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La Libridinosa|Cosa fai nella vita?|Leggo!

Questione di Incipit #3-2014

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L’Incipit è l’arte di iniziare un libro talmente bene da costringere il lettore a proseguire la lettura!
Solitamente, l’Incipit è costituito dalla righe iniziali di un libro, diciamo pure la prima frase. Io, invece, ho deciso di andare un po’ oltre e riportarvi qui la prima(o le prime due)  pagina di un libro (solitamente quello che sto leggendo).

Questa sera inizio con voi

Sono stato un numero. Alberto Sed racconta

di

Roberto Riccardi

sono stato un numero

NON PUOI GIOCARE: SEI EBREO!

"Un ebreo non ha occhi? Non ha mani, un ebreo, membra, corpo, sensi, sentimenti, passioni?"

William Shakespeare

"Soffri, donna. Il dolore che ti morde la carne è buono. Viene dalle viscere della terra, dal cuore profondo dell'umanità che ti ha generata. Urla, piangi pure se vuoi. Per ogni lacrima versata avrai mille sorrisi, dalle labbra di tuo figlio sospinti dal vento ti raggiungeranno l'anima. E la sofferenza svanirà anche dai tuoi ricordi".

Così l'universo intero parlava a Enrica Calò, mentre col suo travaglio, il secondo, pagava il prezzo richiesto a una donna per la maternità. Poi, nel vagito che si diffuse nell'aria, l'infinito mistero si ripetè. Lo spasimo si placò, i miei occhi si aprirono al sole. Nel cuore della mamma esplose la gioia immensa di dare alla luce una creatura viva, frutto dell'amore per il suo uomo. Sul palcoscenico del mondo ogni giorno salgono nuovi attori, scende chi ha recitato. Come in sala dopo uno spettacolo , i due gruppi si incontrano per un attimo, uno soltanto. Si guardano, si sfiorano per andare oltre, ciascuno al suo destino. Sulla lapide, la stessa data segna l'inizio o la fine. Il 7 dicembre 1928 per tanti fu l'ultimo giorno. Per me fu il principio della vita.

Non puoi giocare, sei ebreo.

Non ho chiesto io di vivere. Ma se la decisione, nel luogo lontano in cui tutto o nulla si sceglie, fosse spettata a me, non avrei potuto esprimere desiderio migliore. Era questo l'Eden, la terra. Il male era un'astrazione, una parola priva di significato. Disegnavo i giorni con matite colorate, il io orizzonte era un perenne arcobaleno che non cedeva spazio alle nubi. Cosa c'è di più bello che correre in un prato fiorito, tuffarsi da uno scoglio e sentire l'acqua salata sulla pelle, scorgere nei volti della mamma e del papà il sorriso compiacente del mondo? Spesso mi sono domandato cosa...

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