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venerdì 5 febbraio 2016

Recensione "L'eredità segreta" di Katherine Webb - Mondadori

l'eredità segretaSINOSSI

Nel freddo inverno del 2009, dopo la morte della nonna Meredith, Erica Calcott e sua sorella beth, entrambe sulla trentina, ritornano dopo molti anni a StortonManor, la magnifica casa di famiglia nel Wiltshire che ha fatto da sfondo alle lunghe estati della loro infanzia.
La nonna, una donna dura e fredda, non aveva in realtà mai mostrato un grande attaccamento nei loro confronti, ma le ha nominate comunque eredi della proprietà a patto che vi si trasferiscano entrambe. Questa richiesta piuttosto insolita è però difficile da accettare, soprattutto perché su Storton Manor incombe l'ombra di un tragico avvenimento: molti anni prima Henry, il cugino, era sparito nel nulla, lasciando la famiglia distrutta. A subirne ancora oggi le conseguenze è soprattutto Beth, rimasta profondamente traumatizzata da quell'evento. per questo motivo Erica, la più forte delle due, decide di scoprire cos'è successo a Henry, in modo da chiudere i conti con il passato e permettere a sua sorella di ritrovare la serenità.
Ed è frugando tra le carte della nonna che, sopraffatta dai ricordi, Erica viene a conoscenza della vera storia della sua famiglia e fa una scoperta sconvolgente sulla sua bisnonna Caroline, un'affascinante ereditiera di New York, che si era trasferita per amore nel selvaggio Oklahoma all'inizio del Novecento, segnando con la sua vita avventurosa il destino dei Calcott.
Ambientato tra l'incontaminato West e la placida e rigogliosa campagna inglese, L'eredità segreta è un'emozionante saga che si snoda in un continuo alternarsi fra passato e presente, seguendo quattro generazioni di donne lungo l'arco di un secolo. Katherine Webb tratteggia con passione e sensibilità una coinvolgente storia di grandi amori, antiche ferite e legami indissolubili che nemmeno il tempo può cancellare.

TITOLO: L'eredità segreta
AUTORE: Katherine Webb
TITOLO ORIGINALE: The legacy
TRADUZIONE A CURA DI: Manuela Faimali
EDITORE: Mondadori
DATA DI PUBBLICAZIONE: 6 settembre 2011
PAGINE: 408

TRAMA 7
PERSONAGGI 7
STILE 7
INCIPIT 8
FINALE 7
COPERTINA 6



Se potessi scrivere due diverse recensioni per parlarvi di questo libro, lo farei. Questo perché la storia che ci viene raccontata è divisa in due parti e in due epoche distinte.

Katherine Webb ci narra le vicende di Caroline, un'affascinante ereditiera newyorkese che, agli inizi del 1900, neanche ventenne, decise di abbandonare gli agi e l'opulenza cittadini per seguire Corin, l'uomo di cui si era perdutamente innamorata, nel suo ranch in Oklahoma.
La storia di Caroline si alterna a quella di Erica e Beth, due sorelle poco più che trentenni che, nel 2009, alla morte della nonna Meredith, ereditano Storton Manor, la meravigliosa casa di famiglia in cui trascorrevano le estati durante la loro infanzia.
La parte di storia riguardante Caroline e Corin l'ho trovata stupenda! Il ritmo incalzante con cui l'autrice ci racconta la vita di Caroline, il suo doversi adattare ad una terra selvaggia, ad una vita senza comodità, ma anche il grande amore che la lega a Corin e, soprattutto, l'immane segreto che si porterà nel cuore per tutta la vita, mi hanno quasi costretta a non mettere mai giù il libro se non quando non potevo proprio farne a meno.

Purtroppo, tutto ciò che ci viene raccontato di Erica e Beth appare piatto, noioso, quasi superfluo.
Le due ragazze ritornano a Storton Manor dopo più di vent'anni d'assenza, incontrano Dinny, uno zingaro con cui giocavano da bambine ed Erica si trasforma in un'adolescente alla prima cotta, una gallina svampita che continua a ripetere che vent'anni non sono niente, che nulla è cambiato tra loro. E lui che fa? Invece di darle della deficiente, la accusa di essere sparita, di non essersi più fatta viva. APOTEOSI della minchioneria: quando lei (nell'unico lampo di intelligenza che le viene concesso in tutto il libro) si giustifica dicendo che erano solo dei bambini ed erano i genitori a decidere per loro, lui la apostrofa con un: <<Non importa, non sei più tornata>>.
Ok, bello! Il cervello? Perso durante uno dei tuoi viaggi?

Anche il segreto che Beth e Dinny hanno custodito durante tutto il ventennio, oltre a risultare, alla fine, abbastanza inverosimile, è proprio posto male.
L'autrice accumula pagine su pagine, ci riempie di dettagli inutili per poi vomitarci tutto addosso negli ultimi due capitoli, quasi si fosse resa conto di aver davvero esagerato.

Una cosa va detta: Katherine Webb sa scrivere e, nelle parti più storiche del romanzo dà il meglio di sé.
Ecco, la cosa che ho maggiormente riscontrato durante la lettura di questo libro è stata la voglia di saltare a piè pari tutto ciò che riguardava la narrazione moderna per potermi godere la storia di Caroline senza altre intromissioni.
Probabilmente, se la Webb si fosse limitata a quella parte del libro, ne sarebbe venuto fuori un romanzo migliore!

14 commenti:

  1. Lo sai, l' ho appena comprato. È ora ovviamente mi preoccupo... Sicuro gli darò la sua occasione e vediamo che ne esce fuori, ma quando si fatta di protagoniste senza cervello so già che urlerò una riga si e l'altra pure.

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    1. Per fortuna, la parte più storica vale tutto il prezzo del libro!

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  2. Eppure c'erano tutti i presupposti, dalla copertina, al titolo, alla trama, che mi hanno tanto ricordato la Morton. Peccato, su due piedi lo avrei acquistato, ma la tua recensione mi ha illuminata. Forse potrò dargli una possibilità ma più in là, si intende!

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    1. È uno di quei libro che non mi sento di sconsigliare in maniera drastica, ma se devi spendere dei soldi, in questo momento, c'è sicuramente di meglio in giro!

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  3. Carissima, della Webb ho un altro libro, lo stesso che possiedi anche tu "Una canzone quasi dimenticata". Sono felice di sapere che sa scrivere, ma adesso, vista la mole, ho paura che si dilunghi inutilmente. Sicuramente non comprerò questo libro, per quanto il voto sia discreto...mi dedico ad altro :-)
    Baci baci

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    1. Magari più in là potremmo leggerlo assieme quel libro, che dici?

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  4. Anche a me la parte ambientata nel presente non era piaciuta. Una canzona quasi dimenticata, l'altro romanzo dell'autrice, mi è, in generale, piaciuto di più.

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    1. Leggerò anche quello prima o poi, Tessa!

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  5. Ciao Laura, sempre molto schiette le tue recensioni! La cover devo dire ha per un attimo catturato la mia attenzione, ma dopo le tue parole passo...ho tanto da leggere che una lettura "incerta" non fa il mio caso, almeno per ora!

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    1. È stata proprio la cover che mi aveva fatto prendere in mano questo romanzo, ormai qualche anno fa. Anche la sinossi, c'è da dirlo, conquista!

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  6. A me non era dispiaciuto, ma niente di memorabile tanto che il secondo libro non l'ho acquistato.
    Un saluto da lea

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    1. Io, invece, il secondo l'ho acquistato già da parecchio tempo, quindi prima o poi toccherà anche a lui!

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  7. Oddiooooo! questo libro lo avevo puntato già da un pò ma ero sempre dubbiosa se prenderlo o meno... penso che aspetterà ancora un altro pò :P un abbraccio Maria

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    1. Ecco, magari aspetta di trovarlo in economica!

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