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lunedì 7 aprile 2014

Questione di incipit #12-2014

L’Incipit è l’arte di iniziare un libro talmente bene da costringere il lettore a proseguire la lettura!
Solitamente, l’Incipit è costituito dalla righe iniziali di un libro, diciamo pure la prima frase. Io, invece, ho deciso di andare un po’ oltre e riportarvi qui la prima(o le prime due)  pagina di un libro (solitamente quello che sto leggendo).

Il libro da cui è tratto l'incipit di quest'oggi, lo inizio con voi

Il procuratore

di

Andrea Vitali

il procuratore

1

Il 1° novembre 1938 la "gazzetta di Como", organo della Federazione Provinciale Fascista, uscì con la prima pagina listata a lutto. Il giorno avanti era deceduto Anemone Crivelli, cavaliere del Regno e pioniere dell'industria locale. Quarantottenne, aveva partecipato con la Compagnia Angheben alla presa di fiume e una sera aveva addirittura cenato alla tavola del comandante D'Annunzio. Aveva finanziato la costruzione della prima sede dei Fasci di Combattimento. A cinquant'anni, per festeggiare il compleanno, era stato protagonista di una memorabile maratona di nuoto da Como a Bellagio e ritorno. Proconsole della milizia, era morto presidente ad honorem dei Fasci Giovanili Comaschi. Personaggio di spicco anche nel bel mondo, Crivelli era stato frequentatore assiduo di teatri e casini. Una gotta perniciosa l'aveva obbligato, circa quattro anni prima, a ritirarsi da ogni attività pubblica e amatoria, condannandolo pian piano all'infermità.
L'annuncio in prima pagina avvertiva i lettori che all'interno, nelle colonne dedicate alle cronache provinciali, veniva dedicato ampio spazio alla storia del defunto. In quelle pagine, a firma di tal Patroclo Bentipenso, e sotto la biografia e l'elogio dell'estinto, compariva un elzeviro dedicato alla nebbia che da due giorni affliggeva il ramo del lago di Como da Cernobbio a Lezzeno. "Il fenomeno", scriveva il Bentipenso, "è assai singolare". A causa della spessa coltre di nebbia e della conseguente difficolta di manovra, il Centuria, piccolo battello, in servizio sulla linea Como-Bellagio, si era incagliato, fortunatamente privo di passeggeri, nei pressi di Pognana Lario. Dall'urto il comandante aveva ricavato il naso rotto: danni più gravi aveva riportato la chiglia del battello. Seguivano brevi note riguardanti altri piccoli incidenti. "Ed è in questa nebbia", concludeva luttuosamente l'articolista, "che la nostra città si prepara a dare l'estremo saluto ad Anemone Crivelli, accompagnando con mestizia l'illustre Cavaliere del Regno nel suo passaggio verso il regno dell'ombra".
"Navigazione incerta", annunciò Romano Vitali, mettendo da parte il giornale.
Venticinque anni, addetto da cinque allo scalo dei battelli di Bellano, il Vitali s'avvicinò al banco del Caffè dell'Imbarcadero e ordinò un bicchierino di anice.
Guardando attraverso la porta a vetri del locale, Vitali sbriciò il monumento allo scrittore Tommaso Grossi che sembrava stringere le spalle sotto la pioggerellina, spiando il grigio del lago. Non c'era in giro anima viva.
"Par de ves giamo mort!" disse l'addetto allo scalo.
Romano non s'era accorto che nel suo bicchierino era finita una mosca. Continuava a scrutare il lago attraverso le tendine della vetrata del caffè.

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