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La Libridinosa|Cosa fai nella vita?|Leggo!

Pagina 99...#4

Pagina 99
è una rubrica che consiste nel riportarvi
la 99esima pagina di uno dei libri che ho già letto.
Perché proprio pagina 99?
Perché è un buon punto per poter capire la storia
senza però svelarne troppo!
  
La pagina 99 di questa settimana è tratta da
22/11/'63
di
Stephen King

...al loro posto con una sorta di brillantina, cadevano a riccioli sul collo e mi fecero pensare a uno di quei vecchi filmati di rock’n’roll: Jerry Lee Lewis che salta sul pianoforte mentre canta Great Balls of fire. Probabilmente il proprietario del Jolly White Elephant era considerato il beatnik locale.
Lo salutai col pollice alzato. Col mento mi rivolse il più lieve dei cenni di saluto, e continuò a fumare la sua pipa.
Alla stazione di servizio (dove la normale costava 19,9 cent e la “super” un penny di più), un uomo in tuta blu e con un duro taglio di capelli da marine stava lavorando su un furgone (quello degli Anicetti, supponevo) alzato sul ponte.
Signor Titus?”
Mi diede un’occhiata da sopra la spalla: “Sì?”
Il signor Anicetti mi ha detto che potrei usare il suo bagno.”
La chiave è appesa all’ingresso dell’officina”, mi rispose con un fortissimo accento del Maine.
Grazie.”
La chiave era appesa a una pala di legno con scritto: UOMINI. Sull’altra pala c’era scritto RAGAZZE. La mia ex moglie ci sarebbe rimasta di merda, pensai, non senza compiacimento.
Il bagno era pulito ma puzzava di fumo. Di fianco al water c’era un posacenere a forma di urna. A giudicare dalla quantità di mozziconi che lo costellavano, conclusi che a un bel po’ di visitatori di quella stanzetta piaceva fumare mentre cagavano.
Quando uscii, notai una ventina o poco più di auto usate in un parcheggio vicino all’officina. Sopra di esse dondolava una fila di bandierine colorate agitate dalla brezza leggera. macchine che nel 2011 sarebbero state d’epoca e vendute a migliaia e migliaia di dollari, lì avevano prezzi tipo settecentocinquanta.
Una Cadillac che sembrava quasi nuova te la portavi via con ottocento. L’insegna sopra l’ufficetto delle vendite (dentro c’era una ragazza carina con la coda di cavallo e un chewing-gum tra i denti, assorta nella lettura di Photoplay) diceva: TUTTE QUESTE AUTO FUNZIONANO BENE E LE ACQUISTATE CON IL BUONO GARANZIA DI TITUS: CI PRENDIAMO CURA DI QUELLO CHE VENDIAMO!
Riappesi la chiave, ringraziai Titus (che bofonchiò qualcosa senza distogliere lo sguardo dal furgone), e tornai verso Main Street, pensando che sarebbe stata una buona idea tagliarmi i capelli prima di visitare la banca. Mi ricordai del beatnik col pizzetto, e d’istinto attraversai la strada, diretto alla rivendita di mobili usati.


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