image1 image2 image3 image4

La Libridinosa|Cosa fai nella vita?|Leggo!

Pagina 69 #10-2014

Regalo di nozze

di

Andrea Vitali

Lo zio Pinuccio batté sul tempo sua sorella.
<<Tranquillo>>, disse, guardando il nipote dallo specchietto retrovisore.
che portasse pazienza solo qualche minuto, e al primo bar si sarebbe fermato per fargli bere un bel caffellatte e mangiare una brioche, che Ercole manco sapeva cosa fosse.
Di bar ne trovarono due. Uno chiuso per ferie, l'altro per lutto.
Assunta, che da quando erano partiti non aveva aperto bocca, parlò.
Pratica, fece notare che non mancava molto alle undici e che pure lei, non avendo fatto colazione come peraltro era sua abitudine, avvertiva un certo appetito. Nel bagagliaio c'erano le melanzane alla parmigiana, ancora tiepide probabilmente, vista la temperatura della giornata. Nulla vietava di fermare per un momento la corsa verso il mare, mangiare qualcosa giusto per mettere a tacere lo stomaco e poi riprendere la strada.
Lo zio Pinuccio aderì immediatamente alla proposta, aveva fame anche lui.
Fu rapido come un falco.
Talmente tempestivo da bruciare sul tempo il cognato, che si stava preparando a suggerire di proseguire, tanto nessuno sarebbe morto per fame, o, in alternativa e più probabilmente, di invertire la marcia e tornare verso casa.
Non gli riuscì di dire neanche be' poiché, tra il tempo di formulare il pensiero e quello di tradurlo i parole, lo zio Pinuccio, individuata una piazzola sterrata, sterzò, frenò, navigò sul ghiaietto e si fermò sul limitare di un campo di erba medica.
Amedeo scese immediatamente dalla macchina e la prima cosa che fece fu controllare che gli penumatici non avessero subito danni di sorta.
Il campo di erba medica aveva un colore verde appassito, alle spalle del gruppo dominava il giallognolo che colorava le cime di un coltivo di granturco. Nell'aria c'era un frinire di cicale che invitava a chiudere gli occhi.
Assunta, che indossava un vestito sbracciato a righe bianche e verdi, scese per ultima dalla 600.
Forchette in mano, teglia delle melanzane posata sul cofano della macchina, cominciarono a mangiare.
Lo zio Pinuccio fu il primo a partire all'attacco. Amedeo invece esitò. Quel mangiare così, all'aperto, come se fosse sotto gli occhi di tutti anche se non c'era in giro anima viva, lo metteva a disagio. Si deciso solo dopo che lo zio Pinuccio, la bocca mezza piena, lo invitò a servirsi, come se melanzane e cofano della 600 fossero roba sua. Assunta si avvicinò alla teglia dopo di lui e pensò prima di tutto a Ercole, infilandogli in bocca due forchettate di melanzane oggettivamente tiepide ma pungenti e un po' troppo salate.
Mentre Ercole ingollava l'insolita colazione e placava la fame, lo zio Pinuccio dava il colpo di grazia alla teglia. Dopodiché se ne uscì dicendo...

Share this:

CONVERSATION

0 pensieri dei lettori:

Posta un commento