Una pagina da ... #14

by - 8/07/2013 11:00:00 AM

Una pagina da… è la rubrica del mercoledì in cui vi riporto la pagina che sto leggendo.

Poco più di 50 pagine mi separano dalla fine del libro che sto leggendo quest'oggi:

Il mio nome è Nessuno. Il giuramento

di

Valerio Massimo Manfredi

... di uomini colpiti, trafitti, tagliati, si confondeva per me in unico suono, lo stesso del poeta solitario di quella notte al porto, tanti anni prima. Ero forse io stesso a piangere un pianto tanto amaro? Ero come un uomo caduto in un fiume vorticoso che non riesce più a vincere la forza della corrente. I dardi mi fischiavano a lato del capo, del collo, ma non sapevo piegarmi né schivare, non sapevo, non vedevo e non sentivo. E mentre aspettavo il colpo mortale cercavo le forze per l'ultimo assalto, per l'ultimo, triplice grido dei re di Itaca.
Ma quel suono d'un tratto cambiò. Era adesso un boato, un tuono di tempesta, uno strepito di mille e mille scudi percossi da migliaia di spade. Qualcosa aveva invertito il corso degli eventi, le bilance del fato avevano mutato repentinamente il loro equilibrio. Il grido prima confuso e irriconoscibile divenne sempre più chiaro e netto. Il grido era: <<Achille!>>.
Possibile? Incurante del dolore corsi verso la nave e verso le fiamme che già divampavano. Centinaia di uomini con secchi e lebeti, con gli elmi, gettavano acqua per spegnerle sul nascere. I Troiani fuggivano, giungeva dalle tende dei Mirmidoni, nere le loro armature luccicanti, un guerriero splendente come la stella di Orione, magnifica, ma che porta lutto, pianto e sventura.
Era lui, accecante nell'armatura divina, che infuriava con l'asta e la spada, mietitore di uomini? Tutti gli andavano dietro, e lui folgorante sul carro. Lo affiancavano Menelao, Idomeneo poderoso, Aias di Lokris e lo stesso Aias di Telamon. Non sentiva più la fatica immane, sfibrante, aveva imbracciato di nuovo lo scudo di sette dorsi di toro e avanzava con gli altri. Ora mi accorgevo che al mio fianco Diomede e Agamemnon guardavano increduli gli Achei, trascinati dal guerriero inarrestabile, incalzare i Troiani terrorizzati, in fuga, verso le porte Skaiai.
Ci spingemmo fino alla palizzata per seguire con lo sguardo i Troiani che fuggivano, riattraversavano il fossato e cercavano scampo verso la città. Anche il carro di Ettore. E vedemmo l'elmo di Achille, sfolgorante, sormontato dal cimiero, attraversare a sua volta il vallo. Automedon, ...

PAGINA 299

il mio nome è nessuno

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