La Libridinosa al Salone del Libro 2015

by - 5/17/2015 07:01:00 PM

Probabilmente alcuni di voi ricorderanno che, lo scorso anno, la mia prima esperienza al Salone del Libro di Torino non era stata esattamente piacevole.014e5be2aebe0827b67c59bcaaea1e59d8d7cebbf3 Tanto che l’idea di ritornarci era un po’ traumatica.
A rifletterci bene, il problema principale che ho riscontrato nell’esperienza passata, è stata la scelta errata degli accompagnatori. Se mio marito (non-lettore) sopporta la libidinosa follia che mi coglie quando mi ritrovo in ambienti colmi di carta ed inchiostro, non altrettanto posso dire di tutte le persone che mi circondano.
Credo di poter affermare che il Salone del Libro non è un posto per tutti. Direte <<brava, hai scoperto l’acqua calda!>>. Io non mi riferisco ai non-lettori. Parlo anche dei lettori. Ci sono persone, secondo me, che dovrebbero limitarsi a frequentare piccole librerie e biblioteche. Nient’altro.
E il Salone del Libro, ovviamente, è tanto altro: tanti espositori, tanti libri, tante Case Editrici, tanti stand, tanti incontri, tanta, tantissima confusione.
Quindi sì, lo riconosco: lo scorso anno la mia esperienza al Salone del Libro è stata fallimentare perché era fallimentare la compagnia scelta.
Quest’anno...beh, sapete tutti quest’anno sono nate le LGS! Che,  tra l’altro, da qualche settimana sono anche cresciute! No, nessun bebè! Alle storiche cinque teste matte, si è da poco aggiunta Laura del blog La biblioteca di Eliza, che in fatto di pazzia non è inferiore a nessuna di noi!!!
Come potete immaginare, riuscire ad essere sempre tutte presenti nello stesso momento, per questioni geografiche (e non solo) non è quasi mai possibile. 23Quindi, questa volta le LGS erano presenti al Salone del Libro rappresentate dalla sottoscritta, da Salvia  Desperate Bookswife, da Cuore Zingaro e da Stefania La ragazza che annusava i libri (che, come potete vedere dalla foto qui accanto, i libri li annusa davvero!).
Prima (piccola) soddisfazione personale: entrare con l’accredito professionale come blogger. Ok, sarà una cavolata, ma noi blogger siamo un po’ fanatiche e queste cose ci danno sempre soddisfazione!
Munite di badge, cartelline, scarpe comode e paziente seguito composto da marito e figlio libridinoso e amico della lettrice disperata, io e Salvia ci siamo dirette, come prima cosa, allo stand Book Salad, dove, ad aspettarci, munita di buonissimi Baci di Dama piemontesi, c’era Monica Coppola, autrice di Viola, vertigini e vaniglia.Monica è una persona dolcissima, umile e, soprattutto, simpaticissima. Parlare con lei è come ritrovarsi catapultati tra le pagine del suo libro!
01804b5711974ef7910690ee58ca32fd8b812c954dCosì, mentre mio figlio si rimpinzava di biscotti, io e Salvia ne abbiamo approfittato per fare qualche foto con Monica e farci autografare il libro. Monica, dolcissima come sempre, ci ha anche omaggiate con dei portachiavi e delle bustine di tè nero alla viola e alla vaniglia.
Nel frattempo, ci ha raggiunte anche Stefania e, tutte assieme, ci siamo dirette al Caffè Letterario, dove, alle 11 era in programma l’incontro con Lorenzo Marone, autore di La tentazione di essere felici.
Lorenzo ha conquistato il mio cuore, come tutti sapete, facendomi innamorare di Cesare, settantasettenne scorbutico e sociopatico. Mi sono talmente innamorata di questo personaggio da aver iniziato a consigliare obbligare tutti a leggere questo libro! E sinora nessuno si è lamentato!
Lorenzo è un uomo semplice, timido, umile e di grande intelligenza. Intelligenza che traspare nel suo raccontare Cesare e la felicità
La felicità si trova nelle piccole grandi cose che ci sfilano accanto ogni giorno
01e6428a3532203e91c7b93c3d0a38627a22fee1faCoadiuvato dalla presenza di Bruno Gambarotta, noto scrittore e giornalista italiano, Lorenzo ha parlato di rimpianti e di sogni; di come, in fondo, in ognuno di noi ci sia un pezzetto di Cesare. Ha raccontato la difficoltà di vivere a Napoli, anche se quella di Cesare è una Napoli borghese, ma
a Napoli hai a che fare col dolore, quindi non penso sia una città felice
Terminato l’incontro con la foto di rito, noi LGS ci siamo dirette al punto ristoro, dove Salvia ci ha rifornite di panini amorevolmente preparati con le sue dolci manine e stranamente commestibili quindi siamo ancora tutte vive!
Prima di dirigerci all’Arena Bookstock per l’incontro con Luca Bianchini, noi LGS ci siamo sparpagliate tra i vari stand. Il più ambito è stato quello della Neri Pozza, dove io ho deciso di voler essere seppellita! Acquistando tre libri si ha diritto al 20% di sconto e volete che la vostra Libridinosa non ne approfittasse? Impossibile!
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Questi sono i tre titoli che ho deciso di fare miei! Diciamo che sono i tre usciti vittoriosi da un lungo prendi-scruta-posa-rifletti...LI VOGLIO TUTTI!!!
Oltre ai tre romanzi che vedete qui sopra, ho acquistato altri tre libri:
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Frediani è , per me, uno di quegli autori imperdibili. Il primo libro di Vanessa Roggeri l’ho letto in e-book, ma è uno di quelli da avere assolutamente e, infine, è d’obbligo fermarsi allo stand della Jo March e comprare qualcosa!

E adesso veniamo a quello che potrei definire il peggior incontro avuto con Luca Bianchini. Penso non ci sia bisogno di ricordarvi quanto io abbia amato questo autore, al punto di cercare di incontrarlo ogni qualvolta se ne presentasse l’occasione. Di Luca mi è sempre piaciuta l’ironia e l’umiltà di uno scrittore che ha fatto la gavetta. 
Dopo la lettura del suo ultimo romanzo, Dimmi che credi al destino, ho avuto la sensazione, come ho scritto anche nella recensione, di avere a che fare con un Luca diverso. Sensazione che, purtroppo, è stata confermata dall’incontro di ieri.
Luca è cambiato. Sembra quasi che il successo gli abbia dato alla testa, gira scortato da due gorilla che tengono la gente lontana da lui neanche fosse il Capo dello Stato. Ha assunto un’aria snob e saccente che manco un premio Nobel...In poche parole, Luca ha perso l’umiltà che l’ha portato ad essere uno scrittore amato e di successo.
La sua verve, il suo modo di ammaliare la gente, quelli sono rimasti intatti. E chi non ha mai avuto modo di incontrarlo prima, lo guarda estasiata, si lascia rapire dalle sue battute e pensa “cavoli, devo proprio leggere questo libro” (vero, Susanna?).
Chi, invece, come me e Stefania ha avuto modo di incontrarlo altre volte, percepisce immediatamente, quasi a pelle, il cambiamento.

L’incontro con Luca era moderato da Mara Venier, lei sì davvero umile e simpatica! La prima domanda che è stata rivolta a Luca è la domanda cardine: “Perché questo libro?”. Ecco, io me lo chiedo da più di una settimana. Da quando l’ho finito di leggere e, assieme alle altre LGS (esclusa Cuore Zingaro che si è ben guardata dal portarne avanti la lettura!) sono stata afflitta dal cosiddetto blocco del lettore, blocco di cui io non avevo mai sofferto prima e che, invece, in questi giorni sta tormentando il nostro gruppo, tanto da farci assomigliare a piccoli zombie che vagano per casa senza uno scopo! Speriamo che gli acquisti smodati di ieri servano a farci ripartire, onde evitare la morte improvvisa e contemporanea di ben 5 blog.

Dicevamo perché questo libro? Luca ha beatamente dichiarato che stava per scrivere il terzo episodio di Io che amo solo te (ecco! Quello dovevi fare!), ma ha voluto provare a cambiare. Ha sentito l’esigenza di misurarsi con qualcosa che non fosse il suo piatto forte (ok, Luca, mi sembra anche giusto, mica potrai andare avanti con gli Scagliusi per il resto della vita. Ma da qui a scrivere certa roba ce ne passa!).
Al dibattito ha partecipato anche Ornella, protagonista ed ispiratrice dell’ultimo romanzo, che Luca descrive come una persona amabile e gentile e che io, personalmente, ho trovato egocentrica ed anche un po’ antipatica.
Il dibattito è proseguito per circa 40 minuti tra aneddoti vari. Quando Mara Venier ha deciso di far intervenire il pubblico, io e Stefania ci siamo fatte avanti per porre la domanda che attanaglia noi LGS da quando abbiamo letto quello che è stato soprannominato il caccolibro :

a cosa servono le majorette che hai inserito nel libro?
Prima di tutto c’è da dire che, viste me e Stefania, Luca è diventato pallido come un cencio e ha proprio cambiato espressione, per poi rifugiarsi alle spalle della Venier ed evitare di guardarci negli occhi. E ora la risposta alla domanda: le majorette non servono assolutamente a nulla. Secondo lui, sono una pennellata d’artista. Un giorno, passeggiando per Londra, ha visto delle ragazze vestite da majorette che si facevano fotografare e ha deciso di inserirle nel libro. Ok, pennellata hai detto? Diciamo pure che è una pennellata marrone (a buon intenditor...).
Il clou dell’incontro, se così vogliamo definirlo, per quanto mi riguarda è stato il momento in cui, finita la presentazione, Luca doveva scendere dal palco. La gente si è fatta avanti per salutarlo, ma due gorilla si sono piazzati per non far avvicinare nessuno. Luca mi è passato proprio davanti e, salutandomi con un “ciao” degno di un’acida zitella, mi ha detto di aver letto le recensioni. Bene! È questo che devi fare, sai? Perché tu scrittore scrivi per il lettore. E io, lettrice e blogger, ho il diritto di dire che, personalmente, questo tuo ultimo lavoro è pessimo, che tu non sei più la persona che eri e che, ammettilo, il successo di Io che amo solo te ti ha dato alla testa.
Non leggi più i messaggi dei tuoi lettori, sei impegnato a fare selfie con Belen, ti senti arrivato. Luca, purtroppo, quei 250 mila lettori che hanno acquistato il tuo libro sulla fiducia, sono gli stessi che, dopo questa fregatura, non ti daranno più credito. Riflettici ;)
E con questo fatidico incontro si è conclusa la mia giornata al Salone del Libro! Il resto è storia di amicizia, di una cena in compagnia, di una serata fatta di risate, di un telefono (il mio) che si connette alla rete wi-fi di un’abitazione in cui, più che sentirmi a mio agio, mi sento a casa. Di amiche che vorrei accanto ogni giorno, ma che, purtroppo, sono lontane.
È la storia di un pezzo di puzzle che mi è entrato nel cuore e non vuole più uscirne <3

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31 pensieri dei lettori

  1. Che bello leggere di queste esperienze (positive o negative che siano)! Avrei voluto esserci anch'io al salone ma purtroppo quest'anno ho gli esami di maturità! Mi dispiace tanto sapere che Bianchini sia stato una delusione ..io onestamente ci sarei rimasta malissimo e probabilmente le mie letture future sarebbero state influenzate da questo evento!

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    1. Capita che gli autori non si rendano conto di quanto siano importanti i loro approcci col pubblico. I lettori sono un pubblico di nicchia e deluderli è sempre un grande rischio.

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  2. Che belle che siete! :) e che divertente il reportage! lo aspettavo, ero curiosa di sapere dell'incontro con Bianchini. Io non lo conosco, ma avendolo sentito in alcune interviste (non recenti) mi era sembrata una bella persona, che delusione sapere che si è montato la testa.

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    1. Lo era. Ti assicuro che sino a pochi mesi fa era davvero una splendida persona. Lo avevo già incontrato altre volte ed era sempre stata una gioia. Come ho scritto, troppo successo deve avergli dato alla testa. Speriamo che si renda conto che così non andrà da nessuna parte.

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  3. È stata una giornata bellissima e il massimo è stato viverla con voi amiche! Venerdì anche Cuore preparerà il suo resoconto.

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  4. Io quasi quasi mi aggiungo alle foto con photoshop...
    e non sono pazza... più o meno...

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    1. Primo requisito fondamentale per far parte delle LGS è una certa dose di pazzia. Quindi, taci e sii pazza! E ricordati che tu odi photoshop. Quindi il prossimo anno, passo lungo e camminare e vieni con noi!

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  5. Che meraviglia! Bellissimo resoconto di giornata!

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  6. e quando scrivi 'Riflettici ;)' io adesso immagino perfettamente la tua espressione e questa è una cosa bellissima, come bellissimo è questo resoconto!! e adesso dimmi: i nuovi passaporti sono pronti? dove ci stabiliremo con la nostra nuova identità? ahahah

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    1. Un atollo disperso, mare limpido e tanto pesce!

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  7. Che bella questa tua cronaca dettagliata di una giornata al salone del Libro! Complimenti :)

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  8. Che bel resoconto, Luca continua a fare passi falsi, mi ha fatto ridere che fosse scortato, nemmeno fosse Saviano! Ma voi proprio non ci dormite la notte per questa storia delle majorette...affettuosamente vi dico che non state bene!!!

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    1. Nunzia, le domande da fare a Luca per cercare di trovare un senso a tutte le castronerie che ha infilato in quel "caccolibro" sarebbero state decine. Le majorette erano il dubbio che attanagliava tutte e quindi quello ho chiesto!

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  9. Speravo proprio in un minuzioso reportage ... è un po' come essere lì.
    P.S. sono proprio contenta che finalmente le mie bloggers preferite abbiano un volto!

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  10. Sempre un piacere leggere le tue recensioni.

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    1. Chiamiamola recensione della giornata. Solitamente recensisco altro!

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  11. Che bella esperienza, cinque blogger alla conquista del Salone! Peccato non esserci incontrate...:-D

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    1. Sì, tre giorni: giovedì, venerdì e sabato.

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    2. Ma noooo! Ma potevi dirlo prima.

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    3. ...ma in realtà l'ho detto...:-)
      Dai, il prossimo anno.

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  12. Che bello. Deve essere stata davvero una bellissima giornata. L'avessi saputo prima....:(

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    1. Credo che ogni lettore dovrebbe fare questa esperienza almeno una volta nella vita!

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    2. Sono d'accordo. Il prox anno cercherò di partecipare :-)

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  13. sempre piangere mi fai!!!! proprio io che ho il cuore di pietra!! bel resoconto. Finalmente scopro i vostri volti!! che scema che sono ah ah ah scusami...sarà troppo vino in negozio. ah ah ah scusa la smetto

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    1. Ma io come faccio a sopportarti? Boh! Sarà il bene che ti voglio?

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