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mercoledì 2 marzo 2016

Recensione "La felicità è una pagina bianca" di Elizabeth Egan - Editrice Nord

SINOSSI

Quando qualcosa non va, Alice Pearse si rifugia nella lettura. È sempre stato così; fin dalla più tenera infanzia, per Alice i libri sono isole felici dove potersi rilassare, mondi in cui perdersi, tesori da amare. E, adesso che si è ritrovata di colpo con un marito disoccupato, tre bambini da mantenere e un mutuo da pagare, i libri sono diventati letteralmente la sua ancora di salvezza: è infatti grazie alla sua fama di book blogger che le viene offerto un impiego da Scroll, una promettente start up che sta per inaugurare una catena di «sale di lettura», ovvero raffinati caffè dove sprofondare in comode poltrone, consultare uno sterminato catalogo di e-book e leggere. Nonostante le feroci proteste della sua migliore amica, proprietaria della libreria del quartiere, Alice accetta, tuttavia non le ci vuole molto per rendersi conto che gestire la famiglia con un lavoro a tempo pieno è molto più difficile di quanto non si aspettasse e che, dietro l’apparenza meravigliosa, Scroll nasconde un incubo. Eppure Alice non si scoraggia: in fondo, a volte, per trovare la felicità basta girare pagina. 
Intelligente e attuale, divertente e profondo, questo romanzo racconta con delicata ironia le difficoltà di una donna costretta a dividersi tra famiglia e carriera, sentendosi troppo spesso inadeguata. Almeno fino al momento in cui capisce che non bisogna fare tutto, ma concentrarsi solo su ciò che amiamo davvero. E credere – sempre e comunque – nei libri.

AUTORE: Elizabeth Egan
TITOLO ORIGINALE: A window opens
TRADUZIONE A CURA DI: Elena Cantoni
EDITORE: Nord Editrice
DATA DI PUBBLICAZIONE: 25 febbraio 2016
PAGINE: 396




Conversazione telefonica tra me e Salvia:
Io: <<Babinaaaaaaa...>>
Lei: <<Eeeeeeeehhhhh>>
Io: <<Sai quella magnifica iniziativa del Libro Sparpagliato?>>
Lei: <<Sì!>>
Io: <<Ho trovato il libro perfetto per farne una Blogger Edition. C'è un libro che esce per la Nord e che parla di una book blogger.>>

Ora, io non sono deficiente (o almeno non sino a questo punto) e le sinossi le leggo. E se c'è una cosa che so fare è leggere. E nella sinossi di questo libro c'è proprio scritto
è grazie alla sua fama di book blogger...
Avete letto? C'è scritto book blogger. E book blogger viene definito colui che legge per passione e non per professione e, infine, parla di libri nel suo spazio personale, ovviamente sul web!
La nostra protagonista, Alice Pearse, non è una book blogger. È una giornalista che sì, si occupa di libri, è una persona che ha sempre letto, ma non è una book blogger. 
Ecco! Adesso io sono stufa di questa storia. Perché è arrivato il momento che le Case Editrici si assumano la responsabilità di capire che la gente, molto spesso, decide se comprare o meno un libro proprio in base alla sinossi. Dopo la copertina, è quella che ci fa dire "si o no".
E allora porto avanti la mia lunga battaglia e continuo a chiedermi (e a chiedere) se chi scrive le sinossi abbia prima letto il libro. 
C'è anche da dire che, per quanto riguarda questa Casa Editrice in particolare, si incappa sempre nella grande fregatura della sinossi bugiarda. Insomma, se su dieci libri, nove hanno le sinossi bugiarde, fatevi due domande e assumete qualcuno che sappia scriverle!

Detto ciò, passiamo al libro in sé. Di sicuro, bugie a parte, è una storia che si legge volentieri: scorrevole, scritta bene, garbata. 
Ma...ecco, ma. È una di quelle storie senza infamia e senza lode il cui unico pregio è quello di lasciarsi leggere.

Alice Pearse è una giornalista che si occupa, part-time, di una rubrica per la rivista You in cui si premura di segnalare e recensire le uscite letterarie più interessanti. 
Madre di tre figli, Alice è una di quelle donne che ha deciso di allontanarsi dalla città (in questo caso New York) per trasferirsi in periferia e crescere la prole in un ambiente più sano.
Nicholas, il marito, è un avvocato che, da un giorno all'altro, decide di abbandonare il rinomato studio di cui sperava di diventare socio, per aprirne uno tutto suo.
Sarà proprio questo input a far sì che Alice decida di abbandonare il suo lavoro part-time per cercare qualcosa di più remunerativo che le consenta di affrontare la momentanea difficoltà economica dovuta alla decisione del marito.

Come detto, Alice si è sempre occupata di libri e letteratura e verrà assunta per curare un nuovo progetto in fase di lancio il cui scopo è quello di creare sale di lettura ad hoc per i lettori appassionati.
Scroll, questo il nome, nasce con l'intento di mettere il lettore a proprio agio: sale silenziose, comode poltrone, un infinito catalogo di ebook a disposizione e, ciliegina sulla torta, una libreria di "prime edizioni" da poter acquistare.
Sarà proprio questo progetto ad attrarre Alice, che metterà da parte il tranquillo tran tran familiare per dedicarsi, anima e corpo, a Scroll.

Visto? Niente blog!!

Come detto, la storia è piacevole, per le prime 200 pagine scorre che è una meraviglia. Ma la cosa finisce lì. 
Arrivata a metà libro, i personaggi mi sono diventati odiosi. L'autrice ha iniziato a riempire i capitoli di dettagli inutili che non hanno fatto altro che rendere la lettura nervosa. Sinceramente, chi se ne frega di che marca sono le scarpe o la borsa o i pantaloni di Alice? 
Inoltre, spesso ho avuto la sensazione che la Egan volesse aggiungere sempre più carne al fuoco: il cancro del padre di Alice, la crisi pre-adolescenziale della sua primogenita, il marito che beve un po' troppo per affrontare lo stresso, la migliore amica che rischia di chiudere la piccola libreria di quartiere... Sembrava quasi che l'autrice volesse alzare l'asticella sempre di più, ma l'unico effetto che ha ottenuto, almeno per quanto riguarda me, è stato quello di rendermi antipatica la storia.

Alla fine, una di quelle letture che, di sicuro, non mi rimarrà nel cuore.


24 commenti:

  1. Mi sai che hanno un pò le idee confuse per quanto riguarda i book bloggerXD

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  2. Ma sanno almeno cosa sia una book blogger?! Ti ringrazio per questa recensione di cuore. Avrei letto questo libro perché mi sentivo un po'di chiamata in causa. La mia battaglia contro le sinossi equivoche e la traduzione di titoli senza senso continua...

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  3. MMMhhh. Questo libro mi puzzava di fregatura, per una volta non ci sono cascata!

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  4. Allora! Io mi sto già agitando perché tra poco mi arriva la fregatura :D
    No dai, vediamo! Insomma mi hai fatto sorgere tanti interrogativi. Ma io ho dieci giorni per leggerlo? Una proroga?

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  5. Sei unica: senza filtri, sincera. Una vera leonessa, una vera book blogger.
    ;-)
    Spero che il libro mi possa comunque piacere, nonostante la sinossi e le marche delle borse.
    Roarrrrrr (ruggito) da lea

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    1. Ma sai che Davide dice sempre che ho i filtri rotti!?!?
      Aspetto il tuo ruggito su questo libro!

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  6. Aspè che sto ancora ridendo.... giuro che la smetto eh..... ancora un momento.... ahahahahahahahahahahahahhahahahahahahahahahahhahahahah se vabbè, ciao!
    Ho paura. Sallo.

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  7. Sì è vero che le case editrice non hanno ancora capito chi è effettivamente una book blogger. Per loro qualsiasi giornalista che si interessa di uscite editoriali o, recensisce libri per un giornale è una book blogger. Se poi vogliamo parlare degli errori delle case editrici non c'è solo la sinossi, a volte anche le copertine ti traggono in inganno, oltre a titoli inverosimili che ti fanno intendere una storia per un'altra

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    1. Dici che dovremmo smettere di comprare i libri basandoci su copertine e sinossi? E che facciamo? Li leggiamo direttamente in libreria e, se ci soddisfano, li acquistiamo?

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    2. Non dico questo ma leggere un pò l'incipit e una pagina dal mezzo per vedere almeno se ci piace come è scritto e poi dico la verità sento anche le opinioni se ci sono. Diciamo che in una mia lista immaginaria faccio così: 1 copertina, due sinossi,3: opinioni se ci sono, 4: leggere pagine all'interno per vedere se mi piace almeno come è scritto. Poi sarebbe un'idea quella che hai detto, in alcune librerie lo permettono , però il problema è che non si ha molto tempo

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  8. Quindi preparo post it di grandi dimensioni per le rimostranze??

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  9. Ecco, avevo subodorato una fregatura in questo libro ... ma di certo non mi sarei MAI aspettata di scoprire che alla fine la protagonista book blogger non è decisamente una book blogger! La questione rasenta il demenziale. Immagino la tua faccia quando hai digerito il boccone amaro!
    Sulle sinossi? La specie "bugiarda", grazie a Dio, non mi è ancora capitata, ma quelle "mute", quelle che parlano parlano ma in realtà non ti dicono niente ... capperi, ti fanno venire l'ulcera!!!
    Però dai, su, tante altre letture ti attendono!

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    1. Per fortuna, ho tanti libri che spero mi faranno dimenticare questo!

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  10. Quanto ti adoro quando sei così agguerrita! :D

    Toglietemi tutto, ma non i miei libri

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  11. ecco perfetto l'ho comprato proprio per la sinossi. ma pensa te
    http://www.audreyinwonderland.it/

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