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venerdì 19 luglio 2013

Pagina 69 ... #1

Lettori miei,
da questo venerdì la vecchia rubrica
PAGINA 99
cambia pelle e diventa
PAGINA 69.
Perché?
Perché gironzolando su internet, mi sono imbattuta in questo post:
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Quindi, ecco a voi la pagina 69 di questa settimana
...tini nani ancora aggrappati sulla schiena, altri senza. Uno, con uno straccio insanguinato impigliato nella zanna, schiumante di sudore, gli occhi rossi dal terrore, caricò lo sfortunato fantino che la folla aveva rigettato sulla pista e lo incornò. L'uomo cadde sotto gli zoccoli degli altri animali e la corsa terminò in una barbara confusione appena i cinghiali si bloccarono prima del traguardo e cominciarono a mangiare la loro vittima.
<<Ecco, no ho mai...>> disse il Papa, riaccomodandosi. Il palco emise un debole grido. Una risata acuta e maniacale sgorgò dal possente petto di Michelotto.
<<Guarda>>, chiamò Cesare, colpendolo alle costole. <<Vedi quei due con la gamba. Cinquecento scudi che se la prende quello pezzato.>>
<<Ci sto>>, rispose Michelotto. <<Ci mangiamo il vincitore a cena? Un cinghiale con la gamba di un uomo nella pancia, questa sì che è una novità.>>
<<Ho altri progetti per questa sera.>> Anche se non mi guardava, la sua mano mi stringeva il ginocchio ed era lampante ciò che aveva inteso dire. Mi sentii come se il mio cranio si fosse spaccato come un uovo fatto bollire troppo alla svelta, facendo entrare ogni genere di emozioni contrastanti. Il disgusto per lo spettacolo del verro che uccideva il nano rivaleggiava con il fascino del vivo per la morte e il morire. L'umiliazione di sedere senza alcuna accompagnatrice tra uomini, di avere la mano di un uomo sul ginocchio in un luogo pubblico era sopraffatta da un senso di sconsiderata eccitazione, di essere impigliata nella stessa aura di invincibilità di Cesare.
Dal profondo del mio essere, forse da quel posto che Angela poteva toccare con dita esperte e amorevoli, sentii la forza del desiderio spostare la mia gamba più vicina alla sua e non opporsi quando lui fece scivolare la mano un po' più in su lungo la mia coscia, e uno dei suoi anelli s'impigliò in un filo della mia camorra. Chiusi gli occhi per soffocare il fragore nella testa, le guance ardenti e il cuore he batteva contro le costole. I miei sensi erano pieni dell'aroma dell'olio essenziale di gelsomino che usava per profumarsi la barba e di un muschio pericoloso e animalesco che non lo nascondeva del tutto.
<<Questo dovreste guardarlo>> disse, nella voce una languida minaccia che penetrò nel mio sogno. Aprii gli occhi e gli lanciai un'occhiata, ma lui stava guardando diritto davanti a sé, le labbra arricciate in un enigmatico sorriso. Qualcuno, tuttavia, mi stava osservando e attirò il mio sguardo. Un fanciullo imberbe, lussuosamente abbigliato...

La pagina 69 di questa settimana è tratta da

I peccati dei Borgia
di
Sarah Bower
i peccati dei borgia

 

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