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lunedì 2 maggio 2016

Recensione IN ANTEPRIMA "Dentro soffia il vento" di Francesca Diotallevi - Neri Pozza

In un avvallamento tra due montagne della Val d’Aosta, al tempo della Grande Guerra, sorge il borgo di Saint Rhémy: un piccolo gruppo di case affastellate le une sulle altre, in mezzo alle quali spunta uno sparuto campanile.
Al calare della sera, da una di quelle case, con il volto opportunamente protetto dall’oscurità, qualche «anima pia» esce a volte per avventurarsi nel bosco e andare a bussare alla porta di un capanno dove vive Fiamma, una ragazza dai capelli così rossi che sembrano guizzare come lingue di fuoco in un camino.
Come faceva sua madre quand’era ancora in vita, Fiamma prepara decotti per curare ogni malanno: asma, reumatismi, cattiva digestione, insonnia, infezioni… Infusi d’erbe che, in bocca alla gente del borgo diventano «pozioni » approntate da una «strega» che ha venduto l’anima al diavolo. Così, mentre al calare delle ombre gli abitanti di Saint Rhémy compaiono furtivi alla sua porta, alla luce del sole si segnano al passaggio della ragazza ed evitano persino di guardarla negli occhi.
Il piccolo e inospitale capanno e il bosco sono perciò l’unica realtà che Fiamma conosce, l’unico luogo in cui si sente al sicuro. La solitudine, però, a volte le pesa addosso come un macigno, soprattutto da quando Raphaël Rosset se n’è andato.
Era inaspettatamente comparso un giorno al suo cospetto, Raphaël, quando era ancora un bambino sparuto, con una folta matassa di capelli biondi come il grano e una spruzzata di lentiggini sul naso a patata. Le aveva parlato normalmente, come si fa tra ragazzi ed era diventato col tempo il suo migliore e unico amico. Poi, a ventuno anni, in un giorno di sole era partito per la guerra con il sorriso stampato sul volto e la penna di corvo ben lucida sul cappello, e non era più tornato. Ora, ogni sera alla stessa ora, Fiamma si spinge al limitare del bosco, fino alla fattoria dei Rosset. Prima di scomparire inghiottita dal buio della notte, se ne sta a guardare a lungo la casa dove, in preda ai sensi di colpa per non essere andato lui in guerra, si aggira sconsolato Yann, il fratello zoppo di Raphael… il fratello che la odia.

AUTORE: Francesca Diotallevi
EDITORE: Neri Pozza
DATA DI PUBBLICAZIONE: 5 maggio 2016
PAGINE: 180

TRAMA: 4 PERSONAGGI: 3  STILE: 3  COPERTINA: 5 




Francesca Diotallevi è una di quelle autrici che  Daniela esalta e a cui io, invece, ho sempre pensato di non essere affine.
E, probabilmente, se non avessi ricevuto questo romanzo in anteprima direttamente dalla Casa Editrice (che ringrazio), non mi sarei mai approcciata a questa scrittrice.

Sarebbe stato un errore? Sinceramente, non saprei cosa rispondervi. Di Francesca si può sicuramente dire che sappia scrivere e che, per quanto riguarda questo romanzo, sia stata in grado di creare un'atmosfera pressoché unica.
Per quanto riguarda me, però, non è scattata quella scintilla che, sovente, quando scopro un autore e me ne innamoro, mi fa venir voglia di recuperare tutti i suoi romanzi precedenti.

La storia che ci viene narrata si svolge a Saint Rhémy, un piccolissimo borgo della Val D'Aosta, cui la Grande Guerra ha sottratto figli e colori.
Tra le case arroccate l'una sull'altra, i boschi che abbracciano il paese e le montagne che lo sovrastano, troviamo Fiamma, Yann e Agape. E saranno proprio loro, con una perfetta alternanza di voci, a portarci tra quelle stradine tortuose che si inerpicano tra le case.

Le atmosfere sono cupe, il romanzo è grigio come le mura delle case che compongono Saint Rhémy. Quasi la parte dominante della storia fossero proprio i luoghi più dei personaggi, durante la lettura si avverte una sorta di nebbia che avvolge il lettore.
La storia scorre, spesso lentamente, tra situazioni e personaggi con cui ho fatto fatica a legare.
Le atmosfere che la Diotallevi crea non rientrano sicuramente nelle mie corde. Durante tutta la lettura l'unica sensazione che mi ha permeata è stata proprio quella cupezza che avvolge tutto, quasi come se la neve che ricopre le Alpi e il paese, avesse franato anche su di me.

È innegabile che Francesca Diotallevi sia un talento della nostra letteratura moderna, è innegabile la sua capacità di coinvolgere il lettore che ama questo genere di storie. Purtroppo, come ho già detto, in me non è scattata quella scintilla che, ad altri, ha fatto provare brividi e versare lacrime.
Ho fatto quasi fatica a portare avanti la lettura, a voltare ogni singola pagina. Ho avuto spesso la sensazione che la storia non scorresse, che fossi rimasta impantanata nel fango che copriva le strade ad ogni pioggia.
L'esiguità del numero di pagine mi ha fatto notare ancora di più come io abbia faticato a terminare questo romanzo. Un romanzo breve che pensavo di divorare e che, invece, ho portato con me, da una stanza all'altra, leggendolo in ogni momento, per quasi due giorni interi.

I miei complimenti vanno sicuramente a questa autrice, che, ne sono certa, farà tanta strada. Per quanto riguarda me, come diciamo noi LGS mai dire mai, ma... non so se leggerò altro di suo!




24 commenti:

  1. Ops! Devo leggerlo per farmi un' idea perché queste atmosfere cupe potrebbero piacermi.
    Un saluto da lea

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    1. Eh sì, Lea, credo proprio che a te potrebbe piacere tanto!

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  2. Che dire? Le atmosfere cupe a me piacciono molto e mi intriga parecchio la trama, quindi leggerò sicuramente questo romanzo, anche perchè non ho ancora letto nulla di questa autrice che a detta di tutti (anche tua, ora) sa scrivere molto bene. Poi torno e ti aggiorno, eh!
    Un abbraccio, Bacci
    P.S. Hai notato che non ti ho insultata? Me ne stupisco anch'io...sarà la pioggia che mi ha fatto crescere i funghi in testa (spazio ce n'era)

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    1. A me sta cosa che, ultimamente, mi insulti poco, comincia davvero a farmi paura -.-

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  3. Allora, buon lunedì! Che dire?! Lo sai che io quando voglio scoprire un autore parto dai suoi romanzi più vecchi per poi arrivare all'ultimo pubblicato e pensa che questa volta volevo fare il contrario. A questo punto non so, devo decidere in che modo approcciarmi al mondo della Diotallevi però la leggerò, questo è sicuro ;)

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    1. Maestà, buongiorno! Io sono davvero curiosa di conoscere il tuo parere su questo romanzo e sull'autrice più in generale, perché ho proprio la sensazione che a te potrebbe piacere!

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  4. Ho letto da poco Le stanze buie e mi è piaciuto parecchio, ho amato soprattutto la capacità narrativa dell'autrice. Anche lì come in questo nuovo romanzo le atmosfere cupe la fanno da padrone... ma in piccole dosi la cosa non mi dispiace :-)

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    1. Io ammetto di avere qualche problema quando mi trovo davanti ad atmosfere di questo genere. Preferisco letture più veloci e meno "oscure".

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  5. Le atmosfere troppo cupe di solito non mi garbano, io rincorro da secoli Le stanze buie, la cui trama mi attira parecchio. Inizierò da quello (che pare peraltro irreperibile) e poi mi farò un'idea.
    Mhmm, la nebbia, la neve..un po' come il fango e le mele della Tracy?

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    1. Ecco, Roby, sì... mele e fango... nebbia e neve. Hai colto il punto!

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  6. Non ho letto niente di questa autrice, credo proprio che inizieró con "Le stanze buie" per farmi un'idea.
    un abbraccio grande

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  7. Peccato che non sia scoccata la scintilla ma anche questo è il bello della lettura! Io adoro le atmosfere cupe quindi questo particolare non ha fatto altro che affascinarmi ancora di più! In effetti a te non aveva appassionato neanche Acquanera le cui atmosfere questo libro ricorda molto! ;)

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    1. Sì, effettivamente ho ritrovato un po' del "grigiore" della D'Urbano. Con questo, nulla da togliere alla grande capacità narrativa di queste due donne che, però, non rientrano decisamente nelle mie corde!

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  8. A me è piaciuto, ma meno degli altri.
    Ti consiglio di non fermarti qui ;)

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    1. Chissà... Io però rientro in quella categoria di lettori che, quando non scocca la scintilla, poi fa fatica ad approcciarsi ancora con lo stesso autore :(

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  9. Prova a recuperare Le Stanze Buie, Francesca è molto versatile.

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    1. Come dicevo più su, faccio fatica a trovare la voglia di leggere qualcosa di un autore con cui non mi sento affine.

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  10. Diotallevi, Flagg e Rattaro sono le tre autrici che ho appuntato nella mia agenda non scritta.
    Con Francesca credo che partirò da "Amedeo je t'aime".
    In ogni caso, se hai avuto modo di apprezzarla come scrittrice, pur non sentendoti particolarmente affine al romanzo e ai personaggi, penso che ci siano buone speranze per una lettura che ne valga la pena.

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    1. Eh eh...adesso hai un bel foglietto su cui appuntare le letture ;) Aspetto il tuo parere su tutte le letture che hai intenzione di fare!

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  11. Ero molto promosa di leggere questo libro, l'unica recensione che avevo letto ne parlava benissimo, ma non avevano accennato a queste atmosfere lugubri... Non sono più molto sicura di questa lettura... Almeno Non dell'acquisto.. Opterei per un prestito! ;)

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    1. Ecco, se non sei affine alle atmosfere cupi, forse è meglio ripiegare su altre soluzioni ;)

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  12. io rimango curiosa, non ho letto nulla di suo, ma credo che lo farò

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