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mercoledì 15 maggio 2013

Una pagina da...#2

Vi riporto la pagina del libro che ho in lettura,
ma non una pagina a caso, proprio quella che sto leggendo,
quella in cui si appoggia uno dei miei adorati segnalibri!
Ieri pomeriggio ho iniziato a leggere
“Inferno” di Dan Brown.
Quando finalmente era salito sul palco, era stato accolto dall’applauso caloroso di un pubblico che in sala aveva lasciato soltanto posti in piedi.
Meine damen un Herren” aveva attaccato, la voce rimbombante negli altoparlanti. “Wilkommen, bienvenue, welcome.”
La famosa battuta tratta da Cabaret aveva suscitato una risata d’apprezzamento.
Mi è stato detto che il pubblico presente questa sera comprende non solo membri della società Dante Alighieri, ma anche numerosi scienziato e studiosi provenienti da ogni parte che forse oggi incontreranno Dante per la prima volta. Pertanto, per coloro che sono stati troppo occupati per leggere i poeti medievali italiani, ho pensato di cominciare con una rapida panoramica su Dante: la sua vita, il suo lavoro e i motivi per cui è considerato una delle figure più influenti di tutta la storia.”
Altri applausi.
Servendosi di un piccolo telecomando, Langdon aveva mostrato una serie di immagini di Dante, la prima delle quali era il ritratto a figura intera di Andre del Castagno: il poeta in piedi nel vano di una porta, con un libro di filosofia in mano.
Dante Alighieri” aveva cominciato Langdon. “Scrittore e poeta fiorentino, nacque nel 1265 e morì nel 1321. In questo ritratto, come in quasi tutte le immagini che lo raffigurano, indossa una tunica rossa e un copricapo di drappo rosso sopra un’aderente cuffia bianca con bande laterali. E’ una tra le più frequenti rappresentazioni di Dante.”
Langdon era poi passato al ritratto dipinto da Botticelli e conservato agli Uffizi, che evidenziava i tratti più salienti del peta: la mascella volitiva e il naso aquilino.
Anche qui, il volto inconfondibile di Dante è incorniciato dal copricapo rosso,ma Botticelli ha aggiunto la corona d’alloro come simbolo di eccellenza, in questo caso nella poesia, un simbolo tradizionale che risale all’antica Grecia e che viene utilizzato ancora oggi in occasione di cerimonie in onore di peti laureati e premi Nobel.”
Langdon aveva fatto scorrere rapidamente molte altre immagini, tutte di Dante con il copricapo e la tunica rossi, la corona d’alloro e il naso adunco.
Per completare la nostra galleria dantesca, ecco una statua che si trova in piazza Santa Croce..e, naturalmente, il famoso affresco attribuito a Giotto nella cappella del Bargello.”
PAGINA 98
inferno





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