Una pagina da ... #10-2014

by - 4/23/2014 03:48:00 PM

Una pagina da… è la rubrica del mercoledì in cui vi riporto la pagina che sto leggendo del libro che sto leggendo (scusate il gioco di parole!).

Ennesimo libro per il mese a tema

Un bel sogno d'amore

di

Andrea Vitali

Senza titolo

La Berteggi voleva arresti, processi e galera. Forse anche esecuzioni sommarie.
Qualunque cosa volesse, avrebbe fatto meglio a farsi i cazzi suoi: questo, in sunto, il pensiero del maresciallo Pezzati quando, giovedì mattina, dopo aver bevuto un caffè doppio al bar dell'Imbarcadero, prese visione del manifesto come suggerito dal proprietario.
<<Ne vale la pena>>, gli aveva detto.
Aveva passato i giorni precedenti tentando di calmare le acque. Il sindaco, pure lui bersaglio di lamentele e proteste, gli si era alleato nella missione di promettere chiarezza e rimborsi. Seguendo il suggerimento del primo cittadino, aveva anche convocato in caserma quell'imbecille del giornalista: s'era fatto spiegare cosa diavolo gli fosse saltato in testa, poi gli aveva intimato di pubblicare il prima possibile una smentita dell'articolo uscito la domenica. Ai tentativi di resistenza del Grillini aveva risposto che, essendo ormai al corrente della verità, niente e nessuno gli avrebbe impedito di dare pubblicità alla cosa, dopodiché se la sarebbe vista lui. Mercoledì mattina il quotidiano era uscito con un'anonima Errata Corrige nelle pagine del lago, nella quale si chiedeva scusa ai lettori per l'erronea pubblicazione di una notizia che riguardava un altro paese ospitante analoga serata.
Grillini in persona aveva curato che i tre edicolanti del paese mettessero in bella evidenza la pagina, consigliando di evidenziare l'avviso cerchiandolo con un pennarello rosso.
Con ciò, riportata una calma relativa, il Pezzati non credeva certo di essersela cavata. Il Tagliaferri era sempre in cima ai suoi pensieri e s'era promesso che la prima cosa che avrebbe fatto una volta avutolo per le mani sarebbe stata fargli fare il giro del lago di Como a calci nel culo. Ma aveVa bisogno di calma per lavorare e il manifesto davanti al quale si trovò giovedì mattina con ancora il sapore del caffè in bocca e una macchia dello stesso sulla punta del naso non faceva certo allo scopo. Tra l'altro, volendo essere sofistici, vi si poteva leggere una velata allusione all'incapacità di agire della pubblica autorità cui, per rimediare, si sostituiva l'iniziativa privata.
In alto, al centro, campeggiava il simbolo dell'Avis.
Sotto, con lettere nere alte tre dita, si leggeva: IL CONSIGLIO COMUNICA.

PAGINA 40

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