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by - 8/09/2013 11:00:00 AM

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Il libro di questa settimana è il secondo di una trilogia che racconta la storia di Maria Antonietta d'Austria partendo dalla sua infanzia per arrivare alla decapitazione.

  

Carolina si sciolse dall'abbraccio, tirandosi indietro quanto bastò per prendermi il viso fra le mani. <<Solo un poco>>, ammise, aggiungendo poi, con un sorriso malizioso, <<ora che sono una regina posso contraddire Maman, se lo desidero!>>.
Condividemmo una risatina, ma l'ilarità svanì presto, soffocata dalla consapevolezza che per l'ultima volta eravamo due piccole figlie d'Austria, un paio di rosee ciliegie attaccate allo stesso picciolo.
<<Mein Gott, mi mancate di già>>, le bisbigliai nell'orecchio. Una lacrima scivolò furtivamente a lato del mio naso.
<<Maman ci sta osservano>>, disse Carolina a bassa voce, quasi a scusarsi.
<<Antonia,
ça suffit>>, intervenne nostra madre. <<Basta così. Gli adii sono parte della vita>>.
Carolina e io ci separammo lentamente, a malincuore, finché si toccarono solo le punte delle nostre dita, coperte dai guanti, indugiando per un momento in quell'ultimo contatto.
<<Antonia. Basta.>>
<<Oui, Maman>>. Mi allontanai da mia sorella, camminando all'indietro quasi con deferenza, evitando di incontrare di nuovo gli occhi di carolina per paura di scoppiare in singhiozzi.
Con grande cerimoniosità, Maman baciò Carolina su entrambe le guance. <<Buon viaggio, figlia mia. Fate onore alla Casa degli Asburgo con la vostra devozione, col vostro buonsenso e, più di ogni altra cosa, con la vostra fertilità.>>
Mia sorella aveva gli occhi lucidi. Ma quando venne aiutata a salire i gradini e a entrare nella carrozza, l'intensità delle sue emozioni prese il sopravvento. Ferma nel cortile, vacillante sui tacchi delle mie scarpe, sentii il cuore spezzarsi. Sollevai Mops fra le braccia e agitai la sua zampetta in segno di saluto a Carolina, bagnando di lacrime il suo manto fulvo.
Lo schiocco della frusta di cuoio del cocchiere spronò i cavalli e l'acciottolio delle ruote accompagnò la carrozza ondeggiante fuori del cortile. Ma poco prima di raggiungere il cancello, il conducente tirò le redini e la vettura si fermò bruscamente. La porta si aprì di colpo. Un lacchè si precipitò ad abbassare i gradini, mentre Carolina lo scavalcava atterrando sul pavimento lastricato, praticamente perdendo le scarpe. <<Tonietta!>>, gridò. Sollevando le pesanti gonne e tirandosi dietro...

La pagina 69 di questa settimana è tratta da

Il diario proibito di Maria Antonietta

di 

Juliet Grey

il diario proibito di maria antonietta

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