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La Libridinosa|Cosa fai nella vita?|Leggo!

Recensione 'Come un romanzo' di Daniel Pennac

Come un romanzo
Titolo: Come un romanzo
Autore: Daniel Pennac
Editore: Feltrinelli
Data di pubblicazione: gennaio 2000
Pagine: 144
Prezzo: 6,50 €
Versione e-book: 4,99 €


Trama: E’ attraverso l’analisi del comportamento, di come, giorno dopo giorno, interagiamo con l’oggetto libro e i suoi contenuti, che Pennac riesce a dimostrare alcune storture dell’educazione non solo scolastica, ma anche famigliare. Laddove, normalmente, la lettura viene presentata come dovere, Pennac la pone invece come diritto e di tali diritti arriva ad offrire il decalogo. Piena di libertà dunque nell’approccio individuale alla lettura perché “le nostre ragioni di leggere sono strane quanto le nostre ragioni di vivere”.




Voti 



Trama  5

Personaggi   3
Stile  7
Incipit  7
Finale  8
Copertina  8
Voto complessivo 6.3

Ci sarebbe tanto da dire su questo romanzo, ma l’unica cosa che mi sento di dire, realmente, è LEGGETELO. Sia che siate lettori voraci come me, sia che siate lettori occasionali, meglio ancora se rientrate in quella vasta categoria di chi non ama leggere, LEGGETELO!!!
E’ un romanzo che parla di lettori, ma ancora di più, di non-lettori. E’ uno scrittore che parla di libri e di come farli amari a chi proprio si ostina a non volerli neanche guardare.

L’autore: Daniel Pennac, pseudonimo di Daniel Pennacchioni, nasce a Casablanca il 1° dicembre 1944 ed è uno scrittore francese.
In seguito ad una scommessa, nel 1985 comincia una serie di romanzi che girano attorno a Benjamin Malaussène, alla sua inverosimile e multietnica famiglia e ad un quartiere di Parigi, Belleville.pennac
Nel 1992 ottiene un grande successo con Come un romanzo, un saggio a favore della lettura.
Il 26 marzo 2013 è stato insignito della Laurea ad Honorem per il suo impegno nella pedagogia presso l'Università di Bologna.


I DIRITTI IMPRESCINDIBILI DEL LETTORE
Il diritto di non leggere
Il diritto di saltare le pagine
Il diritto di non finire un libro
Il diritto di rileggere
Il diritto di leggere qualsiasi cosa
Il diritto al bovarismo (malattia testualmente contagiosa)
Il diritto di leggere ovunque
Il diritto di spizzicare
Il diritto di leggere a voce alta
Il diritto di tacere


CITAZIONI DAL LIBRO
Il verbo leggere non sopporta l’imperativo.
La lettura è un atto di creazione permanente.
Non ho mai avuto tempo di leggere, eppure nulla, mai, ha potuto impedirmi di finire un romanzo che mi piaceva.
Il tempo per leggere è sempre tempo rubato. Rubato a cosa? Al dovere di vivere. E’ forse questa la ragione per cui la metropolitana finisce per essere la più grande biblioteca del mondo.
Leggere si impara a scuola. Quanto ad amare a leggere...

Inconcepibile l’avversione per la lettura se apparteniamo ad una generazione, ad un’epoca, a un ambiente, a una famiglia dove la tendenza era piuttosto quella di impedirci di leggere. “Ma smettila di leggere, insomma, ti rovinerai gli occhi!” “Vai fuori a giocare, piuttosto, che c’è un tempo stupendo” “Spegni la luce! E’ tardi!”. Sì, allora il tempo era sempre troppo bello per leggere e la notte troppo buia. Se ci fate caso, leggere o non leggere, il verbo era già coniugato all’imperativo. Anche nel passato, la musica è sempre quella. Cosicché, leggere era a quei tempi un atto sovversivo. Alla scoperta del romanzo si univa l’eccitazione di disobbedire alla famiglia. Duplice incanto! Oh, il ricordo di quelle ore di lettura rubate sotto le coperte alla luce di una torcia elettrica!

I nostri figli sono anche figli della loro epoca, mentre noi eravamo solo figli dei nostri genitori. Quando eravamo adolescenti non eravamo i clienti della nostra società; commercialmente e culturalmente parlando, era una società di adulti. Vestiti comuni, cibi comuni, cultura comune, il fratellino ereditava i vestiti del maggiore, mangiavamo le stesse cose, alla stessa ora, alla stessa tavola, la domenica facevamo le stesse gite, la televisione inchiodava la famiglia a un unico e identico canale e in materia di letture l’unica preoccupazione dei nostri genitori era di mettere certi libri su scaffali inaccessibili. Mentre oggi gli adolescenti sono clienti a pieno titolo di una società che li veste, li distrae, li nutre, li educa.

Ci sono quelli che non hanno mai letto e se ne vergognano, quelli che non hanno più tempo per leggere e se ne rammaricano, quelli che non leggono romanzi, ma libri utili, saggi, biografie; quelli che leggono di tutto, che divorano libri e gli brillano gli occhi, quelli che leggono solo i classici perché non c’è miglior critico del vaglio del tempo. Ma tutti, tutti, in nome della necessità di leggere!



La mia valutazione:Photobucket - Video and Image Hosting Photobucket - Video and Image Hosting Photobucket - Video and Image Hosting Photobucket - Video and Image Hosting Photobucket - Video and Image Hosting



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