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Recensione 'Una brava ragazza' di Mary Kubica - Newton Compton

SINOSSI
Mia Dennett è figlia di un importante giudice di Chicago, ma ha scelto di condurre una vita semplice, lontana dai quartieri alti e dalla mondanità in cui è cresciuta. Una sera come tante, entra in un bar per incontrare il suo ragazzo, ma, all’ennesima buca di lui, Mia si lascia sedurre da un enigmatico sconosciuto dai modi gentili. Colin Thatcher- questo il vero nome del suo affascinante nuovo amico - sembra il tipo ideale con cui concedersi l’avventura di una notte. Peccato che si rivelerà il peggior errore della sua vita: Colin infatti è stato assoldato per rapirla. Ma quando Thatcher, invece di consegnare l’ostaggio, decide di tenere Mia con sé e di nasconderla in un remoto capanno del Minnesota, il piano prende una piega del tutto inaspettata. A Chicago, intanto, la madre di Mia e il detective Gabe Hoffman, incaricato delle indagini, sono disposti a tutto pur di ritrovare la ragazza, ma nessuno può prevedere le conseguenze che un evento tanto traumatico può avere su una famiglia apparentemente perfetta.

TITOLO: Una brava ragazza The Good Girl
AUTORE: Mary Kubica
TITOLO ORIGINALE: The good girl
TRADUZIONE A CURA DI: --
EDITORE: Newton Compton
DATA DI PUBBLICAZIONE: 8 gennaio 2015
PAGINE: 320
CODICE ISBN: 9788854175839

TRAMA 6
PERSONAGGI 5
STILE 5
INCIPIT 5
FINALE 5
COPERTINA 4


Delusione Libridinosa

1748 Letto in 3 giorni

TRE CARATTERISTICHE FONDAMENTALI CHE DEVE POSSEDERE UN THRILLER:
  1. tensione;
  2. colpi di scena;
  3. atmosfera
(ringrazio Daniela per la lista!)
Quando per leggere poco più di 300 pagine di un thriller impiego più di due giorni; quando mi addormento ogni 10 pagine; quando il solo pensiero di riprendere la lettura mi fa venire voglia di pulire i bagni di casa; quando i personaggi risultano più anonimi di una Barbie, allora quel thriller è un fallimento.
Ecco, a me questo libro ha suscitato esattamente queste emozioni: noia, svogliatezza, apatia.

Mia è la figlia ribelle del giudice John Dennett, padre assente, marito invisibile, uomo arrogante e spocchioso che, sin dal momento in cui l’autrice lo inserirà nella storia, susciterà la nostra antipatia.
Il giorno in cui Mia sparisce nel nulla e iniziano le doverose, Eve, la madre, si renderà improvvisamente conto che, tutto sommato, non sa nulla della vita di sua figlia.
In pieno stile fiera della banalità, l’ispettore che si occupa delle indagini si infatuerà della madre di Mia... che colpo di fantasia, eh?!
A metà libro avevo intuito il finale; a due terzi della lettura avevo carpito tutto il retroscena della storia.
Niente da fare. L’unica cosa che mi viene da dire di questo libro è che, al posto vostro, eviterei di leggerlo in treno: rischiereste di perdere la vostra fermata, colti da un colpo di sonno! Se, però, soffrite di insonnia, potrebbe essere un’ottima cura!

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CONVERSATION

8 pensieri dei lettori:

  1. Ok, di solito faccio di testa mia e leggo anche dopo uno sconsiglio, stavolta lo scarto subito e evito di farmi dare della testarda!

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  2. Questo libro ha deluso molto anche a me non so con quale coraggio lo hanno definito un thriller!!!!

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  3. Ecco! Me lo hanno regalato in e-Book ma credo che non lo leggero' , uffa perOooo. Vedi che il dono della sintesi lo possiedi? Ah ah ah

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    1. Non ho il dono della sintesi, bestia! Sono senza pc e non sai cosa ho dovuto fare per scrivere questa recensione.

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  4. Anche a me non ha entusiasmato particolarmente questo libro; sì l'ho trovato passabile, ma niente di che e soprattutto non è un thriller!
    E poi, come giustamente dici tu, è la fiera delle banalità e lo svolgimento della trama è previdibilissimo, anch'io avevo capito subito dove sarebbe andato a parare.

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    1. Oh, meno male! Per un attimo avevo pensato di non aver colto il senso del libro.

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  5. E ci mettiamo una croce sopra... Grazie a te faccio una gran selezione di libri! :D

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    1. E io leggo roba orrenda per aiutarti in questa selezione!

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