensione IN ANTEPRIMA 'Segreto di famiglia' di Mikaela Bley - Newton Compton

SINOSSI

A Stoccolma è un freddo e piovoso venerdì di maggio, quando la piccola Lycke, di soli otto anni, scompare improvvisamente nel centro della città.
La rete televisiva nazionale si lancia subito sulla notizia e manda sul campo un’inviata specializzata in cronaca nera, Ellen Tamm. Chi ha visto Lycke per l’ultima volta? Chi sono i suoi genitori? Il padre e la madre di Lycke sono separati ed è stata la nuova moglie del padre ad accompagnare la bambina al centro sportivo, dove se ne sono perse le tracce. La donna, madre a sua volta da poco, racconta la sua versione dei fatti, ma ci sono delle zone d’ombra nella testimonianza. La tata che ha cresciuto la bambina è chiusa nel dolore. La madre di Lycke invece è imperscrutabile, soffre ancora il peso del divorzio e di una depressione post partum mai affrontata. Il padre, dal canto suo, non si dà pace. Nel frattempo Ellen si impegna in una ricerca spasmodica, nonostante la corruzione della polizia, i sempre più strani comportamenti dei genitori di Lycke e le frecciate velenose dei colleghi. Ma ha deciso di fare il possibile per fronteggiare la situazione da vera professionista, perché questo caso le ricorda da vicino ciò che conosce sin troppo bene: segreti di famiglia, bugie, inganni che la obbligheranno a confrontarsi con il proprio doloroso passato, mentre le speranze di ritrovare la bambina scomparsa si assottigliano…

TITOLO: Segreto di famigliaLycke
AUTORE: Mikaela Bley
TITOLO ORIGINALE: Lycke
TRADUZIONE A CURA DI: Lisa Raspanti
EDITORE: Newton Compton
DATA DI PUBBLICAZIONE: 3 marzo 2016
PAGINE: 336

TRAMA 3
PERSONAGGI 1
STILE 3
INCIPIT 3
FINALE 1
COPERTINA 3




Ho ricevuto questo libro in anteprima da Newton Compton Editori e, come sempre quando mi viene inviato un romanzo da una casa Editrice, gli ho dato precedenza assoluta.
Così, tre giorni fa l'ho preso tra le mani e ho iniziato a leggerlo. Terminata la storia, mi sono chiesta su quali basi nella lettera di accompagnamento vi fosse scritto
Abbiamo ricevuto le prime settanta pagine di questo libro, le uniche disponibili in inglese, e ci siamo subito immersi nella lettura. Quando siamo arrivati all'ultima riga volevamo assolutamente sapere come andava a finire e siamo stati presi da una voglia irrefrenabile di fare un corso accelerato di svedese per andare avanti.
Lo dico subito: la storia è abbastanza scorrevole e, tutto sommato, si legge anche in fretta. Ma questo rimane l'unico pregio di un libro che, altrimenti, sarebbe stato un fiasco totale.

Il romanzo inizia con la sparizione di Lycke, una bambina di otto anni, figlia di Helena ed Harold, separati da tempo.
Chloè, la matrigna di Lycke, è stata l'ultima a vederla viva, quel pomeriggio, quando l'ha accompagnata alla lezione di tennis.
Primo punto a sfavore. Chloè ci viene descritta come la classica matrigna: fredda nei confronti della figliastra, gelosa del passato del marito, egoista, vanesia.
La sensazione che ho avuto durante tutta la lettura è stata che l'autrice cercasse di indirizzare i miei sospetti verso questa donna. Nulla di più sbagliato: un assiduo lettore di thriller non sospetta mai delle persone e delle situazioni scontate!

La storia ci viene narrata, capitolo dopo capitolo, da quattro donne diverse: Chloè, Mona (la tata), Ellen (una giornalista) ed Helena. Ma davvero l'autrice ha scelto due nomi dalla fonetica così affine? Helena ed Ellen. Mah!

Ellen è un personaggio alquanto particolare. Sin dai primi capitoli, Mikaela Bley ci lascia intuire che nel suo passato si nasconda una tragedia simile a quella che ci viene raccontata.

Ellen, per superare il trauma dovuto alla perdita della gemella, ha deciso, da adulta, di occuparsi di cronaca nera. Eh certo! Una che ha la fobia dell'acqua che fa? L'istruttrice di nuoto!

Delle ricerche per trovare la piccola Lycke si occupa, ovviamente, la Polizia svedese. Posso dire che se la realtà è anche solo vagamente simili a ciò che ci descrivere l'autrice, spero di non dovermi mai avvalere dei loro servigi! Come detto, siamo di fronte alla sparizione di una bambina di OTTO anni e, una delle prime domande che vengono rivolte ai genitori è: <<Siete sicuri che non avesse altri impegni di cui non eravate a conoscenza?>>. Ma davvero? Ma quale mente partorisce l'idea che una bambina di quell'età possa avere dei programmi? Cosa si pensa? Che Lycke avesse un meeting?

Spesso, durante la lettura, ho avuto la sensazione che mancassero delle parti, come se un editori particolarmente nevrotico abbia sforbiciato un po' a casaccio!
La storia risulta sovente surreale e priva di concretezza. Oltrepassata la metà del libro si ha l'impressione che l'autrice abbia cercato di mettere dentro dettagli su dettagli per creare suspense  prima del finale. Esperimento miseramente fallito, poiché  la narrazione rallenta notevolmente, rendendo le ultime 100 pagine insopportabili.

I personaggi sono irritanti, fastidiosi e pedanti. Nessuna delle donne che ci racconta la storia riesce a suscitare un sentimento benevolo nel lettore. Di sicuro, Ellen rimane la più antipatica.

Anche la povera bambina risulta quasi superflua. Di lei ci viene detto pochissimo: introversa, taciturna, solitaria. Nulla che possa smuovere nel lettore quel sentimento empatico che ci si aspetterebbe in questi casi.



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CONVERSATION

15 pensieri dei lettori:

  1. Direi che il concetto è chiaro e apprezzo la tua schiettezza. Grazie ;-)
    Lea

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  2. Ecco. Ci siamo. Anche io ero partita con delle aspettative supermegaultragigantose. Letto in tre giorni scarsi. Ed ora mi ritrovo a scrivere la recensione con il tuo stesso spirito sconfitto e deluso.. uhm.. concordo pienamente con te.. dovrebbero smetterla di scrivere IL PIU' GRANDE BESTSELLER o UN THRILLER COSI' NON L'AVETE MAI LETTO. Soprattutto per chi, come la sottoscritta, ama follemente questo genere xD

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  3. Sembra di capire che non ti sia piaciuto molto...ora vado a controllare l'agenda di mia figlia per sapere cosa farà oggi.
    Ciao da Bacci

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    1. Fammi sapere, così coordiniamo gli impegni!

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  4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  5. Le ambientazioni nordiche di solito mi attirano... stavolta però direi che questo proprio non lo considero! Grazie per avermi evitato una delusione Laura :-)

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    1. Io ammetto di non amare molto questo tipo di ambientazione, ma qui non c'entra assolutamente nulla con il fallimento della storia.

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  6. Diciamo che ho capito che ogni qual volta il libro è accompagnato da frasi come "il più grande bestseller", "ha scalato le classifiche mondiali", "tradotto in lingue sconosciute a voi umani per accontentare anche flora e fauna", in realtà è una gran cacata! Si può dire? Vabbè ormai è andata ;)

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    1. Si può dire, sì! E aggiungi le fascette con i pareri dei grandi autori, che sono garanzia di fiasco!

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  7. noooo anche io ce l'ho sul comodino ma speravo tanto che fosse un bel thriller!!
    http://www.audreyinwonderland.it/

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    1. Aspetto che lo legga anche tu, ma credo di non essere l'unica che lo ha ritenuto deludente.

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