Enter your keyword

venerdì 21 ottobre 2016

Recensione "Un giorno di festa" di Graham Swift - Neri Pozza

È il Mothering Sunday, la Festa della Mamma, del 1924 in Inghilterra. La guerra è alle spalle e un’altra è all’orizzonte. Ma è una bella domenica di fine marzo, perfetta per rimuovere i lutti e celebrare in allegria la speciale ricorrenza del giorno. Il rituale della festa prevede visite di cortesia, picnic all’aperto e inviti a pranzo in compagnia di amici e familiari. Un rituale già quasi in disuso, ma che i Niven e gli Sheringham, due delle famiglie più in vista del Berkshire, si tengono ben stretto, come se appartenessero ormai a un’unica famiglia dopo aver perso dei figli in guerra.
Su invito degli Hobday, un altro illustre casato delle verdi contee che circondano Londra, si vedranno a pranzo per brindare e parlare dell’evento ormai imminente: le nozze tra Paul, il giovane rampollo degli Sheringham scampato alla guerra, ed Emma Hobday.
Per la servitù dei Niven, com’è consuetudine, il Mothering Sunday è una «giornata libera» da trascorrere con i propri cari. Per tutti, eccetto che per Jane Fairchild. Giovane orfana che presta ormai da qualche tempo servizio presso i Niven, Jane si appresta a trascorrere la domenica di festa su una panchina in giardino, tra il ronzio dei fuchi e il profumo della magnolia già carica di boccioli, quando squilla il telefono. Si affretta all’apparecchio e il suo cuore si libra in cielo allorché riconosce la voce all’altro capo del telefono: Paul Sheringham, il giovane rampollo di cui da sette anni, con gioia e senza alcun pudore, è l’amante, la invita per la prima volta a casa sua.
La telefonata di Paul, e le ore poi trascorse con lui, faranno di quel Mothering Sundaydel 1924 una data incancellabile nel ricordo di Jane negli anni a venire, un giorno di festa cominciato nella luce più pura e terminato nel buio di un’oscura notte della vita e dell’anima.

Autore: Graham Swift
Titolo originale: Mothering sunday
Traduzione a cura di: Luca Briasco
Editore: Neri Pozza
Data di pubblicazione: 24 giugno 2016
Pagine: 140

Trama: 2  Personaggi: 3  Stile: 3  Copertina: 4 




Questo piccolo libro è giunto tra le mie mani direttamente da Cesenatico, dove Laura de La biblioteca di Eliza, che è stata così carina da prestarmelo (noi che i libri non li prestiamo a nessuno!).
Avevo letto la sua recensione e le sue parole mi avevano conquistata, tanto da farmi venire voglia di leggere questo romanzo appena possibile. Ma...

A quanto pare, tutti gli ingredienti che hanno conquistato la mia omonima, non hanno fatto breccia nel mio cuore. Seduta nella mia solita poltrona, in un pomeriggio di nebbia, ho aperto questo romanzo piccolo piccolo, preparandomi a trascorrere un paio d' ore in sua compagnia, pronta a lasciarmi conquistare da questo sottofondo erotico, da questo personaggio di cui Laura tanto ha decantato la forza.
E invece no. Tra me e Jane non è scoccata la fatidica scintilla, quella che ti fa capire, sin dalle prime righe, che hai tra le mani il libro giusto, quel libro che, indipendentemente da tutto, conquisterà un pezzetto del tuo cuore di lettrice.

La storia c' è, l' ambientazione pure. La scrittura è fluida, ma... niente, io davvero non saprei cosa dirvi.
Un libro che pensavo di leggere in un paio d' ore, mi è rimasto tra le mani per un intero pomeriggio, con la voglia di distrazione che mi assaliva ad ogni pagina e il piacere di continuare a leggere che, di conseguenza, scemava.

È sicuramente un libro particolare, con Jane che rappresenta una donna poliedrica, una donna che, nella sua vita è stata tante cose. Un libro che richiede, forse, una predisposizione d' animo che lo faccia apprezzare più di quanto non ho fatto io.


11 commenti:

  1. Ciao Laura,
    io l'ho amato quanto Eliza! E' scritto divinamente e Jane è un personaggio molto interessante. A questo punto mi sa che scrivo la recensione anch'io.
    E pensa un po'...neppure alla Bacci è piaciuto moltissimo. Vedi che siete sulla stessa lunghezza d'onda?????? (ih ih ih)
    un bacione e buon venerdì
    Lea

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Lea! Ci voleva proprio questa lieta notizia stamattina -.-

      Elimina
  2. Ecco, pari pari. Non posso dire che non mi sia piaciuto, ma non mi ha colpita nè mi ha lasciato molto...il fatto di pensarla come te un po' mi spaventa, però.

    RispondiElimina
  3. Mi aggiungo anch'io. Non mi è piaciuto. Non è brutto, per carità, ma forse non l'ho capito ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Oh vuoi vedere che non l'ho capito nemmeno io?!

      Elimina
  4. Mmmmmmmmhhh ... credo che, dopotutto, darò una possibilità a questo libro. Di sicuro non oggi e nemmeno domani, ma mi dispiacerebbe troppo non provarci.
    Non per fare la saccente, ma spesso e volentieri un momento sbagliato o una certa aspettativa o magari entrambi i fattori si rivelano fatali per la lettura di un libro. Spero che almeno De Carlo si stia rivelando un buon antidoto, visto che neanche con la Martos è andata.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per adesso De Carlo sta facendo il suo dovere!

      Elimina
  5. Allora c'è gente a cui piace, gente a cui non piace ed io non so che fare. Ci penso! :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. No, lascia stare! Se ti conosco almeno un po', non è un libro per te ;)

      Elimina
  6. ero in dubbio su questo libro, direi che mi hai aiutato a far chiarezza ;-)
    http://www.audreyinwonderland.it/

    RispondiElimina