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Una pagina da... #20

Una pagina da… è la rubrica del mercoledì in cui vi riporto la pagina che sto leggendo.

Questa settimana ho il piacere di leggere

Il mio nome è Nessuno. Il ritorno

di

Valerio Massimo Manfredi

OTTO

Poi, in un attimo, tutto scomparve. Restò soltanto la bocca della caverna, che esalava i vapori densi dall'odore acido. I volti dei compagni perduti, le loro parole, i loro rimpianti, il senso del vuoto e del nulla: avevo sognato tutto? Eppure il freddo era reale, lo era la pioggia grigia, gelida che mi penetrava fin nelle ossa, ma soprattutto lo erano le parole di Tiresia, il vate tebano. Le ricordavo come le ricordo ora, conficcate nel cuore, nella mente, come aghi. Figlie di altre parole, del ciclope come del profeta e anche della signora degli animali e dell'isola remota: tardi e male, tardi e male, tardi e male! Ma ero vivo, malgrado tutto; i miei piedi percorrevano ora il sentiero fangoso sotto nubi gonfie di pioggia e rombi lontani che salutavano il mio ritorno nel mondo dei vivi.
Non un filo d'erba, non un fiore, non un raggio di sole, non un essere vivente. Vidi solo un rospo, creatura deforme, arrancare lungo il sentiero delle ombre dei morti gracidando il suo rauco lamento alla natura malvagi. E quando arrivai al punto dove cominciavano o finivano le orme, vidi sulla rupe nera alla mia sinistra la città dei Cimmerii luccicare come metallo brunito al bagliore del lampi. Mi venne in mente il grido, il triplice grido dei re di Itaca. Lo avevo fatto risuonare dalla mia nave lasciando la mia isola, lo avevo scagliato sulle falangi dei guerrieri che si azzuffavano sotto le mura di Ilio. E ora presi a lanciarlo nella bufera, sovrastando i tuoni, la paura, la malinconia struggente.

PAGINA 97

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