Enter your keyword

lunedì 31 ottobre 2016

Recensione "La strada del ritorno è sempre più corta" di Valentina Farinaccio - Mondadori

L'estate in cui Vera ha cinque anni è una girandola di avventure. Vera è sfacciata e sognatrice: gioca a nascondino con l'amico immaginario Ringo Starr e da grande vuole fare la camionista, come il nonno, per scoprire dove finiscono tutte le strade del mondo. Oltre ai capelli rossi – della stessa tinta con cui i bambini colorano i cuori –, ha ereditato dal papà libraio la passione per le storie: riempie pile di fogli di una scrittura immaginaria per raccontare favole di calzini parlanti e piante grasse dimagrite. Quella dei suoi cinque anni è anche l'ultima estate che trascorre insieme al padre Giordano. Oggi Vera ha trent'anni, ed è una celebrità della tv: inventa oroscopi irriverenti e graffianti, specie per i nati dello Scorpione, segno zodiacale dell'ex fidanzato che l'ha appena lasciata, mettendola di colpo davanti a tutte le sue fragilità. Perché Vera è cresciuta senza un genitore, ed è come se fosse a metà: ha avuto in dotazione un solo braccio e un solo orecchio, una sola gamba e un solo occhio, e ha riempito tutto quel vuoto di sarcasmo e finta imperturbabilità. Di suo padre non sa nulla: la madre Lia, credendo di proteggerla e di proteggersi, ha preferito dimenticare. Ma quando riceve un centinaio di pagine scritte da Giordano durante gli ultimi mesi di vita e che parlano proprio di lei, dell'eccentrica Lia che si è ribellata alle leggi ancestrali della provincialissima Campobasso, e della nonna Santa, che ha consacrato la propria vita ai figli, Vera è investita da una sfida: il libro è senza finale. Lei adora gli inizi e odia la responsabilità della fine, eppure è la sola che potrebbe completarlo, è un'occasione unica per incontrare tra le pagine quel padre mancato, e per capire cosa accadde quell'estate in cui tutto è cambiato. La strada del ritorno è sempre più corta è un romanzo pieno di luce e di ironia, che racconta l'amore, la perdita e la trasformazione. La giornalista Valentina Farinaccio, qui al suo folgorante esordio narrativo, racconta con una lingua cangiante come attraversare il dolore sia l'unico modo per uscire salvi e interi, dall'altra parte. Ma questa storia è anche una dichiarazione d'amore per i libri e le eredità che vi passano attraverso, un atto di fiducia nell'eternità della letteratura.

Autore: Valentina Farinaccio
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 30 agosto 2016
Pagine: 216

Trama: 5  Personaggi: 5  Stile: 5  Copertina: 5 


È uno di quei nebbiosi sabati sera lombardi, quelli che profumano un po' di caldarroste e un po' di malinconia. Sono in uno di quei momenti in cui devo scegliere una nuova lettura, io che ho sempre mille liste. Ma siamo alla fine del mese e ho bisogno di qualcosa di corto e non troppo impegnativo che mi porti per mano al passaggio tra ottobre e novembre. 
Ho voglia di ebook, ho voglia di poter leggere anche nel buio totale della mia stanza, con il fioco bagliore di una candela che sa di arancia e anice. Prendo in mano il mio Kobo e, in contrasto con quest'atmosfera, scelgo un libro dalla copertina sgargiante: un cielo azzurro in cui si staglia un materassino rosa shocking!
Quel libro sta lì dal giorno della sua uscita. Colpita un po' dalla copertina e tanto dalla sinossi, l'ho subito acquistato e lasciato in giacenza sul mio e-reader in attesa del momento propizio. 
È corto, magari anche leggero, credo sia arrivato il suo momento!

Mai avrei potuto sbagliarmi più di così! Perché in questo romanzo Valentina Farinaccio ci racconta l'amore, il dolore, la morte, la sofferenza e la gioia. E lo fa in poco più di 200 pagine; lo fa con una delicatezza e un'ironia rare.
L'estate più bella è stata quella in cui mio padre morì
È così che questo romanzo inizia. E io sono anche rimasta un po' perplessa! È Vera la prima personcina che incontriamo: un'impenitente bimbetta di cinque anni, con una chioma di ricci rossi rossi, un caratterino niente male, una viscerale passione per il Festival di Sanremo e Ringo Starr come amico invisibile!
Partendo da lei entreremo pian piano nella vita della sua famiglia e ascolteremo la voce delle donne di questa famiglia.
Tre donne totalmente diverse tra loro, ognuna con un proprio bagaglio di sofferenza e con un unico punto comune: Giordano Lorenzini. Attorno a quest'uomo gravitano le vite di Vera, che di Giordano è la figlia; di Lia, la moglie; e di Santa, madre e matriarca, donna all'antica, una di quelle suocere che la nuora non la tollera proprio, che innalza subito un muro.

Con grande maestria Valentina Farinaccio ci racconta la perdita di un figlio, di un marito e di un padre. Perché il libro inizia proprio narrandoci l'ultima estate che Vera trascorrerà con suo padre, condannato ad una morte veloce e dolorosa, quanto improvvisa.
Attraverso la voce delle protagoniste, ci troveremo a vivere le loro emozioni: il dolore di Lia che sta perdendo l'amore della sua vita, un amore imperfetto ma pieno, un amore sbilenco ma unico. E poi c'è Vera, che di anni ne ha cinque e non capisce bene tutto ciò che le sta accadendo intorno. Vera sa solo che un giorno papà c'era e poi non c'era più. E sa anche che mamma si che è rannicchiata su sé stessa e di quel padre tanto amato non ha più voluto parlare, non ha più voluto raccontare. Lia che quelle rare volte in cui parla di lui con la figlia non dice mai tuo padre, ma Giordano.
E c'è Santa, questa donna tutta d'un pezzo, una donna che ha cresciuto i suoi figli facendone un centro gravitale, che si annullata in funzione loro, che li ha resi il fulcro del suo universo.

È una storia che spezza il cuore, questa. Ma che è anche una storia che strappa sorrisi, che il cuore lo fa battere. Perché ci fa sbatte in faccia la realtà: una vita che si spezza e quelle attorno a lui costrette ad andare avanti. Una moglie che perde un pezzo di sé, ma anche una madre che non riesce a gestire il dolore di una figlia e cerca di farglielo dimenticare quel dolore.

Il romanzo si divide in due parti: nella prima l'autrice ci racconta la perdita, la morte, la sofferenza. Nella seconda, invece, ci catapulta nella vita di Lia e Vera, ormai adulta, e ci porta con lei a scoprire quei segreti di famiglia e quei lati di suo padre che le erano stati tenuti nascosti. Ci porta a crescere con Vera, a fare pace con se stessa, a diventare finalmente quell'adulta che non aveva mai potuto essere perché nella sua vita mancavano dei tasselli fondamentali.
I'm only sleeping. Papà
Tante volte vi ho detto che quando ho tra le mani un bel libro, me ne rendo conto anche perché ciò che voglio scriverne comincia a stagliarsi nella mia mente già mentre lo leggo. Questo libro non ha fatto eccezione! È uno di quei romanzi su cui ci sarebbe da parlare per ore, uno di quelli che tutti dovrebbero leggere e, purtroppo, è anche uno di quei romanzi che, a quanto pare, è passato un po' in sordina.
Io, nel mio piccolo, ve lo consiglio, perché è una storia che tocca l'anima e smuove il cuore.



16 commenti:

  1. Non lo so se è un libro per me, tu mi conosci, sono strana. La copertina sicuro non mi sa di libro così intenso, ma la tua recensione è cuore puro!

    RispondiElimina
  2. Vorrei guadagnare il primo cretina della giornata, ma con una recensione così non è compito facile. So solo che ora devo leggerlo. Per fortuna io le liste non le faccio...
    Bacci

    RispondiElimina
  3. Quando la tua recensione è di questo tenore io non ho dubbi di sorta: è il libro per me .
    Lea

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Oh sì, Leuccia! Sono sicura che ti conquisterà <3

      Elimina
  4. Lo voglio leggere. Ho bisogno di una storia così intensa in questo momento e devo dire che ti sei superata con questa recensione :) Segno my Dear!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Oh mio tesoro, grazie! Io non vedo l'ora di conoscere il tuo pensiero su questo libro *.*

      Elimina
  5. Mi hai convinta! lo leggerò, pensa che lo avevo poco considerato per la copertina (che non mi attizza più di tanto) e anche per una sinossi che non mi pareva originale! ti farò sapere come lo trovo. Ciao Soavissima!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quella copertina trae davvero in inganno. Meno male che la sinossi mi ha convinta a dargli una chance ;)

      Elimina
  6. Queste cover che ingannano, vecchia storia. Però ha ragione Anna Rita, stavolta hai tirato fuori il meglio di te! E quand'è così, si vede che il libro ha fatto il suo dovere di libro.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Perché io mi ero persa il tuo commento? Vabbè, misteri di blogger! Cove cover delle mie brame... Leggilo, perché credo che questa storia possa piacerti, bella di zia!

      Elimina
  7. uh adesso voglio leggerlo! Mi piace questa cosa dei due blocchi

    RispondiElimina