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martedì 13 settembre 2016

Recensione IN ANTEPRIMA "L'illusione delirante di essere amati" di Florence Noiville - Garzanti

Laura Wilmote si rende conto che qualcosa non va. Di fronte a lei c'è C., sua amica da quando erano ragazze, ed è vestita esattamente come lei. Laura è una scrittrice e autrice televisiva di successo. Conduce un programma di cultura sulla televisione francese e sta lavorando a una puntata sul tema della gelosia. Da qualche mese C. ha iniziato a lavorare con lei. Laura l'ha rivista per caso e le due donne si sono raccontate gli anni passati dal loro ultimo incontro. C. è una donna insoddisfatta, non è riuscita a realizzare i suoi desideri e ha un lavoro precario. Laura invece ha fatto studi prestigiosi e adesso vive come aveva sempre sognato, grazie alla scrittura. La protagonista, in parte per amicizia, in parte per un inconfessato senso di colpa nei confronti della vecchia amica, le ha procurato un lavoro nella sua emittente.
Adesso però C. si sta comportando in modo strano. Vuole essere come Laura. Di più, vuole essere Laura. Finché non rivela il perché di questo atteggiamento: è innamorata di lei, ed è convinta al di là di ogni dubbio che anche Laura nutra gli stessi sentimenti. E non sembra disposta ad arrendersi di fronte alle proteste di Laura, anzi, inizia a farsi sempre più insistente, addirittura inquietante nella sua cecità di fronte alla realtà…

Autore: Florence Noiville
Titolo originale: L'illusion delirante d'atre aimé
Traduzione a cura di: Doriana Comerlati
Editore: Garzanti
Data di pubblicazione: 15 settembre 2016
Pagine: 150

Trama: 1  Personaggi: 1  Stile: 3  Copertina: 5 



La sindrome di Clérambault o Erotomania è un tipo di disturbo delirante in cui il paziente ha la convinzione infondata e ossessiva che un'altra persona provi sentimenti amorosi nei suoi confronti.
Ed è proprio da questa sindrome , che dà anche il titolo al libro, che è affetta C., una delle due protagoniste di questa storia.

C. è ossessionata da Laura, al punto tale da cercare di emularla in ogni aspetto della sua vita
<<Guarda! Mi sono vestita da te!>>
Da questa affermazione prende il via la narrazione. Che, purtroppo, non riesce mai a spiccare il volo.
Leggere questo libro è più come avere tra le mani un trattato sulla sindrome di Clérambault e sullo stalking.
Laura Wilmots, giornalista televisiva e scrittrice, è solo lo spunto che l'autrice usa per narrarci vicende su vicende, esperienze di varie persone che sono state vittime di erotomani.

Ciò che manca in questo testo è la vita vera e propria delle due protagoniste, di cui ci vengono dati appena degli accenni. Sin dalla prima pagina veniamo catapultati dentro la storia di Laura e di C. senza che ci vengano date le informazioni necessarie per capire il loro rapporto.
Immediatamente ci ritroviamo ad essere spettatori delle ossessioni di una donna convinta che la sua amica sia innamorata di lei. Una donna che la chiama a qualunque ora del giorno e della notte, che la tempesta di sms e di mail, che inizia ad emularla sotto tutti i punti di vista, quasi cercasse di prendere il suo posto.
Dal canto suo, Laura inizialmente pare non rendersi conto di ciò che sta accadendo. E, anche quando lo fa, pare analizzare tutto dal punto di vista di una giornalista, tanto che inizia a documentarsi e pensa di scrivere un libro sulle persone affette da erotomania.
Quando, finalmente, capisce ciò a cui sta andando incontro e quali sono i rischi dell'essere vittima di un erotomane, non sa più come districarsi.

Purtroppo questo romanzo non è riuscito a prendermi. Il suo difetto più grande, secondo me, consiste proprio nella mancanza di una trama vera e propria; l'autrice non ci rende partecipi della vita delle protagoniste e questo impedisce di riuscire a capirne i sentimenti che le muovono e a provare una sorta di empatia nei confronti della vittima.
Ci ritroviamo, pagina dopo pagina, a leggere una serie di esperienze che, però, sono decontestualizzate da tutto il resto. Assistiamo ad uno sfilare di personaggi/vittime con cui non si riesce mai a creare alcun tipo di legame. Sono volti e voci che passano, ci sfiorano e non lasciano nulla più che la loro esperienza su carta.

Questo, purtroppo, non basta a far sì che il romanzo in questione si faccia apprezzare. Lo stile dell'autrice è sicuramente valido, ma la storia è piatta per tutta la parte iniziale per poi diventare, nelle ultime 50 pagine, quasi ripetitiva e sfiancante.
La conclusione, poi, sembra buttata lì per caso, come se, d'improvviso, la Noiville avesse sentito la necessità di chiudere con la storia e con i personaggi, cercando di toglierseli di mezzo il più in fretta possibile.




23 commenti:

  1. Guarda!Mi sono vestita da Libridinosa e ora giro un video!
    Ma almeno ora sai come curarmi, o no?

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    1. Voglio foto dei calzini con le mucche... "Ci sono le mucche, le mucche, le mucche, le mucche fanno muuuuuu"

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  2. Mi dava l'aria di essere un "trattatello", non so se mi spiego.
    Non m'ispirava, ed è meglio così. Poi con la gente ossessionata e che si veste uguale, vedi Le sorelle, mica abbiamo rapporti troppo buoni ;)

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    1. Oddio! Le Sorelle! Le avevo rimosse :( Comunque, bravo, passa oltre!

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    2. Ma queste protagoniste pure c'hanno il caschetto biondo?
      In caso... :-P

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  3. Era uno dei titoli di questo mese che mi ispirava molto, mi aspettavo qualcosa di intrigante, ma dalla tua recensione si è rivelato tutt'altro...

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    1. Già, anche io mi aspettavo qualcosa di molto diverso. Pazienza, capita di sbagliare.

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  4. Che peccato.. la trama mi incuriosisce tantissimo, amo le storie che prendono spunto da deficit mentali e forse solo per questo gli darò una possibilità, ma dando comunque la precedenza ad altri libri ;)

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    1. Aspetto le tue impressioni quando lo leggerai!

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  5. Questa si che è una stroncatura ben fatta! Grazie come sempre delle preziose dritte :-)

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  6. Quando ne abbiamo parlato non ero proprio convinta di questo romanzo e credo di avertelo anche detto. Per una volta l'occhio che butto alla sinossi ha avuto ragione :D

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    1. Io invece mi ero lasciata conquistare proprio dalla sinossi che me lo faceva apparire come un romanzo interessante. Pazienza!

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    1. Oh figurati! Sono sempre felice di fare da cavia!!

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  8. Il titolo è bello...per il resto passo. Concordo con Paola: una stroncatura ben fatta.
    Ciao Laura.
    Lea

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  9. Già la trama mi metteva inquietudine, ma dopo la tua recensione non lo prendo proprio in considerazione! :(

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  10. Che peccato eppure mi incuriosiva parecchio, anche se è un po' inquietante!

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    1. Il problema è che manca la parte inquietante

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  11. uh che peccato l'idea non era male ma leggerlo allora anche no

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