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Recensione 'La storia di una bottega' di Amy Levy


SINOSSI
Nella Londra di fine Ottocento, le giovani sorelle Lorimer perdono improvvisamente il padre e finiscono sul lastrico. Rifiutandosi di accettare un destino che le vedrebbe divise tra i vari familiari che si sono offerti di dar loro ospitalità e protezione, scelgono di restare insieme e di sopravvivere con le proprie forze: fra lo sgomento generale, si trasferiscono nell'affollata e viva Baker Street, nel centro di Londra, e aprono una bottega di fotografia.
Lacerate dai dubbi, sballottate dai colpi della fortuna, eppure appassionate e tenaci, Gertrude, Lucy, Phyllis e Fanny cercano di resistere alle privazioni e di conquistarsi uno spazio nella società, difendendo un'indipendenza per nulla scontata nella tarda età vittoriana.
Nel 1888, Amy Levy realizza un originale e raffinato ritratto di donne emancipate e moderne, utilizzando una metafora assolutamente calzante, quella della tecnica fotografica. Come la fotografia imprime, con leggi e codici del tutto nuovi, la realtà, stravolgendo per sempre l'arte e il concetto di immagine; nella stessa misura, le quattro protagoniste rivolgono uno sguardo più genuino alla vita, The Romance of a Shopincarnando una donna, al contempo idealista e  concreta, che annuncia il mutamento rapido e inarrestabile della condizione femminile alle porte del ventesimo secolo.
TITOLO: La storia di una bottega
TITOLO ORIGINALE:
The romance of a shop
AUTORE: Amy Levy
TRADUZIONE A CURA DI:Valeria Mastroianni e Lorenza Ricci
EDITORE: Jo March
DATA DI PUBBLICAZIONE: aprile 2013
PAGINE: 217 pagine
CODICE ISBN: 9788890607677
PREZZO: 12.00 €
E-BOOK: non disponibile
TRAMA 6
PERSONAGGI 7
STILE 7
INCIPIT 7
FINALE 6
COPERTINA 8
VALUTAZIONE COMPLESSIVA


Avete amato Piccole Donne? Lo avete letto ai tempi della scuola, eppure, ancora oggi, a vent'anni di distanza, ne conservate gelosamente una copia e, ogni tanto, ne rileggete qualche passo? Bene! Allora procuratevi una copia di questo romanzo ed immergetevi tra le sue pagine!
Siamo nella Londra di fine Ottocento e troviamo quattro sorelle, Franny, Gertrude, Lucy e Phillis, che, già orfane di madre, si trovano ad affrontare l'improvvisa morte del padre e una situazione economica che non è più florida.
Le quattro ragazze, in controtendenza rispetto ai tempi in cui vivono, decidono, rifiutando l'aiuto e l'ospitalità di parenti ed amici, di proseguire l'attività paterna aprendo una bottega di fotografia.
L'autrice ci racconta un biennio di vita delle quattro sorelle, tra lavoro, amore e amicizia.
Come potete immaginare, le similitudini con il romanzo della Alcott si sprecano: anche qui troviamo una delle sorelle scrive, anche qui una delle quattro ha problemi di salute, anche qui c'è la guerra che fa da sfondo alle vicende che ci vengono narrate.
Il libro non si può certo definire brutto, per carità! È ben scritto, la lettura è piacevole e scorre bene, ma... le similitudini con Piccole donne sono davvero tante e, spesso, infastidiscono.
Una nota positiva, invece, va alla casa editrice Jo March che, dal 2009, ispirando proprio al personaggio creato dalla Alcott, alla sua passione per la lettura e la scrittura, cerca di scovare romanzi mai tradotti o dimenticati.
Perfetta ed inappuntabile la traduzione di Valeria Mastroianni e Lorenza Ricci. Complimenti!
2289 TEMPO DI LETTURA: 1 giorno

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