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martedì 31 gennaio 2017

Lettura a quattrocchi "Zia Mame" di Patrick Dennis - Adelphi

Immaginate di essere un ragazzino di undici anni nell'America degli anni Venti. Immaginate che vostro padre vi dica che, in caso di sua morte, vi capiterà la peggiore delle disgrazie possibili, essere affidati a una zia che non conoscete. Immaginate che vostro padre – quel ricco, freddo bacchettone – poco dopo effettivamente muoia, nella sauna del suo club. Immaginate di venire spediti a New York, di suonare all'indirizzo che la vostra balia ha con sé, e di trovarvi di fronte una gran dama leggermente equivoca, e soprattutto giapponese. Ancora, immaginate che la gran dama vi dica «Ma Patrick, caro, sono tua zia Mame!», e di scoprire così che il vostro tutore è una donna che cambia scene e costumi della sua vita a seconda delle mode, che regolarmente anticipa. A quel punto avete solo due scelte, o fuggire in cerca di tutori più accettabili, o affidarvi al personaggio più eccentrico, vitale e indimenticabile che uno scrittore moderno abbia concepito, e attraversare insieme a lei l'America dei tre decenni successivi in un foxtrot ilare e turbinoso di feste, amori, avventure, colpi di fortuna, cadute in disgrazia che non dà respiro – o dà solo il tempo, alla fine di ogni capitolo, di saltare virtualmente al collo di zia Mame e ringraziarla per il divertimento. Per fortuna sua, e dei lettori, Patrick ha scelto la seconda opzione, e scritto questo libro tuttora leggendario. Non è certo che Dennis volesse inventarsi, come è stato detto, un’alternativa americana a Mary Poppins: ma lo è che chi arriva all’ultima pagina, e vede zia Mame partire per un nuovo viaggio, ha la sensazione di separarsi dalla parte più lieve, libera e felice di sé.

Titolo: Zia Mame
Autore: Patrick Dennis
Editore: Adelphi
Data di pubblicazione: 2009
Pagine: 380

Trama: 2  Personaggi: 3  Stile: 3  Copertina: 3 





*in verde i commenti di Laura*

Lo confesso subito: la scelta di questo romanzo per la Lettura a Quattr'occhi  è stata mia (tutta colpa tua, tua tua tua!). Questo vuol dire che non posso neanche dare la colpa a Ciambella per aver letto un libro che dimenticherò in fretta! (tua!!)

La prima sensazione che ho avuto leggendo questo romanzo è stata quella di avere a che fare con dei capitoli slegati l'uno dall'altro.
Ho così cercato di capirci qualcosa e ho scoperto che, effettivamente, si tratta di una serie di racconti che l'autore ha poi riunito sotto forma di romanzo: (fonte autorevolissima)
ogni capitolo costituisce una vicenda a parte, rendendo il libro, più che un romanzo, una girandola di racconti semi-indipendenti (fonte: Wikipedia)
Io, che notoriamente non sono un'amante dei racconti (siamo in due), ho faticato non poco ad entrare in sintonia con questo libro, poiché, di capitolo in capitolo, la sensazione era quella di essere catapultata in un'altra storia, il cui unico filo conduttore erano i due personaggi principali, Patrick e Mame. (tecnicamente eri catapultata in un'altra storia, il cui unico filo conduttore erano i due personaggi)

La storia è basata sull'esperienza dell'autore e sul suo rapporto con la zia (io ancora non capisco come non l'abbia buttata sotto un taxi a questa...) che, nel romanzo in questione, ha le sembianze di una donna ricca e non poco eccentrica.
Tutto si dipana tra le mille peripezie che zia Mame affronterà in un trentennio che va dagli anni del proibizionismo sino ai primi anni Cinquanta. (e lei ovviamente avrà sempre 30 anni... si, certo)

Lo stile è, ovviamente, quello di un romanzo scritto proprio in quegli anni. Nonostante tutto, ci troviamo davanti ad una storia piacevole, scorrevole e, a tratti, divertente! Spesso sfocia troppo nel surreale, ma questo è un problema mio che non amo storie del genere e, soprattutto, personaggi troppo sopra le righe!

Diciamo che, a fronte di questa lettura, non mi viene voglia di leggere anche il secondo libro di questo autore! (no no no)


10 commenti:

  1. Questo libro lo voglio leggere da tanto tempo, adesso mi avete messo il dubbio :p
    Non sapevo che fosse l'unione di più racconti e io ho una certo "odio" per questo genere :/

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    1. Neanche noi lo sapevamo, siamo brave a scovare fregnacce per le letture a quattr'occhi!

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  2. Io anche non amo un certo tipo di letture, infatti la mia antipatia verso Agata Trambusti è nota, ed un po' in effetti mi aveva ricordato Zia Mame. Solo che quest'ultima, chissà perchè, mi è risultata...simpatica e amabilissima!!! Un po' esagerata, sopra le righe etc però nel complesso mi era piaciuto sia il romanzo sia lei.

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  3. Io ho un debole per questo genere di racconti, ma ancora non sono riuscita a mettere le mani su questo titolo. Ne ho sentito pareri di ogni tipo, quindi parto ottimista, ma preparata.

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  4. L'ho sempre visto in giro (non so per quale motivo me lo trovo sempre davanti!) per cui quando ho scoperto che era la vostra lettura a quattrocchi non vedevo l'ora di saperne di più.
    Alla luce di tutto quanto credo proprio che se avessi compreso da subito che si trattava di racconti non lo avresti scelto, o sbaglio? :D

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    1. Non sbagli assolutamente! E, secondo me, te lo trovi sempre davanti perché la gente non lo compra!

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  5. Io l'ho letto e il fatto che lo ricordi solo vagamente non depone a suo favore.
    Ciao da Lea

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  6. Oh ma che peccato, io ho adorato Mame e ho divorato anche il seguito! Mi giunge nuova che inizialmente fosse una raccolta di racconti e devo ammettere di non aver "accusato" questa trasformazione in romanzo. Per una volta pareri discordanti, pazienza.
    Un abbraccio

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