image1 image2 image3 image4

La Libridinosa|Cosa fai nella vita?|Leggo!

Recensione 'Era di maggio' di Antonio Manzini - Sellerio

Era di maggio prende il via tre giorni dopo gli eventi che concludono il precedente romanzo, Non è stagione. Perché l’indagine che lì si era aperta non si è ancora conclusa. C’è poi il fatto più grave, l’assassinio di Adele, una cara amica del vicequestore, uccisa da un killer mentre dormiva nel letto di Rocco. Costretto a scavare nel proprio passato il vicequestore cercherà di chiudere il cerchio una volta per tutte.
«Mettilo agli atti, Italo. In una notte di maggio, alle ore una e dieci, al vicequestore Rocco Schiavone piomba addosso una rottura di decimo grado!». Gli agenti del commissariato di Aosta, che stanno imparando a convivere con la scorza spinosa che ricopre il suo cuore ferito, scherzano con la classifica delle rotture del loro capo, in cima alla quale c’è sempre il caso su cui sta indagando. Ma Rocco è prostrato per davvero. Una donna è morta al posto suo, la fidanzata di un amico di Roma, «seccata» da qualcuno che voleva colpire lui. E quando esce dalla depressione si butta sulle tracce di quell’assassino tra Roma ed Aosta, scavando dolorosamente nel proprio passato, alla ricerca del motivo della vendetta, un viaggio nel tempo che è come una ferita che si apre su una piaga che non ha ancora smesso di sanguinare. Però le rotture sono solo cominciate: un altro cadavere archiviato all’inizio come infarto. Un altro viaggio che si inoltra stavolta nel presente dorato della città degli insospettabili.
In questo quarto romanzo, prosegue la serie dei polizieschi scabri, realistici e immersi nell’amara ironia di Rocco Schiavone.
Ma in realtà, attraverso le diverse avventure di un poliziotto politicamente scorretto, si svolge un unico racconto. Il racconto della vita di un uomo che si scontra con la impunita e pervasiva corruzione del privilegio sociale, nel disincanto assoluto dell’Italia d’oggi. Un personaggio brutale perché la tenerezza che lo anima sarebbe debolezza, incapace d’amare perché pieno di un amore totale per chi adesso è solo un fantasma, cinico perché la disonestà sembra aver vinto. Un personaggio di una verità e una profondità tali da sembrare che viva di vita propria.

Titolo: Era di maggio
Autore: Antonio Manzini
Editore: Sellerio
Data di pubblicazione: 23 luglio 2015
Pagine: 400

Trama: 5  Personaggi: 5  Stile: 5  Copertina: 5 


Ci risiamo! Mi sono seduta in poltrona, coadiuvata da questo autunno così freddo e grigio, mi sono avvolta in una coperta calda, ho poggiato accanto a me una tazza di tè e una fetta di torta di mele e ho aperto il quarto romanzo di Antonio Manzini con protagonista il Vicequestore Rocco Schiavone.
E ho anche pensato: "Vedrai che stavolta ci sarà un calo, che dopo il terzo, così meraviglioso, non potrà aver replicato!".
E mi ha fregata Manzini. Di nuovo.

È trascorsa appena una settimana da quando Schiavone ha risolto l' ultimo caso che gli era capitato tra capo e collo, il solito caso che, nella sua personale scala di rotture di coglioni, si piazzava al livello 10. Ed è trascorsa una settimana da quando qualcuno si è intrufolato in casa sua e ha spezzato, per l' ennesima volta, quella parvenza di tranquillità che Rocco ha cercato di costruirsi ad Aosta.
Rocco è ancora lì, ospite di un residence, stavolta in compagnia di Lupa, la cagnolina raccattata tra la neve della Val d' Aosta.
Ed è un Rocco cupo, quasi oscuro, quello di cui, come sempre in maniera superlativa, ci racconta la penna di Manzini. Un Rocco che sembra quasi più lacerato nell' anima di quanto non lo sia stato nei romanzi precedenti.

In questo romanzo traspare la voglia di Schiavone di andare avanti, di lasciarsi finalmente quel doloroso passato alle spalle. Rocco sembra quasi voler risvegliare il suo cuore e la sua anima come quella primavera che, giunto finalmente maggio, sta cominciando ad avvolgere anche la città di Aosta! Rocco ha voglia di colori, di raggi di sole che ti baciano la pelle quando ti siedi al tavolino di un bar a fare colazione. Ha voglia di amore, Rocco. E gliela leggi tra le righe, nelle frasi non dette, negli sguardi bassi, nei dialoghi con la sua Marina che sembrano sempre più fragili, quasi vicini a dirsi quell' addio che non si sono detti al momento giusto.
È un Rocco strano, che fa quasi tenerezza, meno rude del solito, ma non per questo meno piacevole!

Il giallo c' è, come in tutti i romanzi precedenti. Ed è il giallo ben costruito a cui l' autore ci ha abituati. È un giallo che si rifà alla storia del precedente volume (quindi sì, non cercate di fare i furbi e non rispettare la cronologia!). È un giallo col giusto intrico di fili che si sciolgono man mano che si va avanti nella lettura. Ma, anche questa volta, è solo uno spunto in più che Manzini ci dà per portarci a scoprire un altro lato della vita di Rocco.

Resta solo un libro, almeno a me, per avere ancora la compagnia di Rocco. E temo che sarà il più duro da leggere, quello che mi farà più male. E poi? E poi boh!


Share this:

CONVERSATION

19 pensieri dei lettori:

  1. Ecco, tu sei già al quarto! Io volevo comprare il secondo giusto sabato ed era l'unico che mancava in libreria... mondo ingiusto!

    RispondiElimina
  2. Io sono ferma al secondo, perchè Rocco va centellinato, ma credo mi fionderò prestissimo sul terzo. E sarà anche colpa tua(merito sarebbe più adeguato, ma non ce la faccio proprio...)
    Bacci

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Infame sei! Anch'io dico che va centellinato e poi non ci riesco mai, sono già lì che fisso il quinto con occhio languido...

      Elimina
  3. Eh sì Laura, l'ultimo credo proprio che ti farà più male... almeno per me è stato così. Ma è anche quello che ho amato di più, quindi non vedo l'ora di sapere cosa ne penserai tu!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Prometto di leggerlo prima che inizi la serie tv... Anche perché di più non riuscirei a resistere!

      Elimina
  4. Ciao Laura,
    come è poi boh! Poi di nuovo tutti sul muretto insieme ad aspettare il prossimo libro di Lorenzo, di Alice, di Manzini e ovviamente di Genovesi!
    Una buona giornata da Lea

    P.S. Sì. Rocco ha voglia di amore.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Era e congiunzione. Maledetto lunedì

      Elimina
    2. Una volta esisteva il muro del pianto. Con noi è nato il muretto delle attese! Vabbè, io faccio torta, voi portate da bere!

      Elimina
  5. Il mio preferito, se la batte con 7-7-2007, e adesso si sta sul muretto tutte insieme fino al prossimo. Ciao 😊

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vorrei dire, ma comincia anche a far freddo su questo muretto!

      Elimina
  6. Per fortuna me ne mancano ancora molti :) Sono curiosa di questo Rocco voglioso d'amore, aspetto che non avrei mai creduto possibile dopo aver terminato il primo romanzo! Spero di aggiungere presto questa nuova e inaspettata sfumatura al quadro generale della sua persona :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Eh no, Maestà! Dopo il primo, ma anche dopo il secondo, pare proprio impossibile che Rocco abbia un lato così... così... vabbè, hai capito!

      Elimina
  7. Io, ieri sera, ho fatto la torta di mele e ho comprato questo libro! #telepatia

    RispondiElimina
  8. Questo è quello che ho più amato della serie. L'ultimo, invece, pur essendomi comunque piaciuto, mi ha un po' delusa..forse perché lo temevo tanto e mi aspettavo tanto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ecco io ho proprio paura: delusione o amore folle nei confronti dell'ultimo ? Vedremo!

      Elimina