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martedì 30 agosto 2016

Recensione "Non è stagione" di Antonio Manzini - Sellerio

<<Una volta ogni tanto, poteva anche sorridere. La vita poteva anche sorridere. E Rocco lo fece alzando la testa al cielo>>.
C'è un'azione parallela, in questa inchiesta del vicequestore Rocco Schiavone, che affianca la storia principale. E perché il passato dell'ispido poliziotto è segnato sauna zona oscura e si ripresenta a ogni richiamo. Come un debito non riscattato. Come una ferita condannata a riaprirsi. E anche quando un'indagine che lo accora gli fa sentire il palpito di una vita salvata, da quel fondo mai scandagliato c'è uno spettro che spunta a ricordargli che a Rocco Schiavone la vita non può sorridere.
I Berguet, ricca famiglia di industriali valdostani, hanno un segreto, Rocco Schiavone lo intuisce per caso. Gli sembra di avvertire nei precordi un grido disperato. È scomparsa Chiara Berguet, figlia di famiglia, studentessa molto popolare tra i coetanei. Inizia così per il vicequestore una partita giocata su più tavoli: scoprire cosa si cela dietro la facciata irreprensibile di un ambiente privilegiato, sfidare il tempo in una corsa per la vita, illuminare l'area grigia dove il racket e gli affari si incontrano. Intanto cade la neve ad Aosta, ed è maggio: un fuori stagione che nutre il malumore di Rocco. E come venuta da quell'umore nero, un'ombra lo insegue per colpirlo dove è più doloroso.
Il terzo romanzo della serie di Rocco Schiavone, Non è stagione, è un noir di azione. Ma è insieme il vivido ritratto di un uomo prigioniero del destino. Un personaggio tragico, complesso e consapevole.

Titolo: Non è stagione
Autore: Antonio Manzini
Editore: Sellerio
Data di pubblicazione: 12 gennaio 2015
Pagine: 320

Trama: 5  Personaggi: 5  Stile: 5  Copertina: 4 


Eccolo il terzo Rocco Schiavone. E cosa cambia? Nulla. Anche questa volta siamo davanti a qualcosa di unico, quasi superlativo.
Un romanzo che scorre, che vola via come un soffio, che lascia, però, una grande tristezza nel cuore di chi legge.
Perché stavolta abbiamo un Rocco forse più introspettivo, più cupo, più buio.
Ma, alla fin fine, il Vicequestore Rocco Schiavone, romano ma di stanza ad Aosta, ci ha abituati alle sue ombre, ai suoi silenzi, ai suoi sguardi un po' liquidi, no? Ed è per questo che col primo romanzo impariamo a conoscerlo, col secondo ci rendiamo conto di volergli bene e, arrivati al terzo capitolo, voltata l'ultima pagina, versata una lacrima, che stavolta ci sta tutta, ci rendiamo conto che di Rocco non si può più fare a meno.

Bastarono due pozzanghere prese in pieno e Rocco Schiavone si giocò l'undicesimo paio di Clarks da quando stava ad Aosta. 

Direte: <<E quindi? Che c'entra?>> C'entra, perché Rocco e le sue Clarks sono un tutt'uno. E a lui frega poco che nevichi o piova, le sue scarpe non le molla. Ed è questa tenacia, questo suo essere de coccio anche nelle piccole cose che ce lo fa amare così tanto!

E allora siamo sempre ad Aosta ed è già maggio. Un paio di giorni di sole e cielo azzurro, talmente azzurro che pare quasi far male agli occhi. E poi? Assieme alla rottura di coglioni di grado dieci torna la pioggia e, subito dopo, pure la neve. Capite? A maggio, pioggia e neve. E Rocco non ne può più, perché la neve a maggio dove si è vista mai?
E mentre maledice il freddo, inzuppa scarpe e si incupisce sempre più (ma sarà mica metereopatico il nostro Vicequestore?), Rocco cerca di sbrogliare l'ennesima matassa che gli è capitata tra le mani.

Perché amiamo tutti Rocco? Perché Rocco è uno che sbaglia, si cruccia, caccia fuori una sfilza di parolacce, odia ciò che fa, ma lo fa col cuore. Ed è proprio quello, il cuore di Rocco che troviamo in ogni riga di questi romanzi.
Un cuore spezzato, un cuore che soffre. Un cuore che vorrebbe chiudersi su se stesso e mandare tutto in malora. Ma Rocco non lo fa. Rocco è tenace, cocciuto. Rocco sbaglia, urla e poi si ferma, fissa un punto e va avanti, dritto come un treno, dritto all'obiettivo. E fanculo tutti!

E io sono di nuovo qui, terzo romanzo concluso, due ancora da leggere, una serie tv in procinto di essere trasmessa (e io sto qui a sperare che non abbiano distrutto tutto con la trasposizione). E ora che faccio? Fisso i due romanzi rimanenti e mi dico che no, non posso leggerli subito, altrimenti poi che mi rimane? Leggo altro? Pare facile!
Vabbè, mettiamola così: mi prendo un giorno o due di pausa. Giusto per salutare Rocco come si deve.


19 commenti:

  1. Ho letto i primi quattro romanzi con Rocco protagonista e questo è di sicuro il mio preferito. E' un piacere vedere che anche nel tuo caso si è creata una sorta di dipendenza. Una volta letto anche 7/7/2007 dovrò iniziare ad attendere la sua nuova inchiesta, possibilmente ambientata ad Aosta perchè Rocco ed Aosta sono un binomio irresistibile. Chissà quanto tempo resisterai prima di leggere il romanzo successivo. Un mese?
    Recensione bella e molto sentita.
    Un abbraccio da Lea

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  2. Oddio! Ho visto ora che stai leggendo il secondo di Cormoran!!!!
    Riciao da Lea

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    1. Ciao Laura,ti piacerà anche più del primo! :-)

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    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    3. Leuccia mia adorata! Spero di resistere un po' più di un mese, perché altrimenti poi rischio di rimanere senza Rocco per un bel po' di tempo! Eh sì, Cormoran è lì pronto ad essere preso in mano!

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  3. Li ho letti insieme, questo ed Era di Maggio, perché sono collegati e un romanzo alla volta non basta, finiscono troppo presto.
    Nella recensione hai descritto esattamente tutti i motivi per cui Rocco mi sta a cuore, complimenti. 7-7-2007 lo leggerò il mese prossimo, possibilmente prima della serie, per ingannare l'attesa del prossimo.
    A presto!

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    1. ecco ancora più voglia di leggerlo adesso :)

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    2. Cecilia brava che fai venire voglia a tutti di leggere Rocco! Ormai io, tu e Lea siamo un trittico di spacciatrici di Schiavone!!!
      Chicca, leggere subito!

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    3. prenotato gia in biblioteca!!!! ormai sono assuefatta :D

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    4. Io continuo a fissare gli ultimi due e cerco di resistere alla tentazione di leggerli!

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  4. Io sono al secondo e dopo questa dichiarazione d'amore fremo per leggere questo terzo capitolo: perfezione libridinosa, non so se mi spiego...comunque se posso trovare un difetto al grande Rocco...una sistematina al guardaroba non gli starebbe male!

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  5. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  6. ciao, bentornata! Lo sai vero che io voglio assolutamente leggere Rocco? Sempre più voglia a ogni commento che leggo

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    1. Eh tesoro bello, devi assolutamente entrare anche tu in questo mondo!

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  7. io sono una neofita adorante, per ora ho letto solo Pista Nera ed ho tra le prossime letture La costola di adamo come avevo già scritto in altro luogo. Bhe dopo la tua recensione ho ancora più voglia di buttarmi nella lettura dei libri di Manzini e come te spero tanto che la tv una volta tanto non faccia danni! un bacio

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    1. Oddio speriamo davvero, perché non so se riuscirei a reggere un colpo al cuore come è successo ad esempio, con la trasposizione dei romanzi di Malvaldi!

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  8. Come sai, tra qualche giorno entrerò nell'universo di Manzini e, per diretta conseguenza, in quello di Rocco. Chissà perché ma so già che me ne innamorerò :)

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    1. Perché se così non dovesse essere, tra me, Lea, Stefania e alcune altre, rischieresti il linciaggio!

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