Questione di incipit #25-2014

by - 10/06/2014 02:42:00 PM

L’Incipit è l’arte di iniziare un libro talmente bene da costringere il lettore a proseguire la lettura!
Solitamente, l’Incipit è costituito dalla righe iniziali di un libro, diciamo pure la prima frase. Io, invece, ho deciso di andare un po’ oltre e riportarvi qui la prima(o le prime due)  pagina di un libro (solitamente quello che sto leggendo).

Ballando ad Auschwitz

di

Paul Glaser

ballando ad auschwitz

Paul
La valigia

Nel 2002 partecipai a un convegno di lavoro per direttori d'ospedale a Cracovia. Per una volta l'evento fu programmato mentre gli alunni di mia moglie Ria erano in vacanza e lei mi poté accompagnare. Non eravamo mai stati a Cracovia, per cui decidemmo di fermarci tre giorni, dopo il convegno, assieme ad altri direttori. non vedevo l'ora. Avremmo passato il primo giorno visitando la città e godendoci le sue vecchie strade. Il giorno successivo sarebbe stato dedicato all'esplorazione delle vicine miniere di sale. Il terzo e ultimo giorno avevamo in programma di visitare Auschwitz e il vicino lager di Birkenau.
Man mano che il momento si avvicinava, non potevi evitare di domandarmi perché andavo a visitare il campo. La sera prima della gita dissi a mia moglie che non ero dell' umore giusto per quell' escursione. Non ero mai stato in un campo di concentramento ma niente, in essi, stimolava la mia curiosità. Mi bastavano i documentari che avevo visto a scuola. Stavo cercando di razionalizzare un' intuizione più profonda? Annunciai al gruppo di non contare sulla mia presenza.
A colazione, l' indomani, alcuni colleghi tentarono di persuadermi a partecipare comunque alla gita. Com' era possibile, dicevano, che non fossi interessato? E poi si trovava a un tiro di schioppo. Per solidarietà, mi lasciai convincere. Quel mattino salii sull' autobus in preda a emozioni confuse.
Dopo un' ora di viaggio giungemmo in una vasta spianata. Il posto sembrava immenso. Le baracche di legno si stendevano a perdita d' occhio. La nostra guida, un giovane dai corti capelli biondi, ci accolse con un ampio sorriso. Si presentò e lo seguimmo oltre il cancello del campo con le parole Arbeit macht frei appese sopra le nostre teste. "Innumerevoli persone sono state assassinate qui", ci informò la guida, "per la maggior parte ebrei. Uomini, donne, bambini, perfino neonati." Mi sentivo un turista di catastrofi. Che cosa ci facevo lì? Perché non avevo resistito e non me n' ero rimasto in città?

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