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lunedì 13 aprile 2015

Recensione "Giochi d'ombra" di Charlotte Link - Corbaccio

SINOSSI

New York, 31 dicembre. Il magnate della finanza David Bellino attende l’arrivo del nuovo anno con un gruppo di vecchi amici e la bellissima fidanzata Laura. Nessuno però ha voglia di festeggiare davvero. Gli amici hanno accettato l’invito di David solo per poter finalmente fare i conti con l’uomo che, in momenti diversi, ha distrutto la loro esistenza, portandoli all'infelicità in cui vivono oggi. Ma non ne avranno il tempo, almeno non tutti: David viene ritrovato morto nel suo studio, ucciso da un colpo di pistola. Una vendetta? Ma di chi ? E perché? Tutti avevano un movente e tutti sembrano avere un alibi. Durante i lunghi interrogatori della polizia e le drammatiche conversazioni fra loro, riaffiorano i dolorosi ricordi del passato che, come in un assurdo caleidoscopio, si confondono in un gioco di ombre che avvolgono le loro vite. Gli amici del passato e la donna di oggi: sei destini uniti e divisi dal desiderio di amore e amicizia, dal sapore amaro della sconfitta, dalla determinazione a trovare giustizia.
Tra la Berlino del dopoguerra, un esclusivo collegio inglese, i bassifondi e i quartieri alti di New York, Charlotte Link tesse una tela di relazioni ambigue e pericolose. Con la consueta sensibilità, rivela le emozioni più profonde e segrete dell’animo umano, in un romanzo avvincente e ricco di colpi di scena che farà luce non solo su un omicidio, ma anche sul lato oscuro di ogni individuo.
TITOLO: Giochi 'ombra Schattenspiel
AUTORE: Charlotte Link
TITOLO ORIGINALE: Schattenspiel
TRADUZIONE A CURA DI: Gabriella Pandolfo
EDITORE: Corbaccio
DATA DI PUBBLICAZIONE: 27 marzo 2014
PAGINE: 450
ISBN: 9788863807295

TRAMA 8
PERSONAGGI 8
STILE 8
INCIPIT 8
FINALE 8
COPERTINA 7


Piacere Libridinoso

1748 Letto in 3 giorni


Una cosa certa quando si ha tra le mani un romanzo di Charlotte Link è che una volta iniziata la lettura, sarà impossibile smettere!

Giochi d’ombra è un thriller anomalo. Non è una storia da suspense, non c’è sangue. C’è un omicidio alla base del racconto, ma c’è, ancora di più, l’analisi introspettiva dei personaggi principali.

David Bellino è un uomo insicuro, arrogante e saccente. Cresciuto soggiogato da una madre rimasta prematuramente vedova e che ha fatto di lui il centro del suo mondo, David viene designato erede universale di Andreas Bredow, amico d’infanzia della madre, ricco e solo, che fa di David il centro del suo mondo.
David trascorrerà l’infanzia e l’adolescenza cercando di compiacere i due adulti. Questo farà di lui un adolescente insicuro e alla costante ricerca di approvazione da parte di tutti. Purtroppo, l’insicurezza che lo ha sempre contraddistinto, lo porterà a commettere vari errori che si ripercuoteranno negativamente sulle vite dei suoi unici amici, Natalie, Steve, Mary e Gina.
Quando, parecchi anni dopo, David inizia a ricevere lettere che lo minacciano di morte, decide di invitare i suoi vecchi amici a trascorrere il Capodanno con lui, allo scopo di scoprire chi di loro  potrebbe esserne l’autore.

Ed è proprio questo il punto. Discernendo, come in un diario, la vita di ogni personaggio, l’autrice ci porterà a scavare nell'animo e nei più reconditi segreti di ognuno di loro, facendoci scoprire che tutti avrebbero avuto un valido motivo per volere la morte di David. Ma portandoci anche a riflettere sul fatto che, nonostante l’ingerenza negativa da parte dell’amico nelle loro vite, nessuno di loro ha mai fatto qualcosa di concreto per cercare di cambiare il proprio destino, limitandosi ad addossare su David la colpa dei propri destini.
Il bello di questo romanzo è racchiuso proprio nel modo in cui l’autrice, raccontandoci la storia di Steve, Natalie, Mary e Gina e di come David abbia distrutto i loro sogni, ci porti a pensare che, in fondo, uno come lui lo avremmo ucciso anche noi! Allo stesso tempo, andando avanti con la narrazione, però, ci rendiamo conto di quanto ognuno di loro avrebbe potuto cercare di ricominciare da capo.
Che sia proprio la morte di David Bellino e l’essersi ritrovati dopo tanti anni a dar loro la forza di ricominciare?

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