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La Libridinosa|Cosa fai nella vita?|Leggo!

Questione di incipit #19-2014

L’Incipit è l’arte di iniziare un libro talmente bene da costringere il lettore a proseguire la lettura!
Solitamente, l’Incipit è costituito dalla righe iniziali di un libro, diciamo pure la prima frase. Io, invece, ho deciso di andare un po’ oltre e riportarvi qui la prima(o le prime due)  pagina di un libro (solitamente quello che sto leggendo).

Il bambino

di

Sebastian Fitzek

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1

Quando, poche ore prima, Robert Stern aveva acconsentito a quell'incontro insolito, non sapevo di aver così accettato un appuntamento con la morte. E ancora meno prevedeva che la morte fosse alta poco meno di un metro e quaranta, portasse scarpe da ginnastica e che sarebbe entrata sorridendo nella sua vita in una zona industriale dimenticata da Dio.
<<No, non è ancora arrivata. E mi sta passando la voglia di aspettarla.>>
Snervato, Stern guardò attraverso il parabrezza coperto di pioggia della sua limousine la fabbrica senza finestre che si trovava a cento metri da lui, quindi maledisse la sua segretaria. Si era scordata di annullare l'appuntamento con suo padre, che in questo momento si trovava furente sull'altra linea.
<<Chiami Carina e le chieda dove diavolo è finita!>>
Stern spinse energicamente un tasto sul volante di pelle, e dopo un gracchiare diffuso sentì suo padre tossire al vivavoce. Aveva settantanove anni e fumava ininterrottamente. Adesso si era acceso una sigaretta persino nel breve tempo dell'attesa.
<<Mi spiace, papà>> disse Stern. <<Lo so che stasera avremmo dovuto cenare insieme, però dobbiamo rimandare a domenica. Ho dovuto accettare un appuntamento assolutamente inaspettato>>.
Devi venire. Per favore. Non so più cosa fare. La voce di Carina al telefono non gli era mai sembrata così ansiosa come poco prima.
<<Forse dovrei pagarti anch'io cinquecento euro all'ora per riuscire a vederti>> sibilò furente suo padre.
Stern sospirò. Lo andava a trovare tre volte alla settimana, ma non aveva alcun senso rimarcarlo adesso. Né le centinaia di processi penali vinti, né la battaglia persa del suo matrimonio a pezzi gli avevano insegnato come avere la meglio in un confronto con suo padre. Non appena discuteva con il vecchio, si sentiva nuovamente il ragazzino con i brutti voti a scuola, e non il quarantacinquenne Robert Stern, socio anziano di Langendorf, Stern e Dankwitz, il miglior studio legale di Berlino.
<<A dire il vero, non ho la più pallida idea di dove mi trovi>> disse, cercando di rendere più rilassata la conversazione. <<Per quel che ne so potrei essere in un qualsiasi posto in Cecenia. Il mio navigatore ha trovato questo posto a fatica>>. Accese gli abbaglianti dell'auto e così facendo illuminò parte del piazzale non lastricato, sul quale erano impilati rulli avvolgitori arrugginiti, travi in ferro sconnesse e altri rifiuti industriali. Probabilmente un tempo vi venivano prodotti smalti e vernici, se la sua interpretazione della montagna di latte vuote era esatta. Tutt quell'attrezzatura lasciata così, davanti alla pericolante baracca in mattino dal camino crollato, sembrava la perfetta scenografia di un film apocalittico.

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