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mercoledì 31 luglio 2013

Una pagina da ... #13

Una pagina da… è la rubrica del mercoledì in cui vi riporto la pagina che sto leggendo.

E come è spesso capitato nelle settimane precedenti, inizio a leggere in vostra compagnia un nuovo libro:

La banda degli insoliti ottantenni

di

Catharina Ingelman-Sundberg

L'anziana donna strinse la presa sul deambulatore, appese il bastone accanto al cesto e tentò di assumere un'espressione decisa. Occorreva parecchia determinazione per pensare di mettere a segno, all'età di settantanove anni, la sua prima rapina in banca. Fece un respiro profondo, si calò sul volto il cappello e aprì la porta. Entrò lentamente, sostenendosi al suo deambulatore marca Carl-Oskar. Mancavano cinque minuti alla chiusura e in fila c'erano tre clienti. Il deambulatore cigolava, nonostante lo avesse lubrificato con l'olio d'oliva, da quella volta che si era scontrata con il carrello delle pulizie alla casa di riposo e la ruota era rimasta storta.
Ad ogni modo, quel giorno la cosa non contava. Ciò che importava era che il deambulatore fosse provvisto di un grande cestino in cui infilare un bel po' di soldi.
Martha Anderson di Sedermalm se ne andava in giro lievemente china in avanti, con indosso un cappotto di colore indefinibile scelto appositamente per non dare nell'occhio. Era più alta della media, robusta ma non grossa, ai piedi portava delle scarpe da passeggio scure e comode che l'avrebbero sostenuta in una eventuale fuga. Le mani anziane erano avvolte in un paio di guanti logori e i capelli bianchi, tagliati corti, erano coperti da un cappello marrone a falde larghe. Indossava una sciarpa fluorescente. Se l'avessero fotografata con il flash la sciarpa avrebbe automaticamente reso l'immagine sovraesposta, così che sarebbe stato impossibile riconoscerla. Per il vero, si trattava persino di una precauzione superflua, visto che la bocca e il naso erano coperti dal cappello.
La piccola banca sulla via Gotgatan aveva proprio l'aspetto che hanno le banche oggigiorno. Una sola cassa, pareti spoglie e tristi, pavimento lindo e un tavolino con alcuni opuscoli su opportunità di prestiti e consigli per diventare ricchi. "Eh sì, miei cari produttori di opuscoli", pensò Martha. "Io conosco metodi molto più rapidi, però!". Si sedette su un divanetto riservato ai clienti e finse di esaminare alcuni manifesti appesi sui muri che proponevano mutui e investimenti azionari, ma aveva problemi a tenere le mani ferme. Con grande discrezione ne infilò una nella borsa alla ricerca delle sue caramelle così poco sane, dalle quali i dottori la mettevano in guardia, ma per le quali il dentista invece ringraziava. Si chiamavano Djungelvral, ovvero "urlo della giungla", un nome che infondeva la giusta carica in un giorno come quello. E un po' di carica era proprio quello che le occorreva.
Il display numerico emise ancora un bip e un uomo sulla quarantina si affrettò a raggiungere la ...

PROLOGO

la banda degli insoliti ottantenni

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