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martedì 31 marzo 2015

Recensione "Quasi arzilli" di Simona Morani - Giunti

By On marzo 31, 2015
SINOSSI
Nello storico bar la Rambla, nel cuore dell’Appennino Reggiano, la mano di briscola è più triste del solito. Nemmeno i caffè alla sambuca di Elvis riescono a tirare su il morale. Ermenegildo infatti non ha lasciato solo una sedia vuota, ma anche un grande buco nel cuore dei suoi amici e uno spettro con cui fare i conti. Dopo la vecchiaia c’è la morte. E dopo la morte? Ognuno cerca di reagire a modo suo: Gino, soprannominato Apecar per via dello sgangherato mezzo con cui circola, non vuole abbandonare la guida nonostante no ci veda più e sia un autentico pericolo pubblico. Ettore non riesce a dormire e tutte le mattine, puntuale come un orologio, si presenta nello studio del dottor Minelli. Basilio, ex comandante della ventiseiesima Brigata Garibaldi, si scaglia contro il “nemico”, un ragazzo serbo che ha preso in gestione il negozio di frutta e verdura, appartenuto al caro Ermenegildo. Nel frattempo, però, sulla scombinata combriccola incombe un’ulteriore minaccia: Corrado, il nuovo agente della polizia municipale, sembra avere un’unica missione: spedire tutto il gruppo alla Villa dei Cipressi, la nuova casa di riposo che sta per essere inaugurata.

TITOLO: Quasi arzilli
AUTORE: Simona Morani
EDITORE: Giunti
DATA DI PUBBLICAZIONE: 18 marzo 2015
PAGINE: 176
CODICE ISBN: 9788809792333

TRAMA 5
PERSONAGGI 5
STILE 5
INCIPIT 6
FINALE 5
COPERTINA 7

Delusione Libridinosa

1748Letto in 2 ore


Quella appena trascorsa è stata una settimana particolarmente pesante, sia a livello personale che come blogger. Nel momento in cui scrivo questa recensione, munita di carta e penna, il mi pc ha esalato l’ultimo e definitivo respiro. E checché se ne dica, gestire un blog da un tablet è quasi impossibile. A questo si aggiungono una serie di letture fallimentari: dopo aver abbandonato, alla soglia della centesima pagina, Quattrocento di Susana Fortes, e aver incassato la delusione di Una brava ragazza Mary Kubica, mi sono rifugiata tra le (poche) pagine di questo libro di Simona Morani, sperando in una storia allegra, ilare, che riuscisse a farmi staccare la spina per qualche ora.
E invece…Invece mi sono ritrovata a leggere e sentire contemporaneamente il mio cervello che mi diceva: <>

Ecco, è proprio questo il punto: durante le due ore trascorse a leggere questo libricino, ho avuto costantemente l’impressione che la Morani volesse cavalcare l’onda del successo di Marco Malvaldi e della sua serie di romanzi ambienti al BarLume.
Gli ingredienti sono quelli, in fondo:
  1. un piccolo centro di provincia (Emilia Romagna invece che Toscana);
  2. un bar;
  3. un barista un po’ anomalo;
  4. un gruppo di vecchietti;
  5. molte battute in dialetto (romagnolo invece che livornese).
C’è anche il morto in questa storia, solo che invece che di omicidio, trattasi di morte naturale.
FINE. Non c’è una storia vera e propria. Ci sono i protagonisti, in questo caso gli anziani, e gli abitanti del paese che ruotano intorno a loro.
Superate le prime 50 pagine ho continuato a chiedermi: <>, sperando sempre in un guizzo della storia, in un colpo di genio dell’autrice che, purtroppo, non sono mai arrivati.

Leggere questa storia è stato come sfogliare un album fotografico di gente sconosciuta senza che qualcuno mi presentasse i protagonisti delle istantanee e mi raccontasse la loro storia.

sabato 28 marzo 2015

Recensione "Una brava ragazza" di Mary Kubica - Newton Compton

By On marzo 28, 2015
SINOSSI
Mia Dennett è figlia di un importante giudice di Chicago, ma ha scelto di condurre una vita semplice, lontana dai quartieri alti e dalla mondanità in cui è cresciuta. Una sera come tante, entra in un bar per incontrare il suo ragazzo, ma, all’ennesima buca di lui, Mia si lascia sedurre da un enigmatico sconosciuto dai modi gentili. Colin Thatcher- questo il vero nome del suo affascinante nuovo amico - sembra il tipo ideale con cui concedersi l’avventura di una notte. Peccato che si rivelerà il peggior errore della sua vita: Colin infatti è stato assoldato per rapirla. Ma quando Thatcher, invece di consegnare l’ostaggio, decide di tenere Mia con sé e di nasconderla in un remoto capanno del Minnesota, il piano prende una piega del tutto inaspettata. A Chicago, intanto, la madre di Mia e il detective Gabe Hoffman, incaricato delle indagini, sono disposti a tutto pur di ritrovare la ragazza, ma nessuno può prevedere le conseguenze che un evento tanto traumatico può avere su una famiglia apparentemente perfetta.

TITOLO: Una brava ragazza The Good Girl
AUTORE: Mary Kubica
TITOLO ORIGINALE: The good girl
TRADUZIONE A CURA DI: --
EDITORE: Newton Compton
DATA DI PUBBLICAZIONE: 8 gennaio 2015
PAGINE: 320
CODICE ISBN: 9788854175839

TRAMA 6
PERSONAGGI 5
STILE 5
INCIPIT 5
FINALE 5
COPERTINA 4


Delusione Libridinosa

1748 Letto in 3 giorni


TRE CARATTERISTICHE FONDAMENTALI CHE DEVE POSSEDERE UN THRILLER:
  1. tensione;
  2. colpi di scena;
  3. atmosfera
(ringrazio Daniela per la lista!)
Quando per leggere poco più di 300 pagine di un thriller impiego più di due giorni; quando mi addormento ogni 10 pagine; quando il solo pensiero di riprendere la lettura mi fa venire voglia di pulire i bagni di casa; quando i personaggi risultano più anonimi di una Barbie, allora quel thriller è un fallimento.
Ecco, a me questo libro ha suscitato esattamente queste emozioni: noia, svogliatezza, apatia.

Mia è la figlia ribelle del giudice John Dennett, padre assente, marito invisibile, uomo arrogante e spocchioso che, sin dal momento in cui l’autrice lo inserirà nella storia, susciterà la nostra antipatia.
Il giorno in cui Mia sparisce nel nulla e iniziano le doverose, Eve, la madre, si renderà improvvisamente conto che, tutto sommato, non sa nulla della vita di sua figlia.
In pieno stile fiera della banalità, l’ispettore che si occupa delle indagini si infatuerà della madre di Mia... che colpo di fantasia, eh?!
A metà libro avevo intuito il finale; a due terzi della lettura avevo carpito tutto il retroscena della storia.
Niente da fare. L’unica cosa che mi viene da dire di questo libro è che, al posto vostro, eviterei di leggerlo in treno: rischiereste di perdere la vostra fermata, colti da un colpo di sonno! Se, però, soffrite di insonnia, potrebbe essere un’ottima cura!

mercoledì 25 marzo 2015

Top five #18

By On marzo 25, 2015
Top five: in the world of Books è la rubrica creata da Stefania, La ragazza che annusava i libri.
Ogni settimana, Stefania ci propone una classifica inerente ai libri e al mondo che circonda questa nostra grande passione.

Questa settimana

5 hobby da bibliofilo
  1. Collezionare oggetti a tema librescoCiondoli, calzini, gioielli, segnalibri, borse da shopping, magliette, tazze... Tutto ciò che racchiude una frase, una citazione, il disegno di un libro, per noi è fonte di inaudito desiderio! Trascorriamo ore girando per il web, per negozi e mercatini alla ricerca di quell'oggetto particolare che dimostri al mondo la nostra passione per i libri!
  2. Navigare alla ricerca di nuovi lit-blogOrmai è risaputo che i lit-blog spopolano. Ne nascono ogni giorno di nuovi e anche se pochi superano lo scoglio dei primi difficili mesi di vita nel web, quelli che ci sono sono fonte inesauribile di spunti per le nostre letture! Così, quando non siamo impegnati a leggere i nostri amati libri, navighiamo per il web alla ricerca di quell'angolino perfetto che rispecchi i nostri gusti e, mannaggia, faccia crescere la nostra wish-list letteraria!
  3. Bere tèIo non riesco a fare a meno, nei miei lunghi pomeriggi dedicati alla lettura, di stringere una tazza di tè caldo tra le mani! Amo il tè e amo scoprirne nuove varietà e trovo che sia, in assoluto, la bevanda più adatta ad accompagnare la lettura di un buon libro.
  4. Partecipare a Gruppi di LetturaAnche in questo caso, il web ci viene in aiuto. Purtroppo, non sempre nella nostra quotidianità siamo circondati da lettori accaniti come noi. Quindi, nel magico mondo globale riusciamo a trovare amici che condividono il nostro amore per i libri e con cui possiamo organizzare gruppi di lettura che ci consentiranno di discutere e confrontarci sui libri che amiamo di più.
  5. Perderci tra gli scaffali di una libreriaCosa c'è di più magico che trascorrere qualche ora nella nostra libreria preferita? Quella in cui la libraia ci conosce talmente bene che sa che è persino inutile rivolgerci la parola mentre gironzoliamo tra gli scaffali e sbirciamo tra le pagine dei libri?

martedì 24 marzo 2015

Parole nel Cuore #5

By On marzo 24, 2015


di

Marco Malvaldi
PAGINA 78

Cliente entra al BarLume e saluta Massimo, il barrista, intento a leggere il suo libro.
- Buongiorno.
- Dipende.
- Come, scusi?
- Dipende dalle sue intenzioni. Se lei desidera semplicemente bere qualcosa di fresco e godersi l'ombra fuori, io potrei continuare a leggere tranquillamente ancora un po' e quindi continuerebbe ad essere un buon giorno almeno per un altro po'. Se d'altronde lei avesse intenzione di parlare del delitto Costa, questo mi costringerebbe a chiudere il libro e ciò rientrerebbe senza alcun dubbio nelle eventualità che io tendo a classificare come rotture di coglioni. Di conseguenza, il suo saluto mi apparirebbe palesemente ipocrita.

lunedì 23 marzo 2015

Recensione "L'invenzione delle ali" di Sue Monk Kidd–Mondadori

By On marzo 23, 2015

SINOSSI
Charleston, South Carolina, 1803. Quando per il suo undicesimo compleanno Sarah Grimké riceve in regalo dalla madre una schiava della sua stessa età di nome Hetty, cerca inutilmente di rifiutare quello che le regole vigenti impongono. Hetty anela alla libertà, soffoca tra le mura domestiche della ricca e privilegiata famiglia Grimké, vorrebbe fuggire lontano e Sarah promette di aiutarla. Come Hetty, anche lei è in qualche modo prigioniera di convenzioni e pregiudizi: in quanto donna non le viene permesso di realizzare il suo più grande desiderio, quello di diventare una giurista come il padre e i fratelli. Sarah sogna un mondo migliore, libero dalla schiavitù, che lei considera come un terribile abominio, e instaura con Hetty un rapporto speciale, insegnandole di nascosto a leggere e a scrivere nell'intento di aiutarla a emanciparsi.
Seguiamo così il rapporto difficile ma speciale tra una ricca ragazza bianca e la sua schiava nera e le loro vicende umane nel corso dei trentacinque anni, cui si aggiungono quelle della giovane sorella di Sarah, Nina, con la quale lei si batterà a favore dei diritti civili delle donne, dei più deboli e degli emarginati e contro la discriminazione razziale.
In questo splendido romanzo che celebra il potere dell'amicizia e della solidarietà al femminile, Sue Monk Kidd, autrice di culto negli Stati Uniti, evoca il mondo di contrasti scioccanti del profondo Sud, ispirandosi alla storia vera di due pioniere del femminismo americano, The Invention of Wingsdonne anticonformiste e coraggiose che in tempi difficili e contro tutto e tutti hanno intrapreso un arduo e doloroso percorso personale che le ha allontanate dal loro entourage e dalla loro famiglia per potere restare fedeli ai loro ideali di uguaglianza e libertà.
TITOLO: L'invenzione delle ali
TITOLO ORIGINALE:
The invention of wings
AUTORE: Sue Monk Kidd
TRADUZIONE A CURA DI:
Manuela Faimali
EDITORE: Mondadori
DATA DI PUBBLICAZIONE: 17 marzo 2015
PAGINE: 396
CODICE ISBN: 9788804650294
PREZZO: 20.00 €
E-BOOK: 8.99 €
TRAMA 8
PERSONAGGI 9
STILE 9
INCIPIT 8
FINALE 10
COPERTINA 9

Piacere Libridinoso ... e mezzo
1746 Letto in 4 giorni


Questo romanzo è basato sulla storia vera di Sarah ed Angelina Grimké.
Vissute agli inizi del XIX secolo a Charleston, nella Carolina del Sud, le due sorelle si contraddistinsero per la loro mentalità liberale e per l'assidua lotta che intrapresero contro la schiavitù.
Figlie del giudice John Grimké, che operava presso la Corte Suprema della Carolina, le due donne furono pioniere dei diritti razziali per le persone di colore e dell'emancipazione femminile, creando non poco scalpore con i loro discorsi pubblici.

La storia che Sue Monk Kidd ci racconta vede Sarah, appena undicenne, ricevere come dono di compleanno Hattie, detta Monella, sua coetanea, come schiava personale.
Davanti a tutti, Sarah rifiuterà questo dono, mettendo in notevole imbarazzo la dispotica madre.
Sin da subito, Sarah cercherà di rendere Hattie una persona libera, scontrandosi con l'ostracismo di tutti i componenti delal sua famiglia, non ultimo quel padre tanto amato, che predica bene e razzola male.
Sarah insegnerà a Monella a leggere e a scrivere e, quando verrà scoperta, le sarà vietato di continuare a farlo e, soprattutto, le sarà vietato l'accesso alla biblioteca di casa, luogo in cui lei si rifugiava nei momenti di tristezza.
In quel momento, Sarah si rende conto che la vita delle donne della sua epoca deve seguire un binario già tracciato e che questo non include le ambizioni personali.
01b4c498898af0632f42f553f91b00535e55b89601Quando Sarah ha 13 anni, la madre dà alla luce Angelina, di cui Sarah sarà madrina e nume tutelare. Tra varie vicissitudini, che porteranno Sarah ad allontanarsi da casa per periodi più o meno brevi, la donna deciderà di abbandonare la sua religione per convertirsi al Quaccherismo e adottare l'idea abolizionista relativamente alla schiavitù che contraddistingue il pensiero quacchero.

Questo libro ci racconta la storia del doppio punto di vista di Sarah e di Monella, in una perfetta alternanza della narrazione.
Seguiremo così la loro storia per più di un trentennio ed assisteremo all'evoluzione del loro rapporto sino allo stupefacente epilogo finale!

Questo è un romanzo che mi ha catturata sin dalle prime righe, che mi ha fatto pensare a quanto l'essere umano possa essere crudele, ma anche stupido.
Se avete amato The Help, non potrete non amare questo romanzo.
Perché 4 e mezzo e non 5? Perché anche in questo caso, come ne L'ultima fuggitiva, le trapunte la fanno spesso da padrona!

giovedì 19 marzo 2015

In libreria #35

By On marzo 19, 2015


Charleston, Sud Carolina, 1803. Quando per il suo undicesimo compleanno Sarah Grimké riceve in regalo dalla madre una schiava della sua stessa età di nome Hetty, cerca inutilmente di rifiutare quello che le regole vigenti impongono. Hetty anela alla libertà, soffoca tra le mura domestiche della ricca e privilegiata famiglia Grimké, vorrebbe fuggire lontano e Sarah promette di aiutarla. Come Hetty, anche lei è in qualche modo prigioniera di convenzioni e pregiudizi: in quanto donna non le viene permesso di realizzare il suo più grande desiderio, quello di diventare una giurista come il padre ei fratelli. Sarah sogna un mondo migliore, libero dalla schiavitù, che lei considera come un terribile abominio, e instaura con Hetty un rapporto speciale, insegnandole di nascosto a leggere e a scrivere nell'intento di aiutarla a emanciparsi. Seguiamo così il rapporto difficile ma speciale tra una ricca ragazza bianca e la sua schiava nera e le loro vicende  umane nel corso di trentacinque anni, cui si aggiungono quelle della giovane sorella di Sarah, Nina, con la quale lei si batterà a favore dei diritti civili delle donne, dei più deboli e degli emarginati e contro la discriminazione razziale. In questo splendido romanzo che celebra il potere dell'amicizia e della solidarietà al femminile, Sue Monk Kidd, autrice di culto degli Stati Uniti, evoca il mondo di contrasti scioccanti del profondo Sud, ispirandosi alla storia vera di due pioniere del femminismo americano, donne anticonformiste e coraggiose che in tempi difficili e contro tutto e tutti hanno intrapreso un arduo e doloroso percorso personale che le ha allontanate del loro entourage e dalla loro famiglia per potere restare fedeli ai loro ideali di uguaglianza e libertà.


Scheda libro
Titolo: L'invenzione delle ali
Autore: Sue Monk Kidd
Casa editrice: Mondadori
Data di pubblicazione: 17 marzo 2015
Pagine: 396
Prezzo: 20.00 €


Se è vero che ogni famiglia infelice lo è a suo modo, quella di Miriam e Sebastiano appare dal di fuori normalmente infelice: tra loro qualche discussione, la frustrazione di fondo per una modesta vita borghese, a volte liti furiose seguite da silenzi davanti (quanto possano essere devastanti i silenzi, Miriam lo impara preso a sue spese); poi, finalmente, la sospirata riappacificazione. Sebastiano la porta fuori a cena, le regala un oggetto desiderato o un viaggio. A Miriam questo basta per andare avanti senza porsi domande. Ma a poco a poco la vera natura di Sebastiano viene a galla. Se Miriam lo contraddice e cerca di farsi valere, lui risponde ignorandola, ostile, fino a che lei sente la propria volontà assottigliarsi e cede, scusandosi. Ai silenzi subentrano ben presto le parolacce, le offese, i pugni gonfi di lui che minacciano, che fanno paura, l'umiliazione di un possibile tradimento. Miriam subisce e perdona perché si sente colpevole: in fin dei conti è Sebastiano che la mantiene, che l'ha preferita a sua sorella Sara – l'eterna rivale – lui che l'ha resa madre. Ma quando resta sola col piccolo Teodoro e deve lottare contro il cumulo delle incombenze quotidiane e soprattutto contro il bisogno di sonno che la tortura, ecco che i suoi fantasmi ritornano, facendola sentire ancora una volta non all'altezza. Fino a quando un avvenimento imprevisto la aiuterà a risalire dagli inferi e a riscattarsi. Cynthia Collu scrive pagine tenerissime e angosciose, piene di vita e di autenticità, in cui la speranza sta nascosta nelle pieghe della voce di una donna che non si arrende all'onda dei propri pensieri distruttivi, svalutanti e umiliati. Questo romanzo mette in scena con straordinaria forza la "normalità" della violenza familiare, quella più sottile e strisciante, che confina donne di ogni ceto sociale e luogo del mondo in una subalternità vischiosa e terribile. Miriam potrà risalire dal suo inconfessabile inferno solo quando riuscirà a guardarsi con occhi nuovi, a ritrovare l'autostima che – come lei – tante hanno smarrito: ad ammettere che avere voluto la felicità e la vita non è una colpa, ma la più grande e potente risorsa femminile.

Scheda libro
Titolo: Sono io che l'ho volutoAutore: Cinthya Collu
Casa editrice: Mondadori
Data di pubblicazione: 17 marzo 2015
Pagine: 276
Prezzo: 18.50 €

martedì 17 marzo 2015

Recensione "Dopo il nero della notte" di Cristina Rava - Garzanti

By On marzo 17, 2015

SINOSSI
Fulmini e saette squarciano il cielo seguiti da assordanti tuoni. Nell'ascensore della vecchia biblioteca, nella tenebra totale, un uomo scivola contro lo specchio e muore. Accanto a lui, due polverosi libri dalle pagine ingiallite. Il caso viene assegnato al medico legale Ardelia Spinola, che conosce bene le procedure da seguire e i protocolli a cui attenersi. Ma a lei piace fare di testa sua. È impossibile mettere a tacere il suo istinto da investigatrice. Soprattutto ora che Ardelia ha bisogno di tenere l amente occupata. La sua vita è stata sconvolta da qualcosa che non credeva potesse capitare a lei, che non è più una ragazzina: un incontro speciale. Arturo, manager di successo che all'improvviso ha lasciato tutto per fare l'apicoltore. Con lui condivide l'amore per i gatti: i migliori amici di Ardelia. Quando si scopre che la vittima è un bibliotecario appassionato di testi antichi, la dottoressa è sicura che dietro questo caso si nasconda qualcosa di misterioso. L'uomo, prima di trasferirsi nella cittadina ligure, era un professore universitario stimato in tutta Europa. Un evento importante deve averlo portato a rinunciare alla sua carriera. Non ci sono molti elementi su cui indagare, ma Ardelia ha dalla sua quel fiuto che non la tradisce mai. ha la sua pista da seguire. Una pista in cui l'aspettano sconcertanti scoperte. Una pista pericolosa in cui è facile perdersi quando il buio è più cupo dell'oscurità della notte.
TITOLO: Dopo il nero della notte
AUTORE: Cristina Rava
EDITORE: Garzanti
DATA DI PUBBLICAZIONE: 29 maggio 2014
PAGINE: 300
CODICE ISBN: 9788811687450
PREZZO: 16.40 €
E-BOOK: 9.99 €
TRAMA 9
PERSONAGGI 8
STILE 9
INCIPIT 7
FINALE 9
COPERTINA 8

Piacere Libridinoso ... e mezzo!
1746 Letto in 3 giorni

Lo so! Laura ha detto che non si comprano libri con animali in copertina; e neanche libri con altri libri in copertina.
Ma ho ben tre motivazioni a mia discolpa! Primo: questo libro mi era stato suggerito dalla dolcissima e bravissima Loredana Limone (che per noi LGS è ormai zia Loredana !!)... e vuoi dire no alla zia? Secondo: questo libro l'ho acquistato prima di conoscere le regole di Laura. Terzo: questo romanzo è l'eccezione!

Io faccio parte di quella schiera di lettrici che, per una questione di età oltre che di gusti, ha amato Kay Scarpetta. Ho letto tutti i libri con protagonista la famosa anatomopatologa italo-americana creata dalla prolifica penna di Patricia Cornwell.Tutti i libri tranne gli ultimi tre. Perché? Semplice: Kay era diventata un personaggio noioso e le storie erano ripetitive. E ammetto che questa mia disaffezione mi ha spinta a diffidare di libri con protagonisti medici e investigatori. È per questo motivo che questo romanzo è rimasto in attesa per alcuni mesi. 

Poi, due giorni fa, l'ho preso tra le mani e ho fatto la conoscenza di Ardelia Spinola, 52 anni, anatomopatologa, un po' ficcanaso, impaziente e, soprattutto, divertente ed adorabile!
Se il personaggio Kay Scarpetta era una donna rigida, precisa, rigorosa e spesso saccente ai limiti dell'antipatia, Ardelia Spinola Collageè un concentrato di simpatia; uno di quei personaggi che si iniziano ad amare e di cui si ha nostalgia al termine della lettura; e magari ci si ritrova a far proprie alcune sue espressioni!
Anche i personaggi che le fanno da contorno nella sua quotidianità, emanano la stessa simpatia, a partire da Ughetto (il cui nome è già tutto un programma!), suo assistente
quarant'anni portati male, ha vissuto tutta la vita con una madre dispotica, avara, miserabile come le peggiori figure di Dickens.
Così, mentre tra i vicoli di Albenga si consuma l'assassinio di Ludovico Drovetti, illustre e solitario bibliotecario, noi conosceremo meglio Ardelia, la vedremo innamorarsi di un affascinante apicoltore, Arturo Granero; la sentiremo battibeccare con Ugo Bottini, Pubblico Ministero e, soprattutto, amico fidato e, apoteosi della risata, conosceremo Salvo e Carmelina,
Povere arterie! Melina è capace di friggere qualsiasi cosa!
vicini di casa e siciliani sino al midollo!
Ovviamente, in tutto ciò si dipanerà la risoluzione del caso Drovetti!

Ci sono volte in cui, più di altre, mi capita di aver voglia di recensire un libro. Questo accade quando si tratta di una stroncatura totale e, quindi ho proprio bisogno di sfogare la mia frustrazione da lettrice delusa; ma, ancora di più, succede quando mi capitano tra le mani piccoli capolavori come questo! Durante la lettura, inizio a prendere appunti e cerco di strutturare il pensiero per far sì che voi, passando da qui e leggendo, possiate dire: <>.
Ecco! Io spero proprio che, in questo momento, voi stiate pensando di annotarvi questo titolo.

Perché questa è una storia bella, intricata al punto giusto, con personaggi eccellenti; una storia che si fa amare e che lascia il giusto pizzico di nostalgia a fine lettura (nostalgia che ho attenuato con la scoperta di un precedente romanzo di Cristina Rava con protagonista Ardelia Spinosa)!
L'autrice è bravissima nel trasmettere gli stati d'animo dei personaggi e nel descrivere i luoghi, tanto che mi è capitato di avere spesso la sensazione di percepire l'odore del mare o il rumore della pioggia improvvisa.
Un libro davvero bello, che si legge volentieri, che strappa veramente tanti sorrisi! A questo punto, non mi resta che procurarmi il primo romanzo e poi sperare in altre avventure per Ardelia!








Parole nel cuore #4

By On marzo 17, 2015

di

Marco Malvaldi

PAGINE 68

<<Caro idiota,
a causa del tuo motorino parcheggiato a cazzo di cane, io non sono potuto passare di qua con l'automobile. Per questo sono dovuto andare a posteggiare in culo al mondo e mi sono dovuto portare le borse della spesa fino a casa sotto il sole, facendo una fatica bestia.
Come vedi, intorno alla ruota anteriore del tuo motorino, adesso c'è un bel catenone. Per liberartene e poter finalmente andare a spalmarti su qualche muro mentre vai su una ruota, la cosa migliore da fare è aprirlo con la sua chiave. Ti stai chiedendo dov'è la chiave? Non preoccuparti, non me la sono portata via. La chiave è nella terra di uno dei vasi da fiori davanti al ristorante; non ti dico quale per non rovinarti il divertimento.
Sperando che tu faccia fatica per trovarla almeno quanta ne ho fatta io per tornare a casa, ti auguro una giornata di merda e mi firmo il tuo affezionatissimo
Batman>>

sabato 14 marzo 2015

Recensione "Acquanera" di Valentina D'Urbano - Longanesi

By On marzo 14, 2015
 
SINOSSI
È un mattino di pioggia gelida quello in cui Fortuna torna a casa. Sono passati dieci anni dall'ultima volta, ma Roccachiara è rimasto uguale a un tempo: un paesino abbarbicato alle montagne e a precipizio su un lago, le cui acque sembrano inghiottire la luce del sole. Fortuna pensavo di essere riuscita a scappare, di aver finalmente lasciato il passato alle spalle, spezzato i legami con ciò che resta della sua famiglia per rinascere a nuova vita, lontano. Ma nessun segreto può resistere all'erosione dell'acqua nera del lago. A richiamarla a Roccachiara è un ritrovamento, nel profondo del bosco, che potrebbe spiegare l'improvvisa scomparsa della sua migliore amica, Luce. O forse, a costringerla a quel ritorno è la forza invisibile che, nonostante tutto e tutti, ha sempre unito la sua famiglia: tre generazioni di donne tenaci e coraggiose, ognuna a suo modo. E forse, questa volta, è giunta l'ora che Fortuna dipani i segreti nascosti nella storia della sua famiglia. Forse è ora che capisca qual è la natura di quella forza invisibile, per riuscire a darle un nome. Sperando che si chiami amore.
TITOLO: Acquanera AUTORE: Valentina D'Urbano EDITORE: Longanesi DATA DI PUBBLICAZIONE: 19 settembre 2013 PAGINE: 360 CODICE ISBN: 9788830434387 PREZZO: 14.90 €
TRAMA 8 PERSONAGGI 7 STILE 8 INCIPIT 7 FINALE 6 COPERTINA 6
Discretamente Libridinoso ... e mezzo
1746 Letto in 3 giorni

Ho letto questo libro dietro consiglio minaccia di Daniela, che mi ha gentilmente detto: <<Se non leggi Acquanera non leggerò più nulla di ciò che mi consigli tu!>> E io a Daniela voglio bene, quindi l'ho letto. Questo romanzo io, ovviamente, lo conoscevo già. E me ne sono anche tenuta lontana perché c'era qualcosa, ogni volta che me lo ritrovavo tra le mani, che mi respingeva e me lo faceva mettere giù. Ma, ripeto, io a Daniela voglio bene.. E allora, visto che lei lo aveva definito una droga, ho ceduto!
Roccachiara è un luogo di fantasia, un piccolo borgo arroccato sulle rive di un lago scuro, un lago che evoca morte.large È lì che vivono Clara ed Elsa. Ed è da loro che prende vita questa storia di donne e di mistero. Clara è la strega del paese. E, col tempo, l'isolamento e la diffidenza che l'hanno sempre circondata, avvolgeranno Elsa e poi sua figlia Onda e, infine, la nipote Fortuna. Onda, in questo nugolo di donne, è il personaggio che più mi ha infastidita. Onda è indisponente, saccente, ipocrita, cattiva.
Parlando di questo libro con Cuore, che lo sta leggendo proprio in questi giorni e di cui potrete leggere la recensione nella sua rubrica di venerdì, mi sono beccata l'appellativo di insensibile : <> Glisso sul fatto che le LGS mi chiamano acida quando sono in vena di gentilezze, perché solitamente sono definita SCADUTA (come lo yogurt!). Onda sceglie la direzione da dare alla sua vita. Ma la cosa che più mi ha urtata, e devo riconoscere che il mio passato mi ha sicuramente influenzata nell'esprimere questo giudizio, è il modo in cui Onda è madre. O forse dovrei dire "in cui NON È". Onda rifiuta Fortuna sin dal suo concepimento e mai, mai più sarà madre. Fortuna crescerà con Elsa, la nonna, continuamente rifiutata da questa madre un po' pazza, che preferisce parlare con i morti piuttosto che passare del tempo con lei. Scusa, Cuore, ma io Onda la prenderei a sberle!
Il finale. Ecco il punto dolente. Se la storia in sé mi è piaciuta, il finale mi è sembrato raffazzonato. Una serie di notizie buttate lì una dopo l'altra. La spiegazione, quasi ovvia, del rapporto tra Fortuna e Luce, non ha fatto altro che rendere banale qualcosa che, fin lì, era stato speciale. Anche il momento in cui Fortuna scopre chi sia suo padre, mi è apparso ovvio. Insomma, io avevo capito già a metà libro di chi si trattasse.
Che non sia un libro brutto lo potete capire da quel 3 e mezzo finale. La D'Urbano sa scrivere, questo è indiscutibile. E la storia cattura e l'atmosfera affascina e i personaggi parlano col lettore. Ma... ma io non sono una da noir. La cupezza, la tristezza, l'angoscia che suscitano questa storia non fanno parte di me come lettrice. Quindi, concludendo, posso dire che io questo libro lo consiglio, ma a chi ama il genere, perché, altrimenti, vi ritroverete a trascinarvi dietro una lettura che non vi appartiene e non vi entusiasma.

giovedì 12 marzo 2015

Recensione "Tutta colpa di un libro" di Shelly King - Garzanti

By On marzo 12, 2015

SINOSSI
È venerdì pomeriggio e, come ogni giorno, Maggie è andata a rifugiarsi nel suo posto preferito, la libreria Dragonfly di Mountain View, California. Accoccolata nella grande poltrona di liso velluto verde, circondata da pile di vecchi libri usati e con un romanzo d'avventura in grembo, Maggie legge di eccitanti scorribande e amori tempestosi. Fra gli scaffali polverosi riesce quasi a dimenticare di avere perso il lavoro e di avere il conto in banca quasi a secco. E oggi le capiterà fra le mani qualcosa di veramente speciale: una copia logora e ingiallita dell'Amante di Lady Chatterley. Non si tratta di un libro qualsiasi, perché i margini delle pagine nascondono la corrispondenza di un uomo e una donna che non si conoscono, Henry e Catherine. Parole d'amore e corteggiamento, frasi piene di gentilezza e passione, fino all'ultimo messaggio, una richiesta di appuntamento… Chi sono i due? Saranno riusciti a trovare il coraggio di guardarsi negli occhi e rivelare la loro identità? Maggie si appassiona alla loro storia e vorrebbe saperne di più. Perché quelle parole piene di emozione lei le ha sempre lette nei libri, ma non immaginava che si potessero dire veramente. O almeno, lei non l'ha mai fatto.
Ma la vita è pronta a sorprenderla, perché la libreria Dragonfly è in pericolo. All'angolo della strada si è aperta una nuova libreria di catena e i suoi libri intonsi e luccicanti minacciano di cancellare per sempre il segreto fascino delle pagine di un tempo. Maggie non si arrende, deve trovare il modo di salvare la Dragonfly. Proprio il segreto di Henry e Catherine, quei romantici messaggi scritti a mano, possono cambiare il destino della vecchia libreria. E forse anche il suo…
TITOLO: Tutta colpa di un libro
TITOLO ORIGINALE: The moment of everything
AUTORE: Shelley King
TRADUZIONE A CURA DI: Roberta Scarabelli
EDITORE: Garzanti
DATA DI PUBBLICAZIONE: 5 marzo 2015
PAGINE: 252
CODICE ISBN: 9788811688327
PREZZO: 14.90 €
TRAMA 6
PERSONAGGI 7
STILE 6
INCIPIT 8
FINALE 6
COPERTINA 9

Discretamente Libridinoso
1746 Letto in 2 giorni


Credo sia giusto fare una doverosa premessa prima di scrivere la recensione di questo libro.
Innanzitutto, devo dire a Laura de La biblioteca di Eliza che alla lista del mai comprare bisogna aggiungere un altro punto:
  • MAI COMPRARE LIBRI CHE PARLANO DI LIBRI/LETTORI/LIBRERIE
Perché pare proprio che, ultimamente, questo (assieme agli anziani) sia un argomento un tantino inflazionato. E se per ogni categoria ci sono le dovute e rare eccezioni (CesareCuore rosso), purtroppo esistono anche troppi libri di cui si potrebbe tranquillamente fare a meno.
Altro punto della mia premessa: come avrete capito leggendo qui, io non sono esattamente una romanticona, una da e vissero felici e contenti; tramonti e notti stellate mi annoiano, ad un film romantico preferisco una bella partita di calcio, le cena a lume di candela hanno come unico effetto quello di farmi macchiare e odio passeggiare mano nella mano, perché d'inverno mi si congelano le dita e d'estate mi sudano le mani. È quasi scontato, quindi, che certi libri, certe storie, più che farmi sospirare sognante, mi facciano venire l'orticaria!
Credo non ci sia bisogno di spiegare che, nonostante tutti i miei buoni propositi, la copertina di questo libro ha attirato il mio sguardo e non mi ha più mollato. Certo, due paroline sul colore dei capelli della signorina, io avrei da dirle. Ma faccio la brava e passo oltre!

La storia è ambientata nella Silicon Valley, culla di tutta la tecnologia che ci circonda. Ed è proprio lì che vive Margaret Victoria Duprés, Maggie per gli amici, trentaquattrenne, laureata in lettere e neo-largedisoccupata. Maggie trascorre le sue giornate alla Dragonfly Libri Usati, seduta in una vecchia poltrona, leggendo romanzi rosa di ambientazione storica. E fin qui... vabbè, la vita è tua!
Se non fosse che, un bel dì, Maggie si ritrova tra le mani una vecchia e consunta copia de L'amante di Lady Chatterley. E caso vuole che le pagine del romanzo contengano una fitta corrispondenza tra un certo Henry ed una certa Catherine.
In un guizzo di fantasia e cercando disperatamente di recuperare il suo posto di lavoro, Maggie decide di creare un sito ed una pagina Facebook per divulgare la corrispondenza tra i due.
Ovvio che più ovvio non si può, tra una cosa e l'altra, Maggie incontrerà lui, Rajhit. Ovviamente bello, ovviamente intelligente, ovviamente vuole lei. E lei non sa.. Lo ama? Non lo ama? Boh!
Con un assurdo giro di spiegazioni ed intrecci (ho dovuto far ricorso a Stefania L'Annusalibri per capirci qualcosa!), Maggie scoprirà chi è il fantomatico Henry.

Cosa mi è piaciuto di questo libro? Come detto, la copertina. Poi devo dire che non è scritto male, capiamoci. Anzi, mi ha strappato più di qualche risata, soprattutto nella prima parte. Andando avanti, però, la storia scade nella banalità e comincia a diventare un po' troppo surreale.
Dopo l'apertura del sito web da parte di Maggie, una schiera di gente inizia a scrivere sui margini delle pagine dei libri per cercare la propria anima gemella (potrei uccidere per una cosa del genere!).
Da un momento all'altro, a Maggie viene proposto di prendere in mano la Apollo Libri (diciamo pure l'equivalente della nostra Mondadori) e di gestirla
Potrai dare rilievo agli autori che pensi debbano essere conosciuti dal pubblico. Influenzerai il pensiero ed il gusto di tutti i nostri clienti
Ok, fermi tutti! Ma avete capito chi è Maggie? E, soprattutto, avete capito che libri legge? Ecco! E noi dovremmo farci influenzare da una così?
Infine, troppe pagine che parlano di libri fantasy e descrivono feste a tema e tante altre pagine piene di storie informatiche. Diciamo pure che lo stesso libro si sarebbe potuto scrivere con almeno una cinquantina di pagine in meno.
Perché tre stelle? COPERTINA, RISATE, TANTI LIBRI! E anche un po' perché era tanto che non mi divertivo come adesso, scrivendo una recensione!