Enter your keyword

mercoledì 29 luglio 2015

Recensione “Affari di famiglia” di Francesco Muzzopappa–Fazi Editore

By On luglio 29, 2015
affari di famigliaSINOSSI

Algida, sarcastica e decisamente snob, la contessa Maria Vittoria dal Pozzo della Cisterna, discendente diretta dell’ultimo grande casato torinese, potrebbe trascorrere le sue giornate addentando deliziose frolle fresche di pasticceria e sorseggiando coppe di champagne millesimato. Si ritrova invece a mangiare Gocciole e pessimo gelato da discount per colpa di una crisi economica che ha colpito persino la sua famiglia, costringendola a vendere proprietà, pignorare mobili e decimare il personale. A servizio, ormai, è rimasto solo Orlando, maggiordomo con la forte passione per le poesie di William Blake, devoto e sempre presente. Nel momento in cui un’intera generazione di trentenni cerca di rottamare la gerontocrazia al potere, Emanuele, il figlio della contessa, tanto bello quanto cretino, concorre a prosciugare il misero conto in banca di famiglia portando il casato al collasso. Prossima ormai alla bancarotta, Maria Vittoria decide di salvare il suo patrimonio e la sua villa. Per riuscirci è disposta a tutto, persino a organizzare un sequestro di persona. Il suo.

TITOLO: Affari di famiglia
AUTORE: Francesco Muzzopappa
EDITORE: Fazi
DATA DI PUBBLICAZIONE: 12 giugno 2014
PAGINE:
220ISBN: 9788864118734

TRAMA 6
PERSONAGGI 7
STILE 8
INCIPIT 7
FINALE 5
COPERTINA 5


Discretamente Libridinoso

1757 Letto in 2 ore

lunedì 27 luglio 2015

Recensione “Il telefono senza fili” di Marco Malvaldi–Sellerio

By On luglio 27, 2015
il telefono senza filiSINOSSI

«“Ora, Ampelio, secondo lei io mi metto a parlare del caso qui, al bar, di fronte a tutto il paese?”. “Come, tutto il paese? Ci siamo solo noi quattro”. “Appunto” confermò la commissaria». Ma in realtà tra la giovane commissaria Alice Martelli e i quattro vecchietti del BarLume s’è creato un feeling operativo. Il pettegolezzo come sistema investigativo trova una riconosciuta efficacia.
È successo che Vanessa Benedetti è scomparsa. Venuta da fuori, dalla «lontana» Umbria, gestisce col marito Gianfranco, da cui ha divorziato per motivi fiscali, uno zoppicante agriturismo. Un giorno ordina chili e chili di carne, ma i tedeschi suoi ospiti pranzano regolarmente al Bocacito, il ristorante di uno dei pensionati. Poi svanisce nel nulla. Questo basta ai vecchietti per saltare al thriller: Vanessa uccisa dal marito che si è liberato del corpo. Tutte farneticazioni di anziani perdigiorno? A moltiplicare le ipotesi infinite che rimbombano nel BarLume, spunta una svolta imprevista. Atlante il Luminoso, un cartomante di successo, che aveva pronunciato da una televisione privata la sua preveggente verità sul caso Vanessa, viene ritrovato cadavere. Assassinio o suicidio?
Nonostante la canicola a Pineta, i vecchietti del BarLume, con l’interprete investigativo delle loro maldicenze Massimo il barrista, sono in forma smagliante per dissolvere ogni dubbio, con l’arma della battuta letale e della rissa verbale, nel loro nuovo mistero.
Nella pagina di Marco Malvaldi la raffica di battute in un italiano vernacolare che da solo ha effetto esilarante, la quantità di personaggi che ci appaiono come maschere grottesche e vere, l’imbroglio delle situazioni basate sull’equivoco, si fondono in un equilibrio tra comico e poliziesco che ha evidenti radici antiche nella commedia italiana; e che contemporaneamente è capace di affondare l’artiglio del sarcasmo nel costume dei nostri tempi.
TITOLO: Il telefono senza fili
AUTORE: Marco Malvaldi
EDITORE: Sellerio
DATA DI PUBBLICAZIONE: 25 settembre 2014
PAGINE: 209
ISBN: 9788838932281

TRAMA 8
PERSONAGGI 9
STILE 9
INCIPIT 8
FINALE 9
COPERTINA 7


Piacere Libridinoso ... e mezzo!
1757 Letto in 2 giorni

sabato 25 luglio 2015

Recensione “Il mondo di Belle” di Kathleen Grissom–Neri Pozza

By On luglio 25, 2015
il mondo di belleSINOSSI

Un’enorme dimora, rivestita di assicelle bianche e avvolta da glicini in fiore: così la casa del capitano James Pyke appare allo sguardo infantile di Lavinia McCarten, la mattina d’aprile del 1791 in cui la piccola irlandese mette per la prima volta piede in Virginia. Pyke, un uomo dalla corporatura imponente, i capelli grigi legati dietro la nuca e rughe profonde che gli solcano il viso segnato dal sole, ha raccolto la bambina dalla sua nave, appena approdata in America dopo la lunga traversata oceanica, e l’ha portata con sé per destinarla alle cucine della sua piantagione. Un modo come un altro per passare all’incasso del debito per la traversata, che i genitori di Lavinia, morti durante la navigazione, non hanno avuto la buona sorte di saldare.
Stremata e debilitata, la bambina viene accolta nelle cucine della piantagione dalla famiglia di schiavi neri che vi lavorano: una piccola, operosa comunità composta da Mamma Mae, una donna dalla stazza possente che, con una pipa perennemente tra i denti, le concede subito la benedizione del suo sorriso; Papà George, un gigantesco orso bruno; Dory, Fanny e Beattie, le figlie; Ben, il figlio maschio, più grosso ancora del padre e dalla risata irresistibile e cristallina. Un mondo guidato da una responsabile delle cucine dai grandi occhi verdi e dai capelli neri e lucidi: Belle, un’attraente ragazza di diciotto anni. Frutto di un capriccio clandestino del capitano con una delle sue schiave nere, Belle è stata allontanata dalla casa padronale, finendo nelle cucine, il giorno in cui il capitano si è presentato nella piantagione con Martha, una moglie più giovane di lui di venti anni.
Adottata dalla famiglia di Mamma Mae e maternamente accudita da Belle, Lavinia cresce come una servetta bianca ignara dell’abisso che separa la casa padronale dall’universo delle cucine.
Finché è una bambina, Belle le cela opportunamente le verità del suo mondo: l’ambiguo rapporto che la lega al capitano padre-padrone, la dipendenza di Martha dal laudano, le punizioni inferte da Rankin, il sorvegliante violento e razzista, l’odio che il fratellastro Marshall nutre per lei. Le tace opportunamente che in Virginia chiunque abbia la pelle nera può essere picchiato, violentato, venduto e torturato nello stesso tempo.
Non può fare nulla, tuttavia, quando Lavinia, cresciuta, si allontana dal suo mondo per ricongiungersi al mondo dei bianchi cui appartiene e per fare poi ritorno nella grande casa in compagnia di Marshall, il nuovo padrone divenuto nel frattempo un giovane bello e affascinante. Allora i vecchi legami sembrano distrutti, e le verità a lungo nascoste messe pericolosamente a nudo.

TITOLO: Il mondo di BelleThe Kitchen House
AUTORE: Kathleen Grissom
TITOLO ORIGINALE: The kitchen house
TRADUZIONE A CURA DI: Chiara Brovelli
EDITORE: Neri Pozza
DATA DI PUBBLICAZIONE: 2013
PAGINE: 416
ISBN: 9788854507005

TRAMA 9
PERSONAGGI 9
STILE 9
INCIPIT 9
FINALE 10
COPERTINA 10


Piacere Libridinoso ... e mezzo

1757 Letto in 5 giorni

venerdì 24 luglio 2015

Ti consiglio un libro #4–Ti Sconsiglio un libro con una bella copertina, ma che poi non mi è piaciuto

By On luglio 24, 2015


Quarta puntata e primo Sconsiglio! Perché è facile consigliare bei libri, ma sappiamo anche che, nella vita di noi lettori, di fregature ce ne capitano tante! Soprattutto quando ci lasciamo ammaliare da una bella copertina, di quelle che, appena entrati in libreria, catturano il nostro sguardo e noi, ammaliate come principesse davanti al proprio principe, ci lasciamo fregare: non leggiamo la sinossi, ce ne freghiamo se conosciamo l’autore e andiamo dritte dritte alla cassa! Ecco, oggi abbiamo deciso di sconsigliarvi un libro che ci ha conquistate con la sua bella copertina e che poi si è rivelato una delusione cocente.

IL MIO SCONSIGLIO
La nonna a 1000°

Titolo: La nonna a 1000°
Autore: Hallgrìmur Helgason
Casa Editrice: Mondadori
Pagine: 580
Prezzo: 18.00 €





Ecco, questo libro è l’esempio lampante di una copertina che conquista: un po’ anni Sessanta, una nonnina sprint, quel macinino che conquista, colori sgargianti... e un libro che è una fregatura colossale: nessuna storia, nessuno stile, il nulla assoluto. Di bello, copertina a parte, c’è solo la sinossi!
E come sempre, vi invito a leggere gli Sconsigli di Dany, Laura e Salvia.

martedì 21 luglio 2015

Recensione “I misteri di Chalk Hill” di Susanne Goga–Giunti Editore

By On luglio 21, 2015
i misteri di chalk hillSINOSSI

Quando Charlotte vi approda per la prima volta e si trova davanti alla splendida tenuta di Chalk Hill rimane senza fiato: l’imponente villa, sormontata da una torretta e circondata da alberi secolari, è il luogo più affascinante che abbia mai visto. Qui potrà finalmente iniziare una nuova vita, dopo aver lasciato Berlino a causa di uno scandalo che ha compromesso la sua reputazione di istitutrice.
Chiamata a occuparsi della piccola Emily, Charlotte si rende subito conto che una strana atmosfera di mistero aleggia sulla casa: la quiete è quasi irreale, il papà di Emily è gelido e altezzoso, la bambina è tormentata ogni notte da terribili incubi e dice di vedere la madre, scomparsa un anno prima in circostanze misteriose.
L’affetto per Emily spinge Charlotte a voler capire cosa stia succedendo a Chalk Hill, ma nessuno dei domestici osa rompere il silenzio imposto dal vedovo sulla morte di Lady Ellen. Solo con l’aiuto dell’affascinante giornalista Thomas Ashdown, Charlotte si avvicina alla verità, una verità sconvolgente, ben sepolta tra il mistero e il romanticismo di quelle antiche mura.

TITOLO: I misteri di Chalk Hill Der verbotene Fluss
AUTORE: Susanne GogaTITOLO ORIGINALE: Der vobetene fluss
TRADUZIONE A CURA DI: 

Lucia Ferrantini
EDITORE: Giunti
DATA DI PUBBLICAZIONE: 

6 maggio 2015
PAGINE: 416ISBN: 
9788809798715

TRAMA 4
PERSONAGGI 5
STILE 7
INCIPIT 8
FINALE 6
COPERTINA 6


Delusione Libridinosa ... e mezzo
1757 Letto in 5 giorni

lunedì 20 luglio 2015

Lettura Geograficamente Sparpagliata #3: “I misteri di Chalk Hill” di Susanne Goga

By On luglio 20, 2015
Buongiorno, come state? Dopo un mese siamo tornate attive e vi proponiamo un'altra puntata della nostra rubrica condivisa. Cosa sono le "Letture Geograficamente Sparpagliate"? Una volta al mese scegliamo/estraiamo un libro che più o meno potrebbe interessare tutte o quasi, scriviamo una piccola recensione e la pubblichiamo in un unico post, in modo che voi lettori possiate avere tanti pareri al prezzo di uno.

Anche questo mese abbiamo una comunicazione di servizio da darvi prima di cominciare: Stefania del blog "La ragazza che annusava i libri" per motivi personali non parteciperà più a questa iniziativa ed è per questo che da oggi in avanti non troverete più il suo parere nei post delle Letture geograficamente sparpagliate.

Ma torniamo al nostro libro: I Misteri di Chalk Hill.Abbiamo fatto una lista ( si, si ho scritto lista, siamo malate, almeno due di noi ne scrivono come se non ci fosse un domani),  scegliendo due libri a testa, abbiamo democraticamente votato e...ta daaaaa!!!! È uscito questo titolo, il secondo romanzo storico della rubrica.
Non è stato un successone, nessuna blogger ha assegnato il voto più alto, qualcuna l'ha apprezzato di più mentre un'altra l'ha proprio detestato. Insomma, il libro della vita è un'altra cosa.
Ah, dimenticavo, questa è l'ultima puntata prima della pausa estiva, perché ad agosto andiamo in vacanza anche noi! A settembre torniamo, tranquilli, ma ci sarà qualche piccolo cambiamento e strada facendo vi daremo degli indizi, fino a svelarvi la novità.

Adesso però vi lasciamo leggere in santa pace, ma soprattutto siamo curiose di scoprire che effetto vi ha fatto questo libro oppure se avete intenzione di leggerlo durante questa afosa estate.

i misteri di chalk hill
Titolo: I Misteri di Chalk Hill
Autore: Susanne Goga
Casa Editrice: Giunti
Pagine: 416
Prezzo: 12,00€
Anno: 2015

Sinossi: Un romanzo storico pieno di mistero e romanticismo. Atmosfere vittoriane per una storia ambientata nella campagna inglese che unisce brivido e sentimento in un crescendo di suspense e colpi di scena. I misteri di Chalk Hill Susanne Goga riesce a fondere due generi letterari, il thriller e il romanzo storico collocando l'intera vicenda sulle colline del Surrey alla fine dell'Ottocento. Quando Charlotte vi approda per la prima volta e si trova davanti alla splendida tenuta di Chalk Hill rimane senza fiato: l’imponente villa, sormontata da una torretta e circondata da alberi secolari, è il luogo più affascinante che abbia mai visto. Qui potrà finalmente iniziare una nuova vita, dopo aver lasciato Berlino a causa di uno scandalo che ha compromesso la sua reputazione di istitutrice.
Chiamata a occuparsi della piccola Emily, Charlotte si rende subito conto che una strana atmosfera di mistero aleggia sulla casa: la quiete è quasi irreale, il papà di Emily è gelido e altezzoso, la bambina è tormentata ogni notte da terribili incubi e dice di vedere la madre, scomparsa un anno prima in circostanze misteriose.
L’affetto per Emily spinge Charlotte a voler capire cosa stia succedendo a Chalk Hill, ma nessuno dei domestici osa rompere il silenzio imposto dal vedovo sulla morte di Lady Ellen. Solo con l’aiuto dell’affascinante giornalista Thomas Ashdown, Charlotte si avvicina alla verità, una verità sconvolgente, ben sepolta tra il mistero e il romanticismo di quelle antiche mura.



Salvia: Desperate Bookswife









Cosa dire...che mi vergogno? Certamente. Non per il voto, ma per non essere riuscita a portare a termine questa lettura. Partiamo da un punto fermo: io adoro Jane Austen. Ecco, vi ho detto tutto. L'autrice sembra aver preso spunto dai grandi classici britannici , forse però si è fatta prendere troppo la mano. La Goga non scrive male, però le consiglierei di lasciar stare, magari di dedicarsi ad un argomento contemporaneo, perché le capacità di scrittura ci sono, almeno quelle. Ho trovato tutto molto forzato, argomenti e situazioni già lette, tutti i personaggi mi hanno infastidita, l'istitutrice tedesca poi, non ne parliamo, impicciona, autoritaria, convinta di conoscere il mondo e tutte le sue sfaccettature. Voi potreste rimproverarmi per il fatto di non averlo terminato, ma non l'ho abbandonato al 20% ma bensì al 76%, e credo che sia ancora più grave arrivare quasi alla fine di una storia e non aver voglia di scoprirne l'epilogo. E' un sintomo molto molto grave, se fossimo in pronto soccorso, sarebbe un codice rosso!
Detto questo...mi dispiace, ma questa lettura non posso proprio consigliarvela.




Dany: Un libro per amico






Un libro strano questo, iniziato con lo slancio di una trama intrigante, piaciuto durante tutta la lettura ma ma non ha mai spiccato il volo; non ha mai tirato fuori quel particolare in più che lo facesse diventare IL libro.
Ottimo lo stile di scrittura di questa autrice che non conoscevo anche se diversi sono stati i difetti che hanno purtroppo portato ad abbassare il mio giudizio.
Troppe volte durante la lettura - ma troppe, troppe, troppe - ho pensato ci fossero moltissime somiglianze con Jane Eyre, un classico intramontabile che ho adorato e che credo sia difficile superare. Questo mi ha portato a fare paragoni che di sicuro non hanno aiutato.
Altra nota negativa è il finale, che avevo già capito da molto prima di far scorrere sul mio kindle l'ultima pagina.
Inoltre spesso, durante la lettura, ho notato dei salti improvvisi di luogo, argomento, tempo che non so se sono frutto della traduzione o se è una scelta dell'autrice - scelta che personalmente non condivido.
Dalla sua però ha dei personaggi molto ben delineati, un'ambientazione storica impeccabile e uno stile scorrevole e mai pesante.
Insomma niente di speciale ma neanche un libro che sconsiglio. Una lettura piacevole senza troppe pretese!
Laura: La Libridinosa







La pesantezza! Ecco se dovessi attribuire un titolo alternativo a questo romanzo, direi proprio "la pesantezza". Me lo sono trascinata dietro per quasi una settimana, ogni alternativa alla lettura era presa come un barlume di luce.
I personaggi sono odiosi, non sono mai riusciti a suscitare in me un minimo di empatia o di solidarietà.
Per una buona metà, sembra di leggere una scopiazzatura (fatta male) di Jane Austen. L'unica nota positiva, se tale vogliamo definirla, è che l'autrice sa scrivere bene. Ma da qui a dire che si tratti di un bel libro, sinceramente, ce ne passa.
Io diffido quasi sempre dei titoli editi da Giunti e mi sono lasciata tentare solo perché si trattava del libro scelto per la Lettura Sparpagliata.  Sinceramente, dopo l'ennesima cantonata, non credo che mi riavvicinerò più a qualcosa di loro.
Cuore: Il Cuore in un libro
 






Io che non amo i romanzi storici, nelle votazioni di gruppo, per decidere la nuova lettura sparpagliata, con una furbizia che mi contraddistingue, per la seconda volta ho dato il mio voto proprio a questo genere...non ridete per favore, mi sono già picchiata sulle mani da sola!
Però devo dire che  I misteri di Chalk Hill, mi rimarrà nel cuore a modo suo, non per lo stile, né per il mistero, ma perché mi sono innamorata dell'affascinante Thomas Ashdown, il critico teatrale che con ironia e padronanza infligge con la sua "penna-stiletto", un giudizio ad opere e libri.
Mi sono affezionata subito anche a Charlotte, l'istitutrice tedesca che vuole subito imporsi e curiosare tra le faccende della famiglia Clayworth; bella l'ambientazione, descritta in modo semplice ma preciso, che mette a proprio agio anche il lettore più moderno.
Discreto lo stile scorrevole, anche se, troppo di questa epoca per il genere.
E il mistero? Anche io che non sono una svegliona, ho intuito troppo presto dove la storia andava a parare, ma l'ho trovata comunque una lettura piacevole anche se abbastanza scontata.
Alla prossima lettori!
Laura: La biblioteca di Eliza






I Misteri di Chalk Hill non è un romanzo particolarmente romantico o inquietante, come invece la fascetta ci dice. E’ un bel romanzo, con una trama che mi ha intrattenuta e un’atmosfera che mi ha conquistato. Datemi una dimora inglese, misteriosa, cupa, un mistero e mi farete felice. Ma proprio qui sta il problema di questo libro. Se l’ambientazione e il clima che si respira in ogni pagina mi hanno fatto venire gli occhi a cuoricino, il mistero un po’ delude. Diciamocelo: si intuisce a metà libro cosa c’è dietro a questi strani eventi. E questo non è bene.
Ma la grossa pecca di questo romanzo è per me quella saputella della sua protagonista, Charlotte-so-tutto-io. Proprio antipatica sta donna! E anche un bel po’ impicciona, o almeno questa è la sensazione che mi ha dato.
Lo consiglierei? Si, ma attenzione, vi devono piacere le atmosfere un po’ decadenti, il boschi oscuri e intricati, le regole di una società d’altri tempi. Insomma vi deve piacere il genere, altrimenti diventa un incubo!
 
Alla prossima Lettura Sparpagliata, ma sopratutto non dimenticate di farci conoscere il vostro parere!
Salvia, Dany, Laura, Cuore e Laura


















giovedì 16 luglio 2015

Recensione “A casa di Jo il caffè non finisce mai” di Rosa Gargiulo–Isola Editrice

By On luglio 16, 2015
a casa di jo il caffè non finisce maiSINOSSI

Sei donne che, tra pouf cuscini e caffè, si ritrovano ogni sabato ‘a casa di Jo’, per sciogliere i nodi più vecchi del loro tappeto, per ricostruirne la trama e riscrivere la storia di giorni andati cercando un senso nuovo, una giustificazione che possa dare tregua ai pensieri e alle amarezze.
Donne incontenibili, che del mondo conservano negli occhi i paesaggi che si dilatano quando l’aereo decolla. Donne che cercano una forza nuova, un coraggio che credevano di non avere. E pazienza per gli errori, le sviste, le delusioni, che “… se non ci fossero, non avremmo vissuto”.
Vite che rischiano di affondare, ma che si ritrovano poi al largo, sole, abbracciate al coraggio e alla delusione, ma salve e libere. Occhi che vivono a colori, ritrovando se stessi tra le onde di un nuovo arcobaleno su cui navigare.
Donne che hanno accompagnato l“Io devo” e “Io posso” con un un nuovo alleato: “Io voglio”.
Donne partite molte volte ancora, sulla pelle la carezza dello scirocco, a cercare conchiglie e sabbia scura, calda di sole.
E, sulle labbra, il sapore del caffè…

TITOLO: A casa di Jo il caffè non finisce mai
AUTORE: Rosa Gargiulo
EDITORE: Isola Editrice
DATA DI PUBBLICAZIONE: 2014
PAGINE: 145

TRAMA 7
PERSONAGGI 7
STILE 8
INCIPIT 8
FINALE 8
COPERTINA 7


Piacere Libridinoso e mezzo!

1757 Letto in 2 ore

martedì 14 luglio 2015

Chiacchiere tra Laura&Laura (con ospite) #4–Sei lepre o tartaruga?

By On luglio 14, 2015

Bentornati lettori! Quarta puntata delle Chiacchiere e, anche questa volta, abbiamo un ospite: si tratta di Dany del blog Un libro per amico, che è colei che ci ha ispirato questo argomento!
Una delle più grandi dispute tra lettori è quella tra chi legge velocemente, divorando libri su libri e chi, invece, i libri li assapora pian piano, pagina dopo pagina, impiegano intere settimane per finirne uno. Quindi, la domanda che ci e vi poniamo questa volta è

siete lepri o tartarughe?

unnamed2
Per prima cosa vorrei ringraziare le mie amiche chiacchierone per avermi invitata in questa puntata della loro strepitosa e divertentissima rubrica.
Lepre o tartaruga? Mamma mia che domanda difficile! Una lepre tartarugosa si può? No??? Allora una tartaruga leprosa? ahahahahahah
Va bene, va bene, torno seria!
Non mi considero velocissima nella lettura infatti se guardo la media mensile o annuale dei libri che riesco a leggere sono molto, molto meno numerose delle mie carissime amiche Laura & Laura.
Pensate che a volte il mio Kindle quando tiene il tempo mancante alla fine del capitolo o alla fine del libro lo aumenta con il passare delle pagine invece che diminuirlo e questa non è per niente una cosa di cui vado fiera.
Quindi forse dovrei definirmi tartaruga e invece no!
Diciamo che assomiglio molto di più ad uno struzzo. Avete presente quell'uccello che sembra apparentemente tanto calmo e pacifico mentre passeggia beatamente nel suo abitat, con una calma quasi inquietante, e poi, ad un certo punto, succede qualcosa e si mette a correre come una saetta? Ecco, quando leggo io sono un po' così: spesso lenta e distratta dal mondo che mi circonda fino a quando non decido che un libro è da troppo tempo nelle mie mani e metto il turbo, leggendo magari in qualche ora quello che precedentemente ho letto in una settimana.
Ecco sì, sono proprio uno struzzo!!!! ;)

11310903_481643671983938_2122320229_n
Eh amici lettori, vi siete spaventati?? Pensate che mettiamo su uno zoo? Che poi, tra me e Laura ad animali in casa non si scherza. No no! Questo 4 appuntamento della nostra rubrica chiacchierona viene dritto dritto dalla nostra ospite Daniela. Nella lettura siete lepre o tartaruga? Leggete veloci accumulando libri su libri o per voi ogni libro è sacro, quindi pochi, piano piano, con gusto?
Io sono una lepre in vacanza (pure loro si meritano un po’ di riposo!). I mesi autunnali e invernali sono per me i periodi ideali per leggere, complice il freddo e magari un po’ di pioggia mi accoccolo sul divano con un bella copertina e leggo come se non ci fosse un domani. E leggo leggo leggo! La mia pila precaria di libri si riduce velocemente… e altrettanto velocemente provvedo a ricomporla!
L’estate invece il cervello mette fuori il cartello “chiuso per spolvero” e le mie letture si diradano: ogni pretesto è buono per una doccia, un gelato, un pisolino e quindi leggo poco e a volte mi trascino i libri per giorni.
Ok, ora sta a voi! partecipate alla nostra chiacchierata (thè freddo per tutti!) e fateci sapere se siete una morbida lepre o una rassicurante tartaruga!

unnamed3
Bene, abbiamo uno struzzo e una lepre in ferie.
Io non sono né lepre né tartaruga. Mi divido equamente tra gazzella e bradipo! Non fate quella faccia, lo so che l'animale più veloce in natura è il ghepardo, ma so anche che riesce a mantenere la velocità massima per poco tempo; la gazzella, invece, è veloce, lo è sempre e riesce anche a correre a zig-zag!
Ed è proprio ciò che faccio io nei mesi compresi tra settembre e maggio: sono una gazzella che zigzaga tra gli scaffali ogni libreria che mi capita sulla strada. E, ovviamente, leggo leggo leggo. Il freddo è il mio elemento, la pioggia il mio alter ego! Quindi, munita di coperta e tè caldo e in compagnia di un numero indefinito di animali, mi piazzo in poltrona e nessuno riesce a fermarmi!
D'estate, invece, mentre lepre-Laura chiude per spolvero, io mi trasformo in bradipo. Odio il caldo, odio sudare, mi va giù la pressione, svengo... insomma, fosse per me mi spiaggerei  davanti ad un climatizzatore acceso, berrei acqua ghiacciata dalla mattina alla sera e non farei nulla, assolutamente nulla per l'intera giornata.
E questo, ovviamente, influisce anche sulle mie letture, che diminuiscono di numero e, anche quei pochi libri che riesco a leggere, li porto avanti con fatica, trascinandomeli dietro per giorni interi sino al punto di diventare insofferente nei confronti di ciò che sto leggendo. Ecco, è questo il mio più grande problema: io non amo trascinarmi i libri... Io sono una di quelle persone che un libro ha bisogno di divorarlo; e quando non riesco a farlo, la storia mi sfugge e perdo il piacere della lettura. Quindi, per me essere gazzella è fondamentale!
Dite che dovrei trasferirmi? Eh? In Norvegia? In Finlandia? Quasi quasi... Lauraaaaaaa, vieni con me?
Bene, lettori, adesso tocca a voi dirci in quale animale vi identificate? Struzzi, lepri, gazzelle, bradipi...?





venerdì 10 luglio 2015

Ti consiglio un libro #3–Un libro il cui titolo ricordi una canzone

By On luglio 10, 2015

Buon venerdì lettori! Siete accaldati? State sudando? Siete in quella fase in cui aspettate l’inverno, come me e Laura? Oppure amate il caldo e ve ne state spiaggiati in riva al mare?
Noi oggi abbiamo deciso di buttarla in musica e quindi vi consiglieremo dei libri il cui titolo ricordi una canzone.

IL MIO CONSIGLIO



Titolo: Io che amo solo te
Autore: Luca Bianchini
Casa Editrice: Mondadori
Pagine: 262
Prezzo: 16.00 €






E lo so, sono banale. È quasi scontato inserire questo libro quando si parla di canzoni! Ma io, ormai penso che lo sappiate tutti, questo libro me lo porto proprio nel cuore! L’ho amato in ogni sua parte, in ogni suo personaggio, in ogni intreccio, ogni battuta, ogni lacrima e ogni sorriso!
E ho seguito, passo passo, Ninella e don Mimì, il loro amore e il loro ritrovarsi, proprio sulle note di questa canzone
Continuavano a non trovare la forza di guardarsi, e allora chiusero gli occhi, perché prima dovevano dirsi ciò che non si erano mai confessati. 
Io che amo solo te...
Ecco, per me questo libro è un tatuaggio sulla pelle, di quelli che, ogni volta che lo guardi, ti viene un sorriso che sgorga dal cuore!

E, come sempre, vi invito a gironzolare per gli altri blog per scoprire i consigli di Salvia, Laura e Dany!

lunedì 6 luglio 2015

Recensione “Qualcosa di vero” di Barbara Fiorio–Feltrinelli

By On luglio 06, 2015
qualcosa di veroSINOSSI

A rincasare ubriachi nel cuore della notte si rischia di inciampare in qualsiasi cosa: un gradino, i lacci delle scarpe, uno stuoino fuori posto. Ma se ti chiami Giulia, sei una pubblicitaria di successo e per te l’infanzia è solo una nicchia di mercato, puoi anche inciampare in una camicia da notte con una bambina dentro: Rebecca, la figlia della nuova vicina. Allora, tra i fumi dell’alcol, puoi persino decidere di ospitarla per una notte sul tuo divano. Salvo poi rimanere invischiata in sessioni di fiabe da raccontarle ogni volta che la madre, misteriosamente, non c’è. Da Cenerentola a Pollicino, da Raperonzolo alla Sirenetta, purché siano sempre le versioni originali: quelle di Perrault, dei Grimm e di Andersen, dove i ranocchi si trasformano in principi soltanto se li lanci contro un muro, e non sono certo i baci a risvegliare le più belle del reame. Se invece ti chiami Rebecca e sei arrivata da poco in città, puoi provare a conquistare i compagni di classe con le “fiabe vere”. Salvo poi imbatterti nelle temibili bimbe della Gilda del cerchietto, pronte a screditarti con le versioni edulcorate della Disney.
E forse, nonostante i tuoi nove anni, cercherai di far capire a Giulia, la tua amica del pianerottolo, che, anche se i principi azzurri nella realtà non esistono, l’uomo giusto a volte è più vicino di quanto si pensi. Ciò che ancora non sai è che la verità costa cara. E non solo perché certe cose è meglio non raccontarle, specie quando ci sono di mezzo i segreti degli adulti. Ma anche perché in ogni storia, persino in quelle più divertenti, si nasconde un mostro. E per sconfiggerlo le parole non bastano.
Per sconfiggerlo ci vuole qualcosa di vero.

TITOLO: Qualcosa di vero
AUTORE 
Barbara Fiorio
EDITORE Feltrinelli
DATA DI PUBBLICAZIONE: 8 aprile 2015
PAGINE: 256
ISBN: 9788807031359

TRAMA 9
PERSONAGGI 9
STILE 9
INCIPIT 9
FINALE 10
COPERTINA 10


Perfezione Libridinosa

1748Letto in 2 giorni

venerdì 3 luglio 2015

Recensione “Mistero a Villa del Lieto Tramonto” di Minna Lindgren–Sonzogno

By On luglio 03, 2015
mistero a villa del lietro tramontoSINOSSI

«Tic tac, tic tac, tic tac.» A Villa del Lieto Tramonto, ridente casa di riposo immersa nella foresta vicino a Helsinki, è l’ora del caffè e, come al solito, Irma e Siiri, due vivaci novantenni ospiti della residenza, amano trascorrere quel momento in perfetto relax. Dopo le partite a canasta, le lezioni di ginnastica dolce, il whiskino prescritto dal medico o le riunioni del gruppo per la memoria, un’oretta di svago ci vuole per scambiarsi ricordi di giovinezza o spettegolare sul funerale del giorno, che è pur sempre una festa e un avvenimento per curare il proprio look. Ma soprattutto, l’ora del caffè dà l’occasione per criticare il regolamento e l’incuria del personale specializzato, quello che fi gli e nipoti, per guarire i sensi di colpa, chiamano “servizi di eccellenza”. Per fortuna dalla Villa si può anche uscire, andare in giro in tram per rifarsi l’occhio con le bellezze della capitale finlandese, e così a Siiri, Irma e alla loro terza compagna, Anna-Liisa, capita di osservare, con bonario sarcasmo, le stranezze del mondo moderno che le circonda. A turbare la routine delle tre amiche è però un fatto terribile: la morte, in circostanze misteriose, del giovane cuoco, sempre gentile e pieno di allegria, accompagnata da una serie di episodi inquietanti che rivelano il lato sinistro di quel rifugio, ora non più così accogliente. Provette Miss Marple, Siiri, Irma e Anna-Liisa si trasformano in intraprendenti investigatrici per venire a capo degli enigmi nascosti tra le mura dell’amena residenza in un mistery arguto che tocca sapientemente le corde del giallo e della commedia, con un pizzico di suspense e molto, irresistibile, dark humor finlandese.

TITOLO: Mistero a Villa del Lieto Tramonto Kuolema Ehtoolehdossa
AUTORE: Minna Lindgren
TITOLO ORIGINALE: 

Kuolema Ehtoolehdossa
TRADUZIONE A CURA DI: 

Irene Sorrentino
EDITORE: Sonzogno
DATA DI PUBBLICAZIONE: 

2 luglio 2015
PAGINE: 284
ISBN:
9788845425998

trama 6
personaggi 6
stile 6
incipit 7
finale 7
copertina 6


Discretamente Libridinoso

1748 Letto in 3 giorni

mercoledì 1 luglio 2015

Novità nella Stanza Librosa Giugno 2015 + To Be Read Luglio 2015

By On luglio 01, 2015

Giugno, il mese del mio compleanno. E proprio questo giorno è stato protagonistaDSCN0872 incontrastato! Le LGS si sono riunite nella loro interezza e, per 48 ore, la provincia di Cremona ha tremato grazie alle nostre risate! È proprio un terremoto è stato protagonista in senso lato il giorno del mio compleanno. Il 21 giugno si è unita a noi la meravigliosa Loredana Limone, autrice dalla cui magica penna sono nati capolavori quali Borgo Propizio, E le stelle non stanno a guardare e il recentissimo Un terremo a Borgo Propizio. Loredana ci ha deliziate con la sua presenza, i suoi sorrisi e la gioia che il suo sguardo emana. Ci ha ammaliate con i suoi racconti, ma, soprattutto, ci ha accolte tra le sue braccia di mamma e ci ha fatte sentire speciali!
Il nostro incontro ha prodotto anche dei frutti (non fate quelle facce, mica ci siamo limitate a chiacchierare e mangiare... non sono credibile, vero?!). Ok, una cosina piccola piccola è nata ed è la pagina Facebook Ufficiale delle Lettrici Geograficamente Sparpagliate. Quindi, se vi va di scoprire quali iniziative stiamo preparando per voi, se volete seguirci più da vicino, se volete rendervi conto di quanto sceme siamo nella nostra quotidianità, cliccate MI PIACE e fatevi diventare il vostro incubo quotidiano!
E adesso passiamo alle cose serie e vediamo il riepilogo mensile!