Una pagina da... #26

by - 10/30/2013 11:35:00 AM

Una pagina da… è la rubrica del mercoledì in cui vi riporto la pagina che sto leggendo.
Dopo aver dato precedenza assoluta all' ultimo lavoro di Glenn Cooper, oggi ho ripreso in mano
La signora delle camelie
di
Alexandre Dumas
...sembrava isolarci dal mondo,e soltanto il rumore di qualche carrozza turbava di tanto in tanto la nostra conversazione.
<<Fu in una sera come questa, e pressappoco in quest' epoca dell' anno che conobbi Marguerite>>, mi disse Armand, seguendo i suoi pensieri e non quello che gli stavo dicendo.
Non risposi.
Allora, si volse verso di me, e mi disse:
<<Bisogna che vi racconti questa storia: ne farete un romanzo a cui nessuno crederà, ma forse sarà interessante scriverlo>>.
<<Me la racconterete più tardi, amico mio>>, gli risposi, <<non siete ancora completamente rimesso.>>
<<È una bella serata, ho mangiato un buon petto di pollo>>, mi disse sorridendo, <<sono senza febbre, non abbiamo niente da fare, vi voglio raccontare tutto.>>
<<Se siete così deciso, raccontate pure: vi ascolto.>>
[<<È una storia molto semplice>>, riprese, <<che vi racconterò seguendo l' ordine in cui si sono svolti i fatti. Se un giorno o l' altro volete farne qualcosa, siete libero di raccontarla in un altro modo.>>
Ecco la sua storia, di cui ho cambiato soltanto poche parole.]
Sì – riprese Armand appoggiando la testa allo schienale della poltrona – sì, era proprio una sera come questa! Avevo passato la giornata in campagna con un amico, Gaston R.. La sera, tornati a Parigi, e non sapendo cosa fare, eravamo entrati al Théatrre des Variétés.
Durante l' intervallo uscimmo, e nel corridoio vedemmo passare una donna molto alta, che il mio amico salutò.
<<Chi avete salutato?>> gli chiesi.
<<Marguerite Gautier>>, mi rispose.
<<Mi sembra molto cambiata: non l' avevo riconosciuta>>, gli risposi, con un' emozione che ora capirete.
<<È stata malata: credo che quella poveretta ne avrà per poco.>>
Mi ricordo queste parole come se me le avessero dette ieri.
Dovete sapere, amico mio, che da due anni, la vista di quella ragazza, quando la incontravo, mi suscitava una strana impressione.
Senza che ne sapessi il perché, diventavo pallido e il cuore mi batteva con violenza. Un mio amico, che si occupa di scienza occulte, chiamerebbe quello che provavo affinità di fluidi: io invece credo semplicemente che fossi destinato a innamorarmi di Marguerite, e che ne avessi il presentimento.
Comunque, quella donna suscitava in me una forte emozione, di cui molti dei miei amici erano stati testimoni, ridendo di me a causa della persona che provocava quel turbamento.
La prima volta che l' avevo vista eravamo nella place de la Bourse, alla porta di Susse. C' era ferma una carrozza scoperta, da cui scese una donna vestita di bianco. Un mormorio di ammirazione accolse il suo ingresso nel negozio. Io rimasi lì, inchiodato, da quando entrò a quando uscì. Dalla vetrina, la guardavo scegliere, nel negozio, quello che era andata a comprare. Sarei potuto entrare, ma non osavo. Non sapevo chi era quella donna, e temevo che intuisse perché ero entrato nel negozio, e se ne offendesse. In ogni modo, non pensavo che l' avrei rivista.
Era molto elegante: aveva un vestito di mussolina a volants, uno scialle...
PAGINA 29
la signora delle camelie

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