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venerdì 27 maggio 2016

Ti consiglio un libro #22 - Un libro che parli di libri

By On maggio 27, 2016
Non sono una di quelle lettrici che ama particolarmente i libri che parlano di libri, più che altro che mi puzzano sempre di manovre commerciali. Quindi, la mia scelta, per quanto riguarda questo argomento, è molto limitata. Ma sono stata fortunata perché, proprio in questi giorni, ho letto (ed amato) un libro che, essendo ambientato in una libreria, ovviamente parla di libri!

Autore: Cristina Di Canio
Editore: Rizzoli
Pagine: 238

Come scritto nella recensione, sono rimasta piacevolmente colpita da questo libro, che racchiude in sé una storia tenera e personaggi che rimangono davvero nel cuore.
Nulla di banale, una lettura veloce e che fa venire voglia, a tutti i lettori, di realizzare quel sogno nel cassetto che ognuno di noi ha: aprire una libreria tutta sua!

Come sempre, vi ricordi di andare a leggere i consigli di Laura, Baba e Dany.


giovedì 26 maggio 2016

Recensione "Una spola di filo blu" di Anne Tyler - Guanda

By On maggio 26, 2016
«Era uno splendido pomeriggio tutto giallo e verde…» Sempre con queste parole Abby Whitshank inizia a raccontare di quel giorno, nel lontano luglio del 1959, in cui si innamorò di Red, sotto il grande portico di legno che occupa tutta la facciata della casa dove avrebbero cresciuto i loro quattro figli. La casa di famiglia, orgoglio del padre di Red, arrivato a Baltimora negli anni Venti per poi fare carriera come costruttore, ha visto avvicendarsi quattro generazioni di Whitshank e conserva tra le pareti l’eco delle loro storie. Perché ogni famiglia ha le sue storie, che la definiscono e che si tramandano sempre uguali, e i Whitshank sono – o sono convinti di essere – una famiglia speciale, di quelle che irradiano un’invidiabile sensazione di unità. Il loro è un legame indissolubile, fatto di tavolate domenicali, di vacanze tutti insieme da trent’anni nella stessa villa al mare, di piccole tradizioni introdotte da Abby per i bambini e trasmesse ai nipoti. Un legame fatto anche di segreti e mezze verità, di risentimenti stratificati per decenni, di invidie fraterne e aspettative disattese.


AUTORE: Anne Tyler
TITOLO ORIGINALE: A spool of blue thread
TRADUZIONE A CURA DI: Laura Pignatti
EDITORE: Guanda
DATA DI PUBBLICAZIONE: 30 aprile 2015
PAGINE: 400

TRAMA: 4  PERSONAGGI: 4  STILE: 4  COPERTINA: 5 



mercoledì 25 maggio 2016

Recensione "Le mele di Kafka" di Andrea Vitali - Garzanti

By On maggio 25, 2016
Abramo Ferrascini, quello del ferramenta di Bellano, è un giocatore di bocce. Come individuale non va bene, ma boccia come dio comanda e in coppia con un buon accostatore diventa imbattibile. È stato tirato su a puntino dal gestore del Circolo dei Lavoratori, Mario Stimolo, allenatore per passione e perché tre anni fa, nel 1955, ha perso il braccio destro sotto una pressa e perciò di giocare non se n'è più parlato. Ora il Ferrascini ha tutte le carte in regola per vincere le semifinali del Campionato provinciale in programma a Cermenate domenica prossima. Ma c'è un intoppo. Suo cognato, l'Eraldo, quello che vive a Lucerna, sta male. Quarantotto ore gli hanno dato i medici di là, svizzeri, precisi. E adesso la moglie di Abramo, Rosalba, vuole a tutti i costi raggiungere la sorella, ma soprattutto dare all'Eraldo un ultimo saluto, magari un ultimo bacio. Ma ce la faranno ad andare e a tornare in tempo per le semifinali? Dipende. Se l'Eraldo muore entro martedì, mercoledì al massimo, si può fare. Bon, via allora. Un'occhiata al 1100, olio freni gomme; carta d'identità rinnovata all'ultimo minuto; prima tappa il passo del San Bernardino, poi giù dritti fino a Lucerna: basta seguire i cartelli, anche se sono in tedesco, perché il nome di quella città lì si capisce lo stesso.
Ispirato da un aneddoto legato a un soggiorno a Lucerna del grande scrittore praghese, Le mele di Kafka mette in scena il meglio dei personaggi di Andrea Vitali. La loro voglia di vita, le loro piccinerie e le loro grandi passioni giostrano sulla partitura di una storia che in fondo ci vuole dire che la letteratura e i libri, nella vita, contano molto, a volte più di quanto vorremmo.

AUTORE: Andrea Vitali
EDITORE: Garzanti
DATA DI PUBBLICAZIONE: 12 maggio 2016
PAGINE: 225

TRAMA: 3  PERSONAGGI: 4  STILE: 5  COPERTINA: 4 



martedì 24 maggio 2016

LGS TRIVIAL GIVEAWAY - Seconda Edizione - Quarta Tappa

By On maggio 24, 2016

Buongiorno lettori! Siamo giunti all'ultima tappa dell'LGS Trivial Giveaway - Seconda Edizione. 
Come sta andando? Siete riuscite a rispondere bene a tutte le domande?
Quest'oggi tocca a me parlarvi dell'ultimo libro scelto per questo gioco. Se non lo aveste ancora letto, sbrigatevi a farlo perché Martedì 31 maggio vi invierò una mail contenente tre domande, diverse per ognuna di voi, relative al libro.
Dovrete inviare le risposte entro e non oltre le ore 17 di lunedì 6 giugno
Per correttezza, vi avviso che io, quel giorno, sarò in Garzanti per un incontro autrice - blogger, quindi non potrò rispondere immediatamente. Farà comunque fede l'ora di invio della mail, quindi non barate!!
Vi chiedo inoltre un piccolo favore: quando inviate le risposte, allegate anche le domande.
Io vi risponderò indicandovi eventuali imprecisioni e comunicandovi il punteggio definitivo.
Prestate attenzione a ciò che scrivete per evitare eventuali errori di battitura.
Per ogni risposta esatta vi sarà assegnato un punto e riceverete invece 5 punti se risponderete correttamente a tutte e tre le domande.

E ora passiamo al libro che ho scelto!

Autore: Lorenzo Marone
Editore: Longanesi
Pagine: 385

Sinossi
Erri Gargiulo ha due padri, una madre e mezza e svariati fratelli, È uno di quei figli cresciuti un po' qua e un po' là, un fine settimana dalla madre e uno dal padre, Sulla soglia dei quarant'anni è un uomo fragile e ironico, arguto ma incapace di scegliere e di imporsi, tanto emotivo e trattenuto che nella sua vita, attraversata in punta di piedi, Erri non esprime mai le sue emozioni ma le ricaccia nello stomaco, somatizzando tutto. Un giorno la moglie Matilde, con cui ha cercato per anni di avere un bambino, lo lascia dopo avergli rivelato di avere una relazione con un collega. Da quel momento Erri non avrà più scuse per rimandare l'appuntamento con la sua vita. E uno per uno deciderà di affrontare le piccole e grandi sfide a cui si è sempre sottratto: una casa che senta davvero sua, un lavoro che ama, un rapporto con il suo vero padre, con i suoi irraggiungibili fratelli e le sue imprevedibili sorelle. Imparerà così che per essere soddisfatti della vita dobbiamo essere pronti a liberarci del nostro passato, capire che noi non siamo quello che abbiamo vissuto e che non abbiamo alcun obbligo di ricoprire per sempre il ruolo affibbiatoci dalla famiglia. E quando la moglie gli annuncerà di essere incinta, Erri sarà costretto a prendere la decisione più difficile della sua esistenza ...

Prima di lasciarvi, vi informo che il vincitore sarà annunciato nel pomeriggio di martedì 7 giugno tramite post sul blog e nella pagina Facebook delle LGS. 
Ovviamente, in caso di parità, effettueremo un sorteggio tramite il sito Random.org.
Il vincitore, infine, sarà contattato tramite mail per la consegna del premio!

Grazie a tutte per la partecipazione, 


lunedì 23 maggio 2016

Recensione "La libreria delle storie sospese" di Cristina Di Canio - Rizzoli

By On maggio 23, 2016
Sprofondata nella sua poltrona, tra gli scaffali che profumano di carta, Adele osserva il via vai che affolla la libreria. Questo luogo magico dalle pareti lilla, nascosto al confine tra la Milano delle boutique e i condomini affollati della periferia, è piccolo e accogliente, ed è solo per chi vuole davvero trovarlo. Proprio come è successo ad Adele che, da quella mattina di tanti anni prima, torna ogni giorno dalla sua amica Nina. Occhi intensi e sorriso grande, la giovane libraia si muove sicura nel caos che soltanto lei conosce e, ogni volta che un viso nuovo varca la soglia del negozio, gli va incontro travolgendolo con la sua energia.Qui, tra i sogni, le storie si moltiplicano. Da quando un cliente ha avuto l’idea di lasciare un libro in regalo per l’avventore successivo, il locale si è riempito di persone. Così tutti hanno almeno una storia da regalare agli altri e tutti vogliono lanciare un messaggio, parlare, incontrarsi. E, magari, anche innamorarsi. Perché, a volte, per la felicità bastano tanti romanzi ancora da leggere e un uomo, anche sconosciuto, che ti canti canzoni d’amore; Nina, che con i libri è cresciuta, lo sa bene. E forse anche lei, che ha appena interrotto una storia importante, è pronta per vivere un nuovo sogno…

Autore: Cristina Di Canio
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: 5 maggio 2016
Pagine: 238

TRAMA: 4  PERSONAGGI: 4  STILE: 4  COPERTINA: 5 


domenica 22 maggio 2016

Diario di bordo #6

By On maggio 22, 2016

dal 14 al 20 maggio

Buongiorno a tutti! Che settimana intensa quella che è appena trascorsa! 

Sabato, come ormai sapete benissimo, ero al Salone del Libro di Torino in compagnia di Baba e di Chiara e di tutti gli altri (lettori, scrittori, amici) che ho incontrato durante la giornata!
Credo che la foto qui accanto rappresenti in pieno la felicità di una giornata che mi ha lasciato veramente tanto nel cuore, negli occhi e nella mente!

Come ogni post-Salone che si rispetti, domenica ero un bradipo stanco che vagava per casa senza capacitarsi di nulla.
Dopo sei o sette(cento) caffè, mi sono seduta davanti al mio iMac e ho buttato giù il mio personale resoconto sulla giornata di sabato. Ci ho messo più tempo del previsto, sia perché ero stanca, ma anche perché le cose da raccontarvi erano davvero tante e farvi giungere tutte le emozioni provate non era facile!

Lunedì sono riuscita a dimezzare la dose di caffè necessari per vivere e, da brava blogger e lettrice accanita, ho aperto un libro, anzi IL libro: Scrivere è un mestiere pericoloso di Alice Basso! Uh ma quanto è bello! Uh come adoro Vani! Uh che fate? Non lo avete ancora comprato? Andare su... hop hop!

La giornata di martedì ha preso il via con una dolcissima telefonata, quella di Loredana Limone, che, oltre ad essere una bravissima scrittrice, è una ziaccia dolcissima! Loredana mi ha parlato di un progetto e mi ha chiesto se mi facesse piacere essere coinvolta. Ma sapete bene quanto io sia sadica (e anche un po' scaramantica!) e, quindi, per adesso non vi dico nulla!

Mercoledì... eh, mercoledì! Giornatina divertente! Innanzitutto, ho ricevuto una telefonata in cui, ad un certo punto, questo simpatico signore, dopo circa venti minuti di conversazione, dopo avermi chiesto tutti i dati per compilare un modulo, quando gli ho detto il nome del mio blog è saltato su con un 
ah, ma tu sei quella di Lorenzo Marone!
No ok! Parliamone! In che senso quella di? Ti sembro un'appendice? Una sua diretta derivazione? Credi forse che siamo parenti? O che io sia stata creata da una delle sue costole come qualcuno di ben più famoso? 
Vabbè, c'è bisogno che vi dica che Lorenzo se la ride? No! E che, assieme a lui, se la stanno ridendo anche altre 3 o 4 persone? Ecco!
Ma tra tutte queste risate, una me la sono fatta pure io! Quando, mentre, come di consueto, parlavo al telefono con Laura e lei continuava a ripetere "non ti sento... Laura... ci sei?... oh, io mica ti sento... mah..." Eppure io la sentivo benissimo, che strano! Finché la donzella (donna di grande intelligenza!) inizia a ridere e mi spiega che aveva il telefono in una mano e, guarda un po', aveva tenuto premuto il tastino che abbassa il volume!
E sapete un'altra cosa? Non voleva mica dirmelo! Perché poi io, questa cosa, ve l'avrei raccontata qui!
Eh certo che la racconto, tesoro! Io ci rido ancora!

Siamo giunti a giovedì. Qui diluvia, ma tanto tanto! C'è pure stata l'allerta della protezione civile. Ieri sera, io ho terminato il libro di Alice (e adesso voglio il terzo! A-D-E-S-S-O), ma intanto dovrò tuffarmi tra le pagine di un nuovo libro. Speravo nel passaggio del corriere con la mia copia del nuovo romanzo di Andrea Vitali, ma, a meno che non si siano dotati di gommoni o incontrino Noè, credo proprio che per oggi non arriverà nulla!
Sempre di oggi, però, è l'inizio di una nuova collaborazione, quella con la Rizzoli Libri!

E, invece, pensate un po'... il corriere è passato davvero, ma io avevo già iniziato a leggere Il rumore delle cose che iniziano, che ho terminato venerdì pomeriggio (dopo circa un'ora trascorsa a ridere guardando un video di Lorenzo!) e di cui potrete leggere la recensione domani mattina!

Questa settimana, gironzolando tra i miei blog preferiti, ho scovato tre chicche che trovo imperdibili!
Partiamo da due recensioni: la prima è quella di Mr Ink, che ci racconta con i suoi occhi il romanzo di Salvatore Basile, Lo strano viaggio di un oggetto smarrito; la seconda recensione, è stata scritta da Tessa e riguarda il nuovissimo romanzo di Kate Morton, I segreti della casa sul lago. Infine, pensando io che una risata faccia sempre bene, vi consiglio di leggere il resoconto di Laura sul suo incontro con Alice Basso .

E prima di chiudere questo post, vi lascio gli appuntamenti della settimana con Lorenzo e Alice.

Lorenzo Marone

martedì 24 - Nola
ore 18.30 - Associazione "La festa dei folli"

mercoledì 25 - Caserta
ore 18 - Libreria "Pacifico" - Via Annibale Ceccano, 7/17

giovedì 26 - Piano di Sorrento
ore 20.30 - Libreria Mondadori - Piazza Cota, 17-17

venerdì 27 - San Giorgio a Cremano (NA)
ore 18.30 - Libreria "La bottega delle parole" - Corso Roma, 38

Alice Basso

sabato 21 - Latiano (BR)
ore 20 - Finale concorso "Adotta un esordiente" - Teatro Olmi - Via Verdi, 1 
con Michela Tilli

domenica 22 - Lecce
ore 19.30 - Icaro Bookstore - via Cavallotti, 7a

lunedì 23 - Foggia
ore 20 - Rassegna "A cena con lo scrittore" Fourquette - Via le orfane, 14

martedì 24 - Imola (BO)
ore 17.30 - Librerie Coop - Centro Commerciale Leonardo

giovedì 26 - San Carlo Canavese (TO)
Chiesa Antica


sabato 21 maggio 2016

Recensione "Il rumore delle cose che iniziano" di Evita Greco - Rizzoli

By On maggio 21, 2016

Cosa faresti se la tua bambina avesse paura di andare a scuola? Cosa le diresti per convincerla a farsi coraggio? Per la sua nipotina Ada, Teresa inventa un gioco: ogni volta che una cosa bella sembra finire, bisogna aguzzare le orecchie e prestare attenzione ai rumori. Solo così si possono riconoscere quelli delle cose che iniziano. Alcuni sono semplici e hanno dentro una magia speciale: un’orchestra che accorda gli strumenti, il vento in primavera, il tintinnio delle tazze riempite di caffè… Ma nella vita non sempre sappiamo riconoscere le cose belle. Quando perdiamo fiducia in noi stessi, quando qualcuno ci tradisce, o ci dice addio, sembra che nulla possa davvero iniziare. Ada ci pensa spesso, ora che nonna Teresa è ammalata. Nei corridoi dell’ospedale la paura di restare sola è così forte da toglierle il respiro, ma bastano due persone per ricordarle che si può ancora sorridere: Giulia, un’infermiera tutta d’un pezzo, e Matteo, che le regala margherite e la sorprende con una passione imprevista. Perché è proprio quando il mondo sembra voltarti le spalle che devi ascoltarne i rumori, e farti trovare pronta. Guardati intorno, allunga la strada, sbaglia a cuor leggero e ridi più spesso che puoi. Ogni volta che qualcosa finisce, da qualche parte ce n’è un’altra che inizia.

AUTORE: Evita Greco
EDITORE: Rizzoli
DATA DI PUBBLICAZIONE: 31 marzo 2016
PAGINE: 328

TRAMA: 3  PERSONAGGI: 2  STILE: 3  COPERTINA: 4 


giovedì 19 maggio 2016

Recensione "Scrivere è un mestiere pericoloso" di Alice Basso - Garzanti

By On maggio 19, 2016
Un gesto, una parola, un'espressione del viso. A Vani bastano piccoli particolari per capire una persona, per comprenderne il modo di pensare. Una dote speciale di cui farebbe volentieri a meno. Perché Vani sta bene solo con sé stessa, tenendo gli altri alla larga. Ama solo i suoi libri, la sua musica e i suoi vestiti inesorabilmente neri. Eppure, questa innata empatia è essenziale per il suo lavoro: Vani è una ghostwriter di una famosa casa editrice. Un mestiere che la costringe a rimanere nell'ombra. Scrive libri al posto di altri autori, imitando alla perfezione il loro stile. Questa volta deve creare un ricettario dalle memorie di un'anziana cuoca. Un'impresa più ardua del solito, quasi impossibile, perché Vani non sa un accidente di cucina, non ha mai preso in mano una padella e non ha la più pallida idea di cosa significhino termini come scalogno o topinambur. C'è una sola persona che può aiutarla: il commissario Berganza, una vecchia conoscenza con la passione per la cucina. Lui sa che Vani parla solo la lingua dei libri. Quella di Simenon, di Vázquez Montalbán, di Rex Stout e dei loro protagonisti amanti del buon cibo. E, tra un riferimento letterario e l'altro, le loro strambe lezioni diventano di giorno in giorno più intriganti. Ma la mente di Vani non è del tutto libera: che le piaccia o no, Riccardo, l'affascinante autore con cui ha avuto una rocambolesca relazione, continua a ripiombarle tra i piedi. Per fortuna una rivelazione inaspettata reclama la sua attenzione: la cuoca di cui sta raccogliendo le memorie confessa un delitto. Un delitto avvenuto anni prima in una delle famiglie più in vista di Torino. Berganza abbandona i fornelli per indagare e ha bisogno di Vani. Ha bisogno del suo dono che le permette di osservare le persone e scoprirne i segreti più nascosti. 
Eppure la strada che porta alla verità è lunga e tortuosa. A volte la vita assomiglia a un giallo. È piena di falsi indizi. Solo l'intuito di Vani può smascherarli.

TITOLO:
AUTORE:
EDITORE:
DATA DI PUBBLICAZIONE:
PAGINE:

TRAMA: 5  PERSONAGGI: 5  STILE: 5  COPERTINA: 4 


mercoledì 18 maggio 2016

"Ah, ma tu sei quella di Lorenzo Marone!"

By On maggio 18, 2016
Eh sì, sono proprio io! Perché è così che, questa mattina, un certo tipo mi ha definita, parlandomi al telefono.
Non Laura, non La Libridinosa, ma quella di Lorenzo Marone. E vabbè! Facciamocene una ragione e andiamo avanti!
Perché, alla fine, in questo post è proprio di Lorenzo che voglio parlarvi, ma di un Lorenzo dietro le quinte.

Prendo spunto dal suo romanzo autopubblicato Le feste non vengono mai da sole (non lo avete letto? Perché? Dai su, fate i bravi e prendete esempio da Laura che lo ha acquistato sulla fiducia! Lo trovate su Amazon) per farvi conoscere più a fondo una persona che, in poco più di un anno, è riuscita a conquistarsi uno spazio tutto suo nella mia libreria (privilegio riservato a pochi) e nel mio cuore!
Ecco, la mia libreria! Vedete la foto qui accanto? Quella è una copia cartacea del romanzo in questione. Copia che, ovviamente, non è di semplice reperimento. Come faccio io ad averla? Me l'ha regalata Lorenzo in persona dopo che, qualche settimana prima, gli avevo mandato una foto di un pezzetto della libreria in questione, l'angolo in cui soggiornano i suoi romanzi. 
Insomma, vorrai mica che me ne manchi qualcuno?! Nooo! E Lorenzo ha provveduto!

In questo libro, Mr Marone ci racconta la notte di Capodanno in casa Esposito. Luogo: ovviamente Napoli! E sappiamo tutti cosa sia la notte del 31 dicembre a Napoli. Tutto un esplodere di fuochi, petardi e chi più  ne ha più ne metta!
È una storia esilarante, divertente e con alcuni spunti di riflessione che, come Lorenzo ci ha insegnato, non devono mai mancare.

C'è una cosa che io e la mia squadra (appellativo affibbiato da Lorenzo stesso a tutta quella cerchia di donnine che io, amabilmente, costringo a leggere i suoi libri!) diciamo sempre: 
i libri di Lorenzo andrebbero venduti con una matita!
Ed è vero! Perché mi rendo conto che, ogni volta che leggo qualcosa di suo, mi ritrovo sempre a sottolineare dei passaggi, delle frasi. Ma, ohibò, a parlarci è la stessa cosa! Tanto che, prima o poi, finirà che gli sottolineerò la faccia!! 
Di questo piccolo libro, però, c'è una cosa che mi ha colpita più di altre: la sua biografia.

...a 25 anni ho perso i capelli e ho capito di essere diventato maturo. Ma ben presto mi sono reso conto che la vita da adulto non è che mi piacesse poi tanto, così, dopo una laurea e un paio di fallimentari tentativi, ho deciso di regredire. Oggi (...) sono alla ricerca di un editore folle che decida di investire in un autore che, nel giro di qualche anno, tornerà a essere un bambino.

Io credo che in queste righe si nasconda l'essenza di quello scrittore all'apparenza timido e che io ho avuto il privilegio di conoscere più a fondo!
Una persona ironica, ilare, divertente. Un uomo in grado di prendersi in giro e di scherzare anche su quelle sberle che la vita gli ha dato!

Io di Lorenzo, e sono fiera di dirlo, ho visto la risata genuina, quella che gli appare in viso quando Flavia e Riccardo sono nei paraggi! Quella che ti fa capire che, in fondo, un amico così lo vorremmo tutte!

Ora, caro Lorenzo, se potessi gentilmente smettere di ridere delle mie figure barbine rimediate in giro per l'Italia, io magari sarei anche ben disposta a ringraziarti!
No, eh? Non ce la fai proprio! E vabbè, io grazie te lo dico lo stesso e non sto neanche ad elencarti i motivi, perché ormai ce li siamo ripetuti mille volte!
Il grazie di stavolta è tutto per la famiglia Esposito e, soprattutto, la signora Pisanelli che mi ha fatto pariare (visto come imparo in fretta?!).



lunedì 16 maggio 2016

Salone del Libro di Torino 2016 - Terzo anno per La Libridinosa

By On maggio 16, 2016

Eccoci qui. Mentre scrivo è domenica e per me è il giorno post-Salone. Il che vuol dire che ho la vitalità di un bradipo, un mal di testa latente, la schiena dolorante e una pila di libri a cui trovare spazio! 
Ma ho anche un sorriso stampato in volto che nessuno potrà togliermi per parecchi giorni!!

Per quanto riguarda il Salone del Libro, ci tengo a precisare alcune cose, giusto perché molti di voi hanno delle aspettative che vengono puntualmente disilluse:
  • raramente troverete sconti e promozioni sull'acquisto dei libri. Se siete lettori abituati a comprare on-line o al supermercato, comprare al Salone del libro non avrà senso, perché ci rimetterete dal punto di vista economico. E allora, perché acquistare libri? Semplice! Perché un lettore che si ritrova in quel Paradiso, non può essere immune dalla sindrome da acquisto compulsavo!
  • è assolutamente impossibile riuscire a visitare tutti gli stand in un solo giorno. Quindi, a meno che non siate tra i fortunati che possono fermarsi a Torino per più giorni, preparate bene la vostra escursione e fate una selezione degli stand in cui, per voi, è indispensabile fare un salto!
  • non è facile riuscire ad incontrarsi, ma basta un po' di organizzazione, un sapiente scambio di numeri telefonici e si può riuscire anche a conoscere gente che, sino a quel momento, ha fatto parte solo della vostra vita virtuale
  • non affidatevi a whatsapp o messenger, perché non sarà possibile riuscire a far durare la batteria dei vostri telefoni sino a sera se li terrete costantemente connessi ad internet (no, all'interno dei padiglioni non c'è una rete wi-fi libera)
  • armatevi di acqua e cibo: mangiare e bere al Salone del Libro ha costi esorbitanti
  • scarpe comode, magliette a maniche corte, borse capienti e tanta buona volontà sono cose indispensabili per affrontare bene la giornata 
  • infine, la cosa più importante: scegliete la compagnia giusta. Ve lo dico per esperienza, le persone sbagliate (non-lettori, lettori della domenica, gente che si stanca facilmente, gente noiosa) saranno in grado di farvi odiare il Salone del Libro al punto tale che, prima di tornarci, ci penserete su mille volte!
Detto questo, sono pronta a raccontarvi la mia giornata! Una giornata piena di incontri, emozioni, risate, acquisti!
La Libridinosa family è partita da Cremona alle 7 in punto di sabato mattina. Avvolta da una fitta nebbia, la Libridinosa ha trascorso buona parte del viaggio cantando a squarciagola! Finché... ops... devo fare la pipì. Vabbè, non manca tanto. Ok che sono anziana, ma sino al Salone riesco a resistere. No, non ho resistito. A 3 km esatti dal Lingotto, mentre eravamo in coda nel traffico, Coniuge mi ha vista schizzare fuori dalla macchina (e giuro, non c'era nessun calciatore in giro!) e infilarmi nel primo bar a portata di mano. 
Bar la cui proprietaria più che guardarmi in faccia ha subito adocchiato il badge che adornava le mie tette la mia maglietta e che le ha fatto cadere la mascella ed esclamare "nooo, La Libridinosa nel mio bar". Poi ha notato la mia sofferente espressione e deve aver avuto un'insana visione di me che me la facevo nei pantaloni e, carinamente, mi ha permesso di usare il suo bagno privato! Espletate le incombenze, ringraziata la barista (che mi ha pure offerto la colazione) sono zompata in macchina sotto lo sguardo perplesso del Coniuge (avrà notato lo sbaffo di marmellata sul mio labbro?). Coniuge che, carino come sempre, mi ha cacciata via appena giunti davanti al Lingotto ed è andato a cercare posteggio (possibilmente gratuito, ché altrimenti ci rimetto l'acquisto di almeno un paio di libri).

Arrivo al Lingotto, corro come una matta perché sono già le 10, supero i metal detector e cerco Baba e Chiara. Entro (tronfia) dall'ingresso riservato a chi ha gli accrediti professionali e non le vedo. Chiamo Baba che mi dice: "Come fai ad essere dentro? Avresti dovuto pestarmi i piedi per entrare". Babina, amore della mia vita, hai un 35 (anche scarso!), manco se ti salto sopra riesco a pestarteli quei piedi!

Esco e le vedo! Uh c'è Babina! Uh c'è la Ropolo (scusa, da oggi sarai Chiara, ma sino a quel momento eri la Ropolo!!). Ok, vi spiego chi è la Ropolo/Chiara: è una donnina che segue noi LGS (in tutta la nostra follia!) da tempo immemore, una di quelle che non si perde nessuno dei nostri post, nessuna delle nostre iniziative. Insomma, una di quelle follower che tutti i blogger vorrebbero. 
Ma sino a sabato, era solo la Ropolo. E io avevo anche un po' paura all'idea di incontrarla: e se le sto antipatica? Diciamolo, non è che io sia una di quelle persone che piace proprio a tutti. E se è una musona e non capisce le battute minchione che facciamo io e Baba? 
E invece, pensate un po', Chiara è una persona figa! Con lei si ride (e pure tanto!) e si parla benissimo. Insomma, dalla foto (seria) che vedete qui accanto, potrete farvi anche voi un'idea di che tipino sia Chiara!
Prima di entrare, chi mi trovo davanti? Fabio, il mio bibliotecario del cuore e tra gli organizzatori di Boves Letteraria. Ci salutiamo e ci promettiamo di rivederci dentro.

Ci accreditiamo, entriamo e... direzione Libraccio, ché altrimenti lì rischi di non trovare più nulla.

Gironzoliamo in attesa di Coniuge e, quando finalmente giunge anche lui, tiro fuori il mio ego e telefono a Barbara Fiorio che, carinamente, il giorno prima ci aveva informate della sua presenza. Vuoi non approfittarne? Vuoi non incontrarla? Barbara è solare, simpatica e disponibile! Abbiamo chiacchierato un po', ci ha autografato le copie del suo libro e, ovviamente, fatto le foto di rito!
Squilla il telefono: è Alice! Uuuuuh, Alice!!!
Ok, io ve lo dico: Alice è piccina, ma è un vulcano di risate e simpatia. Quindi, se vi capita di incontrarla, fate in modo di scambiarci almeno due parole, perché ne rimarrete affascinati!
La raggiungiamo e, assieme a lei, ci dirigiamo allo stand Garzanti, tutte affamate di una copia del suo nuovo romanzo. Ovviamente, abbiamo costretto Alice ad autografarci il libro seduta stante!


Ma Alice, oltre che simpatica e divertente, è anche tanto carina e, indovinate un po' chi ci ha presentato? Lei! La mitica Giulia Ciarapica. No, ma capite? Io adoro quella ragazza! Adoro il suo blog e il suo modo di scrivere (e sì, anche la borsa che aveva al Salone, adoro pure quella!). Giulia è così come la vedete: un sorrisone stampato in faccia e tanta simpatia!
Per la cronaca: no, non esiste una foto di Alice in cui lei appaia un po' più seria!




Visto? Ride! Ride sempre!! Ed è (anche) per questo che noi la amiamo!

Ok! Abbiamo fame? Sì, abbiamo fame! Ci appollaiamo fuori dai padiglioni e dal trolley libridinoso saltano fuori tranci di pizza e bottiglie d'acqua (ve l'ho detto: mangiare al Salone è un salasso economico, quindi bisogna attrezzarsi!). 
Finito di pranzare, chi incontriamo? Ok, questo è il momento di respirare e cercare di essere serie (sì, Laura, ci crediamo tutti!). Niente po po di meno che... La Lettrice Rampante in persona!
Cioè, capite? Esiste! L'ho vista! Ed è pure tanto simpatica (insomma, lei potrebbe tirarsela davvero!). Saluti, baci, abbracci, mio figlio che le dice che la grafica del suo blog è figa (W i pois), mentre la mia gli fa schifo e, immancabile, foto!

Salutata Elisa, il viaggio riprende. Gironzoliamo un po' e ci dirigiamo allo stand de Il Libraio per un incontro con Lorenzo Marone, Alice Basso e Andrea Vitali.
Con dovuto anticipo, ci piazziamo in prima fila e toh... guarda chi c'è?! Amanda Colombo (bravissima libraia di Legnano) con Sara Rattaro. Dai sediamoci tutte qui! 
Ok, ve lo dico: l'incontro, che più che altro era una conferenza (o roba simile) non è che sia stato esattamente uno spasso. Ma quantomeno siamo riuscite a stare sedute per quasi un'ora (e non è poco in giornate come queste).

Terminato l'incontro, io e Baba sgattaioliamo verso Andrea Vitali. Insomma, leggo tutti i tuoi libri, almeno una foto vorrai concedermela? Ce l'ha concessa, ha anche sorriso (almeno credo!).

Ok! E adesso che si fa? Coniuge ha portato il figlio ad un laboratorio di fumetti. Che dite, donzelle? Cerchiamo qualcosa di fresco da ingurgitare? Ok, direzione bar. Ci rifocilliamo e incontriamo anche Lorenzo con la Marone family (moglie e figlio, per intenderci!). 
Flavia avevo già avuto il piacere di incontrarla lo scorso anno, ma Riccardo era ancora una sua appendice. Adesso, invece, è una meraviglia di bambino (per tre microsecondi mi è tornata voglia di bebè. Poi Baba si è premurata di ricordarmi che gli infanti crescono e io inizio a non sopportarli più. Grazie, Babina!).
Rifocillate abbiamo salutato Flavia e Lorenzo (che avremmo rivisto più tardi) e abbiamo ripreso i nostri giri per stand.
Abbiamo avuto il piacere di conoscere Ivan, che ha regalato a me e Baba il suo romanzo, "Ambulatorio 62" (aspettatevi una recensione al più presto).


A metà pomeriggio, giusto per evitare di non trovare posti, il trio Libridinosa-Baba-Chiara ha zompettato verso il Caffè Letterario. Ci siamo accasciate a terra senza alcun ritegno. Mentre chiacchieravamo una dolce fanciulla si è parata davanti a me urlando "SORPRESA!!!". Uh, ma guarda, c'è Sonia de Il salotto del gatto libraio. Uh, ma pensa... è simpatica pure lei! Certo, non ha ancora ben chiaro che urlare sorpresa giusto a me potrebbe costarle la vita, deve anche capire bene chi è Laura e chi La Libridinosa, ma non è mica male 'sta donnina!

Ok! Sono quasi le 18. Noi tre donzelle ci alziamo e ci prepariamo ad uno scatto da Olimpiadi. Appena le sedie in prima fila si liberano, noi poggiamo i nostri esili deretani sulle sedie (capito, Lorenzo, come facciamo ad essere sempre in prima fila? Semplice organizzazione!) e... toh, c'è Lorenzo! Toh c'è pure De Silva! Oddio oddio, adesso faccio la stalker infame e mi faccio presentare Diego (eh scusa, Lorenzo, ma in qualche modo dovrai ripagarmi, no?!). 
Timidamente (sì, vabbè, chi ci crede?!) ci avviciniamo. Guardo Lorenzo e indico Diego. Lorenzo capisce e ci presenta (graaaaaaazie!). Vuoi non fare foto? Eh no! 
Quindi, vediamo, se ho tenuto bene il conto: quella che ho fatto oggi con Lorenzo dovrebbe essere la 1946esima foto (vabbè, ma con questa giacca non lo avevo mai fotografato, ok?!). E poi, scusate, mica c'era solo Lorenzo. Ieri c'era Flavia. Capite? Flavia, la donna santa e benedetta che sopporta me (tranquilla, Flavia, riuscirò a farti avere l'iPhone!).

Lorenzo Marone e Diego De Silva
Gente allegra ne abbiamo?!
Fabio Genovesi

La presentazione, che ve lo dico a fare, è stata bellissima! Credo di poter affermare che quando a dialogare sono due amici le emozioni che traspaiono sono maggiori anche per chi è lì seduto ad ascoltare! 
Dopo un'ora di chiacchiera su Erri (e Cesare), c'è stato il consueto rito del firma-copie. E che mi faccio firmare io, da Lorenzo? Un braccio? No, niente! Stavolta mi dirigo verso Fabio Genovesi.
Oh, ma quest'uomo, oltre che toscano (che è una cosa che gli fa guadagnare 10 punti senza far nulla!) e anche taaaaanto simpatico!
Autografi, chiacchiere, foto. Salutiamo tutti e andiamo via!

Mentre Coniuge ci abbandona per andare a fare gas alla macchina (che altrimenti poi i distributori chiudono e sono cavoli!), noi facciamo un ultimo giro di ricognizione (metti mai che ci fossimo perse qualcosa!).
Cerchiamo qualcosa da comprare ad Isotta (Baba-figlia). Mentre Baba sta per pagare, io ho la bella idea di girare la mia testolina verso lo stand Sellerio e... oddio che alto quel tipo lì! Oh ma a me quella pare proprio una faccia conosciuta... mumble mumble... noooo... "Babaaaaaaaa, c'è il Malvaldi". Hop hop... vuoi non salutarlo? 
Oh ciao... come va? E... Ok, io lo dico: 10 ore dentro al Lingotto e manco una figura barbina. Sono stata bravissima: non ho alzato mani per fare domande insulse, non ho inseguito nessuno, ho ringraziato tutti i blogger e i lettori e gli autori e gli addetti stampa che mi hanno riconosciuta e salutata. Insomma, pensavo di averla sfangata e di poter tornare a casa e raccontarvi che, per la prima volta in tre anni da blogger, La Libridinosa si è salvata. 
E invece no. Malvaldi, dall'alto della sua statura (è aaaaaaaaalto e adesso ho capito perché Baba non ha mai fatto foto di lui in piedi!), si gira verso di me, guarda il badge (perché ce l'ho ancora lì? Ah già, perché siamo ancora al Salone del Libro) e... "Oh, La Libridinosa! Grazie per la bellissima recensione negativa!"
Ok, dai Laura, puoi farcela. C'è la moquette, sollevala col piedino e striscia lì sotto sino a sparire del tutto. Che te ne frega della polvere? Fila! Tanto poi passa Davide col Folletto.
Io inizio a balbettare; Chiara, alle mie spalle, ghigna senza contengo (Chiara, piantala! Sono passati due giorni. È il caso che tu ci dia un taglio. Chiaaaaaaaraaaaaaaaaaaaa!!!) e Baba... oddio, mi si è paralizzata Baba! Baba, Babina... Baba, amore di mammix, tranquilla. Odia me, non te. Tu non c'entri nulla. Baba, respira! Ok, l'abbiamo ripresa appena in tempo!
Vabbè, io devo dirlo: il Malvaldi è veramente sportivo! C'è un certo autore che da un anno non mi rivolge la parola perché ho osato stroncargli un caccolibro. Marco, invece, ha riconosciuto che una recensione negativa, soprattutto se ben scritta e motivata, ci sta pure!
Guardate, si è ancora fatto fotografare con la disgraziata Libridinosa a fianco!
Adesso, onde correre ulteriori rischi, è meglio che noi ci si accinga ad uscire, che dite? Recuperato il Coniuge (che mi ha trovata affranta su una panchina) e anche la Baba-famiglia, ci siamo diretti al piano di sopra perché, insomma, di soli libri non si vive e qui la fame avanza!

E anche per quanto riguarda questo post, siamo arrivati alla fine. Solitamente non amo scriverete post così lunghi, perché ho sempre paura che il lettore si annoi. Ma questa volta, l'evento lo ha richiesto, quindi perdonatemi!
Prima di salutarvi, però, permettetemi di ringraziare tutti: Alice Basso (che è il sole nell'oscuro mondo dell'editoria), Monica Coppola (mamma!!!) che è tanto chic (sssshhhh... non diciamo cosa nascondevi sotto la giacca!) e penso sia ancora seduta inebetita in uno stand del salone, cercando di capire come un suo libro sia finito tra le mani del direttore di Vanity Fair (potere Libridinoso, mammina!!).
Grazie agli scrittori che mi hanno mostrato il loro affetto e il loro apprezzamento (tranquillo, Lorenzo, il ruolo di prediletto non te lo toglie nessuno!); grazie a tutti gli addetti agli uffici stampa che sono stati gentilissimi, primi fra tutti Francesca della Garzanti (detta Santa e Benedetta) e Tommaso della Longanesi.
Grazie a Fabio, bibliotecario del mio cuore: ci siamo rincorsi tra uno stand e un incontro e, alla fine, sei l'unico con cui non ho fatto una foto (recuperiamo a settembre, eh!).
Grazie a tutti i lettori e i blogger, a Giulia Ciarapica, ad Elisa La Lettrice Rampante. E un grazie specialissimo a Desirée Pedicelli che mi ha accolta con un sorriso, uno sguardo luminoso e un "io so chi sei, la tua fama ti precede!". 
Queste sono cose che ti sciolgono il cuore, ti rallegrano le giornate e ti fanno andare avanti quando sei stanca!

In questo blog, l'ho sempre detto, metto molto di me stessa. Mi diverto e amo ciò che faccio. E il fatto che voi continuiate a dirmi che tutto questo arriva sino a voi, è sempre una grande soddisfazione!
Quindi, grazie! E... ci vediamo al prossimo Salone del Libro!

P.S.: Babaaaaaaaa, io grazie a te non lo dico. Ma tanto lo sai!

P.S.2: Chiaraaaaaaa, hai promesso: 2 luglio a Chivasso e 29 settembre a Boves (però smetti di ridere, eh)!




domenica 15 maggio 2016

Recensione "Non ti dirò mai addio" di Jessica Brockmole - Nord

By On maggio 15, 2016
Quando Clare arriva in Francia, la prima cosa che pensa è che i colori siano tutti sbagliati. Non c'è traccia del rassicurante grigio della sua Scozia, ed è come se lei fosse stata catapultata in un mondo estraneo, troppo brillante. L'unico colore che fin da subito la fa sentire a casa è il castano profondo degli occhi di Luc, il figlio degli amici di famiglia presso cui Clare è ospite. Grazie alla passione comune per l'arte e la pittura, durante una magica, intensa estate, tra Luc e Clare s'instaura un rapporto di tenera amicizia; giorno dopo giorno, Luc tinge la vita di Clare di una sfumatura nuova e vivace, mentre Clare tratteggia i contorni di un'emozione che Luc non aveva mai provato prima. Ancora non lo sanno, ma quella sarà l'ultima estate spensierata della loro giovinezza. Ben presto, infatti, sull'Europa calerà l'ombra oscura della guerra, che porterà Luc a combattere in trincea e richiamerà Clare in Scozia. Ma non importa quanti anni dovranno passare e quante difficoltà dovranno superare: Luc e Clare non smetteranno mai d'inseguire il sogno di poter tornare a dipingere insieme il loro futuro. Perché nemmeno un conflitto epocale può separare ciò che l'amore ha unito…

AUTORE: Jessica Brockmole
TITOLO ORIGINALE:
TRADUZIONE A CURA DI:
EDITORE: Nord
DATA DI PUBBLICAZIONE: 17 marzo 2016
PAGINE: 370

 TRAMA: 2  PERSONAGGI: 2  STILE: 4  COPERTINA: 3 


sabato 14 maggio 2016

Diario di bordo #5

By On maggio 14, 2016

dal 7 al 13 maggio

Sabato è stata giornata di grandi sorprese! Se vi siete persi qualcosa, potete leggere qui e qui la cronaca di una giornata perfetta!!
E penso che la foto accanto possa dirvi più di ciò che io potrei fare con le parole!
Ma c'è una chicca che ho tenuto in serbo per questo sabato... Mentre io, Lea e Stefania passeggiavamo beatamente tra le strade di Bassano, ci siamo voltate a guardare la vetrina della Stefanel. E cosa avranno mai visto i nostri vispi occhietti? Invece di abiti e scarpe, una donnina distesa su un lettino con tanto di estetista che le faceva la pulizia del viso. Sì, avete capito bene, proprio in vetrina! Mah... cose strane che accadono a Bassano del Grappa! 
Ma mica le cose strane accadono solo a Bassano! Per par condicio, Laura 2.0, girando per Cesenatico, si è imbattuta in un paio di chiappette al vento (e dice lei che non erano neanche male!). Dove erano allocate le chiappette? Nella vetrina di un tatuatore, che, ovviamente, ci stava lavorando su armato di pastelli!

Domenica è stata una di quelle giornate in cui ciondoli per casa senza far nulla. Un po' la stanchezza e un po' la nostalgia del giorno precedente, mi sembrava di essere una bolla di sapone senza destinazione alcuna!

Lunedì la mia vita da lettrice ha ripreso dei ritmi quasi normali: ho iniziato a leggere il romanzo di Jessica Brockmole, Non ti dirò mai addio.

Siamo arrivati a mercoledì. Fuori diluvia talmente tanto che Noè staziona nel mio giardino con tanto di Arca e animali al seguito; la classe di mio figlio aveva in programma una gita ad una Cascina, ma hanno dovuto desistere per evitare che qualche bambino affogasse nel tragitto, Coniuge è rientrato prima perché girare per Cremona sotto il diluvio universale non è consigliabile. Ho appena bevuto un caffè e sto per spegnere tutto e piazzarmi in poltrona a leggere quando mi salta all'occhio una recensione fresca fresca sul mio Cesare! Tra l'altro, una recensione proprio ben scritta, quindi penso proprio che vi convenga dare un'occhiata al blog di Rosa!

Siamo giunti a venerdì ed io sono preda delle frenesia pre-Salone. Ho un trolley già mezzo pieno su cui continuo ad inciampare spostandomi da una stanza all'altra della casa. Ho la pizza per il pranzo di domani che cuoce in forno (e speriamo di non bruciarla!) e ho Laura che saltella, urlandomi nelle orecchie che tra poco andrà a ritirare il libro di Alice Basso (infame sei, sorella!!!). 

Bene, se siete al Salone del Libro di Torino io sono l'appendice di Lorenzo Marone e di Alice Basso: se vedete loro in giro, ci sarò anche io!

Prima di salutarvi, vi inserisco qui gli appuntamenti di Lorenzo Marone per i giorni a venire:

Sabato 14 - Salone del Libro di Torino: 
ore 15.30 - Stand Il Libraio - Padiglione 2 - Stand K126 - L125
ore 18 - Salone del Libro - Caffè Letterario:
Un'ora con Lorenzo Marone e Fabio Genovesi

Mercoledì 18 - Foggia:
ore 18 - Libreria Ubik di Piazza Umberto Giordano, 76

E quelli di Alice Basso:

Mercoledì 18 - Cesena:
ore 18 - Librerie Coop - Centro Commerciale Lungosavio

Giovedì 19 - Osimo (AN):
ore 18.30 - Libreria Il mercante di storie - via San Francesco, 36

Venerdì 20 - Trani (BT)
ore 19.30 - Libreria Luna di sabbia - via Pagano, 193






venerdì 13 maggio 2016

Ti consiglio un libro #21 - Ti (S)consiglio un libro che ho odiato

By On maggio 13, 2016
Uuuuuh che bell argomento! Chi lo ha scelto? Io! Ah no? Ah la 2.0... Eh, ma è il nome che ci fa intelligenti!!

Sapete che non mi sono dovuta neanche sforzare tanto per trovare il libro adatto?

Autore: Luca Bianchini
Editore: Mondadori
Pagine: 264

Ve lo sconsiglio perché sicuramente non è uno dei libri più brutti in assoluto che io abbia mai letto. Ma è certamente quello che mi ha delusa di più. Avevo altissime aspettative su questo romanzo, che sono state totalmente disattese. Inoltre, non ho ritrovato tra le sue righe quel Luca Bianchini che tanto avevo amato e stimato nei libri precedenti. Che sia colpa di Belen? Ai posteri l'ardua sentenza!

E com'è ovvio, vi ricordo che anche Laura, Salvia e Dany hanno delle chicche da non farvi leggere!


mercoledì 11 maggio 2016

...di Amici, di Scrittori e di Amici Scrittori!

By On maggio 11, 2016
Io una cosa devo dirvela: ODIO LE SORPRESE! Chiedete a Baba per avere conferma. Chiedete a mio marito che, ormai, ha quasi totalmente rinunciato a farmene una. Ecco, tutto si racchiude in quel quasi.
Perché sabato scorso il Coniuge è riuscito a sorprendermi e anche tanto! Qualche giorno fa abbiamo festeggiato i nostri 15 anni di matrimonio e, mi tocca riconoscerlo, questa volta mio marito è riuscito ad organizzare una giornata davvero meravigliosa; tra l'altro, con la complicità di due disgraziate dolcissime donzelle, conosciute dal mondo col nome di Lea e Stefania, le "Due lettrici quasi perfette", e di uno scrittore che dovrebbe essere AMICO MIO (non complice suo!).

Sabato mattina mi ha caricata in macchina e si è sorbito più di due ore di: "Dove andiamo? Dove mi porti? Siamo arrivati? Quando arriviamo?". Finché, esasperato, ha sparato musica a tutto volume e mi ha zittita!
Quando ho visto il cartello con la scritta Gardaland mi è salito un attimo di panico, lo ammetto! E niente, fatevene una ragione: io e i parchi divertimento non andiamo d'accordo e non avevo neanche un libro in borsa (perché Coniuge aveva detto che non mi sarebbe servito). Ma, fortunatamente, il viaggio è proseguito!

Finalmente il mistero viene svelato: Bassano del Grappa! E il mio cervello (che era ben sveglio e pimpante!) immediatamente butta fuori un collegamento: Bassano - Lea & Stefania - Lorenzo!!!

Bassano del Grappa ci ha accolti con un sole meraviglioso e un cielo azzurro che faceva quasi male agli occhi! Ma c'è stato qualcosa di più importante ieri: ci sono stati sorrisi timidi che sono diventati risate, ci sono stati abbracci e parole (e insulti, perché io e la Bacci interagiamo così!), ci sono state emozioni forti che si provano solo quando guardi negli occhi persone che, sino a quel momento, erano parole in una chat e voci in un telefono.

Ma la Libridinosa è stalker dentro, quindi vuoi che non avvisi "Lo Scrittore" della sua presenza in quel di Bassano? Telefono in mano e...: "Lorenzo, indovina dove sono?". E, dall'altra parte, una risatina malefica! Sapeva. Lui sapeva.

È stato così che mi sono ritrovata a vivere una giornata che definire bella è poco: una giornata che è stata un concentrato di Amicizia, quella che nasce spontanea e che si nutre di piccole cose ogni giorno!
Che Bassano del Grappa sia una città meravigliosa, non c'è bisogno che ve lo dica io (me ne sono
innamorata, lo ammetto!). Che la Baccichetto abbia ripetutamente tentato di buttarmi giù dal ponte ormai lo sanno anche i muri, che Lea sia di una dolcezza disarmante credo che traspaia non solo dalle foto. E che Lorenzo sia un Amico prima ancora che uno scrittore, una persona divertente ed umile come poche, beh... io lo avevo intuito ormai da tempo!

Seduti ad un tavolo di un piccolo locale di una magnifica piazza di Bassano del Grappa, Lea e Stefania hanno riempito me e Lorenzo di regali! E cosa c'è di più bello di trovarsi tra le mani oggetti che qualcuno ha fabbricato pensando a te?! 

Anche Lorenzo si è ricordato di me e ha mantenuto una promessa fattami qualche tempo fa (come dite? Non è affetto? È paura? Uff... che noiosi che siete!). E io adesso sono la felice proprietaria di un libro che trovare in versione cartacea è veramente impossibile. No, non parlo di Daria, che, per la
precisione, in questo momento si trova tra le mani di Lea e Stefania (minacce di morte ne abbiamo?), ma di "Le feste non vengono mai da sole" e di una raccolta di racconti.
La giornata è andata avanti tra chiacchiere e risate, tra un gelataio che voleva propinarmi un gelato vegano (a me? A me? Ma l'hai capito chi sono io? Mi avrà mica scambiata per la moglie di Brizzi?) e una visione strana di cui, però, vi parlerò nel Diario di Bordo di sabato prossimo.

La presentazione del libro? C'è stata, certo che c'è stata! Ed è stata anche bella! Innanzitutto, perché la  libreria è meravigliosa! Sita in un antico palazzo in centro città, ben fornita e con libraie gentili e simpatiche! Mentre aspettavamo Lorenzo, io e le due Perfette abbiamo giocato al "sì e no". Che gioco è? Semplice! Si gira tra gli scaffali e si indicano i libri dicendo sì se il libro lo si è letto ed è bello, no in caso contrario. Che pensavate? 
Con circa mezz'ora di anticipo, ci siamo sistemate in prima fila nella stupenda "Sala Nobiliare". Lorenzo è arrivato, puntuale come sempre. E, come sempre, tra una parola e l'altra, ha informato i presenti del mio essere stalker (grazie, eh, sei proprio un amico!).
Una cosa, questa volta, mi ha colpita particolarmente del racconto di Lorenzo. Mr. Marone ha ricordato di quando, lui che è cresciuto in una famiglia di avvocati, una di quelle famiglie in cui i discorsi ruotano attorno a politica e diritto, la sua camera era un po' un mondo a parte, un angolo diverso in cui lui si rifugiava tra videogiochi e una batteria da suonare! Lui l'ha definita "la piccola stanza che mi racchiudeva"! Mi sono emozionata davanti a queste parole, lo ammetto!
E mi è sembrato un po' di rivedere la Stanza Librosa, che racchiude, in un certo senso, quella che è la mia essenza di lettrice e blogger!

Devo tirare le somme? E allora vi dico che sono felice! Felice di avere un marito che sa come sorprendermi ancora! Felice di aver conosciuto due Lettrici Perfette che sono, per me, due Amiche Perfette! Felice di aver trovato (ancora una volta) in Lorenzo quella persona che ho intuito tra le righe dei suoi romanzi: umile, ironico, Amico!
E, quindi, non mi resta che dirvi Grazie! Grazie a Lea che è dolce, ma non smielata, che saltella nel mondo un po' come quella Flor che lei ama tanto, che (ma non diciamolo a Lorenzo!) continua a scrivermi "oddio, ma ci pensi? Un anno fa ero una lettrice del tuo blog e sabato abbiamo pranzato con Lorenzo Marone!".
Grazie alla Bacci (detta Giuda!) che è stata così carina da non buttarmi nel Brenta (la prossima volta, però, per sicurezza, incontriamoci dove non ci siano fiumi, eh!) e così carina che sono giorni che non mi insulta (sarà malaria?).
Grazie a Lorenzo! Ormai io e te ci diciamo sempre grazie, ma... GRAZIE! Te l'ho detto tante volte: di persone come te, in giro, ce ne sono poche! Tutto il resto, te l'ho scritto in un biglietto (e grazie per non averlo letto ad alta voce, che altrimenti la Bacci mi avrebbe presa in giro per almeno un anno!).
Ah già... guarda che l'iPhone a Flavia devi comprarlo, mica desisto io!

Grazie a mio marito che, come dicono tutte, è un Santo; che, come mi ricordano spesso mi ama. Lo so. E so quanto sia prezioso!

E ora, ovviamente, andate a leggere l'altra parte della storia dalle Due lettrici quasi perfette!