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giovedì 20 novembre 2014

Recensione "Più di quel che avanza" di Francesca Romana Capone


SINOSSI
 
Un evento capace di sospendere l'esistenza e di costringere a guardarla sotto una diversa, inedita prospettiva: vittima di un incidente, la protagonista del romanzo si ritrova nell'impossibilità di muoversi e parlare, e tuttavia in una condizione di cristallina lucidità attraverso al quale rilegge il suo passato e prevede un futuro. Attorno al suo letto, la rete di relazioni che tessuto nei suoi quarantatré anni di vita si dipana e si lacera, senza che lei possa in alcun modo intervenire. Marito, amante, figlia, baby-sitter: la sua presenza muta sembra far precipitare vicende prima sospese in una precaria stabilità. In un teso monologo interiore, il mestiere di restauratrice divien metafora della situazione presente e della necessità di ricostruire una nuova identità. Proprio come una tela deteriorata dal tempo riprende vita e colore grazie al lento, faticoso e quasi magico processo del restauro, così "Ora la tua faccia somiglia al tuo nome. È molto bello il tuo nome, è bellissimo il suo significato. Pace".
TITOLO: Più di quel che avanza
AUTORE: Francesca Romana Capone
EDITORE: Baldini e Castoldi
DATA DI PUBBLICAZIONE: 18 novembre 2014
PAGINE: 208
CODICE ISBN: 9788868527440
PREZZO: 17.00 €
E-BOOK: 6.99 €
 

TRAMA 7
PERSONAGGI 6
STILE 7
INCIPIT 7
FINALE 7
COPERTINA 7


Discretamente Libridinoso... e mezzo

 
Innanzitutto, vorrei ringraziare la Casa Editrice Baldini e Castoldi per avermi inviato questo libro, dandomi così la possibilità di leggerlo e recensirlo per voi.
 
Questa è una storia da fiato sospeso, da peso sul cuore. È la storia di una donna, una madre, una moglie, un'amante. Una donna bella, affascinante, che è riuscita a realizzarsi nella sua professione di restauratrice di dipinti, meno nella sua vita privata.
Una di quelle donne che, arrivate ai quarant'anni, fanno ancora girare la testa agli uomini, ma che, spesso, sono guardate con diffidenza dalle altre donne.
Lei è così: un bel lavoro, piacente, un marito, Giulio, col quale, sin dall'inizio della loro storia, più di vent'anni prima, si è creata una sorta di rivalità: entrambi belli, entrambi realizzati nella loro professione, hanno creato un rapporto basato sulla competizione e sui reciproci tradimenti.
Un rapporto che, però, ha dato alle loro vite una sorta di stabilità: ognuno con i suoi spazi, con le proprie storie, senza pestarsi i piedi, senza farsi male.
Poi c'è Camilla, la loro bambina, 8 anni di vivacità, saggezza e irrequietudine.
E Stefano, il pediatra di Camilla, nonché amante.
La vita di questa donna cambia il giorno in cui viene investita da una Mercedes. Ed è da qui che parte il racconto. Si sveglia nella sua camera da letto, attrezzata per lei, come una camera d'ospedale. Non può muoversi, non può parlare, è costretta ad assistere alla vita degli altri che le scivola attorno. Un marito che decide che non è più giusto stare con lei, una figlia che deve farsi carico di troppe cose per essere una bambina, un amante che, improvvisamente, si rende conto che il loro, forse, non era amore.
 
La bravura dell'autrice consiste nel riuscire a trasmettere tutte le sensazioni provate dalla protagonista: indifferenza, paura, odio, amore, angoscia. Da ogni parola traspaiono emozioni.
Attraverso gli occhi di una persona che vede improvvisamente cambiare il suo mondo, i suoi confini, la sua vita, scopriremo come chi ci circonda non sia mai come realmente crediamo.
 
Di questo libro mi ha affascinato, sin da subito, la trama. La curiosità mi ha spinta a leggerlo e, devo dire, non mi ha delusa. L'unica nota negativa è data dall'eccesso di descrizioni relative al mestiere della protagonista: le minuziose descrizioni del restauro di un quadro, che, probabilmente, nell'intento dell'autrice avrebbero dovuto portare il lettore ad una sorta di confronto tra un'opera che rinasce ed una donna che cerca di rimettere in sesto la sua vita, personalmente, sono state solo una noiosa aggiunta di pagine, di cui, sinceramente, credo che la storia possa tranquillamente fare a meno.
Nonostante ciò, è una lettura che consiglio a chi ha voglia di immergersi in un libro che, sicuramente, fa riflettere parecchio.
Non sono poche le domande che il lettore si pone durante lo scorrere delle pagine. Ad esempio, cosa porta due persone che, sin dagli albori del loro rapporto, si sono tradite, a sposarsi e a mettere al mondo un figlio? Perché continuiamo a stare con qualcuno che non ci ama, che non amiamo? Davvero stabilità ed abitudine sono così forti da annullare la nostra volontà?
 
TEMPO DI LETTURA: 2 giorni

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