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mercoledì 31 luglio 2013

Aggiungi un posto in libreria ... #23

By On luglio 31, 2013


I miei ultimi acquisti

 

Copertina di Chiedi alla luna

Titolo: Chiedi alla luna
Autore: Nathan Filer
Editore: Feltrinelli
Pagine: 308
Trama: "Vi racconterò cosa è successo perché è un buon modo per presentarvi mio fratello. Si chiama Simon. E' un tipo che vi piacerà. A me almeno piace un sacco. Solo che tra qualche pagina sarà morto. Non è più stato lo stesso, dopo." Ci sono momenti che ti cambiano la vita. Per Matthew Homes, nove anni, il primo è stato l'incontro con Annabelle, l'estate della vacanza a Ocean Cove. Il secondo la morte di suo fratello Simon, quello con la faccia tonda e sorridente, tonda come la luna. Da quel giorno niente è più stato come prima. Matt, costretto ad affrontare un segreto così enorme e terribile da non poterlo confessare a nessuno, avrà solo un pensiero in cui trovare conforto e grazie al quale ricominciare a lottare: il ricordo della faccia tonda e sorridente di suo fratello, tonda come la luna. Una grande avventura, la storia di un ragazzo che trova il coraggio di lottare contro i propri demoni e di diventare uomo. Un viaggio all'interno della mente umana e della sua follia. Un romanzo che ci ricorda che ci sono cose da tenere strette mentre la vita scorre via, mettendoci di fronte ostacoli che ci fanno venir voglia di dimenticare. Cose da custodire con cura. Perché è grazie a loro che si diventa grandi.

Copertina di P.S. I love you

Titolo: P. S. I love you
Autore: Cecelia Ahern
Editore: Rizzoli
Pagine: 420
Trama: Holly e Gerry sono una di quelle coppie giovani e belle che vivono in simbiosi. Quando, all'improvviso, Gerry muore, Holly è devastata: vedova a soli ventinove anni, ha l'impressione che la sua vita non abbia più senso. E anche arrabbiata, si sente tradita, lui - suo marito, amante, miglior amico, la sua roccia - aveva promesso di non lasciarla mai, come può farcela da sola, ora? Ma Gerry non ha dimenticato, e trova il modo di farle avere una lettera ogni mese, con un messaggio per ritrovare la voglia di vivere e, soprattutto, con un dolcissimo "P.S. I love you" che spinge Holly, fra un pianto e un sorriso, ad aprirsi al domani. Perché la vita è fatta per essere vissuta, sempre.

Copertina di Le grandi donne di Roma antica

Titolo: Le grandi donne di Roma Antica
Autore: Furio Sampoli
Editore: Newton Compton
Pagine: 318
Trama: Storie di donne di Roma antica. Diciannove ritratti (da Rea Silvia a Galla Placidia) dell'altra metà dell'universo, le donne, magari privilengiando quello che è il loro elemento costitutivo, bellezza-seduzione-attrazione sessuale oltre, ovviamente, il dato primigenio della loro natura femminile, la maternità. In breve una storia, forse minore, ma da scrivere: una storia di passioni e di letti, non di rado e più di quanto non si creda ugualmente determinante, nella lotta per il potere, delle battaglie e delle congiure o colpi di stato. Senza dimenticare l'intelligenza dell'inganno, della sorpresa, raffinatamente femminile...

Copertina di 101 storie di regine e principesse che non ti hanno mai raccontato

Titolo: 101 storie di regine e principesse che non ti hanno mai raccontato
Autore: Marina Minelli
Editore: Newton Compton
Pagine: 287
Trama: I destini e le fortune di 101 personaggi femminili che hanno attraversato la storia dell'Europa dal Medioevo ai giorni nostri. I grandi eventi qui lasciano il posto ai momenti privati, alle storie intime grazie alle quali è possibile conoscere la vita, i drammi, le inquietudini morali, amorose e anche religiose di un universo femminile da sempre tenuto in scarsa considerazione. Giovanissime mogli e madri, oggetto di scambio, pedine sullo scacchiere della diplomazia, queste principesse si sono ritagliate uno spazio perché dotate di una personalità fuori dell'ordinario. 101 storie diverse, ma legate da un fil rouge: l'attenzione al singolo individuo e alle sue emozioni all'interno di un grande contesto europeo. 101 vicende emozionanti, tristi, romantiche, tragiche, ma appassionanti come un romanzo, che riportano in primo piano molte donne dimenticate nelle pieghe della storia ufficiale.

Copertina di Il signore del falco

Titolo: Il signore del falco
Autore: Valeria Montaldi
Editore: Piemme
Pagine: 446
Trama: Milano, 1226. Il cadavere di una donna affiora nel canale di Vettabbia: il suo corpo reca i segni di un parto recente, ma del bambino che ha messo al mondo non c'è traccia. Passeranno diciassette anni prima che qualcuno si interroghi sulle sorti della creatura. Arnolfo da Sala, abate di San Simpliciano, messo in allarme da un sogno ricorrente e da vecchi sospetti noti a lui soltanto, incarica frate Matthew di investigare. Per le strade di una Milano sconvolta dalla caccia agli eretici e stremata dalla lotta contro Federico II, Matthew inizia la sua ricerca.

Riepilogo pubblicazioni luglio 2013

By On luglio 31, 2013

Eccovi il riepilogo delle uscite editoriali del mese di giugno

Ogni link vi riporterà ad una pagina di presentazione del libro.

L’elenco è in ordine alfabetico:

Alta tensione

Alta tensione - Harlan Coben

 

 

Amo la vita

Amo la vita – Lorrie Moore

 

 

Amore su carta da zucchero

Amore su carta da zucchero – Maria Murnane

 

 

Ancora una volta il mare

Ancora una volta il mare – Natasa Dragnic

 

 

Apocalisse Z. L'ira dei giusti

Apocalisse Z. L'ira dei giusti – Manel Loureiro

 

 

Recensione "L'ipotesi del male" di Donato Carrisi

By On luglio 31, 2013
l'ipotesi del male
Titolo: L'ipotesi del male
Autore: Donato Carrisi
Editore: Longanesi
Data di pubblicazione:29 aprile 2013
Pagine: 432
Prezzo: 18,60 €
Versione e-book: 9,90 €
Trama: <<Hai mai desiderato scomparire?>>
C'è una sensazione che tutti, prima o poi, abbiamo provato nella vita: il desiderio di sparire. Di fuggire da tutto. Di lasciarci ogni cosa alle spalle. Ma per alcuni non è solo un pensiero passeggero. Diviene un'ossessione che li divora e li inghiotte.
Queste persone spariscono nel buio. Nessuno sa perché. Nessuno sa che fine fanno. E quasi tutti presto se ne dimenticano.
Mila Vasquez invece è circondata dai loro sguardi. Ogni volta che mette piede nell'ufficio persone scomparse – il Limbo – centinaia di occhi la fissano dalle pareti della stanza dei passi perduti, ricoperte di fotografie. Per lei, è impossibile dimenticare chi è svanito nel nulla.
Anche perché la poliziotta ha i segni del buio sulla pelle, come fiori rossi che hanno radici nella sua anima.
Forse per questo Mila è la migliore in ciò che fa: dare la caccia a quelli che il mondo ha dimenticato.
Ma se d'improvviso alcuni scomparsi tornassero con intenzioni oscure?
Come una risacca, il buio restituisce prima gli oggetti di un'esistenza passata. E poi le persone. Sembrano identici a prima, questi scomparsi, ma il male li ha cambiati.
Alla domanda su chi li ha presi, se ne aggiungono altre. Dove sono stati tutto questo tempo? E perché sono tornati?
Mila capisce che per fermare l'armata delle ombre non servono gli indizi, no bastano le indagini. Deve dare all'oscurità una forma, deve attribuirle un senso, deve formulare un'ipotesi convincente, solida, razionale...Un'ipotesi del male.
Ma per verificarla non c'è che una soluzione: consegnarsi al buio.

Una pagina da ... #13

By On luglio 31, 2013

Una pagina da… è la rubrica del mercoledì in cui vi riporto la pagina che sto leggendo.

E come è spesso capitato nelle settimane precedenti, inizio a leggere in vostra compagnia un nuovo libro:

La banda degli insoliti ottantenni

di

Catharina Ingelman-Sundberg

L'anziana donna strinse la presa sul deambulatore, appese il bastone accanto al cesto e tentò di assumere un'espressione decisa. Occorreva parecchia determinazione per pensare di mettere a segno, all'età di settantanove anni, la sua prima rapina in banca. Fece un respiro profondo, si calò sul volto il cappello e aprì la porta. Entrò lentamente, sostenendosi al suo deambulatore marca Carl-Oskar. Mancavano cinque minuti alla chiusura e in fila c'erano tre clienti. Il deambulatore cigolava, nonostante lo avesse lubrificato con l'olio d'oliva, da quella volta che si era scontrata con il carrello delle pulizie alla casa di riposo e la ruota era rimasta storta.
Ad ogni modo, quel giorno la cosa non contava. Ciò che importava era che il deambulatore fosse provvisto di un grande cestino in cui infilare un bel po' di soldi.
Martha Anderson di Sedermalm se ne andava in giro lievemente china in avanti, con indosso un cappotto di colore indefinibile scelto appositamente per non dare nell'occhio. Era più alta della media, robusta ma non grossa, ai piedi portava delle scarpe da passeggio scure e comode che l'avrebbero sostenuta in una eventuale fuga. Le mani anziane erano avvolte in un paio di guanti logori e i capelli bianchi, tagliati corti, erano coperti da un cappello marrone a falde larghe. Indossava una sciarpa fluorescente. Se l'avessero fotografata con il flash la sciarpa avrebbe automaticamente reso l'immagine sovraesposta, così che sarebbe stato impossibile riconoscerla. Per il vero, si trattava persino di una precauzione superflua, visto che la bocca e il naso erano coperti dal cappello.
La piccola banca sulla via Gotgatan aveva proprio l'aspetto che hanno le banche oggigiorno. Una sola cassa, pareti spoglie e tristi, pavimento lindo e un tavolino con alcuni opuscoli su opportunità di prestiti e consigli per diventare ricchi. "Eh sì, miei cari produttori di opuscoli", pensò Martha. "Io conosco metodi molto più rapidi, però!". Si sedette su un divanetto riservato ai clienti e finse di esaminare alcuni manifesti appesi sui muri che proponevano mutui e investimenti azionari, ma aveva problemi a tenere le mani ferme. Con grande discrezione ne infilò una nella borsa alla ricerca delle sue caramelle così poco sane, dalle quali i dottori la mettevano in guardia, ma per le quali il dentista invece ringraziava. Si chiamavano Djungelvral, ovvero "urlo della giungla", un nome che infondeva la giusta carica in un giorno come quello. E un po' di carica era proprio quello che le occorreva.
Il display numerico emise ancora un bip e un uomo sulla quarantina si affrettò a raggiungere la ...

PROLOGO

la banda degli insoliti ottantenni

In questo mese di luglio...

By On luglio 31, 2013
Ho letto 5 libri:

* Il dono del buio - V. M. Giambanco
* Il giullare della regina - Philippa Gregory
* Una moglie affidabile - Robert Goolrick
* Zia Antonia sapeva di menta - Andrea Vitali
* L'ipotesi del male - Donato Carrisi

Ecco il mio podio:







martedì 30 luglio 2013

30 giorni di ... libri #3

By On luglio 30, 2013

Prendendo spunto dal blog Bookland: viaggiando tra i libri di Isy e Lya, che, a loro volta, si sono ispirate ad un gioco di Facebook, dò il via anch'io a questo piccolo giochino!
E anch'io, come Isy e Lya, trasformerò i 30 giorni in 30 settimane!
Quindi, partendo da oggi, per le prossime 30 settimane, ogni martedì risponderò a una domanda relativa ai libri!

Ed ecco la terza domanda di questa rubrica:

Qual è il tuo personaggio preferito di un libro che hai letto?

Questa, per me, è veramente una domanda difficile! Quando leggo un libro che mi piace, che mi colpisce, tendo ad affezionarmi molto ai suoi personaggi. Ho amato Aliena di Shiring ne "I pilasti della Terra" per la sua forza, la sua tenacia e la capacità di essere una donna fuori dal comune nonostante l'epoca.

Ho amato Olivia dell'omonimo libro perché, malgrado la sua vita prenda una direzione poco desiderabile, è capace di una leggerezza tale da lasciare a bocca aperta.

Ho amato, molto, un personaggio ai più sconosciuto, Maria Bolena, sorella della più famosa Anna, che sceglie una vita semplice e piena di amore invece del benessere che avrebbe potuto avere rimanendo a corte.

Se mi costringete a scegliere, però, mi viene in mente Susie Salmon, quattordici anni che nel romanzo di Alice Sebold, "Amabili resti" ci racconta, in prima persona, come è stata uccisa dal suo vicino di casa e, soprattutto, tutto ciò che accadrà dopo la sua morte: cosa fa l'assassino, la disperazione della sua famiglia, lo sconcerto dei suoi amici. E' un libro che ho letto parecchi anni fa, credo una decina; ed è un libro che, nonostante l'argomento, riesce a strappare un sorriso, riesce a far riflettere e, soprattutto, ci fa solidazzire con la protagonista non perché è una ragazzina che viene uccisa, ma perché ha dentro una gioia di vivere che va oltre la morte.

 

lunedì 29 luglio 2013

Questione di Incipit #4

By On luglio 29, 2013

L’Incipit è l’arte di iniziare un libro talmente bene da costringere il lettore a proseguire la lettura!
Solitamente, l’Incipit è costituito dalla righe iniziali di un libro, diciamo pure la prima frase. Io, invece, ho deciso di andare un po’ oltre e riportarvi qui il primo capitolo di un libro.
Generalmente, se il primo capitolo è scritto bene, è una buona premessa perché il libro sia valido.

Anche questa settimana vi riporto il primo capitolo del libro che ho in lettura:

L'ipotesi del male

di

Donato Carrisi

l'ipotesi del male

CAPITOLO 1.

La strada cominciò ad animarsi quando mancavano pochi minuti alle sei.
I camion della nettezza urbana ritirarono i rifiuti dai bidoni disposti davanti alle villette come soldatini obbedienti. Poi fu la volta del mezzo che ripuliva l'asfalto con le spazzole rotanti. I furgoncini dei giardinieri giunsero subito dopo. I prati inglesi e i vialetti furono liberati da foglie ed erbacce, le siepi riportare all'altezza ideale. Finito il proprio compito, andarono via, lasciandosi alle spalle un mondo ordinato e un quieto silenzio.
Il posto felice era pronto a presentarsi allo sguardo dei suoi felici abitanti, pensò Mila.
La notte era trascorso tranquilla, come ogni notte in quel luogo. Verso le sette, le case iniziarono pigramente a svegliarsi. Dietro le finestre, padri, madri e figli sembravano indaffarati e allegri per il nuovo giorno che avevano davanti.
Un altro giorno di vita felice.
Mentre li guardava, seduta nella sua Hyundai parcheggiata all'inizio dell'isolato, Mila non provava invidia perché sapeva che, grattando un po' la superficie dorata, veniva sempre fuori altro. A volte il quadro vero, fatto di luci e ombre, come è giusto che sia. Altre volte, però, c'era un buco nero. Venivi investito dall'alito putrido di una voragine affamata, e ti sembrava che, dal profondo, qualcuno bisbigliasse il tuo nome.
Mila Vasquez conosceva bene il richiamo del buio. Danzava con le ombre dal giorno in cui era nata.
Fece schioccare le dita delle mani, forzando la pressione sull'indice della sinistra. Il breve dolore le diede l'impulso per mantenere alta la concentrazione. Di lì a poco le porte d'ingresso delle villette cominciarono ad aprirsi. Le famigliole lasciavano le abitazioni per affrontare la sfida col mondo – che per loro sarebbe stata sempre troppo agevole, pensò Mila.
Vide i Conner uscire di casa. Il padre, l'avvocato Conner, aveva quarant'anni, fisico asciutto sotto un completo grigio impeccabile, capelli leggermente brizzolati  che mettevano in risalto il volto abbronzato. La madre era bionda, il corpo e il viso di una ragazza leggermente invecchiata. Il tempo non avrebbe mai infierito su di lei, Mila ne era sicura. E poi c'erano le bambine. La più grande andava alle medie. La piccola – una cascata di riccioli – ancora all'asilo. Erano il ritratto dei genitori. Se qualcuno avesse avuto ancora dei dubbi sulla teoria dell'evoluzione, Mila li avrebbe fugati mostrandogli i Conner. Erano belli e perfetti e, ovviamente, non potevano che vivere nel posto felice.
Dopo aver baciato moglie e figlie, l'avvocato salì a bordo di un'Audi A6 blu e si diresse verso la propria brillante carriera. La donna prese un Suv della Nissan, di colore verde, per accompagnare le bambine a scuola. A quel punto, Mila scese dalla sua vecchia auto per andare a introdursi nella villa – e nella vita – dei Conner. Nonostante il caldo, aveva scelto come travestimento una tuta da jogging. L'estate era finita da meno di un giorno, ma se avesse indossato maglietta e shorts, le cicatrici avrebbero attirato molto di più l'attenzione. Secondo i calcoli che aveva fatto da quando, nei giorni precedenti, era iniziato l'appostamento, aveva appena quaranta minuti prima che la signora Conner tornasse a casa.
Quaranta minuti per scoprire se il posto felice nascondeva un fantasma.

I Conner erano il suo oggetto di studio da qualche settimana. Tutto era iniziato accidentalmente.
I poliziotti che lavorano ai casi di scomparsa non possono attendere seduti a una scrivania che ci sia una denuncia, poiché a volte chi scompare non ha una famiglia che possa denunciare alcunché. Perché straniero o perché da tempo ha tagliato i ponti con tutto o, semplicemente, perché non ha nessuno al mondo.
Mila li chiamava <<i predestinati>>.
Individui che avevano un vuoto intorno e non immaginavano che un giorno sarebbero stati ingoiati. Perciò prima doveva cercare il caso, poi la persona scomparsa. Andava per strada, battendo i luoghi della disperazione, dove l'ombra morde ogni passo e non ti lascia mai solo. Ma le sparizioni avvenivano anche in presenza di un ambiente affettivo sano e protetto.
Per esempio, quando a scomparire era un bambino.
Poteva accadere – e purtroppo accadeva – che i genitori, distratti da una collaudata routine, non si accorgessero di qualche piccolo ma fondamentale cambiamento. Era possibile che qualcuno fuori di casa avvicinasse i figli senza che loro lo venissero a sapere. I bambini tendono a sentirsi in colpa quando ricevono le attenzioni di un adulto, perché si verifica un conflitto irrisolvibile fra due raccomandazioni impartite di solito da mamma e papà: è difficile, infatti, districarsi fra il dovere di mostrarsi educati coi più grandi e l'evitare il contatto con gli sconosciuti. Qualunque sia il comportamento scelto, ci sarà sempre qualcosa da nascondere. Mila, però, aveva scoperto che esisteva un'ottima fonte di notizie per sapere cosa stesse accadendo nella vita di un bambino.
Per questo, ogni mese faceva visita a una scuola diversa.
Chiedeva il permesso di girare per le aule quando i piccoli alunni non c'erano. Si soffermava a guardare i disegni appesi alle pareti. In quei mondi di fantasia spesso si mascherava la vita reale. Ma, soprattutto, si condensava il complesso di emozioni segrete, e a volte inconsce, che il bambino assorbe e riversa come una spugna. Le piaceva visitare le scuole. Le piaceva soprattutto l'odore – pastelli a cera e colla per la carta, libri nuovi e gomma da masticare. Le infondeva una misteriosa tranquillità, le dava l'idea che non sarebbe potuto accadere nulla.
Perché per un adulto i posti più sicuri sono quelli in cui stanno i bambini.
Era avvenuto nel corso di una di quelle esplorazioni che Mila, in mezzo a decine di disegni esposti su un muro, aveva scovato quello della figlia minore dei Conner. Aveva scelto a caso quell'asilo all'inizio dell'anno scolastico e c'era andata durante la ricreazione, mentre i bambini erano radunati in cortile. Si era soffermata nel loro minuscolo mondo, godendosi il sottofondo delle grida festose che provenivano da fuori.
Ciò che l'aveva colpita del disegno della piccola Conner era la famiglia felice che vi era rappresentata. Lei, mamma, papà e sorellina sul prato di fronte a casa. Una bella giornata col sole sorridente. Tutti e quattro si tenevano per mano. Scostato dalla scena principale, però, c'era un elemento che stonava. Un quinto personaggio. Le provocò subito una strana inquietudine. Sembrava che fluttuasse e non aveva la faccia.
Un fantasma, pensò subito Mila.
Stava per lasciar correre, ma poi cercò sul muro altri disegni della piccola e scoprì che l'oscura presenza tornava ogni volta. Il dettaglio era troppo preciso per essere casuale. L'istinto le diceva di approfondire.
Interpellò la maestra della bambina che fu molto gentile e le confermò che la storia degli spettri durava già da un po'. Spiegò che, per esperienza, non c'era di che preoccuparsi – di solito accadeva in seguito alla morte di un parente o di un conoscente, ed era il modo in cui i minori elaboravano il lutto. Per scrupolo, l'insegnante aveva chiesto alla signora Conner. Anche se in famiglia non erano avvenuti decessi ultimamente, qualche tempo prima la piccola aveva avuto un incubo notturno. Poteva essere quella la causa.
Ma Mila aveva imparato dagli psicologi infantili che i bambini attribuiscono a figure reali sembianze di personaggi di fantasia, non necessariamente eroi negativi. Così può accadere che l'estraneo diventi un vampiro ma anche un simpatico clown o perfino Spiderman. Tuttavia, c'è sempre un dettaglio che smaschera il doppio, rendendolo nuovamente umano. Ricordava il caso di Samantha Hernandez, che aveva raffigurato con le fattezze di Babbo Natale l'uomo dalla barba bianca che l'avvicinava ogni giorno al parco. Solo che nel disegno, come nella realtà, aveva un tatuaggio sull'avambraccio. Ma nessuno ci aveva fatto caso. Così, all'essere spregevole che l'avrebbe rapita e uccisa, era bastata la promessa di un regalo.
Nel caso della piccola Conner, l'elemento rivelatore era la ripetitività.
Mila era convinta che la bambina fosse spaventata da qualcosa. Doveva scoprire se si trattava di una presenza reale e, soprattutto, innocua.
Come sempre, aveva deciso di non avvertire i genitori. Era inutile creare allarmismi o infondate apprensioni soltanto per un vago sospetto. Aveva iniziato a sorvegliare la piccola Conner per individuare le persone con cui entrava in contatto fuori casa o nei pochi momenti in cui era lontana dalla vigilanza dei suoi, come quando era all'asilo o faceva danza.
Nessun estraneo era particolarmente interessato alla bambina.
I suoi sospetti erano infondati. Capitava spesso, ma non le pesava aver gettato al vento giorni di lavoro se la ricompensa era un senso di sollievo.
Per puro scrupolo, però, aveva deciso di far visita anche alla scuola della figlia più grande dei Conner. Nei suoi disegni non c'era alcun elemento ambiguo. Ma l'anomalia si celava in una fiaba che la maestra aveva assegnato come compito a casa.
La bambina aveva scelto una storia del terrore, il cui protagonista era un fantasma.
Era possibile che fosse solo il frutto della fantasia della sorella più grande che poi aveva influenzato la più piccola, solo per spaventarla. Oppure era la prova definitiva che non si trattava di una persona immaginaria. Forse il fatto che non avesse scovato un estraneo sospetto significava che la minaccia era molto più vicina di quanto avesse ritenuto all'inizio.
Non uno sconosciuto, ma uno di casa.
Per questo aveva deciso di effettuare una nuova esplorazione, stavolta presso la dimora dei Conner. Anche lei avrebbe dovuto trasformarsi.
Da cacciatrice di bambini a cacciatrice di fantasmi.

*

sabato 27 luglio 2013

Preferisco leggere...

By On luglio 27, 2013

E già questo potrebbe bastare, no?!! Chi segue il mio blog, tendenzialmente, preferisce leggere!

Ma, ricollegandomi ai Sussurri Libridinosi della scorsa settimana, quest'oggi vorrei parlare di generi letterari.

E così, mentre sono rintanata in taverna alla disperata ricerca di un po' di fresco; mentre osservo quest'angolo che ho sempre poco usato e comincio seriamente a pensare di farne l'angolo ufficiale della Libridinosa (ssshhh...non fatevi sentire da mio marito!!); mentre più che di Sussurri Libridinosi, quest'oggi si tratta di Sbuffi Calorosi!!! Beh, mentre vegeto in quest'angolo fresco della casa, mi viene da pensare che, alla fin fine, ogni lettore ha il suo genere di libri preferiti!

Che scoperta, direte! No, non è una gran scoperta, ma più che altro la curiosità di capire qual è il genere più amato da chi segue il mio blog.
Gironzolando tra voi (tra i vostri blog, ovviamente... non è che io sia lì a pedinarvi uno per uno!!) posso sicuramente affermare che il genere Fantasy è quello più amato dai blogger del momento.

Mi ritrovo sommersa di recensioni su libri appartenenti a questo genere e altrettanto sommersa da richieste di recensioni da parte di autori emergenti in cerca di un po' di visibilità.
Io sono, in questo senso, una voce fuori dal coro: il genere Fantasy (e affiliati) non mi appartiene, non mi prende, non mi piace.

Se devo proprio stilare una mia classifica personale, metto, sopra tutti, i romanzi storici, le biografie storiche, tutto ciò che riguarda la storia. Sì, ok, lo ammetto: sono io quella che rimane appiccicata alla tv, il venerdì sera, guardando Mankind su Italia 1 e sono sempre io quella che, appena ha accesso al telecomando Sky, va direttamente sul canale 407, che sarebbe History Channel!

Al secondo posto della mia personale classifica di preferenze, si piazzano, pari merito, i thriller e la narrativa.
Ho poca fantasia, vero? Ma che volete farci? Ho anche un'età che mi porta a sperimentare poco!!

A questo punto, però, sono curiosa di conoscere anche i vostri gusti, quindi vi pongo la domanda che ho posto anche ai mie fans su Facebook durante l'ultima settimana:

QUAL è IL VOSTRO GENERE LETTERARIO PREFERITO?

Intanto, ecco i risultati del sondaggio Facebook:

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La consolazione più grande? Vedere che i romanzi erotici non abbiano ottenuto neanche un misero voto!
So che il romanzo erotico, inteso nel senso reale del suo termine, è ben altra cosa rispetto alle 50 sfumature e seguenti, ma ritengo che, per i lettori odierni (chiamiamoli lettori!), l'erotico venga rappresentato proprio da questo genere di libri.

Bene, Libridinosi, per questo caldo e afoso sabato è tutto. In attesa delle vostre risposte, vado a riprendere in mano il libro che ho appena iniziato: L'ipotesi del male.

Recensione "Una moglie affidabile" di Robert Goolrick

By On luglio 27, 2013
una moglie affidabile
Titolo: Una moglie affidabile
Autore: Robert Goolrick
Editore: Sperling & Kupfer
Data di pubblicazione: 25 ottobre 2009
Pagine: 304
Prezzo: 12,00 €
Versione e- book: non disponibile
Trama: Wisconsin, 1907. Nel freddo pungente dell'inverno, Ralph Truitt, ricco uomo d'affari, attende solitario alla stazione ferroviaria l'arrivo della donna che ha risposto al suo annuncio matrimoniale: "Cerco moglie affidabile". Ma Catherine Land, che scende dal treno proveniente da Chicago, non è certo la <<donna semplice ed onesta>> che Ralph aspettava, bensì una giovane e sofisticata sconosciuta, determinata tuttavia a conquistarlo. Sul suo volto Ralph legge subito la menzogna, ma c'è qualcos'altro – l'ombra di tristezza che le vela lo sguardo? la bellezza struggente e inaspettata? – che lo convince a portarla comunque a casa con sé.
Mentre scivolano in silenzio attraverso la campagna gelida e immobile, entrambi si interrogano sul nuovo corso della loro esistenza: Catherine si lascia alle spalle le luci della città e un passato misterioso; Ralph, tormento dal ricordo di una tragica storia famigliare, vorrebbe scacciare per sempre i fantasmi che non gli danno tregua. Nella grande casa di lui, isolati dalla neve e che cade implacabile, giorno dopo giorno Catherine e Ralph si riveleranno l'uno all'altra, in un gioco di seduzione dove i ruoli s confondono, scoprendo a poco a poco segreti, bugie, desideri. E una profonda invincibile passione.

venerdì 26 luglio 2013

Pagina 69... #2

By On luglio 26, 2013
Secondo appuntamento con la nuova rubrica.
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Considerato che lo ritengo a tutti gli effetti il libro più bello che io abbia mai letto, visto che mi è rimasto talmente tanto nel cuore, è arrivato il suo momento!
Agnes la sentì e sorrise fuggevolmente, e ricominciò a spingere. Tom si tese e sostenne la testolina con la mano sinistra mentre uscivano le spalle, prima l'una e poi l'altra. Il resto del corpo sgusciò fuori in fretta, e Tom mise la mano destra sotto i fianchi del piccino e lo tenne mentre le gambette minuscole scivolavano nel mondo freddo.
L'apertura incominciò subito a richiudersi intorno al palpitante cordone bluastro collegato all'ombelico del piccolo.
Tom sollevò il figlioletto e lo scrutò, ansioso. C'era molto sangue, e in un primo momento temette che fosse successo qualcosa di terribile; ma lo guardò meglio e non vide nessuna lesione. Gli guardò fra le gambe. Era un maschio.
<<E' bruttissimo!>> disse Martha.
<<E' perfetto>> disse Tom, sfinito dal sollievo. <<Un maschio perfetto.>>
Il piccino aprì la bocca e vagì.
Tom guardò Agnes. I loro occhi s'incontrarono. Si sorrisero.
Tom tenne il piccino contro il petto. <<Martha, portami una ciotola d'acqua calda.>> Martha scattò, obbediente. <<Dove sono gli stracci, Agnes?>> Agnes indicò il sacchetto per terra. Alfred lo passò a Tom: aveva la faccia rigata di lacrime. Era la prima volta che vedeva nascere un bambino.
Tom intinse uno straccio nell'acqua calda e lavò delicatamente il visino per togliere il sangue e il muco. Agnes si sbottonò la tunica e Tom le mise fra le braccia il bimbo che strillava ancora. Il cordone bluastro che andava dal ventre del neonato all'inguine di Agnes smise di palpitare, s'incartapecorì e diventò bianco.
Tom si rivolse a Martha. <<Dammi le cordicelle che hai intrecciato>> disse <<Vedrai a cosa servono.>>
Martha gli passò due pezzi di treccia di giunchi. Tom li legò in due punti intorno al cordone ombelicale e strinse i nodi. Poi usò il coltello per tagliarlo tra un nodo e l'altro.
Ce l'avevano fatta. Il peggio era passato e il bambino stava bene. Ne era molto fiero.
Agnes spostò il piccolo e se l'accostò al seno. La boccuccia trovò il capezzolo ingrossato, e il neonato smise di piangere e cominciò a succhiare.
Martha chiese in tono meravigliato: <<Come fa a sapere che deve fare così?>>
<<E' un mistero>> rispose Tom. Le porse la ciotola e disse: <<Porta a tua madre un po' d'acqua fresca da bere.>>
La pagina 69 di questa settimana è tratta da
I pilastri della Terra
di
Ken Follett
i pilastri della terra

mercoledì 24 luglio 2013

Una pagina da ... #12

By On luglio 24, 2013
Una pagina da… è la rubrica del mercoledì in cui vi riporto la pagina che sto leggendo.
Il libro che sto leggendo questa settimana è
Una moglie affidabile
di
Robert Goolrick
 ... specchio, aveva pensato con una punta di gelosia  a quel sé stesso più giovane e lascivo.
Ricordava la prima volta in cui aveva visto il braccio nudo di una dona adulta. Ricordava la prima volta in cui una donna si era sciolta i capelli solo per lui e il profumo di sapone e lavanda di quella cascata ricca e inattesa. Ricordava ogni mobile della stanza. Ricordava il suo primo bacio. Li aveva amati tutti, quei baci. Una volta erano stati tutto per lui. I desideri disperati del corpo avevano dato senso alla sua esistenza.
Si può vivere disperando soltanto finché si è davvero senza speranza. Ralph aveva cinquantaquattro anni e la disperazione lo aveva contagiato come un'infezione, senza che neppure se ne accorgesse. Non avrebbe saputo indicare con esattezza il momento in cui il suo cuore si era inaridito.
La gente del luogo gli rivolgeva un cenno rispettoso mentre sgattaiolava via: <<'Sera, signor Truitt>>. E non poteva evitare di aggiungere: <<Il treno è un pochino in ritardo, signor Truitt?>> Avrebbe voluto picchiarli, dire loro di lasciarlo in pace. Perché, ovviamente, loro sapevano. C'erano stati telegrammi, trasferimenti di denaro, un biglietto. Sapevano tutto.
Conoscevano la sua storia fin da quando era bambino. Molti di loro, la maggioranza, lavoravano per lui, nella fonderia, abbattendo alberi, facendo i minatori, commerciando o tenendo la contabilità delle vendite e di fitti. Quelli che non lavoravano per lui, generalmente, non avevano nessuna occupazione, a parte la fatica infruttuosa che tiene in vita gli sciocchi e i pigri nei climi ostili.
Alcuni, lo sapeva, erano davvero sfaccendati. Alcuni erano crudeli con le mogli e i figli; alcune mogli erano infedeli...
PAGINA 9
una moglie affidabile





martedì 23 luglio 2013

Recensione "Il giullare della Regina" di Philippa Gregory

By On luglio 23, 2013
Il giullare della regina
Titolo: Il giullare della regina
Autore: Philippa Gregory
Editore: Sperling & Kupfer
Data di pubblicazione: 20 ottobre 2006
Pagine: 632
Prezzo: 13,00 €
Versione e-book: non disponibile
Trama: Inghilterra, nello splendido e feroce teatro della rivalità tra le figlie di Enrico VIII, Maria ed Elisabetta I, giunge un insolito giullare: Hannah Green, giovane ragazza ebrea, sotto abiti maschili, in fuga dagli artigli dell'Inquisizione insieme al padre stampatore. Il raro dono della chiaroveggenza le varrà fiducia e protezione presso lady Maria, ma anche ostilità e sospetto, per le scomode verità che è chiamata a rivelare. Promessa sposa a Daniel Carpenter e costretta dall'affascinante e traditore Robert Dudley, per il quale nutre una bruciante passione, a spiare la cattolicissima erede al trono, scoprirà una donna di fede che intende riportare il popolo alla sua religione. Ma l'astuta e calcolatrice Elisabetta tesse nell'ombra la sua mortale ragnatela...
Sullo sfondo tumultuoso della guerra civile e dietro le fredde grate della Torre di Londra, l'autrice tratteggia una straordinaria figura femminile, divisa fra l'amore e i doveri familiari, fra l'affermazione della propria libertà e la schiavitù in cui la voleva un'epoca già troppo antica per lei.

30 giorni di ... libri #2

By On luglio 23, 2013
Prendendo spunto dal blog Bookland: viaggiando tra i libri di Isy e Lya, che, a loro volta, si sono ispirate ad un gioco di Facebook, dò il via anch'io a questo piccolo giochino!
E anch'io, come Isy e Lya, trasformerò i 30 giorni in 30 settimane!
Quindi, partendo da oggi, per le prossime 30 settimane, ogni martedì risponderò a una domanda relativa ai libri!
Ed ecco, quindi, alla seconda settimana e alla seconda domanda:
La tua citazione preferita
Ce ne sarebbero tante, anche in questo caso, ma quella che amo di più in assoluto, che mi rispecchia nel mio essere è sicuramente tratta dal libro "Olivia, ovvero la lista dei sogni possibili" di Paola Calvetti:
Ero ammalata di parole,
leggevo di tutto e dappertutto.
Anch'io, come la protagonista del libro, leggo ovunque mi trovi e leggo (quasi ) tutto ciò che mi capita tra le mani!
olivia





lunedì 22 luglio 2013

Aggiungi un posto in libreria ... #22

By On luglio 22, 2013


I miei ultimi acquisti

 

Copertina di L'amore bugiardo

Titolo: L'amore bugiardo
Autore: Gillian Flynn
Editore: Rizzoli
Pagine: 462
Trama: Amy e Nick si incontrano a una festa in una gelida sera di gennaio. Uno scambio di sguardi ed è subito amore. Lui la conquista con il sorriso sornione, l'accento ondulato del Missouri, il fisico statuario. Lei è la ragazza perfetta, bella, spigliata, battuta pronta, il tipo che non si preoccupa se bevi una birra di troppo con gli amici. Sono felici, innamorati, pieni di futuro. Qualche anno dopo però tutto è cambiato. Da Brooklyn a North Carthage, Missouri. Da giovani professionisti in carriera a coppia alla deriva. Amy e Nick hanno perso il lavoro e sono stati costretti a reinventarsi: lui proprietario del bar di quartiere accanto alla sorella Margo, lei casalinga in una città di provincia anonima e sperduta. Fino a che, la mattina del loro quinto anniversario, Amy scompare. E in quel momento, con le tracce di sangue e i segni di colluttazione a sfregiare la simmetria del salotto, che la vera storia del matrimonio di Amy e Nick ha inizio. Che fine ha fatto Amy? Quale segreto nasconde il diario che teneva con tanta cura? Chi è davvero Nick Dunne? Un marito devoto schiacciato dall'angoscia, o un cinico mentitore e violento, forse addirittura un assassino? Raccontato dalle voci alternate di Nick e Amy, "L'amore bugiardo" è una incursione nel lato oscuro del matrimonio. Un thriller costruito su una serie di rovesciamenti e colpi di scena che costringerà il lettore a chiedersi se davvero sia possibile conoscere la persona che gli dorme accanto.

Copertina di La lettrice bugiarda

Titolo: La lettrice bugiarda
Autore: Brunonia Berry
Editore: Garzanti
Pagine: 391
Trama: E' estate e l'oceano ruggisce al largo della città di Salem. Towner Whitney è tornata dove tutto è cominciato. La grande casa segnata dalla salsedine è avvolta dal silenzio. Eppure a Towner sembra ancora di vedere la sua gemella Lindley mentre, con lei, ride e legge il futuro secondo un'antica arte trasmessa di madre in figlia tra le strane donne della famiglia Whitney. Towner era fuggita da tutto ciò, prigioniera del senso di colpa e della follia. Perché l'ultima volta che aveva previsto il futuro, Lindley era morta. Quindici anni dopo, la scomparsa dell'amata zia Eva la costringe a fare ritorno. Per ritrovarla, Towner non ha altra scelta: deve affrontare il segreto che la lega indissolubilmente a Lindley. Un segreto che affonda le radici in un passato inconfessabile che molti, nel clan Whitney e nella chiusa comunità di Salem, hanno cercato di rimuovere. Dalla madre di Towner, May, una donna dura e solitaria, che vive su un'isola sperduta, alla fragile Emma, marchiata da una ferita indelebile, fino a Cal, un ambiguo predicatore. Quando il corpo di Eva viene restituito dalle onde e un'altra ragazza scompare, Towner capisce di essere precipitata di nuovo nell'incubo di quella calda estate di quindici anni prima. Circondata dalle chiacchiere e dai sospetti, non può fare affidamento che su sé stessa. E questa l'eredità che Eva le ha lasciato: scrutare il futuro e distinguere vero e falso, odio e amore, realtà e sogno. Solo allora il velo che offusca il suo destino si solleverà.

Copertina di Io prima di te

Titolo: Io prima di te
Autore: Jojo Moyes
Editore: Mondadori
Pagine: 391
Trama: A ventisei anni, Louisa Clark sa tante cose. Sa esattamente quanti passi ci sono tra la fermata dell'autobus e casa sua. Sa che le piace fare la cameriera in un locale senza troppe pretese nella piccola località turistica dove è nata e da cui non si è mai mossa, e probabilmente, nel profondo del suo cuore, sa anche di non essere davvero innamorata di Patrick, il ragazzo con cui è fidanzata da quasi sette anni. Quello che invece ignora è che sta per perdere il lavoro e che, per la prima volta, tutte le sue certezze saranno messe in discussione. A trentacinque anni, Will Traynor sa che il terribile incidente di cui è rimasto vittima gli ha tolto la voglia di vivere. Sa che niente può più essere come prima, e sa esattamente come porre fine a questa sofferenza. Quello che invece ignora è che Lou sta per irrompere prepotentemente nella sua vita portando con sé un'esplosione di giovinezza, stravaganza e abiti variopinti. E nessuno dei due sa che sta per cambiare l'altro per sempre. "Io prima di te" è la storia di un incontro. L'incontro fra una ragazza che ha scelto di vivere in un mondo piccolo, sicuro, senza sorprese e senza rischi, e un uomo che ha conosciuto successo, la ricchezza e la felicità, e all'improvviso li ha visti dissolversi, ritrovandosi inchiodato su una sedia a rotelle. Due persone profondamente diverse, che imparano a conoscersi senza però rinunciare a se stesse, insegnando l'una all'altra a mettersi in gioco.

Copertina di La città d'oro

Titolo: La città d'oro
Autore: Leonardo Gori
Editore: Giunti
Pagine: 420
Trama: 1508, anno del Signore. Nella Firenze prostrata da un morbo misterioso che falcia vittime e non concede tregua, quale segreto custodiscono Niccolò Machiavelli e il suo misterioso visitatore notturno? Fin dove può portare la fatale attrazione fra un uomo e una donna, avversari e amanti in una missione impossibile per conto della Repubblica? E ancora, cosa si nasconde nell'inesplorato Mondo Nuovo, oltre il mondo allora conosciuto? La città d'oro è un romanzo a tante facce: una storia di avventura, un intrigo internazionale, la caccia a un tesoro remoto e senza prezzo, da Firenze a Siviglia e alle Indie Occidentali. Una struggente storia d'amore fra chi pensava di aver consumato il cuore e per caso riscopre la passione e il fuoco dei sensi. Fino a una sorpresa sconvolgente, nell'alba livida della Firenze rinascimentale, che ricuce tutti i fili della narrazione.

Copertina di La donna dei fiori di carta

Titolo: La donna dei fiori di carta
Autore: Donato Carrisi
Editore: Longanesi
Pagine: 170
Trama: Il monte Fumo è una cattedrale di ghiaccio, teatro di una sanguinosa battaglia. E notte, e l'eco degli scontri si riverbera fin dentro la caverna in cui il medico e il prigioniero sono seduti a parlare. E a fumare. All'alba, il prigioniero sarà giustiziato, a meno che non riveli il suo nome e il suo grado. Al medico spetta il compito di farseli rivelare. Ma le loro vite spezzate, appese a un filo sottile come il fumo che si leva dalle sigarette accese, dipendono dalle risposte a tre domande. Chi è il prigioniero? Chi è Guzman? Chi era l'uomo che fumava sul Titanic? Questa è la storia della verità nascosta nell'abisso di una leggenda. Questa è la storia di un eroe insolito e della sua ossessione. Questa è la storia di tutte le storie, ed è vera, perché tutto il resto è inevitabilmente inventato.