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La Libridinosa|Cosa fai nella vita?|Leggo!

Aggiungi un posto in libreria #8

                                 

La ragazza dei fiori mortiTitolo: La ragazza dei fiori morti
Autore: Amy MacKinnon
Editore: BUR Biblioteca universale Rizzoli
Pagine: 309
Trama: Clara è una ragazza sola che lavora in un laboratorio di pompe funebri. Tirare un vaso sanguigno, cucire la bocca perché la gente muore con la bocca aperta. E poi scegliere un fiore, perché i fiori hanno un linguaggio segreto che bisbiglia ai morti. Clara non riceve quasi mai visite, eccezione fatta per una bambina che è in qualche modo attratta da quel seminterrato. La bambina guarda mentre Clara ricompone i morti ed è silenziosamente disperata, artificiosamente controllata, come una creatura che non è mai stata amata a sufficienza. Un’ammiratrice che, un giorno, non compare più.
La vergine azzurraTitolo: La vergine azzurra
Autore: Tracy Chevalier
Editore: Neri Pozza
Pagine: 317
Trama: E’ un giorno della seconda metà del Cinquecento, in un villaggio tra Mont Lozère e Florac, nella Francia meridionale. La prima neve dell’inverno, come un velo sottile, ha ricoperto la terra. Sul sagrato di una chiesa, Monsieur Marcel, il predicatore calvinista, ha appena finito di parlare. Con i suoi abiti scuri, i capelli d’argento, si è avviato su per la collina senza voltarsi. Dietro di sé ha lasciato l’incendio nelle menti e nei cuori. La folla, eccitata e rumorosa, è decisa a purificare la chiesa.
Etienne Tournier, giovane figlio dei Tournier, unica famiglia nel villaggio a possedere una Bibbia ed un cavallo, agitando un rastrello, solleva lo sguardo minaccioso verso la statuetta della Vergine col Bambino che troneggia sul portone della chiesa. Poi fissa i suoi occhi celesti in quelli di Isabelle du Molin, la Rossa. Il giorno in cui la Madonnina era stata messa nella nicchia, Isabelle era una bambina e sedeva ai piedi della scala della chiesa, mentre Jean Tournier, il padre di Etienne, dipingeva l’edicola di un azzurro vivido come il cielo terso della sera. Quando ebbe finito, il sole, spuntando da una muraglia di nubi, rese quell’azzurro così splendente che Isabelle rimase a guardarlo rapita. Poi i raggi inondarono le chiome della ragazza che anche dopo il tramonto conservarono lo scintillio del rame. Così, da quel giorno, la chiamarono la Rossa.
LTitolo: L’innocenza
Autore: Tracy Chevalier
Editore: Neri Pozza
Pagine: 360
Trama: E' il 1792 a Londra, e il traffico è intenso in Hercules Buildings: ventidue case a schiera di mattoni con un piccolo giardino sul davanti e un pub a ciascuna estremità della strada. Nel trambusto di carrozze, cavalli e barrocci, grida di pescivendoli, venditori di scope e fiammiferi, lustrascarpe e calderai, Jem Kellaway, un ragazzo col viso allungato, gli occhi azzurri infossati e i capelli biondo-rossicci, trasporta all'interno del numero 12 una sedia Windsor dopo l'altra. È appena arrivato a Londra, coi genitori e sua sorella Maisie, dalla campagna del Dorsetshire. Thomas Kellaway, suo padre, ha afferrato un giorno tutti i suoi arnesi di lavoro, i cerchi di legno per curvare i braccioli e gli schienali delle sedie, i pezzi del tornio utili a rifinire le gambe, i saracchi, le accette, gli scalpelli e i succhielli, li ha caricati su un carro ed è partito per Londra con tutta la famiglia per lavorare come carpentiere nel celebre circo di Philip Astley.Astley li ha spediti al numero 12 degli Hercules Buildings, nell'abitazione di proprietà della signorina Pelham, la donna con indosso un abito giallo scolorito che ronza ora attorno alla casa e sbraita contro una ragazza dal viso impertinente e sveglio che è accorsa incuriosita: Maggie Butterfield, la figlia di Dick Butterfield, il vicino che ha osato vendere alla signorina Pelham falsi merletti delle Fiandre sfilacciatisi nel giro di pochi giorni.È il mese di marzo e il caldo e il rumore sono insopportabili. Jem esploderebbe certamente di rabbia e stanchezza se d'improvviso non calasse una strana pausa di silenzio sulla strada e la signorina Pelham non si zittisse e Maggie non smettesse di fissarlo. Seguendo il suo sguardo, il ragazzo scorge un uomo attraversare la via. Robusto, la faccia larga, la fronte spaziosa, gli occhi grigi e la carnagione pallida, vestito semplicemente, camicia bianca, brache, calze e giacca nere, e un bizzarro berretto in testa, un bonnet rouge, il copricapo con la coccarda blu, bianca e rossa della Rivoluzione francese. È uno degli abitanti più noti degli Hercules Buildings: William Blake, l'artista, il poeta che stampa «strani libretti» e inneggia alle idee che incendiano il paese dall'altra parte della Manica.
La prigioniera del silenzioTitolo: La prigioniera del silenzio
Autore: Valeria Montaldi
Editore: Rizzoli
Pagine: 427
Trama: Venezia, 1327. Quello di Giulia Bondimier, unica erede di un’illustre famiglia patrizia, è un amore sincero, travolgente e passionale. Ma anche impossibile. Vietata dai costumi del tmepo, la sua relazione con il giovane Samuel Macalia, setaiolo ebreo, ha come tragica conseguenza una gravidanza inattesa. Giulia non ha scelta: deve cambiare vita e rinunciare al frutto della sua colpa. Destino parallelo quello di Nicoleta. Figlia di un umile carpentiere e vittima di uno stupro, è costretta a privarsi della creatura che porta in grembo. Fuggita in terraferma, riesce a trovare un lavoro capace di restituirle dignità e rispetto. Giulia, invece, obbligata sua malgrado alla vita monastica, rimane nella città che l’ha vista nascere. Venezia è una prigione per lei, ma è anche l’unico luogo che le permette di rimanere vicino a chi non avrebbe mai voluto perdere. Passati vent’anni, Giulia sarà chiamata a scelte difficili e coraggiose. Nonostante la società di cui fa parte sia dominata dai rapporti di forza stabiliti da uomini, saprà dimostrare come il legame ancestrale che unisce una donna ai suoi figli non possa essere spezzato da niente e nessuno.
Mille volte nienteTitolo: Mille volte niente
Autore: Emma La Spina
Editore: Piemme
Pagine: 249
Trama: “Sono una donna bambina. Una donna segnata da un’infanzia e un’adolescenza trascorse in istituti per orfani, io che orfana non sono. Nel chiuso di quelle stanze, mi è stata rubata la bellezza dei primi anni, la meraviglia della crescita, lo stupore per il mondo. E ho avuto in cambio dolore, umiliazione, ignoranza. Per questo quando la porta di quelle stanze si è spalancata, ho dovuto imparare ogni cosa, mentre gli altri le sapevano già. Il racconto della mia storia riprende da dove l’avevo interrotto. Un mattino d’estate, il giorno successivo ai miei diciotto anni e poco prima di affrontare l’esame di maturità, vengo espulsa dall’istituto. Buttata in mezzo a una strada, letteralmente. Tutti i miei averi sono un diario, un libro di scuola e gli abiti che indosso. Con quelli inizierò a percorrere lamia strada, senza sapere quale sia, senza sapere nemmeno se c’è per me, da qualche parte, una strada. Non so nulla, neppure il significato delle cose più naturali della vita. Le imparerà tutte sulla mia pelle. Lentamente imparerò a difendermi. Ma ci vorranno anni e forse ancora non mi sento del tutto salda nei risultati che ho raggiunto. Certo una cosa per me, oggi, è più importante di ogni altra: la famiglia che mi sono creata. I figli, soprattutto. Sono il mio tesoro prezioso. Sono quello per cui è valsa la pena resistere.”

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