Questione di incipit #20

by - 11/18/2013 01:09:00 PM

L’Incipit è l’arte di iniziare un libro talmente bene da costringere il lettore a proseguire la lettura!
Solitamente, l’Incipit è costituito dalla righe iniziali di un libro, diciamo pure la prima frase. Io, invece, ho deciso di andare un po’ oltre e riportarvi qui la prima(o le prime due)  pagina di un libro (solitamente quello che sto leggendo).

Ho in mano questo libro da qualche giorno e, ancora, non riesco a capire se mi stia piacendo o meno!

L'amore bugiardo

di

Gillian Flynn

l'amore bugiardo

NICK DUNNE

IL GIORNO CHE

Quando penso a mia moglie, penso sempre alla sua testa. Alla forma che ha, per cominciare. La prima volta che l'ho vista, è stata la sua nuca che ho notato, e nelle sue curve c'era qualcosa d'incantevole. Come un chicco di mais, duro e lucente, o un fossile nel greto di un fiume. La sua è quella che i vittoriani definirebbero una testa dalle proporzioni squisite, che lascia intuire la forma del cranio.
La riconoscerei ovunque, quella testa.
E ciò che contiene. Penso anche a quello: la sua mente. Il suo cervello, con tutte quelle circonvoluzioni, e i suoi pensieri che vi fanno avanti e indietro rapidi e frenetici come scolopendre. Con la curiosità di un bambino, m'immagino di aprirle il cranio, srotolarle il cervello e frugarci dentro, per catturare i suoi pensieri. A cosa pensi, Amy? La domanda che ho fatto più spesso durante il nostro matrimonio, magari non ad alta voce, magari non alla persona che avrebbe potuto rispondermi. Suppongo che domande simili incombano come nuvole nere su ogni matrimonio: A cosa pensi? Come ti senti? Chi sei veramente? Che cosa ci siamo fatti? Cosa ci faremo?
I miei occhi si sono spalancati alle sei di mattina in punto. Nessuno stormir di ciglia, nessun battito preliminare verso la coscienza. Il risveglio è stato meccanico. Un inquietante scatto delle palpebre, come il pupazzo di un ventriloquo: il mondo è buio, quando d'un tratto, ecco che si va in scena!
6-0-0, diceva l'orologio, fissandomi; la prima cosa che ho visto. Curiosa sensazione. Di rado apro gli occhi a un'ora tanto esatta. Sono un uomo dai risvegli frastagliati: 8.43, 11.51, 9.26. La mia era una vita senza suonerie.
In quel preciso istante, alle 6-0-0, il sole spuntava sopra le sagome delle querce, rivelandosi in tutta la sua divina collera estiva. Il suo riflesso divampava oltre il fiume, un lungo dito fiammeggiante puntato contro di me attraverso le tende sottili della camera da letto. Mi accusa: Sei...

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